mercoledì 8 marzo 2006

Vigilate dunque...

Una quindicina di giorni fa sono stato multato.


Ora, dovete sapere che dispongo di un posto auto in garage nella Schiavonia, il quale due volte su tre non è accessibile per colpa di automobili varie che, parcheggiando rasente al muro nella stretta strada del centro storico, di fatto la bloccano. Non rare sono state le occasioni in cui, tornando a casa molto tardi, ho voluto riporre l'auto in garage e mi sono trovato in condizione di non poterlo fare.


Perché allora, vi chiederete, non metto un passo carrabile?


Perché non si tratta di problema risolvibile con passo carrabile: è la strada a essere bloccata, non il garage. Volendo, posso uscire con la macchina, ma non posso uscire dalla strada. E poi, sono le macchine parcheggiate a essere in difetto: il codice della strada impone, nelle strade senza marciapiede, che il parcheggio venga fatto a un metro di distanza dalla parete; ovviamente, trattandosi di strada stretta, la macchina si troverebbe a parcheggiare al centro della strada (morale: in quella strada non si può parcheggiare).


Quindi, il passo carrabile è inutile. E anche se fosse, perché dovrei pagare per ottenere quello che è garantito dal codice della strada?


I vigili urbani sono a conoscenza della situazione, essendo andato più volte a lamentarmi all'ufficio e anche presso il Comandante. Ho smesso di rivolgermi a loro quando un giorno (un anno fa), trovandomi con il «solito» problema del blocco della strada e dovendo uscire con la macchina, ho telefonato all'ufficio dei vigili una prima volta richiedendo il loro intervento; dopo un'ora, avendo constatato che non si faceva vivo nessun vigile urbano, ho richiamato l'ufficio, e mi è stato risposto «I colleghi sono tutti occupati, ma tanto anche se veniamo lei il problema non lo risolve e la macchina non può uscirla lo stesso»...


L'altro giorno, la circostanza si è ripetuta: auto che blocca la strada e l'accesso al garage. Essendo assuefatto alla scena, ho optato (erano le 19.00 circa) per un veloce parcheggio nel Largo San Nicola, dove la sosta è vietata, confidando che il rompiscatole se ne sarebbe andato di lì a poco.


Ammetto quindi il mio errore: ho violato il codice della strada, sebbene costretto da cause di forza maggiore.


Altra domanda: ma allora perché hai parcheggiato in divieto di sosta?


Un motivo l'ho già spiegato (rapidità della sosta, in attesa che la strada si liberasse).


Un altro motivo è che Largo San Nicola è sempre pieno di auto in divieto di sosta. Bella roba, risponderete voi, allora se tutti ammazzano anche tu ti ritieni in diritto di ammazzare? Avete ragione; ma in psicologia sociale esiste purtroppo un meccanismo semplice semplice che si chiama «diffusione della responsabilità».


Terzo motivo: a Largo San Nicola e nella vicina via Teologo Lemarangi ci sono sempre tante macchine parcheggiate in modo indecente, almeno la mia l'ho parcheggiata in modo che non desse fastidio a nessuno. Non bloccava strade, non impediva l'accesso a locali, come invece spesso capita.


Di lì a cinque minuti, mi becco la contravvenzione. Firmata, si badi bene, non già da un vigile «titolare», ma da uno dei nuovi ausiliari del traffico.


Ah, ecco, faccio io. Figuriamoci: se un vigile in divisa fosse passato da qui a fare una contravvenzione, avrei potuto vendere la copia dell'accertamento, con firma autentica, all'asta su eBay. Pezzo raro, da collezione.


Perché, sapete, in realtà avrei potuto aggiungere un quarto motivo al perché ho lasciato la macchina a Largo San Nicola: mi risulta che le multe spiccate per divieto di sosta a Largo San Nicola siano rare come la neve ad Agosto. Altrimenti non si spiegherebbe il perché nel suddetto Largo (e nelle strade circonvicine, tra cui quella che interessa il mio garage) gli automobilisti la facciano da padrone: non vengono sanzionati; perché dunque non approfittare di un comodo luogo di parcheggio?


E dire che il problema del parcheggio selvaggio a Largo San Nicola è cosa nota e risaputa, da almeno quattro anni: ne ha parlato il periodico locale «La Torre» nel numero di maggio 2002, in un articolo intitolato Auto: ma a Mottola esisono i divieti?, e corredato anche da foto:



(clicca sull'immagine per ingrandire)


Hanno forse aspettato che arrivassero le nuove ragazzette col fischietto per notificare, finalmente, qualche contravvenzione da queste parti?


E se un vigile urbano mottolese che passasse per questo blog volesse, indignato,  gridare alla menzogna, allora prego: mi dimostrino che mento, facendomi vedere quante infrazioni per divieto di sosta sono state sanzionate, negli ultimi anni, a Largo San Nicola. Ho il diritto di saperlo, in base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (n. 241 del 1990), così come i vigili urbani hanno giustamente il diritto di difendersi dalla mia accusa. Tirino fuori i loro faldoni, ed enumerino gli accertamenti di violazione notificati dal maggio 2002 (data della denuncia del problema su «La Torre») fino a prima dell'entrata in servizio dei nuovi ausiliari del traffico. Sono curioso.


