martedì 28 novembre 2006

Stipendiopoli

Parecchi giornali locali e siti web hanno oggi riportato la notizia di una presunta truffa al Comune di Mottola: ben 48 persone raggiunte da avviso di garanzia per 1700 ore di lavoro straordinario fittizio fatto risultare in occasione di appuntamenti elettorali. La notizia, riportata in prima pagina anche dall'edizione barese de La Repubblica,  ben s'appaia a quelle che di recente arrivano dalla vicina Taranto, tanto è vero che quasi tutte le fonti fanno riferimento a un «estendersi alla provincia» degli illeciti («come a Taranto, anche a Mottola»); anzi, si ha quasi l'impressione che di questi «singolari» episodi non si sarebbe parlato se a Taranto non fosse accaduto quello che è oggi sotto gli occhi di tutti (truffe basate su straordinari gonfiati con conseguente dissesto finanziario).


A ben vedere, dividendo la cifra sottratta illecitamente (25 mila euro) per il numero dei «mariuoli» (quarantotto) vengono fuori «appena» 520 euro a testa che, divisi per le tre consultazioni elettorali alle quali gli straordinari fantasma fanno riferimento, diventano 173 euro a «botta». E che sarà mai, si saranno detti i nostri impiegati; c'è chi ruba miliardi...


A proposito di consultazioni elettorali: ma si scoprirà un giorno perché a Mottola, gira e rigira, i nomi degli scrutatori sono sempre gli stessi e come mai, gira e rigira, i presidenti di seggio sono sempre gli stessi (e mi fermo qui)?

mercoledì 1 novembre 2006

...Metoulon?

E' stata pubblicata sull'ultimo Pubblinews anche la terza e ultima parte dell'articolo di Pasquale Lentini sul toponimo Aulone, del quale avevamo parlato nello scorso post. Il testo è pertanto completo. Vi invitiamo a leggerlo cliccando sul link, finché la pagina del sito di Pubblinews rimane in linea.


Speriamo di poter pubblicare a breve un approfondito commento sull'articolo; tuttavia, anticipiamo che la prima lettura ha suscitato in noi alcune perplessità.


Di certo non siamo esperti, ma il testo solleva in noi alcuni dubbi scientifici e metodologici. Prima di tutto, riteniamo peregrino passare ex abrupto dal toponimo greco Metoulon a quello latino di Montis Aulonis, i quali, ammettendo la loro esattezza, avrebbero in realtà origini completamente diverse (1); secondo, non capiamo perché si consideri il genitivo latino anziché l'accusativo (Montem Aulonem) del toponimo; terzo, è molto rischioso basarsi su un'assonanza (metoulon - metaulon) per risalire ad un etimo, per di più giustificandola «considerando [...] certe impercettibili versioni fonetiche [...] nella tipologia attuale di dialetti di zona» (parte 3 dell'articolo, corsivo nostro); quarto, si presume che un toponimo latino Montem Aulonem (o Montis Aulonis, come vuole il Lentini), avrebbe dovuto dare "Motelône" anziché "Mòtele", e andrebbe tra l'altro spiegato come mai l'accento si sia spostato da Aulònis a Mòntis lasciando che l'atono Aulonis si riducesse addirittura a una mera «l»; quinto, riteniamo che estrapolare dal sintagma MOnTis AuLonis solo le lettere che compongono la parola MOT'L non abbia fondamento scientifico.


Tuttavia, è apprezzabilissimo il contributo che l'articolo dà al dibattito sull'origine del nome di Mottola; ci riserviamo di approfondirne gli aspetti al più presto possibile.


(1) il prefisso 'met-' di Metoulon dovrebbe derivare dall'indeuropeo *medyo-, che ha poi dato l'illirico metu- (da cui il toponimo in oggetto) con il significato di «centro, mezzo»; ovviamente il latino mons, montis ha tutt'altro significato.

domenica 22 ottobre 2006

Aulone

Mi sono accorto solo oggi che è in corso di pubblicazione sul settimanale Pubblinews una discettazione di Pasquale Lentini su Aulone, il mitico colle sul quale pare si producesse un vino pregiato e ambìto, che si diceva ubicato nei pressi della città di Taranto e venne cantato da poeti come Orazio.


Il testo appare a puntate e non è ancora stato pubblicato nella sua interezza (solo due episodi sono tuttora disponibili), ma il succo sembra facilmente intuibile: Lentini vorrebbe addurre l'ipotesi che Aulone non sia altro che il colle mottolese.


Gli episodi finora apparsi sono disponibili, ancora per brevissimo tempo, qui:  (files PDF)


Parte 1


Parte 2 (puntata disponibile nel numero di Pubblinews attualmente in edicola)

mercoledì 18 ottobre 2006

Wikipediando

Su Wikipedia, l'enciclopedia libera alla quale tutti possono contribuire, la dedizione e l'interesse di qualcuno ha fatto sì che Castellaneta, paese di 17 mila abitanti della provincia di Taranto, possa oggi contare su una superba voce enciclopedica, talmente ben fatta da essere stata proposta come «voce in vetrina», ovvero tra le migliori di Wikipedia. Le votazioni sono tuttora in corso, e la voce «Castellaneta» sta per raggiungere il quorum necessario.


La "voce in vetrina" compare nella homepage di Wikipedia, per cui gode di un'esposizione enorme. E' superfluo sottolineare le conseguenze di una simile promozione su Wikipedia, sito che ottiene circa ventimila visite al giorno.


La voce «Mottola» esiste, e necessiterebbe di essere ampliata. Ripeto, Wikipedia è l'enciclopedia libera alla quale tutti possono contribuire...


*AGGIORNAMENTO*


La voce «Castellaneta» è entrata ufficialmente nella vetrina di Wikipedia alle 17.04 di oggi, 18 ottobre 2006. Complimenti ai nostri vicini.

martedì 12 settembre 2006

Mottola all'Istituto Luce

Propongo un filmato molto interessante proveniente dagli importanti archivi dell'Istituto Luce. Si intitola Cristo fra le campagne, e presenta una straordinaria e rarissima sequenza di immagini filmate relative alla cripta di San Nicola di Mottola (e anche ad altre cripte pugliesi: Santa Croce di Andria, cripta di Gravina, San Lorenzo di Fasano). Il filmato è tanto più straordinario in quanto è a colori: una rarità per il periodo in cui venne girato (1954).


