venerdì 21 luglio 2006

Motula - «nuovo» numero

Il «nuovo» nel titolo è tra virgolette per più di una ragione.


Prima di tutto, perché non mi ero proprio accorto (colpa mia) che era in circolazione un nuovo numero del giornale già da maggio, segno evidente di quanto poco tempo abbia avuto, negli ultimi mesi, per uscire a farmi una passeggiata per le strade della nostra città e per passare dall'edicola. Quindi, il numero che sto per commentare non è affatto nuovo, ma ormai stagionato di due mesi.


«Nuovo» anche perché, con tutto il rispetto per chi si impegna affinché il giornale esca, francamente mi sembra la solita minestra riscaldata: elogi al centrodestra, critiche al centrosinistra, rassegna di notizie stagionate su ciò che è successo sulla collina nei mesi precedenti (per chi ha già letto quelle notizie sui quotidiani locali è come gustare del pane raffermo).


Non mi disturbano le critiche politiche, a favore dell'una o dell'altra parte; certo è che se le critiche fossero più equilibrate e non finissero per sembrare propaganda becera, sarebbero più gradevoli e più costruttive.


Tra l'altro, lasciano perplessi i continui attacchi a Franco Gentile (pagina 13 di questo numero), soprattutto pensando all'«incidente» occorso qualche mese fa, incidente che spinse Gentile a parlare, durante un comizio, di un non meglio identificato «imbecille di giornalista che scrive su quella sottospecie di giornale», e al direttore responsabile a pubblicare un articolo di excusatio (anche se in realtà di scuse ce n'erano poche) dopo aver ricevuto anche le rimostranze del proprio direttore editoriale. Ormai conosciamo tutti il modo esuberante di far politica di Gentile, e un po' rispecchia il personaggio che si è costruito; rispondere con i suoi stessi toni non mi sembra proprio il caso, anche perché lui ormai riesce a farlo bene, chi gli risponde un po' meno.


A pagina 2, il solito «Caro Tommaso», appaiato alla solita rubrica «Asterischi», è il solito tentativo di fare polemica al vetriolo a bella posta. Spettacolare l'umorismo involontario creato in questo numero: nella rubrica si parla di giacchette politiche cambiate e rivoltate; in basso pagina, la pubblicità di Franco Sasso mostra un bell'uomo in giacca, appunto. Un invito ai politici mottolesi di servirsi presso la nota sartoria per i loro eventuali cambi di casacca?


La parte migliore rimane quella dedicata alla cultura locale, per la quale però si auspicherebbe un taglio più «scientifico», abbandonando quello aneddotico (pur mantenendo il carattere divulgativo, necessario  per la pubblicazione di pezzi simili in questo contesto).


Una grossa critica all'impaginazione: ma possibile che la formattazione del testo debba essere così cattiva? Spaziatura del testo sbagliata, divisione delle parole a capo inesistente. Spesso la lettura del testo diventa sgradevole. Tirata d'orecchi a Posa o a chiunque si occupi di questo aspetto.


In conclusione: Motula è ormai un giornale un po' ingessato, da anni uguale a se stesso. Scarse le differenze da un numero all'altro, scarsi i nomi nuovi tra le sue firme: alla fine, le sue pagine sono uno stanco one-man show incentrato sugli stessi, identici argomenti.


(Se chiedete chi sia l'«one man», offendete la vostra stessa intelligenza).


Dispiace dirlo, ma la sensazione è quella di uno spreco enorme, soprattutto da parte di chi il giornale si sforza di finanziarlo.


Ma, parodiando Joseph de Maistre: ogni città ha il giornale che si merita (*).


(*) traduzione: alla fine, se il giornale è così, la colpa non è tanto di chi lo fa, che in fin dei conti si sforza affinché il giornale esista.

martedì 18 luglio 2006

Musei e denaro pubblico

Due interessanti notizie appaiono sul Corriere del Giorno di oggi:


- la Pro Loco di Mottola (a proposito, sapevate che è stata ri-costituita?) ha aperto un museo della civiltà contadina presso la masseria La Giunta. Dieci e lode, sperando che il museo possa presto spostarsi in città, in locali adatti;


- nel 2005, al Comune sono stati talmente bravi e parsimoniosi che sono avanzati pure dei soldi: 855 mila euro. Bene! L'anno prossimo mi aspetto di pagare meno tasse.

lunedì 17 luglio 2006

Concorso Internazionale di Chitarra: il vincitore

Dopo Thibault Cauvin nel 2005, il vincitore del Concorso Internazionale di Chitarra «Città di Mottola» è nuovamente un francese: il parigino Thomas Viloteau.




