martedì 31 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Sabato Pisanu inaugurerà la caserma dei cc


Intestata a Vincenzo Lomunno


MOTTOLA - Operativa già dallo scorso anno, la nuova caserma dei Carabinieri, ubicata in via Di Vittorio, sarà finalmente inaugurata nella mattinata di sabato, 4 febbraio. Una cerimonia solenne, predisposta dal Comune di Mottola e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Taranto, permetterà anche di intitolare la moderna struttura al tenente Vincenzo Lomunno, medaglia di bronzo al valore militare.
All’inaugurazione, che prenderà inizio intorno alle 10,30 circa, presenzieranno, oltre al sindaco Giovanni Quero e al comandante Provinciale dell’Arma, Federico Scassa, anche il Ministro dell’Interno, on. Giuseppe Pisanu ed il generale del Corpo d’Armata, Luciano Gottardo, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri.
Dopo aver sostituito la vecchia  sede, in via Sansonetti, la nuova caserma, a pochi metri dall’Umberto I, si sviluppa su due livelli, disponendo, di fatto, di un seminterrato adibito agli automezzi e di un piano rialzato, ove sono dislocati gli alloggi dei militari in servizio, le celle per la detenzione e gli uffici. Appaltata dalla precedente Amministrazione Ludovico, con fondi della Cassa Depositi e Prestiti, tale struttura ha visto il sindaco Quero, già all’indomani del suo insediamento, impegnarsi fattivamente, affinché potesse essere realmente funzionale ed operativa.
Progettata dall’arch. Eleonora Marinelli, appare come una struttura efficiente, che ben si adatta alle esigenze di servizio del Corpo d’Arma, al quale è destata destinata, consentendo, di fatto, un potenziamento di uomini al servizio della locale comunità. I Carabinieri di Mottola la attendevano da ben 144 anni. (Maria Florenzio)

lunedì 30 gennaio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


Cerimonia ufficiale sabato prossimo con il generale Gottardo


Anche Pisanu a Mottola per la nuova caserma Cc


Anche il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu parteciperà sabato prossimo a Mottola alla cerimonia di inaugurazione della nuova caserma dei carabinieri. All’appuntamento prenderanno parte pure il gen. di corpo d’armata Luciano Gottardo, comandante generale dell’Arma dei carabinieri, e numerose autorità civili e militari.
Pisanu arriverà in Puglia venerdì quando, assieme all’on. Sandro Bondi, sarà protagonista dell’assemblea regionale organizzativa di Forza Italia. Poi sabato mattina si sposterà in provincia di Taranto per partecipare al taglio del nastro della struttura che già da qualche tempo ospita i militari della stazione di Mottola.
Proprio di recente i carabinieri di Mottola, che fanno parte della compagnia di Massafra, si sono distinti per alcune brillanti operazioni anticrimine. In particolare, i militari sono riusciti a sgominare una organizzazione di truffatori che assicurava il pagamento di bollette e imposte falsificando i timbri degli uffici postali e a scoprire una casa d’appuntamento che era stata aperta in una villetta ubicata sulla strada per Palagianello.

domenica 29 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Restano gravi le condizioni del giovane ferito sulla SS 7


Restano gravi ma stazionarie le condizioni del giovane rimasto ferito l'altra sera in un incidente verificatosi sulla Statale 7 Appia. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, Cosimo Caragnano, 19 anni, era alla guida della sua autovettura che, per cause in corso di accertamento, si è scontrata con un'altra macchina che procedeva sulla corsia dell'opposto senso di marcia. Ad avere la peggio è stato il giovane militare della Marina il quale, in seguito al violento impatto, ha riportato ferite gravi. Infatti, trasportato al pronto soccorso del Santissima Annunziata a Taranto da un’ambulanza del 118, è stato ricoverato nel reparto di rianimazione in prognosi riservata. Anche nella giornata di ieri le sue condizioni rimanevano gravi ma stazionarie. E' andata meglio, invece, ad un altro giovane militare e ad un 54enne, i quali hanno riportato ferite lievi.
I Carabinieri dell’Aliquota radiomobile della Compagnia di Massafra, intervenuti per effettuare i rilievi, hanno sottoposto a sequestro veicoli coinvolti nell'incidente per eventuali ulteriori accertamenti.

sabato 28 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Pauroso incidente: giovane in coma


Gravissimo incidente ieri sera, intorno alle 21, sulla “SS 7 Appia”, nei pressi di Palagiano. A seguito del violento impatto fra l’auto che conduceva ed un altro veicolo che viaggiava in senso contrario, un 19enne di Mottola si trova ricoverato presso il reparto “Rianimazione” dell’ospedale “Ss. Annunziata” di Taranto. Stando a quanto si è appreso, il giovane ha riportato un trauma commotivo con probabile sfondamento della teca cranica, un quadro clinico che lo ha fatto precipitare in stato di coma. Ferite lievi hanno subìto invece l’altro occupante della vettura guidata dal 19enne (20enne anch’egli di Mottola) e chi era al volante del secondo mezzo rimasto coinvolto nel sinistro, un 54enne di Palagiano. Al momento, non si conoscono le cause che hanno provocato lo scontro. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il 118 ed i carabinieri del NORM di Massafra, che hanno effettuato i rilievi del caso.
Da segnalare che sempre ieri sera si sono registrati altri due sinistri nei pressi di Statte e sulla Martina Franca- Ceglie, per fortuna entrambi con conseguenze non gravi.

giovedì 26 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


"Non abbiamo perso fondi"


Quero replica a Gentile


MOTTOLA - «Il consigliere provinciale di Rifondazione comunista Franco Gentile continua ad attaccare l’Amministrazione comunale di Mottola su notizie prive di fondamento». Così replica il sindaco Giovanni Quero, che aggiunge: «L’ultimo, in ordine di data, riguarderebbe l’esclusione di Mottola da un “Accordo Quadro di Programma” per ipotetici finanziamenti di centri di servizio territoriali. E’ la dimostrazione che Gentile di Amministrazione è completamente a digiuno, e lo dimostra attraverso la sua incapacità di partecipazione al governo della Provincia e soprattutto perchè affetto da “sindrome di opposizione”».
«Mottola non è stata esclusa da nessun progetto - precisa Quero - nè quindi ha perso alcun finanziamento. La verità è che il Comune non ha aderito all’Accordo Quadro di Programma per l’e-government perchè ha preferito scegliere altri due progetti di informatizzazione: il progetto Rupar (Rete unitaria pubblica Amministrazione regionale), che ha per finalità l’interconnessione delle diverse Amministrazione con una infrastruttura di servizio che garantisce la massima efficienza, riservatezza ed affidabilità. In altri termini, dà la possibilità a tutti i Comuni che ne fanno parte di entrare nella funzionalità di trasporto ed instradamento dei flussi di dati da un’Amministrazione ad un’altra, con l’accesso alle informazioni e la possibilità di conferire fra le Amministrazioni, e il progetto Riso (Rete ionica salentina per l’occupazione)».
«Questi progetti - aggiunge il sindaco - sono stati approvati in Consiglio comunale con i voti della maggioranza di centrodestra. Farebbe bene Gentile a chiedersi come mai i suoi amici dall’opposizione hanno votato contro questi due progetti. L’informatizzazione rimane al primo punto del mio programma amministrativo ed è in una fase di avanzata attuazione non solo per i due progetti prima citati ma per aver dotato l’intera struttura comunale di un’unica rete Adsl, con notevole risparmio per le casse comunali, per aver informatizzato l’Ufficio tecnico, con la creazione di una propria rete internet locale, con messa in rete di ciascun Pc e condivisione degli archivi e banche dati inerenti le pratiche edilizie; per aver realizzato il sistema informativo territoriale (in Provincia sono gli unici quelli di Taranto e di Mottola), e per aver informatizzato l’Ufficio ragioneria, l’Ufficio Tributi, l’Ufficio Protocollo e l’Ufficio decentrato dell’Agenzia delle Entrate».
«Un programma intenso ed organico - conclude Quero - che identifica Mottola tra i Comuni all’avanguardia per i numerosi progetti realizzati e quelli in fase di attuazione. Pertanto, giudico fantasiose le affermazioni del consigliere Gentile».

mercoledì 25 gennaio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


MOTTOLA / Da giorni senza stipendio
Comunità montana, la protesta degli lsu
MOTTOLA - Si fa sempre più difficile la situazione per i sei lavoratori socialmente utili in carico alla Comunità Montana della Murgia Tarantina, da giorni senza stipendio. Nella giornata di ieri hanno presidiato la sede di Mottola, insieme al consigliere Provinciale Franco Gentile di Rifondazione Comunista e a Salvatore Stasi della Confederazione Cobas. «Abbiamo fatto una serie di pressioni sui rappresentanti della maggioranza alla Regione Puglia - ha precisato l’unico rappresentante sindacale presente - affinchè venga concessa un’ulteriore proroga all’assunzione dei sei lavoratori. Di fatto - ha spiegato Stasi - i 6 Lsu sono disoccupati, anche se non hanno ricevuto alcuna comunicazione scritta. Noi abbiamo interessato ed invitato per questa mattina i consiglieri Regionali del centro sinistra della Provincia Jonica.
Non so se verranno, ma hanno assicurato il loro impegno che però fino a questo momento non ha prodotto alcuna forma di proroga. L’Assessore Regionale all’Agricoltura Russo - ha aggiunto Salvatore Stasi - ha fatto sapere di aver trasmesso una nota al Presidente della Giunta Regionale Vendola e all’Assessore al Bilancio Saponaro, invitandoli a reperire i fondi necessari per assicurare la proroga ai lavoratori. Allo stato attuale, però, non c’è alcuna risposta in merito». A giorni è previsto un incontro in Prefettura nella speranza di trovare una via di sbocco al problema.
Intanto, l’azienda «Isola Verde», una società mista tra l’Amministrazione Provinciale e l’Italia Lavori (Agenzia nazionale), si è dichiarata disponibile a stabilizzare i lavoratori mediante l’elaborazione di un progetto unico, con delega alla Comunità Montana a gestirlo a condizione, però, che la Regione Puglia conceda il finanziamento. «Una contingenza questa che va risolta - ha ribadito Stasi - per eliminare la precarietà. Abbiamo stimolato i consiglieri regionali del centrosinistra ad attivarsi, nel caso contrario saranno responsabili - ha fatto osservare il rappresentante della Confederazione dei Cobas - della fuoriuscita dal mondo del lavoro dei 6 Lsu con notevoli conseguenze per le loro famiglie. Abbiamo perso già troppo tempo. Aspetteremo la proroga fino a fine mese - ha aggiunto Stasi -, poi ci metteremo intorno ad un tavolo sul progetto di cui siamo propositori». «Rifondazione appoggia la lotta dei 6 lavoratori», ha dichiarato il consigliere provinciale Gentile. «Ci appelliamo ai partiti del centrosinistra, ai consiglieri regionali Mineo, Borraccino, Pentassuglia e Costantino, già informati e che hanno dato ampia assicurazione sulla risoluzione del problema». (Francesco Francavilla)

