Sempre dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:
MOTTOLA / Sei lavoratori senza stipendio e senza futuro
Comunità montana, per gli lsu appello a Vendola e all’Unione
MOTTOLA - Sono sei i lavoratori socialmente utili attualmente in carico alla Comunità Montana della Murgia Tarantina di Mottola che si trovano senza stipendio e senza un futuro certo. «Ci troviamo in mezzo ad una strada e non sappiamo cosa fare - afferma Pavone, uno dei sei Lsu - con una famiglia a carico e con gli Enti preposti, Comunità Montana e Regione Puglia che non riescono a risolvere il problema che ci portiamo avanti ormai da parecchio tempo e che non si riesce a risolvere una buona volta». Il consigliere Provinciale Franco Gentile, vicino al problema in maniera costante, a nome del gruppo di Rifondazione Comunista di Mottola rivolge un forte appello al governo regionale e ai partiti del centro sinistra affinché ci sia un’assunzione di responsabilità ed una prova di orgoglio politico tendente a risolvere il problema.
«Ad oggi - sottolinea Gentile - non possiamo far finta di nulla. E’ necessario che venga elaborato un progetto di costi e venga disposto uno stanziamento da parte della Regione per concedere la proroga all’assunzione ai lavoratori socialmente utili». Giovedì scorso c’è stato un incontro presenti i sindacati, gli operai, gli organi della Comunità Montana e i rappresentanti dell’"Isola Verde", una cooperativa che vede la partecipazione dell’Amministrazione Provinciale, che si è dichiarata disponibile ad accettare i sei Lsu a condizione, però, che la Regione assicuri lo stanziamento.
Nei giorni scorsi il Presidente della Comunità Montana della Murgia Tarantina, avv. Roberto Giovinazzi, in un documento approvato dalla maggioranza di centro sinistra, ha denunciato al Presidente della Giunta Regionale Vendola, al Prefetto, al Presidente della Provincia Florido e ai consiglieri provinciali, oltre alla crisi finanziaria dell’Ente, anche la situazione in cui si trovano 11 lavoratori Lsu, tra cui altri cinque, anche loro appiedati, che per fortuna ricevono l’indennità di disoccupazione da parte dell’Isps.
Intanto, Pavone e gli altri cinque suoi amici ogni mattina puntualmente si presentano sul posto di lavoro, anche perché non hanno ricevuto alcuna lettera di licenziamento, per prestare dalle ore 7,00 alle 13,00 la loro opera in attesa di certezze, compreso gli arretrati degli ultimi due mesi di dicembre scorso. (Francesco Francavilla)
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