Il filmato è scaricabile da questo link (Hostfiles). Ricordate però di riservare all'uso personale il file, in quanto il filmato è  coperto da copyright.


Il file è nel formato proprietario .wmv. Mi scuseranno gli utenti di software e piattaforme che non supportano questo formato, ma era il formato originario del file, il quale tra l'altro garantisce una adeguata compressione delle sue dimensioni.


Caratteristiche del file:


Grandezza: 2553 K


Formato: Windows Media Video (.wmv)


Caratteristiche del filmato:


Durata: 9 minuti e 59 secondi


Anno di realizzazione: 1954


B/N o colore: colore


Regia: Daniele G. Luisi


Istruzioni per il download:


1) Cliccare su questo link;


2) inserire il codice numerico che compare nel riquadro in basso e premere SUBMIT;


3) attendere che il contatore scorra da 30 a zero;


4) cliccare su DOWNLOAD, selezionare una cartella di destinazione, premere SALVA e attendere che il file venga scaricato.


Screenshots: (clicca sulle singole immagini per ingrandirle)









domenica 27 agosto 2006

La Fiera della Murgia...

Ho visitato fugacemente la Fiera della Murgia, inaugurata ieri. Prodotti e imprenditori provenienti da tutta la Puglia, da Taranto, da Lecce... perfino dalla Sicilia e dalla Calabria. Bella e interessante iniziativa.


...ma perché c'è un solo stand di una ditta mottolese, per di più occupato non da un produttore ma, molto più banalmente, da un commerciante?


Delusione. La solita occasione non sfruttata.

mercoledì 16 agosto 2006

Del nostro Santo Patrono inglese

Per l'ennesima volta, nell'articolo pubblicato sul Corriere del Giorno riguardante l'esito di "Mottola A.D. 1102 - L'Assedio" viene utilizzato il nome di Alibrando. Pazienza, ormai la frittata è fatta, una volta in più non cambia niente.


Tuttavia, mi ha incuriosito come nell'articolo si insista nel sostenere che la «stranezza» dell'adozione di un patrono inglese a Mottola (oltre che con l'analogia tra la morte dell'arcivescovo di Canterbury e il vescovo mottolese Alimberto) si possa spiegare con la fuga e l'esilio in Italia di uno degli assassini, William de Tracy, e con la sua morte a Cosenza. Questa tesi è sostenuta da Pasquale Lentini nel suo ormai classico Storia di Mottola (SEM, 1978) e in un fascicolo illustrato su San Tommaso realizzato alcuni anni fa.


Io non sono per niente convinto che la morte di William de Tracy «nella vicina» Cosenza (come la definisce Lentini) sia stato un fattore fondamentale per la diffusione del culto di San Tommaso Becket nel meridione d'Italia, e della sua notorietà a Mottola. Cercherò di spiegarne i motivi:


- il cavaliere De Tracy avrebbe dovuto possedere un carisma ben notevole per avere un'influenza tale da riuscire a diffondere, da solo, il culto di un santo nel raggio di chilometri e chilometri (per quanto possa essere stato «segnato» dal violento atto, essendo stato lui in prima persona a compierlo);


- l'ipotesi che il nuovo Patrono sia stato scelto all'indomani della ricostruzione di Mottola è una delle più accreditate, ma occorre tenere presente che, sebbene tradizionalmente la ricostruzione di Mottola venga collocata all'incirca alla fine del XII secolo, tuttavia ciò è frutto di congetture e non ha il supporto di documenti certi (invece nell'articolo sul Corriere viene dato addirittura il 1195 come data presunta dell'evento). Di conseguenza, la ricostruzione potrebbe aver avuto luogo molto prima, per cui l'adozione potrebbe essere avvenuta quando la vita della nuova cittadina era ormai in pieno svolgimento. E' dunque strano che sul territorio (Calabria, Basilicata, Puglia) non vi siano altri comuni che, seguendo l'esempio di Mottola, siano devoti a San Tommaso Becket, o sui quali, comunque,  non si sia fatta sentire la sua influenza;


- la teoria di cui sopra dovrebbe spiegare come mai il paese di Ponte di Piave (provincia di Treviso) abbia anch'esso Tommaso Becket come suo Santo Patrono, pur essendo molto distante da Cosenza rispetto a Mottola (o da altri luoghi in qualche modo collegati a Tommaso Becket).


Tutto sommato, non c'è neppure bisogno della teoria del cavaliere morto nei dintorni. La vicenda di Tommaso Becket ebbe un'eco enorme, e un tale impatto sull'immaginazione popolare, da propagarsi con energia fino a raggiungere posti lontani, ben oltre il periodo successivo alla morte del Santo. Basti pensare che nel Trecento, dunque già duecento anni dopo, questa eco non era spenta, tanto da suscitare, nella lontana Islanda (stavolta lontana per davvero!), la stesura della Thomas Saga Erkybiskups, lunghissimo componimento scritto in islandese e attribuito all'abate Arngrim.


Se invece si vuole dare un'occhiata ai soli anni immediatamente successivi alla morte di Tommaso Becket, si ebbe la realizzazione delle seguenti opere (fra parentesi, la data presunta di stesura) (*):


1) la Vita S. Thomae di Edward Grim (1171-72);


2) la Vita et Passio S. Thomae di William di Canterbury, seguito da un ponderoso volume di Miracula dello stesso autore (1174);


3) la Vita S. Thomae di Herbert di Bosham (1184-86);


4) la Vita S. Thomae di Alan di Tewkesbury, opera citata dal Bosham (1174-76);


5) la Vita S. Thomae di William FitzStephen (1173-74);


6) la Vita S. Thomae a volte attribuita a Roger de Pontigny, a volte attribuita ad anonimo (1176-77);


7) la Vie de Saint Thomas, scritta in francese da Guernes de Pont Saint Maxence (1172-74) - (queste ultime due opere testimoniano la fama di San Tommaso Becket oltre i confini dell'Inghilterra, noché un desiderio di diffonderne le vicende anche in lingua volgare);


8) la Vita di John di Salisbury (1174-79)


9) una Vita anonima contenuta nella cosiddetta Lambeth Collection, scritta da un monaco che si dichiara spettatore dell'assassinio (1180 circa);


10) un'opera di Robert di Cricklade, andata perduta (1180);


11) la Passio S. Thomae di Benedict di Peterborough, anch'esso seguito da un abbondante tomo di  Miracula (1174);


12) il cosiddetto Quadrilogus, compendio composto sulla base delle Vitae di William di Canterbury, John di Salisbury, Alan di Tewkesbury e Benedict di Peterborough (1199).