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Approvato il Pis n.13, in ballo 63 milioni di euro
Dal turismo all'enogastronomia: interessati 13 Comuni


E’ stato approvato nella giornata di lunedì, a Laterza, il Progetto Integrato Settoriale n. 13 "Itinerario Turistico - culturale Habitat Rupestre" P.O.R Puglia 2000 - 2006, a cui partecipano i Comuni di Statte, Altamura, Gravina di Puglia, Santeramo in Colle, Laterza (Comune Capofila) Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Mottola, Massafra, Crispiano, Montemesola, Grottaglie. Si è dunque concluso un lungo processo di concertazione istituzionale locale partito fin dal 2000. L’obiettivo generale del Pis è lo sviluppo economico sostenibile di un sistema complesso di offerta turistico - ricettiva, basato sull’integrazione delle risorse tipiche territoriali e degli itinerari relativi all’"Habitat rupestre" nell’ottica di una più ampia e proficua valorizzazione e fruizione delle risorse attraverso la connessione degli interventi di sviluppo dell’offerta turistica con la valorizzazione delle attività artigianali, commerciali, folkloristiche-culturali, eno-gastronomiche presenti nell’area.
E’ centrale il ruolo dei servizi innovativi, della formazione e degli interventi immateriali accanto a quelli di tutela e di recupero del paesaggio e del patrimonio immobiliare. Il progetto integrato insiste sulla capacità di fare sistema dell’insieme delle autonomie locali coinvolte e sui livelli di cooperazione attivati tra le autorità pubbliche ed i principali operatori privati presenti nell’area del PIS. La strategia si articola in quattro linee di intervento: tutela e valorizzazione del patrimonio culturale; tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale; miglioramento e potenziamento delle infrastrutture e degli impianti turistici; capitale umano e sviluppo sostenibile. Il Programma del Pis n. 13 prevede un investimento complessivo pari a 63,176 milioni di euro di risorse pubbliche. Ora, si passa da una fase teorica ad una fase pratica che, attraverso i finanziamenti approvati, consentirà alle amministrazioni locali di realizzare i progetti proposti al fine dalla fruizione e della valorizzazione delle risorse non solo territoriali della zona interessata dal PIS n. 13. Per i Comuni significa poter concretare alcuni interventi importanti relativi ai numerosi beni archeologici, storici e paesaggistici del territorio, in armonia con l’obiettivo del Progetto Integrato Settoriale.


martedì 24 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Gentile (Prc): e-government ...senza soldi
MOTTOLA - "Mottola, tagliata fuori dall’Accordo Quadro di Programma per i Centri di Servizio Territoriali per l’e-government, perde altri importanti finanziamenti, per l’incapacità dell’Amministrazione comunale di centrodestra di programmare la propria azione di governo nell’intercettazione di risorse europee e, soprattutto, regionali": la denuncia arriva dal consigliere provinciale Franco Gentile del Partito di Rifondazione Comunista.
Una chance vantaggiosa, quella persa dal Comune di Mottola, di entrare nella spartizione di finanziamenti, che, solo nella fase iniziale, ammontano a ben 1.460.000 euro, quasi 3 miliardi di vecchie lire. La notizia è ufficiale, vista la pubblicazione, sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 16 gennaio scorso, della delibera n. 1716, approvata dalla Giunta regionale lo scorso 30 novembre: Mottola è esclusa dal finanziamento, condividendo l’amaro risultato soltanto con altri 5 comuni sui 29 complessivi della Provincia di Taranto.
"L’aspetto più paradossale di questa vicenda - commenta il capogruppo di Rifondazione Comunista in Provincia - sta nel fatto che uno dei capisaldi del programma della maggioranza di centrodestra riguardava proprio l’informatizzazione della macchina amministrativa, propedeutica ad un miglioramento del rapporto tra il Palazzo comunale ed il cittadino. In tempi di magra per le finanze comunali, visti i tagli indiscriminati imposti dalla Finanziaria Tremonti - continua Franco Gentile - ogni possibilità di intercettare risorse economiche diventa un’esigenza vitale". (M. Flo.)

...e sembra che i locali mottolesi siano molto apprezzati dai forestieri. Anche su questo blog troviamo foto di una cena, simpaticamente organizzatein stile "photo comic". Il locale è lo stesso in cui hanno deciso di cenare i protagonisti del post precedente.

Capita che un gruppetto di giovani "turisti" di Gioia del Colle venga a passare un po' di tempo a Mottola. E capita che uno di loro pubblichi le foto di quel giorno qui. Simpatico da vedere...

lunedì 23 gennaio 2006

Due articoli tratti da Pubblinews di questa settimana:


Appello del consigliere provinciale di Rifondazione Comunista, Franco Gentile al Governo regionale e ai partiti di centrosinistra in favore dei 6 L.S.U. della Comunità Montana
“Occorre uno stanziamento per concedere ai lavoratori una proroga per quest’anno”


I sei lavoratori socialmente utili a carico della Comunità Montana della Murgia Tarantina sono in agitazione perché sono rimasti senza stipendio e senza alcuna prospettiva futura. “Ci troviamo in mezzo ad una strada e non sappiamo cosa fare – ha spiegato Pavone, uno dei sei lavoratori – con una famiglia a carico e con gli Enti preposti, Comunità Montana e Regione Puglia che, nonostante i solleciti, non riescono a risolvere il problema e ad assicurare il finanziamento per il prosieguo dell’impiego”.
Franco Gentile, consigliere provinciale di Rifondazione Comunista ha sempre seguito il problema da vicino, anche negli ultimi mesi del 2005 quando, grazie al suo intervento, i lavoratori riuscirono ad ottenere  una proroga di due mesi (novembre e dicembre 2005). Oggi Gentile, alla luce dei nuovi fatti, rivolge un forte appello al governo regionale e ai partiti di centrosinistra affinchè si assumano la responsabilità di trovare una soluzione al problema.
“Non possiamo far finta di niente – ha sottolineato Gentile -. E’ necessario elaborare un progetto di costi e venga disposto uno stanziamento da parte della Regione per concedere la proroga ai lavoratori per il 2006”. Intanto gli incontri si susseguono. La settimana scorsa c’è stato un summit tra gli operai, i sindacati e gli organi della Comunità Montana, presente il Presidente avv. Roberto Giovinazzi, e i dirigenti della cooperativa “Isola verde”, già operante con l’Amministrazione Provinciale che detiene la maggioranza. Il risultato ha visto la disponibilità manifestata dai dirigenti della cooperativa ad assumere i lavoratori a condizione che venga assicurato il finanziamento da parte della Regione Puglia. Lo stesso Presidente della Comunità Montana Giovinazzi ha parlato del documento unitario approvato dai partiti del centro sinistra con il quale hanno posto un ultimatum a Vendola, a Florido e al Prefetto di venti giorni entro i quali se non verrà risolto il problema della crisi finanziaria all’Ente e dei lavoratori socialmente utili saranno costretti a rassegnare in massa le dimissioni.
Nel frattempo gli Lsu continuano ogni mattina a presentarsi sul posto di lavoro e ai sei si sono aggiunti anche altri cinque lavoratori, anch’essi senza un futuro, ma che, a differenza dei loro amici, ricevono dall’Inps l’indennità di disoccupazione. Sulla crisi alla Comunità Montana Murgia Tarantina ha parlato, attraverso un comunicato stampa, il Presidente avv. Giovinazzi che ha denunciato lo stato di totale paralisi amministrativa. Nel documento partorito all’unanimità dalla maggioranza viene fatta la cronistoria della crisi, ricordando i vari solleciti inoltrati alla Regione Puglia. Si parte della prima nota risalente al 10 maggio scorso con la quale venne chiesto un incontro, mai tenutosi. Si racconta, poi, dell’incontro dell’8 giugno con i sindaci dei comuni ricadenti nell’area della Murgia Tarantina, i capigruppo dei partiti presenti  in Consiglio e con i consiglieri regionali della provincia Jonica. In tale seduta venne concordato di richiedere alla Regione un finanziamento di 558 mila euro per ripianare la maggiori uscite e un finanziamento annuo di 250 mila euro per la gestione e l’assegnazione di deleghe e quant’altro necessario per la richiesta della programmazione e della gestione. Il risultato dell’incontro venne trasmesso per iscritto all’on. Vendola, Presidente della Giunta Regionale, con un ulteriore richiesta di incontro ritenuto necessario ed improcrastinabile, anche in presenza della necessità di assicurare il piano d’impresa agli Lsu. Una situazione, comunque, resa più grave dalla Finanziaria che prevede una riduzione del 6% sulle spese correnti. Un insieme di problemi che ha costretto il Presidente Giovinazzi a porre l’ultimatum e a denunciare gli Organi preposti di scarsa attenzione. Molti, comunque, sono fiduciosi che tutto possa essere ripianato per garantire la normale attività all’Ente. Sarà questione di tempo? Staremo a vedere nei prossimi giorni quali risvolti riserverà la vicenda. (Giuseppe Francavilla)




Costituito il circolo territoriale dell’Italia dei Valori a Mottola
Francesco Laterza nel coordinamento regionale IDV
Nell’ambito dell’operazione di radicamento territoriale del partito nella regione Puglia, l’Italia dei Valori accoglie con favore l’intesa con Francesco Laterza, attorno al quale vuole far crescere l’esperienza politica del partito nella città di Mottola. Attraverso una condivisione degli ideali, la volontà di un percorso politico partecipativo e di attenta valutazione delle istanze provenienti dalla società civile, nascono i presupposti per la creazione del circolo territoriale dell’Italia dei Valori, oltre che la decisione di inserire Laterza all’interno del coordinameto regionale del partito. La crescita territoriale dell’IDV, mira a diventare terreno di confronto con le comunità cittadine e soprattutto a ramificare l’azione di dialogo del partito sulle tematiche sociali e politiche che ne hanno fatto la pur recente storia. Vivo apprezzamento, quindi per le nuove energie politiche, per i nuovi vissuti personali e di formazione che attraverso questo nuovo circolo verranno al partito a livello regionale.