Maggiori informazioni sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno.

I capponi di Renzo

A leggere l'articolo apparso oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che parla degli ennesimi attacchi di Rifondazione all'Amministrazione comunale mottolese  («Persi fondi importanti!»), mi sovvengo inevitabilmente dei manzoniani capponi di Renzo. Solo che alcune cose non vanno bene:


- l'episodio dei capponi era, appunto, un episodio, qui invece mi pare prendere lo spazio di tutto il romanzo, e sembra non essere ancora finito;


- i capponi sono indubbiamente Rifondazione e il Sindaco, ma in realtà è soprattutto la cittadinanza mottolese a essere danneggiata. Come dire, tra i due litiganti il terzo soffre;


- la suddetta cittadinanza mè già poco sensibile a temi che riguardano il bene comune. Se li si anestetizza ripresentando loro sempre gli stessi miseri teatrini fatti di battibecchi rischiano di sviluppare assuefazione, disaffezionandosi definitivamente alle sorti politiche e sociali della propria città.


(Nel dettaglio, i fondi che sarebbero stati persi riguardano opere infrastrutturali atte a prevenire dissesti idrogeologici. Le voragini su via Matteotti vi dicono qualcosa? Il Sindaco sostiene che la strada verrà rifatta a breve; speriamo).

domenica 16 luglio 2006

Umanesimo della Pietra 2004-2005

Segnaliamo a tutti gli interessati che è attualmente possibile acquistare nelle edicole mottolesi gli ultimi due numeri dell'annuario Riflessioni-Umanesimo della Pietra, datati luglio 2004 e luglio 2005.


La rivista, probabilmente per problemi organizzativi, non era apparsa negli scorsi due anni; il ritardo viene ora cancellato con l'uscita contemporanea dei due fascicoli.


Il blister, contenente i due volumi indivisibili, è proposto al prezzo di 12 Euro.

giovedì 6 luglio 2006

Vuvuvu anche tu

Anche il gatto della mia vicina ha un sito web, perché mai non dovrebbe averlo l'"estate mottolese"? Eccolo qua:


http://www.mottolaestate.net/


Commenti?


 *AGGIORNAMENTO*


A qualcuno devono essere fischiate le orecchie, la paginetta è ora  stata risistemata e resa più leggibile...

domenica 2 luglio 2006

Bocciati!

Un commentatore anonimo di questo blog ha segnalato un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno dello scorso 1 luglio, il quale riporta la «strage» di studenti avvenuta nell'Istituto «Einstein-Lentini» di Mottola. Si parla di 45 bocciati al Liceo e di 102 al Professionale. Circa un quarto di studenti respinti, insomma.


Se da un lato un simile risultato non può certo rendere orgogliosi, dall'altro il coraggio che l'Istituto, il suo Dirigente Scolastico e i suoi docenti hanno dimostrato è ammirevole.


Perché, dovete sapere, la tendenza generale è quella di promuovere. Infatti, molte bocciature uguale pochi studenti invogliati a iscriversi (i quali, ovviamente, sceglieranno gli istituti «facili») uguale pochi soldi dal Ministero.


E, di questi tempi, dire di no alla moneta privilegiando la qualità degli studenti che frequentano l'istituto non è da tutti.


Soprattutto, bocciare gli studenti in un'epoca in cui il docente ha perso il carisma che aveva negli anni passati (tradurre con: è facilissimo trovare il genitore-testacalda che, per difendere il figlio, pianta grane enormi al professore e al preside) non è da tutti.


«Mio figlio è un genio, il professore è un idiota perché non lo capisce». Diciamoci la verità: è questo l'atteggiamento più comune nella scuola d'oggi.


E questa impressione viene rafforzata dalla lettura dell'articolo: «...gli stessi studenti bocciati si sentono defraudati di un diritto...» Eh sì, il diritto di essere promossi senza essersi impegnati. «Un'estate per nulla serena... soprattutto per i bocciati che avranno qualche mese per decidere se proseguire agli Istituti di Mottola o continuare gli studi altrove». Altrove? Dove le promozioni le regalano?