Come vedete, non abbiamo ancora oltrepassato la barriera del secolo, e siamo fermi al trentennio successivo alla morte dell'Arcivescovo; eppure, vi sono già dodici opere documentate.


Un evento di tale portata aveva dunque forza sufficiente per giungere in Puglia da solo.


(*) Fonti: Pier Giorgio Vautero, Thomas Becket nella letteratura inglese ed europea, Verona, Il Segno, 1991; James Craigie Robinson, Materials for the history of Thomas Becket, Archbishop of Canterbury, 7 voll., London, Longman 1875.

domenica 13 agosto 2006

Alimberto!

Va bene, ormai abbiamo appurato che l'ambiguità Alimberto/Alibrando è stata causata da qualche svarione che si è poi propagato incontrollabilmente. Il nome giusto del vescovo di Mottola assassinato è Alimberto.


Lasciamo da parte questo dettaglio (siamo convinti che nelle prossime occasioni l'errore non verrà più commesso... e pazienza per quest'anno), e proviamo a «fare le pulci» all'evento per vedere se qualcosa si può migliorare...


- Lo scarso tempo per organizzare il tutto: ha del miracoloso constatare come, agli inizi di luglio, il manifesto stampato di «Mottola Estate 2006» riportasse notizia della «Rievocazione del martirio di San Tommaso Becket» e invece, dopo un mese, ci sia stata fatta questa sorpresa. Di certo la scarsa «pubblicità» ha un po' nuociuto all'evento, in quanto la gente era ancora convinta di dover assistere alla rappresentazione del Santo Patrono anziché a un evento nuovo di zecca.


- La partecipazione degli altri gruppi storico/folkloristici: perché la loro presenza è stata così marginale? A parte gli sbandieratori di Carovigno, che hanno aperto lo spettacolo, non c'è stato modo di vedere per bene i tardo-settecenteschi costumi di Alberobello e i bellissimi costumi medievali della delegazione barese, se non seguendo il piccolo corteo. Ci sarebbero piaciute più spiegazioni, più dettagli, senza limitarsi a un "gemellaggio" di superficie. Ad esempio, cos'era quella canzone in dialetto cantata ripetutamente dagli alberobellesi? Qual è il suo significato?


- La rappresentazione è troppo breve! ;-) Allunghiamola. Magari può essere sceneggiato anche l'antefatto, evitando di ricorrere alla voce narrante. Vogliamo di più! ;-)


- E' importante allestire del materiale informativo illustrato sulla storia di Mottola e sulle nostre bellezze naturali, paesaggistiche, storiche e artistiche da distribuire agli spettatori che ne facciano richiesta. Qualcosa esiste già, ma occorre preparare qualcosa che sia strettamente legato all'evento, che possa farvi da introduzione, che approfondisca gli aspetti storici e che offra spunti per ulteriori letture (una bibliografia, ad esempio);


- Non si potrebbero evitare le classiche bancarelle di nocelline? O meglio, non ha senso tenere soltanto quelle: non riduciamola alla solita festa paesana con le luminarie. Si chiamino i produttori di vino, di olio, i panificatori (quest'anno si sono scordati tutti di Catucci?), gli agricoltori, gli artigiani, a presentare i loro prodotti. E insieme ai rappresentanti della nostra economia, volendo ci potrà essere posto anche per il venditore di arachidi. Ma occorre prima valorizzare, con coerenza e in modo organizzato, quello che abbiamo. So bene che la fiera enogastronomica si è tenuta il giorno dopo, ma a mio avviso non è bene «spezzettare» risorse che possono essere presentate sinergicamente nello stesso momento.


- Perché, in occasione di eventi culturali simili, non c'è mai una bancarella che presenti il materiale editoriale disponibile su Mottola? In assenza (purtroppo) di una libreria a Mottola, sarebbe bello se il Comune si prendesse l'incarico di reperire un po' di copie di tutti i titoli di storia e cultura mottolese per offrirli in vendita al pubblico. Traduci: non ci vuole molto a chiamare un edicolante e dirgli di portare su un banchetto i volumi di storia e cultura locale che ha in magazzino.


- Fuochi pirotecnici? Vabbè, ci possono stare: piacciono sempre a tutti. Speriamo comunque che lo spettacolo arrivi ad essere talmente «scoppiettante» di per sé  da poterne fare a meno ;-)


Commenti?

Mondezza

Leggo sul Corriere del Giorno di oggi, sabato 12, che il Sindaco di Massafra ha emanato un'ordinanza (un "decalogo", come viene chiamata dall'articolista) che regola il conferimento dei rifiuti. Sono parecchi i punti che reputo interessanti:


2) E’ vietato depositare nei cassonetti materiale da imballaggio.


Traduzione: basta con l'indegno spettacolo delle cassette per la frutta (di legno o di carta) e degli scatoloni di cartone buttati *all'interno* dei cassonetti.


3) I titolari di pubblico esercizio devono collocare contenitori porta rifiuti nelle adiacenze del proprio esercizio dove gli avventori possono depositare bicchieri di plastica o bottiglie.


Traduzione: basta con i clienti di focaccerie e assimilati che fanno straripare di schifezze i cestini portarifiuti, che non sono adatti a essere ingolfati.


4) I commercianti devono depositare i rifiuti dopo la chiusura serale e comunque non prima delle ore 20. Qualora l’esercizio non fosse ubicato in zona servita da cassonetti, i rifiuti dovranno essere depositati nei pressi del proprio esercizio nelle prime ore del mattino.