sabato 21 gennaio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


L’accusa di Gentile (Prc): il Comune ha perso altri importanti fondi
MOTTOLA - Il Comune perde un importante finanziamento, rimanendo fuori dall’"Accordo Quadro di Programma» per Centri di Servizio Terrioriali per l’e-government. A denunciarlo in comunicato stampa è Franco Gentile, capogruppo consiliare del Partito della Rifondazione Comunista alla Provincia. Lo si evince dal Bollettino Ufficiale della regione Puglia del 16 gennaio scorso, dove è stata pubblicata la delibera regionale n. 1716 del 30.11.2005. «E’  l’ennesima dimostrazione - scrive nel comunicato Gentile - dell’incapacità dell’Amministrazione comunale di Mottola di programmare la propria azione di governo per intercettare risorse europee e soprattutto regionali». Un risultato amaro per Mottola - sottolinea il rappresentante di Rifondazione Comunista - che condivide con altri cinque comuni su ventinove dell’intera Provincia di Taranto. Gentile accusa il sindaco Quero, la Giunta Comunale e l’intera maggioranza. «E’ pleonastico - sottolinea - che in tempi di magra per le finanze comunali, visto i tagli indiscriminati della finanziaria di Tremonti, ogni possibilità di intercettare risorse economiche diventa un’esigenza vitale. L’aspetto più paradossale di questa vicenda - aggiunge il consigliere provinciale - sta nel fatto che uno dei capisaldi del programma della maggioranza di centro destra era l’informatizzazione della macchina amministrativa». Gentile ricorda anche la bocciatura del progetto dell’archivio. Per questo invita l’Amministrazione ad argomentare «in maniera seria» sull’assenza di Mottola dall’elenco dei comuni che partecipano al progetto, invitando a «riflettere sull’opportunità di continuare ad essere forza di governo sulla collina. (Francesco Francavilla)

Due analoghi articoli sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 20 gennaio, qui accorpati:


Blitz Calypso, ieri gli interrogatori
«Non era una casa per gli scambisti»


«Non era una casa di appuntamento». Respingono gli addebiti i quattro indagati coinvolti nell’inchiesta sfociata nel blitz «Calypso ». Il giudice delle indagini preliminari ieri ha interrogato Giuseppe Ferrarese, 52 anni, già coinvolto in operazioni analoghe, e della moglie Annamaria Ventura, 52 anni, entrambi di Monopoli, ideatori e gestori dell’attività, di Giovanni Montenegro, 53 anni, di Gioia del Colle, in provincia di Bari (la sua convivente forniva «prestazioni» nel locale) e di Luigi Simonetti, 50 anni, impiegato civile alla Saram di Taranto, che figurava come socio dell’associazione. Il primo si trova in carcere, gli altri tre agli arresti domiciliari. Tutti rispondono di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di concorso nella gestione di una casa di prostituzione. Secondo gli inquirenti, una villa alla periferia di Mottola, sede operativa di un’associazione culturale di nome «Calypso», sarebbe stata utilizzata in realtà come luogo per attività diprostituzione, anche con transessuali, e scambi di coppia. Simonetti, difeso dall’avv. Piero Putignano, aveva presentato una lettera di dimissioni dall’associazione nel dicembre scorso. In ogni caso, l’indagato ha negato che la struttura fosse utilizzata per attività di prostituzione. Il prezzo d’ingresso era di 110 euro per ogni «single» e di 30 euro per le coppie che potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere: scambi, trans, omosessuali. Il primo ingresso favoriva il rilascio della tessera sociale, che doveva essere esibita per giustificare la presenza nella villa in caso di controlli. A disposizione dei clienti ben tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, bevande alcoliche, guardaroba e spettacoli di ogni genere.
***
«Nessuna pericolo di influenza aviaria»
Galline sotto sequestro: il sindaco di Mottola ordina l’abbattimento
MOTTOLA - Dopo il sequestro delle 450 galline ovaiole da parte dei Nas di Taranto, di concerto con il Servizio Veterinario dell’Asl Ta/1, il sindaco Giovanni Quero ha firmato l’ordinanza di abbattimento dei volativi appartenenti ad un’azienda agricola di Mottola. Quero ha precisato che i provvedimenti cautelari sono stati effettuati perché l’azienda non era dotata delle prescritte autorizzazioni previste dalla legge. Quindi, il sindaco di Mottola ha sottolineato che nell’intervento non è stata riscontrata alcuna attinenza con l’«influenza aviaria», una precisazione che andava fatta per evitare inutili allarmismi che possono ingenerarsi nella popolazione. Per questo il sindaco ha emesso un comunicato stampa spiegando i motivi dell’intervento e registrando, nello stesso tempo, la sua soddisfazione per l’attività di controllo che i Militari dell’Arma stanno effettuando su tutto il territorio, nell’interesse esclusivo della salute pubblica. «Ma bisogna evitare - ha fatto osservare il primo cittadino di Mottola - di creare inutili allarmismi allorquando non vi sono elementi che abbiano un pur minimo collegamento con la nota problematica». Al riguardo ha aggiunto che già dal mese di novembre 2005 l’assessorato alla sanità del Comune ha avviato una campagna informativa sull’influenza aviaria, seguendo le direttive emanate dal Ministero della Salute, facendo affiggere manifesti e facendo distribuire volantini. (Francesco Francavilla)

Sempre dal Corriere del Giorno del 20 gennaio:


Galline poste sotto sequestro, il sindaco ordina l'abbattimento


Dopo il blitz dei Nas, immediato il provvedimento


Saranno abbattute le galline ovaiole dell’allevamento sottoposto a sequestro dai Nas di Taranto martedì scorso. Lo ha deciso il sindaco di Mottola, Giovanni Quero, il quale ieri mattina ha firmato l’ordinanza di abbattimento degli animali, in attuazione delle direttive comunitarie e delle misure adottate in Italia dal Ministero della Salute per scongiurare un eventuale rischio di contagio dell’aviaria.
Come riferito nei giorni scorsi, i militari del Nucleo antisofisticazione e sanità di Taranto, nel corso dei controlli a tappeto effettuati nell’intera provincia, in un’azienda agricola nelle campagne di Mottola hanno trovato un allevamento privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie e il pollame senza la certificazione di provenienza. E’ stata infatti la mancanza delle autorizzazioni, riscontrata dagli uomini dell’Arma, a far scattare il provvedimento del sindaco, come, del resto il primo cittadino di Mottola ha sottolineato in un comunicato stampa.
L’avvocato Quero ha espresso anche la sua soddisfazione per “l’intensa attività di controllo che i militari dell’Arma stanno effettuato su tutto il territorio nell’interesse esclusivo della salute pubblica ma - ha dichiarato - bisogna evitare di creare inutili allarmismi allorquando non vi sono elementi che abbiano un pur minimo collegamento con la nota problematica dell’influenza aviaria”.
Infine, ha ricordato il sindaco, “l’Assessorato alla Sanità del Comune di Mottola, già dal mese di novembre dello scorso anno, ha avviato una campagna informativa sull’influenza aviaria secondo le direttive emanate dal Ministero della Salute, attraverso manifesti e volantini”.

Dal Corriere del Giorno di oggi (20 gennaio):


"Villa del piacere"? Gli indagati negano
Interrogati i quattro inquisiti


Hanno negato su tutta la linea i quattro indagati finiti in manette alcuni giorni fa nell’ambito dell’inchiesta “Calypso”, quella che ha svelato l’esistenza di una casa nelle campagne di Mottola in cui si sarebbe dato vita ad “incontri a luci rosse”. Accusati di aver utilizzato una sedicente associazione culturale per mascherare un giro di prostituzione, gli inquisiti (fra cui il 50enne tarantino Luigi Simonetti) hanno respinto ogni addebito sostenendo di essere completamente all’oscuro di quanto viene ipotizzato dalla magistratura.
A sentire i presunti protagonisti della vicenda, nella villa di contrada Marinara non sarebbe accaduto nulla di proibito al contrario di quanto invece sostengono gli investigatori alla luce di quanto emerso da perquisizioni, intercettazioni e servizi di appostamento.


Incontri a luci rosse - Gli inquisiti negano


Nessuna “casa di piacere”, nessun tipo di incontri a “luci rosse”, nessun rifugio per prostitute. Questo, più o meno, il contenuto delle dichiarazioni che ieri mattina hanno reso i quattro indagati finiti in manette alcuni giorni fa nell’ambito dell’inchiesta denominata “Calypso”, quella che avrebbe svelato l’esistenza di un sodalizio sospettato di aver garantito ai clienti di una sedicente associazione culturale serate movimentate da prestazioni sessuali a pagamento.
Chiamati a difendersi nel corso degli interrogatori di garanzia tenuti dal gip del Tribunale dott.ssa Bina Santella (lo stesso magistrato che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare), gli inquisiti hanno respinto con decisione gli addebiti sostenendo di non sapere assolutamente nulla riguardo le ipotesi di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Attualmente agli arresti domiciliari, il 50enne tarantino, dipendente civile della SARAM, Luigi Simonetti (difeso dall’avv. Pietro Putignano) ha preso le distanze da tutte le accuse ed ha fornito indicazioni sui requisiti necessari per andare a far parte della “Calypso”. A quanto pare, occorreva versare poco più di cento euro per ottenere la tessera che serviva per esser considerati soci a tutti gli effetti (poi era prevista una quota di 30 euro al mese). Ad ogni modo, di tutto quello che si dice sulle finalità dell’associazione, l’inquisito ha dichiarato di non sapere nulla. E come lui si sono comportati il 53enne Giovanni Montenegro, di Gioia del Colle, la 50enne Annamaria Ventura di Monopoli ed il 52enne Giuseppe Ferrarese, anch’egli di Monopoli, gli altri inquisiti raggiunti dalle misure detentive chieste dal pubblico ministero inquirente dott.ssa Daniela Putignano a conclusione di indagini che hanno fatto leva sugli esiti di appostamenti, su intercettazioni e filmati. A tal proposito va ricordato che durante le perquisizioni effettuate nella villa adibita a casa d’appuntamento (si trova in contrada Marinara, nelle campagne di Mottola), i militari avrebbero scoperto che il locale non funzionava soltanto durante le serate della fine settimana o per addii al celibato e al nubilato, ma pure in occasione delle principali festività. Anche durante le notti di Natale e di Capodanno. In quest’ultima occasione la casa sarebbe risultata frequentata da moltissimi clienti pugliesi (e non solo) i quali, non limitandosi a degustare le tradizionali lenticchie con lo zampone, hanno preferito trascorrere il primo giorno dell’anno in compagnia di giovani avvenenti e molto disponibili. Questi i sospetti, queste le accuse, ma coloro che sono indicati come i protagonisti della vicenda hanno negato su tutta la linea. Sesso sfrenato? Case d’appuntamento? Clienti in cerca di emozioni forti? Ipotesi che spetterà al prosieguo dell’attività di indagine confermare o ridimensionare.