Se il numero dovesse essere consistente, sono pronto a presentare le mie scuse al Comando dei Vigili Urbani di Mottola. Ma se il numero dovesse essere esiguo... che succede, mi rimborsano la multa?


P.S.: al momento in cui scrivo, a Largo San Nicola ci sono tre auto in divieto di sosta. E' un peccato che io non disponga di una fotocamera digitale: avrei potuto monitorare ogni giorno la situazione, postando la foto sul blog... Quasi quasi me ne procuro una.


Anche voi avete (o avete avuto in passato) problemi del genere? Scrivete e commentate.

sabato 4 marzo 2006

Tags...

D'ora in poi il blog userà i cosiddetti tags, sorta di etichette che servono a identificare il contenuto dei post. In questo modo, se interessa un argomento e non altri, è possibile "isolare" e visualizzare i soli post raggruppati sotto ciascun tag, evitando di perdere tempo nella scrematura degli argomenti.


Ecco un elenco dei tags che intendo utilizzare:


(1) news: cronaca, politica, eventi, informazioni di vario tipo;


(2) cultura: tutto ciò che è cultura a Mottola e dintorni;


(3) commenti: opinioni, dibattiti e punti di vista;


(4) mottolesità: etichetta "generica" sotto il cui ombrello andrà tutto ciò che non rientra nei tag 1-2-3: umorismo, osservazioni, stranezze, facezie varie. Tutto ciò che "è" e "fa" Mottola e i mottolesi, insomma;


(5) blog: comunicazioni (specialmente tecniche e "di servizio") su questo blog. Il presente post, ad esempio, è "taggato" blog;


(6) off-topic: tutto ciò che, eventualmente, non c'entra con Mottola.


Ovviamente non si tratta di una lista chiusa, né tantomeno esaustiva; per cui, se volete avanzare osservazioni, se credete che la lista possa essere migliorata, se volete proporre nuovi tags, fatevi avanti!

venerdì 3 marzo 2006

Il supermarket della cultura

E' stato dato alle stampe un nuovo ed interessante libretto di 36 pagine su Mottola, la sua storia e il suo patrimonio artistico e culturale. Il libretto si presenta agile, maneggevole e ricco di belissime illustrazioni. Sfogliarlo e leggerlo è un vero piacere. Chi lo pubblica? Il Comune? L'Assessorato alla Cultura? Uno studioso locale? No: lo pubblicano i Supermercati Dok.



(Clicca sull'immagine per ingrandire)

giovedì 2 marzo 2006

Signore e signori, lasciatemelo dire: non ci siamo.


Quando ho aperto questo blog, l'ho probabilmente fatto per entusiasmo, per curiosità, e anche per un discreto senso di sfida. Ovvero, ero spinto da motivazioni più che altro personali. Ma l'intento più importante era chiaro: creare una piccola (anche minuscola) comunità mottolese che potesse discutere della città e dei suoi problemi. E sottolineo: discutere, commentare, dibattere. Confrontarsi. E' attraverso il dibattito e il confronto che, ne sono convinto, una comunità (piccola o grande che sia) può crescere, svilupparsi, nutrirsi, trarre giovamento.


Invece, i commenti sono sempre stati molto pochi. Sinceramente, non era quello che mi aspettavo dal blog. Ovviamente, non sono tanto presuntuoso da pretendere che i visitatori del blog (che ci sono, sono forse pochi, ma ci sono - e sono anche assidui) debbano per forza parteciparvi attivamente; però, se non lo fanno, un motivo ci sarà. Se non lo fanno, è chiaro che il blog ha fallito la sua missione. E la colpa non è (credo) dei visitatori, ma del blog stesso, che evidentemente non è abbastanza interessante e stimolante da suscitare reazioni. Da suscitare la voglia di partecipare.


Il mio impegno di "postatore" è attualmente basso: purtroppo non ho molto tempo a disposizione, e, come avrete potuto notare, dopo l'entusiasmo degli inizi (il classico "fruscio di scopa nuova"), mi sono limitato a riportare notizie su Mottola tratte dalla stampa locale. Ma questo impegno, sia pur basso, è stato sempre costante e quotidiano: ogni giorno mi sono preso la briga di scoprire se qualcosa di interessante era stato scritto e pubblicato. E se ci sono stati giorni (o periodi più lunghi) in cui sul blog non è stato postato niente, non era perché era "spenta" l'attenzione, ma era perché niente era stato rinvenuto sulla carta stampata.


Però, se il blog è tuttora diventato un "repositorio" di articoli di giornale (il che, intendiamoci, può comunque avere una sua utilità e un suo interesse), non è che prima andasse meglio: anche quando i post erano "originali", la quantità di commenti era più o meno la stessa.


Evidentemente questo lavoro è inutile; quindi, a che pro continuare così?


Per questo motivo, il blog cambia. Meglio un post al mese, ma fruttuoso, che trenta post sterili.


A poco a poco verrà anche cambiata l'impostazione. Verranno usati i tags, che garantiranno una migliore identificazione degli argomenti trattati; inoltre, il carattere tuttora usato, forse troppo minuscolo (anche se la grandezza può essere cambiata a piacimento dall'utente: per esempio, con Internet Explorer, selezionare Visualizza -> Carattere), verrà reso più "user friendly".


Ma quel che più interessa è una vostra reazione: vi piace, non vi piace il blog? Lo usate, non lo usate? Vi piace, non vi piace essere mottolesi? Scrivete.