Traduzione: i commercianti devono smetterla di trasformare in porcili i cassonetti ubicati vicino al loro esercizio commerciale.


5) I contenitori di vetro, plastica, lattine di alluminio, carta, pile e farmaci scaduti dovranno essere conferiti esclusivamente nei rispettivi contenitori di raccolta differenziata collocati sul territorio comunale. I farmaci scaduti devono essere posti uno alla volta negli appositi contenitori e non in buste chiuse collocate nelle adiacenze degli stessi contenitori.


Traduzione: la raccolta differenziata non è facoltativa ma obbligatoria, come ogni seria raccolta differenziata.


6) I cartoni di imballaggio vanno conferiti a ditte specializzate. Nelle more della presente ordinanza ed eccezionalmente, possono essere debitamente piegati e compattati, liberi da materiale estraneo collocati nei pressi dei cassonetti.


Traduzione: è da cretini sprecare il cartone, il quale va riciclato obbligatoriamente. Se non potete farlo voi, allora piegateli per bene, togliete il nastro adesivo e schifezze varie, e ci pensiamo noi. Ma si badi bene che lo facciamo *eccezionalmente*: non deve diventare un abuso, perché il cartone a fianco dei cassonetti è una sconcezza per la vista e per l'igiene.


Per chi infrange il "decalogo", l'ammenda può oscillare dai 100 ai 500 euro.


Ho citato cinque "comandamenti" su dieci (il 50 per cento...). Secondo voi, sarebbe opportuno applicare identiche norme anche a Mottola? E secondo voi, basterebbe la minaccia dell'ammenda perché la cittadinanza mottolese le applicasse, come pare avvenga a Massafra?


La notizia è leggibile anche sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.

giovedì 10 agosto 2006

Alibrando?

Mi sono trovato a leggere con piacere il manifesto della ricostruzione storica di quest'anno (che avrà luogo domani, 11 agosto): non più la rievocazione del martirio di San Tommaso Becket, bensì quella (molto più sensata) dell'assedio di Mottola del 1102; non più una recitazione affidata a dilettanti, bensì un regista e un attore protagonista professionisti. Il tutto condito dalla consulenza della Associazione Italia Medievale, che dovrebbe garantire una certa accuratezza.


Ma... perché sul manifesto il vescovo di Mottola assassinato nel 1102 viene chiamato Alibrando? A me risultava che il suo nome fosse Alimberto (il nome dovrebbe poter essere desunto dalla "Brevis historia" dell'assedio di Mottola, scritta da un anonimo testimone degli eventi, ma non ne sono certo in quanto non ho con me il testo sotto mano).


Lo testimonia anche la homepage del sito dedicato all'evento (www.assassinionellacattedrale.net), che riporta in effetti "Alimberto", salvo poi riportare, in ogni altra occorrenza, il nome di "Alibrando".


Mah.


(P.S.: il nome "Alibrando" l'avevo già letto nell'articolo di presentazione dell'evento pubblicato sul Corriere del Giorno, ma in quell'occasione non ci avevo fatto caso più di tanto perché alle castronerie dei giornali sono ormai abituato.)


 *AGGIORNAMENTO*


Nell'articolo pubblicato sul Corriere del Giorno di oggi si insiste nell'usare il nome di Alibrando... Come se non bastasse, sul forum ufficiale dell'Associazione Italia Medievale è possibile imbattersi in un testo di presentazione dell'evento in cui vengono utilizzati con disinvoltura sia il nome di Alimberto che di Aliprando (sic)... Sarebbe il caso, a questo punto, di chiedere lumi agli storici che curano la manifestazione.


Il manifesto dell'evento è visibile qui.

venerdì 4 agosto 2006

Dei musei delle "cose nostre"

Sul Corriere del Giorno di oggi appare un articolo sul "Museo Storico Archeologico della Civiltà dell'Olio e del Vino", ubicato nel Castello Medievale di Massafra. Si stima che dal maggio 2005 al giugno 2006 le visite al suddetto mueso siano state 3500, fra cui innumerevoli turisti provenienti da Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Irlanda, Slovenia.


E' la dimostrazione che battere la strada delle nostre radici è importante e fruttuoso. Occorre prendere esempio.

venerdì 21 luglio 2006

Motula - «nuovo» numero

Il «nuovo» nel titolo è tra virgolette per più di una ragione.


Prima di tutto, perché non mi ero proprio accorto (colpa mia) che era in circolazione un nuovo numero del giornale già da maggio, segno evidente di quanto poco tempo abbia avuto, negli ultimi mesi, per uscire a farmi una passeggiata per le strade della nostra città e per passare dall'edicola. Quindi, il numero che sto per commentare non è affatto nuovo, ma ormai stagionato di due mesi.


«Nuovo» anche perché, con tutto il rispetto per chi si impegna affinché il giornale esca, francamente mi sembra la solita minestra riscaldata: elogi al centrodestra, critiche al centrosinistra, rassegna di notizie stagionate su ciò che è successo sulla collina nei mesi precedenti (per chi ha già letto quelle notizie sui quotidiani locali è come gustare del pane raffermo).


Non mi disturbano le critiche politiche, a favore dell'una o dell'altra parte; certo è che se le critiche fossero più equilibrate e non finissero per sembrare propaganda becera, sarebbero più gradevoli e più costruttive.


Tra l'altro, lasciano perplessi i continui attacchi a Franco Gentile (pagina 13 di questo numero), soprattutto pensando all'«incidente» occorso qualche mese fa, incidente che spinse Gentile a parlare, durante un comizio, di un non meglio identificato «imbecille di giornalista che scrive su quella sottospecie di giornale», e al direttore responsabile a pubblicare un articolo di excusatio (anche se in realtà di scuse ce n'erano poche) dopo aver ricevuto anche le rimostranze del proprio direttore editoriale. Ormai conosciamo tutti il modo esuberante di far politica di Gentile, e un po' rispecchia il personaggio che si è costruito; rispondere con i suoi stessi toni non mi sembra proprio il caso, anche perché lui ormai riesce a farlo bene, chi gli risponde un po' meno.