giovedì 19 gennaio 2006

Secondo articolo da Pubblinews:


Sembra ormai conclusa la telenovela dei parcheggi a pagamento


Ormai da oltre un mese infatti il servizio, che tanto aveva fatto discutere, è stato sospeso per il sollievo generale di  tutta la cittadinanza. Già durante il mese di settembre si erano avuti i primi segnali positivi in tal senso, quando, secondo indiscrezioni, la ditta appaltatrice che gestiva il servizio, non rientrando nelle spese, aveva deciso di abbandonare. Con il mese di ottobre improvvisamente si erano rivisti gli ausiliari del traffico e tutto sembrava essere tornato alla normalità, comprese le reiterate lamentele dei cittadini, che non hanno mai accettato di dover pagare per parcheggiare nelle vicinanze delle loro abitazioni o in punti nevralgici del paese come il piazzale antistante l’Ospedale “Umberto I”.
Ora le promesse del Sindaco Giovanni Quero sono divenute realtà, e i mottolesi non dovranno più preoccuparsi di ricorrere ai cosiddetti “grattini” o ai parcometri che finalmente sono stati rimossi. (G. F.)

Un paio di articoli da Pubblinews di questa settimana. Il primo:


L’assessore alle Finanze Vanni D’Onghia lascia per la seconda volta il suo incarico
«La mia esperienza politica la ritengo già finita e voglio andar via con le mie gambe»


Era l’ultima cosa che ci saremmo mai aspettati quella di vedere per la seconda volta chiedere le dimissioni dell’assessore Vanni D’Onghia. La prima volta è successo quand’era assessore e vicesindaco a carico di An. Si disse che non era un uomo di partito e che non rendicontava il suo operato alla segreteria. Oggi chi per la seconda volta chiede la sua testa è il nuovo gruppo “Trasparenza e Libertà”, federatosi alcuni mesi fa con l’Udc. In particolare è il coordinatore Nunzio D’Auria che per questioni politiche ha chiesto al sindaco Giovanni Quero di sfiduciare D’Onghia. A dire il vero quel mandato rinnovabile non era piaciuto a molti della maggioranza. Ma l’assessore D’Onghia l’aveva comunque accettato per ripicca nei riguardi di An. Oggi l’ex assessore alle finanze, dopo la sfiducia chiesta dal consigliere Nunzio D’Auria del gruppo “Trasparenza e Libertà”, ha deciso di lasciare. «Non ho più intenzione di fare l’assessore – ha precisato D’Onghia - la mia esperienza politica la ritengo già finita e voglio andar via con le mie gambe. Mi dispiace per come è stata gestita la cosa, ma è stato molto scorretto sfiduciarmi senza prima comunicarmelo. Si è trattata di una scorrettezza a livello personale perché di politica non c’è proprio nulla».
Una reazione abbastanza contenuta quella di D’Onghia che comunque non lascerà completamente la politica. Abbandona solo per il momento riservandosi di decidere di conseguenza non appena si renderà conto di come l’intera maggioranza valuterà la questione, ma soprattutto i due consiglieri ex di F. I. e attualmente appartenenti al nuovo gruppo “Trasparenza e Libertà”, D’Auria e Mongelli. In quest’azione, però, pare proprio che D’Auria non sia stato del tutto assecondato dal suo capogruppo Cosimo Mongelli. Per questo si è distaccato dallo stesso e ha chiesto aiuto ad An che, a quanto pare, si è messa a disposizione garantendogli un rapporto di carattere politico federativo. Un fatto che rischia di pregiudicare i buoni rapporti all’interno della maggioranza di centro destra perché adesso si aspetterà la reazione dell’Udc. Il segretario Giuseppe De Bello afferma che ha appreso dai giornali la manovra messa in atto unilateralmente dal gruppo “Trasparenza e Libertà”. «I rapporti sono stati normali – spiega De Bello – fino all’ultimo consiglio comunale del 23 dicembre. Poi non ci siamo più visti. Sembra proprio - stigmatizza il segretario dell’Udc – che si voglia utilizzare la politica per tornaconti personali. Quando abbiamo formato il cosiddetto GR5 – aggiunge De Bello – insieme a Mongelli e D’Auria i presupposti erano quelli di migliorare l’attività politico-amministrativa nel centro-destra. Purtroppo però, tutti i buoni propositi iniziali sono stati disattesi dal comportamento di due persone che evidentemente intendono la politica in maniera diversa da come la intendo io».
Sapremo nei prossimi giorni i risvolti della vicenda, proprio perché sono stati fissati incontri tra i segretari dei partiti della Casa delle libertà. Un fatto è certo, comunque, che se D’Auria e Mongelli continueranno a creare problemi, potrebbero essere lasciati fuori dalla maggioranza e relegati ad un ruolo di second’ordine, tenuto conto che senza di loro l’Amministrazione Quero può anche proseguire il suo mandato fino al termine. (Giuseppe Francavilla)

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


Ieri è diventato operativo l’organismo provincialeIeri è diventato operativo l’organismo provinciale
Aviaria, c’è l’unità di crisi
Ma non ci sono situazioni di emergenza malgrado il sequestro di galline fatto dai Nas a Mottola


Istituita ufficialmente da ieri a Taranto l’Unità di crisi provinciale sull’emergenza aviaria. Sul problema non c’è, fortunatamente, in Italia alcun innalzamento dello stato d’allerta, ma non è neppure cessato allarme. Situazione di attesa e di attento monitoraggio delle condizioni e di ciò che accade in altri Paesi, in particolare lì dove si stanno verificando i casi di contagio dall’animale all’uomo. Ci si organizza per gestire l’eventuale emergenza che dovesse esplodere se mai il virus dovesse trasmettersi da uomo ad uomo. Dell’unità di crisi locale fanno parte il direttore sanitario dell’Asl Ta/1, Vincenzo Lenti, il direttore della Struttura complessa di Malattie infettive, dott. Viesti, ed il direttore del dipartimento prevenzione, dott. Michele Conversano, con funzione di coordinatore e di raccordo anche con i livelli superiori. Anche a livello regionale e nazionale sono state, infatti, istituite omonime unità di crisi con compiti di raccordo.
Intanto, proseguono, incessanti i controlli a tappeto avviati negli allevamenti avicoli della provincia e sulle aziende di produzione delle carni con l’obiettivo di essere sempre a conoscenza ed avere chiara rintracciabilità delle produzioni, cioè esattamente da dove provengono gli alimenti di natura avicola che portiamo sulle nostre tavole.
Ed è stato proprio nel corso di uno di questi controlli incrociati con l’attività dei carabinieri del Nas guidati dal gruppo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli che per veterinari e carabinieri è stato possibile scoprire a Mottola un allevamento avicolo attivato senza le prescritte autorizzazioni. Sequestrate 450 galline. E’ stato, infatti, anche accertato che i capi avicoli presenti in azienda erano privi di certificazioni sanitarie e di provenienza. Erano stati introdotti in azienda senza la comunicazione al Servizio veterinario della competente Asl. I carabinieri hanno, quindi, operato un sequestro cautelativo sanitario dell’allevamento e delle 450 galline per un valore complessivo di circa 20 mila euro. (M.R.G.)

mercoledì 18 gennaio 2006

Il "panico da febbre aviaria" ha fatto rimbalzare la notizia del sequestro dei polli. Battuta da ANSA e AdnKronos, è comparsa su parecchi siti.


Dal sito ANSA:


Un allevamento avicolo e 450 galline e' il bilancio del sequestro eseguito dai carabinieri del Nas di Taranto a Mottola. I militari hanno accertato che la struttura era priva delle autorizzazioni sanitarie, in pessime condizioni igieniche ed gli animali erano stati introdotti senza l'autorizzazione al servizio veterinario.


Dal sito AdnKronos:


INFLUENZA AVIARIA: CARABINIERI SEQUESTRANO ALLEVAMENTO DI POLLI NEL TARANTINO
Taranto, 18 gen. (Adnkronos) - Circa 450 polli sono stati sequestrati a Mottola, in provincia di Taranto, dai carabineri del Nucleo Antisofisticazioni, coordinati dai Nas di Napoli, nel quadro dei controlli preventivi predisposti contro la diffusione dell'influenza aviaria. Secondo quanto accertato dai militari l'allevamento era stato attivato senza le autorizzazioni prescritte e si trovava in pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali. Inoltre gli allevatori erano privi del certificato sanitario e di provenienza in violazione dell'ordinanza emessa a fine agosto dal ministero della Salute.


La notizia è stata ripresa da Antenna3, Basilicatanet, Il Giorno-Quotidiano Nazionale-Il Resto del Carlino, Metro.