Ciliegina sulla torta: «Mi sono informata - parla la signora Rosa Rizzo, madre di una studentessa - per prendere seri provvedimenti nei riguardi degli organi scolastici, ci vorrebbero molti soldi. Allora mi chiedo perché devono essere sempre i figli dei poveri a subire le ingiustizie?».


Sorvolando elegantemente  sul ribaltamento dei ruoli (oggi sono gli studenti a voler «prendere seri provvedimenti nei riguardi degli organi scolastici»), l'affermazione è, a voler essere buoni, ingenua: si sbotta dicendo che solo chi può permettersi di pagare un avvocato viene promosso. Invece di buttarla su una questione di classe sociale («viene promosso chi ha i soldi»), la signora Rosa Rizzo non poteva invece dire a sua figlia, all'inizio dell'anno scolastico, che viene promosso chi studia?


Sia chiaro, siamo convinti che a volte (forse anche troppo spesso) si possano creare conflitti tra un docente e gli studenti, o, peggio ancora, che qualche docente non sia adatto all'insegnamento (e non mi riferisco all'attitudine: ricordo ancora le parole di una mia professoressa di liceo che diceva «Per verificare se noi docenti siamo idonei all'insegnamento ci controllano tutto, tranne se ci funziona la testa»).


Se è invece tutto il corpo docenti ad essere d'accordo sulla bocciatura di uno studente, è chiaro che non siamo di fronte a uno di questi casi. L'unico caso possibile è che lo studente non si è impegnato a sufficienza.

sabato 1 luglio 2006

L'estate mottolese 2004. Oops, 2005. No, cioè, volevo dire 2006

Grazie a Pubblinews (link: file PDF) è possibile consultare il programma previsto per l'estate mottolese 2006.


Il festival della chitarra... Celo.


I concerti bandistici... Celo.


Le commedie in dialetto... Celo.


La sfilata di moda... Celo.


Gli incontri di pugilato... Celo.


Il gruppo Punto 3 Music... Celo.


La sagra della carne al fornello... Celo. (Si sa che i mottolesi sono «cannaruti», e non solo loro).


Uccio de Santis (che l'anno scorso diede buca)... Celo.


Il divo-mignon dalla trasmissione «Amici» (l'anno scorso, Antonino; quest'anno un certo Timothy)... Celo.


Leo Caragnano... Celo.


Giorgio Valli... Celo.


La consueta tiritera di chi, stando a guardare e non facendo niente,  si lamenta per la poca originalità del programma... Celo.


...peccato, non ho sotto mano il programma dell'anno scorso, sarebbe stato interessante scoprire le differenze tra i due.


Ah, trovato: quest'anno non ci sono tentativi di entrare nel Guinness dei primati.


Manca.

Al servizio dei cittadini

L'Amministrazione Comunale mottolese, nell'epoca di Internet, ha trovato un nuovo mezzo per comunicare con i cittadini: la posta tradizionale.


I nostri cari postini, che quotidianamente vengono a bussare alle nostre porte per consegnarci la corrispondenza, in questi stanno recapitando anche una lettera del Sindaco. La lettera affronta la questione del cimitero, che, a quanto pare, sta contribuendo a togliere il sonno a parecchie persone, soprattutto agli anziani, al pari del caldo di questi giorni.


Il Gabinetto del Sindaco, data l'importanza dell'argomento, ha pensato bene di ricorrere non già al classico manifesto (poi va a finire che in pochi lo leggono) ma all'innovativo servizio Postatarget (*).


Infatti, poiché la relativa autorizzazione Postatarget era già attiva, in quanto era stata usata per spedire le green card dell'immondizia, perché non usarla pure per comunicare con la popolazione? In special modo, con questo sistema possono essere raggiunti quei vecchietti che di certo non hanno Internet e non hanno la possibilità di andare a leggere i manifesti affissi al muro.


Il servizio è pure economico: 0,31 euro ad invio. Giacché la quantità minima di invii per poter usufruire del servizio è di mille pezzi, il calcolo è presto fatto: 310 euro. Più qualcosina in più per fare le copie a colori della lettera, per comprare le buste e per stampare le etichette con gli indirizzi. Facciamo quattrocento euro in tutto. Meno di un manifesto gigante a colori, e di certo più efficace.


(*) Il servizio Postatarget, si legge sul sito delle Poste, «è il servizio di recapito ideale per tutte le azioni di direct marketing: comunicare, pubblicizzare, informare, vendere.» (i grassetti sono delle Poste, non miei).