A pagina 2, il solito «Caro Tommaso», appaiato alla solita rubrica «Asterischi», è il solito tentativo di fare polemica al vetriolo a bella posta. Spettacolare l'umorismo involontario creato in questo numero: nella rubrica si parla di giacchette politiche cambiate e rivoltate; in basso pagina, la pubblicità di Franco Sasso mostra un bell'uomo in giacca, appunto. Un invito ai politici mottolesi di servirsi presso la nota sartoria per i loro eventuali cambi di casacca?


La parte migliore rimane quella dedicata alla cultura locale, per la quale però si auspicherebbe un taglio più «scientifico», abbandonando quello aneddotico (pur mantenendo il carattere divulgativo, necessario  per la pubblicazione di pezzi simili in questo contesto).


Una grossa critica all'impaginazione: ma possibile che la formattazione del testo debba essere così cattiva? Spaziatura del testo sbagliata, divisione delle parole a capo inesistente. Spesso la lettura del testo diventa sgradevole. Tirata d'orecchi a Posa o a chiunque si occupi di questo aspetto.


In conclusione: Motula è ormai un giornale un po' ingessato, da anni uguale a se stesso. Scarse le differenze da un numero all'altro, scarsi i nomi nuovi tra le sue firme: alla fine, le sue pagine sono uno stanco one-man show incentrato sugli stessi, identici argomenti.


(Se chiedete chi sia l'«one man», offendete la vostra stessa intelligenza).


Dispiace dirlo, ma la sensazione è quella di uno spreco enorme, soprattutto da parte di chi il giornale si sforza di finanziarlo.


Ma, parodiando Joseph de Maistre: ogni città ha il giornale che si merita (*).


(*) traduzione: alla fine, se il giornale è così, la colpa non è tanto di chi lo fa, che in fin dei conti si sforza affinché il giornale esista.

martedì 18 luglio 2006

Musei e denaro pubblico

Due interessanti notizie appaiono sul Corriere del Giorno di oggi:


- la Pro Loco di Mottola (a proposito, sapevate che è stata ri-costituita?) ha aperto un museo della civiltà contadina presso la masseria La Giunta. Dieci e lode, sperando che il museo possa presto spostarsi in città, in locali adatti;


- nel 2005, al Comune sono stati talmente bravi e parsimoniosi che sono avanzati pure dei soldi: 855 mila euro. Bene! L'anno prossimo mi aspetto di pagare meno tasse.

lunedì 17 luglio 2006

Concorso Internazionale di Chitarra: il vincitore

Dopo Thibault Cauvin nel 2005, il vincitore del Concorso Internazionale di Chitarra «Città di Mottola» è nuovamente un francese: il parigino Thomas Viloteau.




Maggiori informazioni sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno.

I capponi di Renzo

A leggere l'articolo apparso oggi sulla Gazzetta del Mezzogiorno, che parla degli ennesimi attacchi di Rifondazione all'Amministrazione comunale mottolese  («Persi fondi importanti!»), mi sovvengo inevitabilmente dei manzoniani capponi di Renzo. Solo che alcune cose non vanno bene:


- l'episodio dei capponi era, appunto, un episodio, qui invece mi pare prendere lo spazio di tutto il romanzo, e sembra non essere ancora finito;


- i capponi sono indubbiamente Rifondazione e il Sindaco, ma in realtà è soprattutto la cittadinanza mottolese a essere danneggiata. Come dire, tra i due litiganti il terzo soffre;


- la suddetta cittadinanza mè già poco sensibile a temi che riguardano il bene comune. Se li si anestetizza ripresentando loro sempre gli stessi miseri teatrini fatti di battibecchi rischiano di sviluppare assuefazione, disaffezionandosi definitivamente alle sorti politiche e sociali della propria città.


(Nel dettaglio, i fondi che sarebbero stati persi riguardano opere infrastrutturali atte a prevenire dissesti idrogeologici. Le voragini su via Matteotti vi dicono qualcosa? Il Sindaco sostiene che la strada verrà rifatta a breve; speriamo).

domenica 16 luglio 2006

Umanesimo della Pietra 2004-2005

Segnaliamo a tutti gli interessati che è attualmente possibile acquistare nelle edicole mottolesi gli ultimi due numeri dell'annuario Riflessioni-Umanesimo della Pietra, datati luglio 2004 e luglio 2005.


La rivista, probabilmente per problemi organizzativi, non era apparsa negli scorsi due anni; il ritardo viene ora cancellato con l'uscita contemporanea dei due fascicoli.


Il blister, contenente i due volumi indivisibili, è proposto al prezzo di 12 Euro.

giovedì 6 luglio 2006

Vuvuvu anche tu

Anche il gatto della mia vicina ha un sito web, perché mai non dovrebbe averlo l'"estate mottolese"? Eccolo qua:


http://www.mottolaestate.net/


Commenti?


 *AGGIORNAMENTO*


A qualcuno devono essere fischiate le orecchie, la paginetta è ora  stata risistemata e resa più leggibile...

domenica 2 luglio 2006

Bocciati!

Un commentatore anonimo di questo blog ha segnalato un articolo della Gazzetta del Mezzogiorno dello scorso 1 luglio, il quale riporta la «strage» di studenti avvenuta nell'Istituto «Einstein-Lentini» di Mottola. Si parla di 45 bocciati al Liceo e di 102 al Professionale. Circa un quarto di studenti respinti, insomma.


Se da un lato un simile risultato non può certo rendere orgogliosi, dall'altro il coraggio che l'Istituto, il suo Dirigente Scolastico e i suoi docenti hanno dimostrato è ammirevole.


Perché, dovete sapere, la tendenza generale è quella di promuovere. Infatti, molte bocciature uguale pochi studenti invogliati a iscriversi (i quali, ovviamente, sceglieranno gli istituti «facili») uguale pochi soldi dal Ministero.


E, di questi tempi, dire di no alla moneta privilegiando la qualità degli studenti che frequentano l'istituto non è da tutti.