Sempre dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


MOTTOLA / Sei lavoratori senza stipendio e senza futuro
Comunità montana, per gli lsu appello a Vendola e all’Unione


MOTTOLA - Sono sei i lavoratori socialmente utili attualmente in carico alla Comunità Montana della Murgia Tarantina di Mottola che si trovano senza stipendio e senza un futuro certo. «Ci troviamo in mezzo ad una strada e non sappiamo cosa fare - afferma Pavone, uno dei sei Lsu - con una famiglia a carico e con gli Enti preposti, Comunità Montana e Regione Puglia che non riescono a risolvere il problema che ci portiamo avanti ormai da parecchio tempo e che non si riesce a risolvere una buona volta». Il consigliere Provinciale Franco Gentile, vicino al problema in maniera costante, a nome del gruppo di Rifondazione Comunista di Mottola rivolge un forte appello al governo regionale e ai partiti del centro sinistra affinché ci sia un’assunzione di responsabilità ed una prova di orgoglio politico tendente a risolvere il problema.
«Ad oggi - sottolinea Gentile - non possiamo far finta di nulla. E’ necessario che venga elaborato un progetto di costi e venga disposto uno stanziamento da parte della Regione per concedere la proroga all’assunzione ai lavoratori socialmente utili». Giovedì scorso c’è stato un incontro presenti i sindacati, gli operai, gli organi della Comunità Montana e i rappresentanti dell’"Isola Verde", una cooperativa che vede la partecipazione dell’Amministrazione Provinciale, che si è dichiarata disponibile ad accettare i sei Lsu a condizione, però, che la Regione assicuri lo stanziamento.
Nei giorni scorsi il Presidente della Comunità Montana della Murgia Tarantina, avv. Roberto Giovinazzi, in un documento approvato dalla maggioranza di centro sinistra, ha denunciato al Presidente della Giunta Regionale Vendola, al Prefetto, al Presidente della Provincia Florido e ai consiglieri provinciali, oltre alla crisi finanziaria dell’Ente, anche la situazione in cui si trovano 11 lavoratori Lsu, tra cui altri cinque, anche loro appiedati, che per fortuna ricevono l’indennità di disoccupazione da parte dell’Isps.
Intanto, Pavone e gli altri cinque suoi amici ogni mattina puntualmente si presentano sul posto di lavoro, anche perché non hanno ricevuto alcuna lettera di licenziamento, per prestare dalle ore 7,00 alle 13,00 la loro opera in attesa di certezze, compreso gli arretrati degli ultimi due mesi di dicembre scorso. (Francesco Francavilla)

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


IL FATTO / Il locale a luci rosse era nella villa dove nell’ottobre del 2003 una donna fu uccisa dal marito geloso. Sequestrato materiale compromettente
Club di scambisti scoperto a Mottola
Operazione dei carabinieri, arrestate quattro persone. Incassi da 3-4mila euro a serata


dal nostro inviato


MOTTOLA - Poco più di due anni fa aveva fatto da sfondo ad un efferato omicidio, ora era diventata punto di ritrovo di scambisti e trans. È tra le campagne che separano Mottola da Palagianello, nell’anonima villa sperduta tra gli ulivi dove il 7 ottobre del 2003 trovò la morte Silvana Bellacicco, uccisa a fucilate dal marito Berardino Goffredo, che l’associazione no-profit Calypso aveva piantato le sue tende, offrendo spettacoli a luci rosse a pugliesi e campani. Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri della compagnia di Massafra, guidati dal capitano Lorenzo Ceccarelli e dal tenente Domenico Caradonna, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari Bina Santella su richiesta del pubblico ministero Daniela Putignano. Si tratta di Giuseppe Ferrarese, 52 anni, già coinvolto in operazioni analoghe, e della moglie Annamaria Ventura, 52 anni, entrambi di Monopoli, ideatori e gestori dell’attività, di Giovanni Montenegro, 53 anni, di Gioia del Colle, in provincia di Bari (la sua convivente forniva «prestazioni» nel locale) e di Luigi Simonetti, 50 anni, impiegato civile alla Saram di Taranto, che figurava come socio dell’associazione insieme alla moglie e al figlio, anche se questi ultimi sono risultati del tutto estranei alla vicenda.
L’inchiesta, contrassegnata da intercettazioni telefoniche e pedinamenti, è partita nel novembre del 2004 ed ha vissuto una tappa importante con la perquisizione compiuta nel gennaio del 2005 dai carabinieri, attratti dall’insolito andirivieni ad orari sospetti di personaggi noti alle forze dell’ordine, giunti a bordo di automobili lussuose e di donne conosciute come dedite alla prostituzione. Il prezzo d’ingresso era di 110 euro per ogni single e di 30 euro per le coppie che potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere: scambi di coppia, trans, omosessuali. Il primo ingresso favoriva il rilascio della tessera sociale, che doveva essere esibita per giustificare la presenza nella villa in caso di controlli. A disposizione dei clienti ben tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, bevande alcoliche, guardaroba, spettacoli di ogni genere, cene a tema e parcheggio custodito con telecamere ed apertura comandata a distanza del cancello per evitare sorprese.
In occasione della prima irruzione, i circa 20 militari sequestrarono alcuni «attrezzi» tipici dei sexy-shop e identificarono un centinaio di persone, provenienti da tutta la regione che confermarono, nonostante qualche reticenza, le ipotesi investigative. L’attività di prostituzione è proseguita fino allo scorso weekend. Le donne che si prostituivano - tutte italiane - collaboravano nella gestione dell’attività ma a loro carico non sono stati ravvisati estremi di reato.
Solo Ferrarese si trova in carcere, gli altri tre hanno beneficiato dei domiciliari. Per tutti l’accusa è di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di concorso nella gestione di una casa di prostituzione. Nel corso delle perquisizioni compiute ieri mattina contestualmente agli arresti sono stati rinvenuti e sequestrati filmati e fotografie che ritraggono i soci del club durante il compimento di atti sessuali nonchè ulteriore documentazione utile alle indagini. L’operazione ha visto l’impiego di 20 uomini della compagnia di Massafra, supportati da personale delle compagnie di Gioia del Colle e Monopoli, del Reparto operativo di Taranto e della stazione carabinieri dell’Aeronautica Militare di Taranto. L’inchiesta è stata denominata «Calypso» dal nome dell’associazione senza fini di lucro che, secondo gli scopi statutari, avrebbe dovuto occuparsi di attività teatrali, cabaret, cinema, lettura di testi e poesie. L’atto costitutivo è depositato presso un notaio di Polignano a Mare e sequestrato dai carabinieri. La sede prescelta era un’abitazione del centro storico di Gioia del Colle ma all’indirizzo indicato, da oltre 50 anni, risiede una signora completamente all’oscuro di tutto. (Mimmo Mazza)

Altro articolo dal Corriere del Giorno di oggi:


La protesta degli ex Lsu: "Non ci muoviamo da qui"
Senza stipendi, da ieri davanti alla Cmmt


MOTTOLA - Che la Comunità Montana della Murgia Tarantina versi in cattive acque non è una novità, vista la già consolidata crisi finanziaria, che attanaglia l’ente, peraltro acuita dalla Finanziaria 2006, a sfavore della montagna italiana, che prevede, tra l’altro, una riduzione del 6,5% sulle spese correnti. Ma, ora, a complicare la situazione, é ritornata la questione dei sei ex Lavoratori Socialmente Utili, che dal 1° gennaio sembrano essere stati abbandonati alla loro sorte.
Si tratta degli stessi ex Lsu, che, dal 2000 alle dipendenze di Sviluppo Italia, si erano già mobilitati a settembre scorso, prima che, con la scadenza del Piano d’Impresa, fissata al 31 ottobre 2005, si trovassero senza un’occupazione. Tra l’altro, già lo status lavorativo degli stessi non era affatto dignitoso, dal momento che le scadenze mensili di retribuzione non erano mai state rispettate, gli assegni percepiti spesso erano risultati non coperti, negli ultimi mesi antecedenti la scadenza del Piano d’Impresa, le mensilità di pagamento si erano ridotte a puri acconti, percepiti senza una regolare busta paga e, quindi, scevri da assegni familiari. Per la problematica lavorativa, che li riguardava, lo stesso ente montano, con una nota, il 19 settembre, avanzò richiesta di un incontro urgente, l’ennesima, visto che alle precedenti non era seguita alcuna risposta, al presidente della Regione Puglia, Vendola e all’assessore regionale all’Agricoltura, Russo. Di seguito, la Regione Puglia aveva provveduto a prorogare l’impiego dei sei ex Lsu per altri due mesi, ovvero per novembre e dicembre 2005; mesi, per i quali, tra l’altro, non sono state ancora elargite le retribuzioni spettanti.
Ma, quel che è più grave è che, ad oggi, non si ha ancora conoscenza di provvedimenti regionali, che garantiscano il proseguimento dell’attività lavorativa dei sei ex Lsu, nonostante i numerosi telex, inviati dal presidente dell’ente montano, Roberto Giovinazzi, al presidente della Regione Vendola, agli assessori regionali al Bilancio e all’Agricoltura, rispettivamente Saponaro e Russo, informandone anche l’ente Provincia. Ben sei famiglie, in sostanza, sono state abbandonate a se stesse, visto che, nonostante la proroga del Piano d’Impresa fosse fissata al 31 dicembre 2005, al momento
nessuno dei sei "sventurati", ha ricevuto nota, che alludesse ad un eventuale prosieguo dell’impiego o, peggio ancora, ad una conclusione definitiva del rapporto lavorativo, con ovvio riferimento alla liquidazione di fine contratto.
"Ad oggi - dicono gli stessi ex Lsu - non sappiamo se siamo ancora al servizio della Comunità Montana, per tramite di Sviluppo Italia o se siamo disoccupati a tutti gli effetti. Vogliamo risposte immediate, possibilmente positive, che tengano in debita considerazione il futuro e la stabilità economica di ben sei famiglie, che rischiano di finire allo sbando, se qualcuno non si attiva per la loro umana sopravvivenza".
Intanto, gli stessi non demordono e, già dalle sette di ieri mattina, aspettano dinanzi ai cancelli dell’ente Montano, nell’attesa che qualcuno prenda in considerazione la loro vicenda. (Maria Florenzio)

Ancora dal Corriere del Giorno di oggi:


Allevamento di galline sequestrato dai Nas
Ieri nelle campagne di Mottola durante i controlli antiaviaria


Un allevamento di 450 galline ovaiole è stato sequestrato dai Carabinieri del Nas. I sigilli sono scattati ieri mattina nelle  campagne di Mottola, nel corso dei controlli effettuati su disposizione del Ministero della Salute per scongiurare il rischio aviaria in Italia.
Da quando la febbre dei polli ha fatto registrare un aumento dei casi di contagio nella parte più orientale della Turchia, in Italia le autorità sanitarie hanno disposto l’intensificazione dei controlli. Per questo i militari dei Nas stanno battendo palmo a palmo le zone rurali per verificare l’eventuale presenza di allevamenti non registrati. Uno, clandestino, è stato trovato ieri mattina, nel corso di questo tipo di attività di prevenzione effettuata nelle campagne di Mottola (ieri interessate anche a un’altra operazione dei Carabinieri, della quale riferiamo dettagliatamente a parte). Gli uomini del nucleo di Taranto, diretti dal maresciallo Antonio Minelli, hanno effettuato un controllo in un allevamento di pollame trovandolo sprovvisto delle necessarie autorizzazioni sanitarie e della certificazione attestante la provenienza. Di conseguenza, il titolare è stato denunciato a piede libero.
Gli allevamenti regolarmente registrati, in provincia ionica, sono tutti registrati e tutti avicoli. Ma, evidentemente, fra questi non figurava quello trovato ieri. I controlli proseguiranno fino a quando il rischio aviaria non sarà definitivamente scongiurato.

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Cultura? No, sesso: 4 arresti


La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola
Era stata affittata ad una associazione culturale ma l’attività svolta era un’altra


Scambi di coppia, festini e incontri con trans. La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola. Nelle sere del fine settimana, lo strano andirivieni di auto lussuose, alcune delle quali con a bordo soggetti già noti alle forze dell’ordine, di trans e di giovani donne dedite al mestiere più antico del mondo, non è sfuggito ai militari della stazione della cittadina. Ieri mattina, a conclusione delle indagini condotte con i militari della Compagnia di Taranto, sono scattate le manette nei confronti dei presunti gestori, accusati di sfruttamento della prostituzione. Da quanto accertato dagli investigatori, formalmente era stata costituita un’associazione culturale onlus ma, in realtà, era soltanto una copertura di un giro di prostituzione. L’associazione era stata denominata “Calypso”, da qui il nome dell’operazione. E’ la terza casa dei piaceri sequestrata in pochi mesi dagli uomini dell’Arma in provincia ionica.



Scambi di coppia e festini: 4 arresti


La villa dei piaceri è stata scoperta nelle campagne di Mottola. Era stata affittata ad un’associazione culturale ma all’interno sono stati trovati elementi tipici dell’attività di prostituzione
Oltre a giovani donne, tutte italiane, nelle serate venivano impiegati anche trans e omosessuali. I clienti, di ogni età ed estrazione sociale, arrivavano da tutta la Puglia. L’operazione è stata chiamata Calypso dal nome dell’associazione


MASSAFRA - Scambi di coppia, festini e incontri con trans. La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola. Nelle sere del fine settimana, lo strano andirivieni di auto lussuose, alcune delle quali con a bordo soggetti già noti alle forze dell’ordine, di trans e di giovani donne dedite al mestiere più antico del mondo non è sfuggito ai militari della stazione della cittadina di provincia che hanno voluto vederci chiaro e cercare di capire quali fossero i motivi di tanta affluenza ritenuta un po’ eccessiva per delle feste private. Per questo hanno effettuato diversi servizi di appostamento in contrada Marinara (dove, fra l’altro, l’otto ottobre 2003 si consumò un efferato uxoricidio) e hanno avviato gli accertamenti necessari nei confronti del proprietario dell’abitazione, il quale è risultato completamente estraneo allo squallido giro. Infatti, l’uomo, un incensurato, aveva affittato l’immobile con un regolare contratto di locazione ad una associazione culturale denominata “Calypso”, senza fini di lucro. Secondo le finalità sancite dall’atto costitutivo depositato presso lo studio di un notaio di Polignano, lo scopo dell’associazione sarebbe stato quello di promuovere attività teatrali, cabaret, cinema e lettura di poesie. Gli uomini dell’Arma diretti dal capitano Lorenzo Ceccarelli, però, nel corso della perquisizione effettuata all’interno della villa, non hanno trovato alcuna traccia di testi di poesie ma una gran quantità di immagini pornografiche, alcune delle quali in formato poster ritraevano anche qualche socio durante gli “intrattenimenti” offerti durante le attività “sociali”. Inoltre, hanno appurato gli investigatori, la sede legale, una casa del centro storico di Gioia del Colle, era fittizia in quanto, all’indirizzo indicato, risiede da oltre 50 anni un’anziana signora all’oscuro di tutto.
Accertamenti, controlli e pedinamenti, supportati dalle intercettazioni telefoniche, hanno consentito agli investigatori di scoprire che «dietro l’associazione culturale si nascondeva un club per scambisti, all’interno del quale veniva esercitata anche attività di prostituzione con ricavi considerevoli». Hanno spiegato durante la conferenza stampa gli ufficiali della Compagnia di Massafra, il capitano Ceccarelli e il tenente Domenico Caradonna, comandante del Norm,


La prima perquisizione è stata effettuata a gennaio dello scorso anno da una ventina di militari che, riuscendo a eludere i filtri dell’entrata (il cancello telecomandato a distanza e l’ingresso controllato dal sistema di videosorveglianza, per evitare sorprese) hanno fatto irruzione nel bel mezzo della serata. Quella sera, sono stati trovati e identificati clienti (che non hanno potuto trattenere un certo imbarazzo) di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali provenienti dall’intera regione, in particolare da diversi centri delle province di Taranto e Bari. Un centinaio quelli complessivamente identificati che, in alcuni casi, avrebbero confermato il tipo di attività svolto nel locale confermato dall’esito della perquisizione effettuata nella stessa sera, ossia diversi “attrezzi del mestiere”. Soltanto in un caso è stata sequestrata una dose di droga ma era destinata all’uso personale di un cliente. Il prezzo d’ingresso era di 110 euro per ogni singolo e di 30 per le coppie. I clienti potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere, con trans ed omosessuali, tutti italiani. Anche fra le professioniste del sesso non sono state trovate extracomunitarie. Inoltre, al primo ingresso veniva rilasciata al cliente la tessera di socio, per giustificare la presenza in caso di controlli. Il club metteva a disposizione dei clienti tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, alcolici, guardaroba, cene a tema, strip tease e spettacoli di ogni genere. Il tipo di serata offerto veniva pubblicizzato attraverso un annuncio sui giornale e per le informazioni c’era un numero di cellulare. Pur funzionando a pieno ritmo nel week end, la casa di appuntamenti apriva i battenti anche nelle altre serate infrasettimanali per festini su richiesta, alcuni dei quali organizzati in occasione di addii al celibato.
Per i quattro presunti gestori della casa di appuntamenti, sono scattate le manette in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Taranto Bina Santella su richiesta del pm Daniela Putignano. L’unico tarantino coinvolto è il 50enne Luigi Simonetti, dipendente civile della Saram, che figurava socio insieme alla moglie e al figlio, completamente estranei alla vicenda. L’uomo ha beneficiato dei domiciliari come altri due indagati, Giovanni Montenegro, 53 anni, di Gioia del Colle (anche la convivente, stando alla ricostruzione degli inquirenti, forniva prestazioni) e Annamaria Ventura, 50 anni, di Monopoli. Mentre suo marito Giuseppe Ferrarese, 52 anni, anche lui di Monopoli (già coinvolto in analoghe operazioni), è stato condotto in carcere. Devono rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di concorso nella gestione di una casa di prostituzione. L’operazione, denominata “Calypso”, dal nome dell’associazione, ieri mattina, ha visto impegnati nell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare e nelle perquisizioni venti carabinieri della Compagnia di Massafra, di Gioia del Colle, di Monopoli, del Reparto operativo di Taranto e della stazione Carabinieri della S.A.R.A.M. dell’Aeronautica militare. (Annalisa Latartara)

Da Savona news:


Calypso. Dietro l'associazione culturale trans, gay, prostituzione
Indagine dei carabinieri: per l'ingresso 130 euro i singoli e 30 le coppie


Ufficialmente Calypso era una associazione culturale senza scopo di lucro i cui soci si dedicavano ad attività teatrali, cabaret, cinema, lettura di testi e poesie. Il tutto sancito da un atto costitutivo depositato presso un notaio di Polignano a Mare (BA). La sede prescelta era una abitazione del centro storico di Gioia del Colle ma all'indirizzo indicato, da oltre cinquantanni, risiede una ignara signora.


Al contrario il luogo ove i soci si davano appuntamento, alla periferia di Mottola, era ben noto al personale operante ed ai cittadini mottolesi poiché due anni prima era stato teatro di un efferato omicidio. I proprietari dell'immobile lo avevano ceduto in locazione ad una coppia di monopolitani che lo avevano a loro volta adibito agli "scopi " dell'associazione.


Ben presto però l'attenzione dei militari veniva attratta dall'insolito andirivieni da e per la villa, di personaggi già noti alle Forze dell'ordine, con macchine lussuose, transessuali, donne note per la loro attività di meretricio e soprattutto orari insoliti per delle attività culturali.


Appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni telefoniche hanno ben presto svelato la vera natura dell'associazione: un club per scambisti all'interno del quale si praticava la prostituzione a pagamento con ricavi elevatissimi.


Il prezzo d'ingresso era di 110 euro per ogni "singolo" e di 30 euro per le coppie che potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere: coppie, trans, omosessuali.


Il primo ingresso favoriva il rilascio della tessera sociale necessaria per giustificare la presenza in loco in caso di controlli.


A disposizione dei clienti ben tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, bevande alcoliche, guardaroba, spettacoli di ogni genere, cene a tema e parcheggio custodito con telecamere ed apertura comandata a distanza del cancello della villa per evitare sorprese.


Nel gennaio dello scorso anno, la prima perquisizione effettuata da oltre venti militari che, elusi i controlli irrompendo nel pieno di una serata, identificavano numerose persone provenienti da tutta la regione; ovvio l'imbarazzo dei presenti ma niente di più, visto che l'attività del locale proseguiva imperterrita sino allo scorso week-end.


Oltre un centinaio i clienti identificati le cui dichiarazioni, sebbene in taluni casi reticenti, hanno confermato le risultanze della consistente attività d'indagine.
Le donne che si prostituivano collaboravano nella gestione dell'attività ma a loro carico non sono stati ravvisati estremi di reato.


(Fonte Comando carabinieri)

martedì 17 gennaio 2006

Tre articoli sul Corriere del giorno di oggi, qui riportati in un colpo solo:


Cmmt, Giovinazzi dà i 20 giorni a Vendola
“O finanzi il nostro ente o ci dimettiamo”


MOTTOLA - Ora la richiesta diventa minaccia. Certo, in senso buono del termine, perché non  si parla di atti illegali, bensì della richiesta d’aiuto che la Comunità Montana Murgia Tarantina aveva inoltrato alla Regione Puglia, in riferimento alla grave crisi finanziaria che l’ente vive ormai da parecchio tempo, senza che nessuno però risponda alle richieste fatte dal presidente Roberto Giovinazzi. In più la finanziaria ha ancor di più, attraverso dei tagli alla "montagna italiana" quella che è la situazione economica di un ente ormai in ginocchio. Nelle righe finali della nota inoltrata dalla Comunità Montana si legge: "Il presidente della Cmmt, portatore del sentire di tutta la maggioranza di centro sinistra, dato atto che continua a sussistere l’empasse amministrativa dell’ente, dovuto alla cronica situazione finanziaria deficitaria e rilevata la mancata attenzione alle problematiche da parte delle istituzioni, ripetutamente sollecitate ad intervenire, comunica che in caso di mancato accoglimento, entro il termine di venti giorni, delle proposte dell’ente formulate per la definitiva soluzione della crisi e della doverosa prospettiva occupazionale degli ex Lsu, il medesimo unitamente agli Assessori e ai Consiglieri comunitari di maggioranza avvertono che si dimetteranno dall’amministrazione dell’ente". Non ci sarà più attesa. Troppo a lungo la Comunità Montana ha aspettato. Ora agisce, reagisce e fa sentire la propria voce, che forse, tra diciannove giorni, sparirà del tutto. Dipende dal volere di chi sta più in alto. (G. F.)