Soprattutto, bocciare gli studenti in un'epoca in cui il docente ha perso il carisma che aveva negli anni passati (tradurre con: è facilissimo trovare il genitore-testacalda che, per difendere il figlio, pianta grane enormi al professore e al preside) non è da tutti.


«Mio figlio è un genio, il professore è un idiota perché non lo capisce». Diciamoci la verità: è questo l'atteggiamento più comune nella scuola d'oggi.


E questa impressione viene rafforzata dalla lettura dell'articolo: «...gli stessi studenti bocciati si sentono defraudati di un diritto...» Eh sì, il diritto di essere promossi senza essersi impegnati. «Un'estate per nulla serena... soprattutto per i bocciati che avranno qualche mese per decidere se proseguire agli Istituti di Mottola o continuare gli studi altrove». Altrove? Dove le promozioni le regalano?


Ciliegina sulla torta: «Mi sono informata - parla la signora Rosa Rizzo, madre di una studentessa - per prendere seri provvedimenti nei riguardi degli organi scolastici, ci vorrebbero molti soldi. Allora mi chiedo perché devono essere sempre i figli dei poveri a subire le ingiustizie?».


Sorvolando elegantemente  sul ribaltamento dei ruoli (oggi sono gli studenti a voler «prendere seri provvedimenti nei riguardi degli organi scolastici»), l'affermazione è, a voler essere buoni, ingenua: si sbotta dicendo che solo chi può permettersi di pagare un avvocato viene promosso. Invece di buttarla su una questione di classe sociale («viene promosso chi ha i soldi»), la signora Rosa Rizzo non poteva invece dire a sua figlia, all'inizio dell'anno scolastico, che viene promosso chi studia?


Sia chiaro, siamo convinti che a volte (forse anche troppo spesso) si possano creare conflitti tra un docente e gli studenti, o, peggio ancora, che qualche docente non sia adatto all'insegnamento (e non mi riferisco all'attitudine: ricordo ancora le parole di una mia professoressa di liceo che diceva «Per verificare se noi docenti siamo idonei all'insegnamento ci controllano tutto, tranne se ci funziona la testa»).


Se è invece tutto il corpo docenti ad essere d'accordo sulla bocciatura di uno studente, è chiaro che non siamo di fronte a uno di questi casi. L'unico caso possibile è che lo studente non si è impegnato a sufficienza.

sabato 1 luglio 2006

L'estate mottolese 2004. Oops, 2005. No, cioè, volevo dire 2006

Grazie a Pubblinews (link: file PDF) è possibile consultare il programma previsto per l'estate mottolese 2006.


Il festival della chitarra... Celo.


I concerti bandistici... Celo.


Le commedie in dialetto... Celo.


La sfilata di moda... Celo.


Gli incontri di pugilato... Celo.


Il gruppo Punto 3 Music... Celo.


La sagra della carne al fornello... Celo. (Si sa che i mottolesi sono «cannaruti», e non solo loro).


Uccio de Santis (che l'anno scorso diede buca)... Celo.


Il divo-mignon dalla trasmissione «Amici» (l'anno scorso, Antonino; quest'anno un certo Timothy)... Celo.


Leo Caragnano... Celo.


Giorgio Valli... Celo.


La consueta tiritera di chi, stando a guardare e non facendo niente,  si lamenta per la poca originalità del programma... Celo.


...peccato, non ho sotto mano il programma dell'anno scorso, sarebbe stato interessante scoprire le differenze tra i due.


Ah, trovato: quest'anno non ci sono tentativi di entrare nel Guinness dei primati.


Manca.

Al servizio dei cittadini

L'Amministrazione Comunale mottolese, nell'epoca di Internet, ha trovato un nuovo mezzo per comunicare con i cittadini: la posta tradizionale.


I nostri cari postini, che quotidianamente vengono a bussare alle nostre porte per consegnarci la corrispondenza, in questi stanno recapitando anche una lettera del Sindaco. La lettera affronta la questione del cimitero, che, a quanto pare, sta contribuendo a togliere il sonno a parecchie persone, soprattutto agli anziani, al pari del caldo di questi giorni.


Il Gabinetto del Sindaco, data l'importanza dell'argomento, ha pensato bene di ricorrere non già al classico manifesto (poi va a finire che in pochi lo leggono) ma all'innovativo servizio Postatarget (*).


Infatti, poiché la relativa autorizzazione Postatarget era già attiva, in quanto era stata usata per spedire le green card dell'immondizia, perché non usarla pure per comunicare con la popolazione? In special modo, con questo sistema possono essere raggiunti quei vecchietti che di certo non hanno Internet e non hanno la possibilità di andare a leggere i manifesti affissi al muro.


Il servizio è pure economico: 0,31 euro ad invio. Giacché la quantità minima di invii per poter usufruire del servizio è di mille pezzi, il calcolo è presto fatto: 310 euro. Più qualcosina in più per fare le copie a colori della lettera, per comprare le buste e per stampare le etichette con gli indirizzi. Facciamo quattrocento euro in tutto. Meno di un manifesto gigante a colori, e di certo più efficace.


(*) Il servizio Postatarget, si legge sul sito delle Poste, «è il servizio di recapito ideale per tutte le azioni di direct marketing: comunicare, pubblicizzare, informare, vendere.» (i grassetti sono delle Poste, non miei).

martedì 20 giugno 2006

L'invidia è una brutta bestia

Lo ammetto: sono invidioso. Di Palagiano.


Non solo per i numeri della sua popolazione (si veda il post precedente). Ma anche per la sua attività sul web.


Per chi non lo sapesse, Palagiano ha un attivissimo portale:


www.palagiano.net.


Un'interfaccia con la città, gestita da cittadini. Da giovani.


Gli argomenti trattati non sono esclusivamente "locali"; ma questo, probabilmente, è un vantaggio piuttosto che un handicap, in quanto evita la fossilizzazione.


Gli aggiornamenti sono costanti. La partecipazione al sito è attivissima.


Ci sono 750 utenti registrati al sito.


Settecentocinquanta.


Ogni giorno ci sono confronti, dibattiti, commenti. Gli utenti sono tanti, è normale che sia così. Ed è un grosso bene che sia così.