***


Sanità, sottoscritto il piano sociale di zona
Interessa i Comuni di Massafra, Mottola, Palagiano e Statte


MASSAFRA - Finalmente. Dopo tanta attesa, ieri mattina, è arrivata l’importante firma da parte dei sindaci dei comuni di Massafra, Mottola e Palagiano, facenti parte dell’Ambito Territoriale n. 2 dell’AUSL TA/1), del commissario del Comune di Statte Paglialonga, del direttore generale della’AUSL TA/1 Urago e dell’assessore provinciale alle Politiche Sociali Fabiano. Una firma, presso il Palazzo De Notaristefani di Massafra, con la quale è stato sottoscritto l’Accordo di Programma per l’adozione del primo Piano Sociale di Zona per il biennio 2006-2007, e per la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali attraverso la gestione coordinata delle funzioni amministrative e dei servizi socio-assistenziali, come la condivisione del sistema di regole per l’organizzazione dei servizi e l’accesso degli utenti, la condivisione delle risorse economiche, professionali e strutturali, nonché delle procedure di gestione amministrativa e contabile, di monitoraggio e di rendicontazione.
Il Comune di Massafra è stato individuato come Comune capofila dell’ambito territoriale per la gestione unitaria del sistema locale dei servizi socio-assistenziali. Questo è stato possibile in quanto sede del Distretto Socio-Sanitario n.2 AUSL TA/1. Presente, oltre al sindaco di Massafra, Giuseppe Cofano, anche il consigliere incaricato ai Servizi Sociali Angela Monaco. Il primo cittadino ha evidenziato come si sia entrati in una "fase di applicazione", auspicando una risposta alle varie esigenze dei comuni. "Un piano importante perché dà modo di affrontare concretamente le politiche territoriali ed il passaggio da ascolto ad intervento". Queste le dichiarazioni del direttore generale Urago, seguito a ruota dal primo cittadino di Palagiano, Rocco Ressa, che ha parlato di un "Piano" come autentico punto di riferimento per il settore Socio - Assistenziale. Il sindaco di Mottola, Gianni Quero, ha invece messo in evidenza il lavoro collegiale dei vari comuni interessati e la fruttuosa esperienza.
Ora il "Piano di Zona" sarà oggetto di attenzione da parte dei consigli comunali dei quattro comuni interessati, per poi essere definitivamente attuato. (G. Fons.)


***


D'Auria: non ricatto ma scarsa collegialità
La destituzione di D’Onghia


MOTTOLA - Dopo le dichiarazioni fatte dall’ex assessore al Bilancio e Personale, Vanni D’Onghia, che aveva recepito la richiesta della sua revoca come "un vile tentativo di strumentalizzazione", il diritto di replica passa a Nunzio D’Auria, al momento unico rappresentante di "Trasparenza e Libertà", il gruppo politico nel quale, sempre in seno alla maggioranza di centrodestra, era rientrato lo stesso D’Onghia, dopo essere uscito dalle fila di Alleanza Nazionale.
La richiesta di revocare la delega da assessore a D’Onghia era partita proprio dallo stesso Nunzio D’Auria, "esclusivamente per ragioni di ordine  politico, prive di ogni forma di ricatto, dal momento che, durante il periodo in cui deteneva la delega da assessore al Bilancio e Personale, D’Onghia aveva evidenziato una scarsa collegialità nei confronti del gruppo Trasparenza e Libertà". Pertanto, conclude D’Auria, "respingo fortemente le accuse di strumentalizzazione mosse dall’ex assessore contro il gruppo politico, che rappresento, in quanto assolutamente prive di alcun fondamento".
Dichiarazioni, queste, rilasciate da D’Auria a titolo personale, dal momento che, prese le distanze da Cosimo Mongelli, resta in Consiglio Comunale l’unico rappresentante di "Trasparenza e Libertà". Intanto, lo stesso D’Auria ha già fatto sapere di aver stretto un patto federativo, di estrema collaborazione, con Alleanza Nazionale. (Maria Florenzio)

sabato 14 gennaio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


IL CASO / L’assessore ha preso questa decisione dopo le affermazioni di Nunzio D’Auria, coordinatore del gruppo «Trasparenza e Libertà»
Mottola, si è dimesso Vanni D’Onghia
È stato l’artefice del Gruppo d’azione locale con sei Comuni dell’area occidentale


MOTTOLA - L’assessore Vanni D’Onghia si è dimesso dopo le affermazioni del coordinatore del gruppo «Trasparenza e Libertà» Nunzio D’Auria. Ha anticipato tutti scrivendo al Sindaco Giovanni Quero e motivando la sua decisione dopo aver letto sul nostro giornale che il gruppo misto, formato dall’Udc e da «Trasparenza e Libertà», si è irrimediabilmente sciolto, oltre a ritenere la richiesta di revoca della sua delega solo un vile tentativo di strumentalizzazione. «Ciò in ossequio - fa osservare D’Onghia - ai principi che hanno sino ad oggi ispirato l’esercizio della carica assunta, ma soprattutto per non permettere che altri possano usare la mia persona come arma di ricatto per raggiungere scopi (politici) che non condivido. Mi dimetto - conclude nella nota di dimissioni D’Onghia - con l’amaro in bocca che inevitabilmente queste situazioni lasciano, ma arricchito di un’esperienza che sono certo contribuirà ad aumentare il mio bagaglio e a guidarmi nelle mie scelte future».
Vanni D’Onghia venne eletto alle amministrative del 2002, risultando il primo dei suffragati in An ed il secondo nella coalizione di centro destra. Accettò la delega di assessore alle politiche agricole, essendo consigliere provinciale della Confagricoltura e vice Presidente dell’Associazione Allevatori di Taranto. Alcuni mesi fa venne sfiduciato dalla segreteria di An perché, si disse, «non era uomo di partito e non si rapportava quando c’erano da prendere certe decisioni». Così passò al gruppo «Trasparenza e Libertà» cambiando delega e passando al Personale e Bilancio. «Probabilmente - sostiene - essere coerenti e leali in politica non premia». E’ stato l’artefice del Gal (Gruppo d’Azione Locale), mettendo insieme sei comuni dell’area occidentale che stanno ricevendo benefici per 10 miliari delle vecchie lire; ha fatto trasferire l’Ufficio Allevatori a Mottola; ha difeso gli interessi degli agricoltori sul problema del Parco delle Gravine e ha fatto rinnovare buona parte della viabilità rurale.
Intanto, sul piano politico si sono aperti nuovi scenari: la divisione del gruppo «Trasparenza e Libertà» con Nunzio D’Auria, che si è dichiarato indipendente, avvicinandosi ad An in maniera federativa e prendendo le distanze da Cosimo Mongelli. Quest’ultimo pare sia stato isolato all’interno della maggioranza di centro destra, anzi qualcuno dice che sia stato scaricato perché nessuno più lo vuole come partner, artefice della crisi di luglio dopo aver lasciato Fi. Ma sembra anche, secondo indiscrezioni, che sia pronto ad entrare nella Margherita. In casa Udc si respingono le azioni politiche di D’Auria e Mongelli.
Il segretario Giuseppe De Bello afferma che «purtroppo la verità è che attraverso la politica si vogliono trovare  sistemazioni. I due chiedevano tanto e allo stato attuale non hanno ottenuto niente, perdendo finanche la fiducia nostra e quella di Fi, usando comportamenti che ancora non riesco a decifrare». Il sindaco Quero ha ringraziato D’Onghia per l’ottimo lavoro svolto, auspicando un suo immediato ritorno in politica. (Francesco Francavilla)

giovedì 5 gennaio 2006

Sempre dal Corriere del Giorno:


Presso il santuario Madonna delle Sette Lampade
Oggi stella cometa e presepe vivente


MOTTOLA - Una grande stella cometa indicherà il cammino ai Magi per l’ultima  rappresentazione del Presepe Vivente di giovedì 5 gennaio 2006 dalle ore 18,30 alle ore 22,00.
Il Presepe Vivente ha luogo presso il Santuario Madonna delle Sette Lampade di Mottola (nei pressi della statale 100 Bari-Taranto) raggiungibile con bus navetta, messi a disposizione del pubblico, con partenza dal centro di Mottola. Alla cornice spettacolare del Presepe Vivente a Mottola hanno contribuito, in occasione della prima rappresentazione, cielo e terra che si sono tinti di bianco in attesa di Gesù Bambino; la neve ha voluto aggiungere il suo tocco magico ad uno scenario naturale che ben si presta a rappresentare le grotte della tradizione cristiana.
Anche il sindaco Giovanni Quero e l’assessore alla cultura Giuseppe Carucci sono rimasti entusiasti dell’evento, patrocinato dall’ Assessorato alla Cultura del Comune di Mottola e realizzato dal Centro di Formazione Musicale F. Leuzzi e dal gruppo folkloristico Motl la Fnodd, con la direzione artistica di Giuseppe Salatino, la produzione esecutiva di Piero Palagiano, il supporto tecnico dell’agenzia artistica Art Communication e MF Management di Mottola. Nonostante la rigida temperatura, un gran numero di visitatori si è lasciato guidare dalla luce delle padelle romane sui sentieri di brecciolino bianco, attraverso il percorso abilmente creato tra le grotte mottolesi; un forno in pietra, costruito per l’occasione, ha dato il benvenuto nella comunità paesana realizzata da un centinaia di figuranti, per un vivo intreccio di tradizione religiosa e cultura contadina. Musiche natalizie e un surreale allestimento di luci hanno accompagnato i visitatori attraverso le riproduzioni degli antichi mestieri, con attrezzi d’epoca: il fabbro, il falegname, il pescatore, e mestieri tipici delle donne che hanno preparato, e offerto, pasta fatta in casa, mozzarelle e bruschette, in compagnia degli occhi curiosi dei bambini; non sono mancati del buon vino e musica popolare intorno al fuoco. La bellezza paesaggistica del posto, arricchita da grotte che in epoca medioevale erano frequentate da monaci basiliani e benedettini offrono una cornice spettacolare per la Natività e gli antichi mestieri.
Gli organizzatori prevedono una forte affluenza di visitatori per superare le circa 16.000 presenze dello scorso anno.