Soltanto oggi, lunedì 19 giugno 2006, ci sono 9 nuove notizie.


Pur non essendo un sito istituzionale, è possibile scaricare gli ultimi documenti prodotti dall'Amministrazione Comunale.


E (ciliegina sulla torta) è possibile ascoltare, in formato mp3, le sedute dei consigli comunali di Palagiano.


C'è una chat, il che significa scambiarsi opinioni e notizie in tempo reale.


C'è una sezione notizie. C'è una sezione di foto.


C'è perfino una sezione di e-commerce, seppure ancora in embrione, raggiungibile al seguente URL:


http://www.lifeinweb.com/lifecom/


L'intenzione è di proporre, su Internet, prodotti di Palagiano o venduti da commercianti palagianesi. C'è ancora poco, ma sono convinto che in futuro il sito si riempirà di prodotti.


...


Paragoni? Non ne faccio.

domenica 4 giugno 2006

Un paese in declino

Tempo fa, spulciando tra le pagine di Wikipedia le voci relative a Mottola e a Palagiano, sono rimasto stupito dai dati relativi alla popolazione. Da che io ricordi, il numero degli abitanti di Mottola è sempre lo stesso: circa sedicimila. Questo dato è confermato dalle tabelle da poco inserite nella suddetta voce di Wikipedia dedicata a Mottola:



(Dati relativi alla popolazione di MOTTOLA - clicca per ingrandire in un'altra finestra)


Ma l'informazione che mi ha lasciato esterrefatto è il numero degli abitanti di Palagiano: 15.815, dato relativo all'anno 2001 fornito dall'Istat e confermato dalla tabella presente su Wikipedia:



(Dati relativi alla popolazione di PALAGIANO - clicca per ingrandire in un'altra finestra)


Io ho sempre ricordato Palagiano come un paese molto più piccolo di Mottola; invece la sua crescita è stata tale da arrivare quasi ad eguagliare il numero di abitanti della collina (ci separano solo 760 anime).


Se si analizzano i dati dal 1971 al 2001 (arco di tempo di trent'anni), si può tra l'altro osservare il seguente andamento:


Mottola: da 15.386 abitanti a 16.575 (incremento del 7,72 per cento circa).


Palagiano: da 10.445 abitanti a 15.815 (incremento di oltre il 50 per cento).


La situazione è, a mio parere, spaventosa: Mottola è a crescita zero. Anzi, se si esaminano i dati Istat, si può notare come dal 1991 al 2001 ci sia stato addirittura un decremento della popolazione, di 220 unità.


Chiamatemi Cassandra, chiamatemi menagramo, ma il significato è chiaro: Mottola è un paese che sta morendo, e la sua popolazione, di conseguenza, sta invecchiando. I giovani emigrano e vanno a cercare lavoro altrove. Non c'è sviluppo. I servizi scarseggiano. I costi delle case sono proibitivi: sarà la grande richiesta per via della tranquillità e dell'aria fresca e salubre, sarà la scarsa offerta a causa della conformzione morfologica collinare (che non consente una facile edificazione), sta di fatto che costa di meno comprare casa a Castellaneta Marina che non a Mottola, per cui le giovani coppie si trasferiscono nei paesi circonvicini.


Si cerca di sviluppare il turismo, ma poi i turisti vengono abbandonati a loro stessi nei giorni di «siesta» (siamo o non siamo in un paese del Sud?).


Il centro storico è una bolgia, sia per colpa delle automobili, sia per la totale anarchia che permette ai proprietari di locali e abitazioni di abbelire le facciate con colori sgargianti, architetture «intonate» e porte in anticorodal. E chi ha un piccolo locale nella Schiavonia preferisce tenerlo per sé e adibirlo a sgabuzzino per le cianfrusaglie, mentre altrove (si veda, ad esempio, il magnifico centro storico di Martina Franca) sarebbe già stato trasformato in piccola bottega di artigianato con vendita diretta al pubblico. Si è mai pensato a incentivare l'apertura di piccole attività commerciali nel centro storico, magari mediante una detassazione per i primi anni?


La domanda finale è ovvia, scontata, banale: quale futuro ci aspetta?

sabato 29 aprile 2006

I brindisi di don Michele


(clicca sull'immagine per ingrandirla)


Nelle edicole mottolesi è possibile acquistare in offerta, al ridicolo prezzo di 2,50 Euro, un volume del poeta Michele Lentini (1883-1979) dato alle stampe l'anno scorso a cura di Vito Leone Carucci e Vito Fumarola: Ore allegre... Versi paesani tra graffi e carezze.


L'acquisto, visto anche il prezzo bassissimo, è consigliato a tutti. Però...


...però vorrei avvertire gli acquirenti che il libro non contiene il meglio di Michele Lentini. Ci troviamo di fronte a una raccolta di liriche d'occasione, composte per brindisi, ricorrenze, oppure per facezia. Proprio per questo motivo, molti dei componimenti si mostrano «claudicanti» nel metro e nella rima. Inoltre, parecchie poesie fanno riferimento a persone e ad episodi politici specifici, dei quali a volte si è persa memoria, per cui si ha l'impressione che il componimento non abbia come obiettivo la piena riuscita artistica, bensì un mero intento comunicativo che si esaurì nel momento dell'enunciazione, e il testo risulta adesso obsoleto.


Beninteso, non c'è niente di male in questo; si può tranquillamente affidare a una lirica un compito che non le è proprio (una funzione politica, elogiativa, o comunicativa),  se si conoscono i problemi che un tale uso «improprio» comporta.


Stando così le cose, si è naturalmente portati a interrogarsi se Lentini volesse per davvero vedere pubblicate queste sue poesie; tuttavia, non ho motivo di dubitare delle parole dei curatori che, nell'introduzione, sostengono che Michele Lentini abbia affidato lo «zibaldone» di queste sue carte affinché non andassero perse e venissero (eventualmente) pubblicate.


Sia chiara una cosa: a me tutto questo non dà fastidio. Io acquisterei anche un libretto contenente la lista della spesa di Michele Lentini; ma io credo di essere un caso a parte, di essere un lettore particolare.