Dal Corriere del Giorno di oggi:


La Rassegna Internazionale  supera la boa dei "40 anni"


Stasera la cerimonia di chiusura


MOTTOLA - Questa sera, con una cerimonia di premiazione, come consuetudine vuole, presso la scuola materna "Perasso", in via S. D’Acquisto, si chiude la Rassegna Internazionale di Pittura - Città di Mottola, che, grazie alla perspicacia e all’inarrendevolezza del suo organizzatore, Giovanni Rogante, vanta la sua 40° edizione.
Si comincia intorno alle 18,15 circa, con gli interventi delle autorità locali ed il saluto di Rogante, per, poi, procedere alla consegna dei riconoscimenti a tutti i pittori, artisti e poeti, ai quali, quest’anno, per la prima volta, verrà consegnata una targa personalizzata a ricordo della partecipazione al quarantennale della mostra mottolese. Ad adoperarsi per la consegna dei premi, oltre al sindaco Quero e all’ass. alla Cultura, Giuseppe Carucci, che hanno patrocinato l’iniziativa, ci saranno il dott. Stefano Ancona, direttore della sede locale della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Luigi Dell’Orco, presidente della Pro Loco di Ginosa, Egidio Ippolito, presidente della Pro Loco di Crispiano, un responsabile della Pro Loco di Castellaneta, Fortunato Mezzapesa, presidente della locale sezione dell’associazione Italcaccia, oltre ai tanti responsabili di aziende ed attività produttive del luogo, che hanno dato il loro contributo per la buona riuscita della manifestazione. A presenziare, ci sarà anche una delegazione greca ed albanese. Così, la rassegna firmata Rogante, almeno per quest’anno, è giunta alle battute finali, con la grande soddisfazione di aver tagliato un traguardo sofferto, ma meritato, a dispetto di quanti, in passato poco hanno creduto nella longevità della stessa, evidentemente garantita dalla partecipazione di chi nell’arte trova una valvola di sfogo ai malesseri del vivere quotidiano o ritrova il proprio ego.
La rassegna è stata aperta la pubblico lo scorso 24 dicembre, con una cerimonia ufficiale, presenziata, durante il taglio del nastro, per mano del primo cittadino, dalla banda "S. De Fiori", diretta dal maestro Nicola Latorrata. Benedizione di rito con don Michele Bianco e, poi, alle note della fisarmonica della campionessa mondiale Mariarosaria Convertino, la parola direttamente all’organizzatore, commosso più che mai. Importanti e significativi gli interventi del sindaco Quero, dell’ass. Carucci,  dell’on. Carmelo Patarino, del consigliere regionale Pietro Lospinuso, tutti unanimi nel ringraziare Giovanni, per aver dato a Mottola la possibilità di vantare un’iniziativa culturale e sociale al tempo stesso, in quanto offre agli artisti una grande occasione di riflessione sul valore dell’arte, oltre che una chance di confronto, garantita dalle reciproche critiche costruttive. La serata inaugurale è servita anche per premiare, con dei riconoscimenti, l’impegno professionale di molti personaggi di Mottola, che si sono distinti nel loro settore: Giulio Antonacci, direttore del giornale "Vicenza", Alfonso Scarano, direttore orchestrale dei "Virtuosi" di Praga, Antonio Sanarico, maresciallo dei Carabinieri, Franco Sasso, stilista personale di Giovanni Rogante, Michele De Marinis, collezionista d’auto d’epoca e Cristian Dionigi Lentini, che ha realizzato il sito ufficiale della mostra. Cliccando sul sito
www.artistiaconfronto.it, è possibile ripercorrere le tappe più salienti delle passate edizioni.
A fine serata, per brindare ai 40 anni della mostra, spumante e torta per tutti i presenti. (Maria Florenzio)

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


ARTE.Stasera la cerimonia di chiusura della 40.a edizione della rassegna internazionale tra musica e poesie
Mostra di Mottola, cala il sipario
Anche poeti albanesi e artisti dalla Grecia tra i 150 partecipanti


Non c’è inizio senza fine, non c’è alfa senza omega, non esiste "C’era una volta..." senza un "E vissero felici e contenti!". E neppure la rassegna internazionale di pittura può sfuggire a questa regola… La bella favola della 40.a edizione si conclude oggi con la consueta cerimonia di chiusura che si terrà alle ore 18.15 presso la sede espositiva della manifestazione.
La scaletta della serata prevede gli interventi del sindaco Quero e del vicesindaco, nonchè dell’assessore alla cultura Carucci. Non mancheranno, ovviamente, gli artisti che riceveranno un tangibile riconoscimento e un attestato di partecipazione.
Il tutto si svolgerà sullo sfondo delle festose atmosfere che da sempre fanno pendant con la mostra di Giovanni Rogante, il quale - a sostanziare il titolo e la fama di Rassegna Internazionale - farà salire sul palcoscenico mottolese una delegazione di poeti albanesi (alcune delle loro opere sono state pubblicate sul volume della rassegna) e un bel numero di artisti provenienti dalla Grecia, terra nella quale - ormai da tempo - Rogante ha esportato la sua kermesse artistica.
La notorietà della storica manifestazione è stata quest’anno amplificata da un intervento massiccio dei media: innanzitutto alla corrente edizione ha fatto eco il sito della Rassegna, che sta registrando un buon numero di visitatori (per quanti non lo avessero ancora fatto ricordiamo che basta digitare la stringa
www.artistiaconfronto.it); in più, il già consolidato rapporto con i giornalisti della carta stampata e della televisione quest’anno sembra aver trovato l’optimum. Difatti lo scorso 31 dicembre Rai 3 ha riservato un corposo servizio alla Rassegna Internazionale. La serata conclusiva sarà sicuramente foriera di grandi soddisfazioni per quanti hanno collaborato all’allestimento di questa nuova edizione della manifestazione artistica: si tireranno le somme e verrà calato il sipario. Certo aleggerà un pizzico di malinconia, come è naturale che capiti ogni volta che un’esperienza giunge al suo epilogo, ma ogni nostalgia troverà poco spazio fin quando, dopo breve torpore, ritornerà la consapevolezza che si è messo punto solo ad un altro dei capitoli che compongono la lunga storia della Rassegna Internazionale di Pittura… per la quale vale il detto del poeta latino "soles occidere et redire possunt!".

lunedì 2 gennaio 2006

Da Pubblinews di questa settimana. Se si cominciassero a disattivare i correttori automatici, "Mongelli" non diventerebbe "Monelli":


Aria di crisi all’interno del gruppo federativo nato sotto il nome di “GR5”


Questa nea formazione politica composta da tre consiglieri dell’Udc (Gianluigi Notarnicola, Giuseppe De Bello e Gennaro Caragnano) e da due consiglieri del gruppo autonomo “Trasparenza e Libertà” (Nunzio D’Auria e Cosimo Monelli) che fa parte della maggioranza di centrodestra, non riece più a dialogare. Il coordinatore Nunzio D’Auria si è detto deluso per la mancanza di feeling tra i due gruppi che sta facendo cadere i presupposti per dare una continuità alla pur breve vita del “GR5”. “La verifica  politico-amministrativa dell’estate scorsa, era stata aperta per ritrovare una maggiore collegialità tra esecutivo e consiglieri – ha affermato il coordinatore - cosa che oggi si è persa a causa di ripetute incomprensioni”. Da questa dichiarazione si capisce il grado di insofferenza improvvisamente scoppiato tra Nunzio D’Auria e il segretario locale dell’Udc Giuseppe De Bello.
E’ bene, però, precisare che in questa improvvisata crisi sorta all’interno di una parte della Casa delle Libertà è fuori discussione il primo cittadino Giovanni Quero nel quale viene riconosciuta grande capacità politica e amministrativa e degno di rappresentare la maggioranza a Mottola. “Invito i colleghi dell’Udc – fa osservare Nunzio D’Auria – al rispetto degli impegni che hanno determinato la verifica politico-amministrativa del giugno scorso. Uno fra tutti e loro cavallo di battaglia, l’alternanza nei settori dei funzionari nell’Ufficio Tecnico”. De Bello all’epoca aveva espresso la volontà di risolvere la crisi affermando: “Le vie d’uscita ci possono essere se si smette per un momento di discutere in termini padronali e si ricomincia a parlare di politica”. E fra le proposte c’era proprio la ristrutturazione organica dell’Ufficio Tecnico, tra cui la nomina dell’assessore, tenuto fino a quel momento ad interim dal sindaco Quero. La crisi, poi, venne risolta con la sola nomina di Francesco Caragnano ad assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici. Di rotazione dei funzionari nell’Ufficio tecnico non se ne parlò più. Oggi il coordinatore di “Trasparenza e Libertà”, avallato dal capogruppo in consiglio comunale Cosimo Monelli ritorna pesantemente sull’argomento. I due infatti ritengono che un’azione di potere messa in atto da De Bello ha fatto venir meno gli impegni assunti al momento della verifica.
Ma c’è un’altra richiesta che Nunzio D’Auria ha fatto e si tratta della sostituzione dell’assessore al bilancio Vanni D’Onghia, al quale era già stata tolta la delega di assessore all’agricoltura a causa della sfiducia della segreteria di An. D’Onghia, in quell’occasione era stato “salvato” dal gruppo “Trasparenza e Libertà” suscitando polemiche e imbarazzo all’interno della maggioranza per il cambio repentino di casacca.
Queste due richieste, certamente non ostacoleranno il lavoro dell’Amministrazione Quero poiché i due consiglieri non sono determinanti al raggiungimento della maggioranza all’interno del Consiglio Comunale. All’interno della Casa delle Libertà per il momento non hanno voluto commentare questa presa di posizione del gruppo “Trasparenza e Libertà”. Nonostante l’azione di protesta, D’Auria e Mongelli riconoscono che l’Amministrazione non è in discussione è solo una questione di rapporti deteriorati con l’Udc che, comunque, possono essere recuperati. (Giuseppe Francavilla)