Piuttosto, mettiamoci nei panni del lettore comune: non si può fare a meno di notare come i testi di questa raccolta siano «accidentati», le rime «facili», gli intenti «effimeri». Queste liriche si rivelano chiaramente per quello che sono: liriche di circostanza, liriche di dedica, spesso con l'unico intento di fare contento chi le riceve o di allietare uno specifico e circoscritto uditorio riunito attorno a una tavola; oppure, di attaccare o ridicolizzare qualche avversario, politico e non.


Allora la domanda è: siamo di fronte a una raccolta di poesie (semplificando: a una raccolta di testi artistici) o, più semplicemente, a un documento che testimonia della vita di un uomo mottolese (sempre semplificando: a una raccolta di testi dal valore «storico»)?


Anche la seconda ipotesi sarebbe valida e interessante; tuttavia, molte poesie sono oggi piuttosto oscure, in quanto fanno riferimento a personaggi ed eventi lontani nel tempo. E l'«oscurità» non si addice a un documento storico... Chi fra i lettori più giovani, ad esempio, è in grado di individuare chi mai siano questi curiosi «Pizzetto» e «Giannetto», uomini politici mottolesi che vengono citati nel componimento «Lettera a Giannetto»? Un commento introduttivo al testo o una chiosa potrebbero chiarire questi particolari, tuttavia nella nota a pie' di pagina i riferimenti sono molto elusivi: si dice semplicemente che «entrambi erano candidati alla carica di Sindaco di Mottola nel 1951: Ugo, capolista della Democrazia Cristiana e Giannetto, capolista del Partito Monarchico». Tutto chiaro, dunque; però al povero lettore vengono taciuti (perché mai?) i cognomi dei due personaggi, per cui egli è costretto a rintracciarli altrove, su altri volumi o altri documenti.


Alla stessa maniera, ad esempio, sarebbe bello capire chi mai fosse il «politico merdoso» che ha ispirato uno pseudo-sonetto (17 versi endecasillabi). In questo modo il componimento, non brillando particolarmente per bellezza, si sarebbe potuto trasformare in un interessante documento storico. Ma questo elemento viene taciuto dai curatori, immagino non per cattiva volontà ma perché evidentemente dopo tanti anni si ignora chi fosse il destinatario (di sicuro reale, non certo ideale) del testo.


Avvertito il lettore dell'esistenza di questo «dilemma», rinnovo l'invito all'acquisto e alla lettura. Se, poi, qualcuno volesse commentare il volume o alcuni specifici testi, il blog è a sua disposizione...

mercoledì 8 marzo 2006

Vigilate dunque...

Una quindicina di giorni fa sono stato multato.


Ora, dovete sapere che dispongo di un posto auto in garage nella Schiavonia, il quale due volte su tre non è accessibile per colpa di automobili varie che, parcheggiando rasente al muro nella stretta strada del centro storico, di fatto la bloccano. Non rare sono state le occasioni in cui, tornando a casa molto tardi, ho voluto riporre l'auto in garage e mi sono trovato in condizione di non poterlo fare.


Perché allora, vi chiederete, non metto un passo carrabile?


Perché non si tratta di problema risolvibile con passo carrabile: è la strada a essere bloccata, non il garage. Volendo, posso uscire con la macchina, ma non posso uscire dalla strada. E poi, sono le macchine parcheggiate a essere in difetto: il codice della strada impone, nelle strade senza marciapiede, che il parcheggio venga fatto a un metro di distanza dalla parete; ovviamente, trattandosi di strada stretta, la macchina si troverebbe a parcheggiare al centro della strada (morale: in quella strada non si può parcheggiare).


Quindi, il passo carrabile è inutile. E anche se fosse, perché dovrei pagare per ottenere quello che è garantito dal codice della strada?


I vigili urbani sono a conoscenza della situazione, essendo andato più volte a lamentarmi all'ufficio e anche presso il Comandante. Ho smesso di rivolgermi a loro quando un giorno (un anno fa), trovandomi con il «solito» problema del blocco della strada e dovendo uscire con la macchina, ho telefonato all'ufficio dei vigili una prima volta richiedendo il loro intervento; dopo un'ora, avendo constatato che non si faceva vivo nessun vigile urbano, ho richiamato l'ufficio, e mi è stato risposto «I colleghi sono tutti occupati, ma tanto anche se veniamo lei il problema non lo risolve e la macchina non può uscirla lo stesso»...


L'altro giorno, la circostanza si è ripetuta: auto che blocca la strada e l'accesso al garage. Essendo assuefatto alla scena, ho optato (erano le 19.00 circa) per un veloce parcheggio nel Largo San Nicola, dove la sosta è vietata, confidando che il rompiscatole se ne sarebbe andato di lì a poco.


Ammetto quindi il mio errore: ho violato il codice della strada, sebbene costretto da cause di forza maggiore.


Altra domanda: ma allora perché hai parcheggiato in divieto di sosta?


Un motivo l'ho già spiegato (rapidità della sosta, in attesa che la strada si liberasse).


Un altro motivo è che Largo San Nicola è sempre pieno di auto in divieto di sosta. Bella roba, risponderete voi, allora se tutti ammazzano anche tu ti ritieni in diritto di ammazzare? Avete ragione; ma in psicologia sociale esiste purtroppo un meccanismo semplice semplice che si chiama «diffusione della responsabilità».


Terzo motivo: a Largo San Nicola e nella vicina via Teologo Lemarangi ci sono sempre tante macchine parcheggiate in modo indecente, almeno la mia l'ho parcheggiata in modo che non desse fastidio a nessuno. Non bloccava strade, non impediva l'accesso a locali, come invece spesso capita.


Di lì a cinque minuti, mi becco la contravvenzione. Firmata, si badi bene, non già da un vigile «titolare», ma da uno dei nuovi ausiliari del traffico.


Ah, ecco, faccio io. Figuriamoci: se un vigile in divisa fosse passato da qui a fare una contravvenzione, avrei potuto vendere la copia dell'accertamento, con firma autentica, all'asta su eBay. Pezzo raro, da collezione.


Perché, sapete, in realtà avrei potuto aggiungere un quarto motivo al perché ho lasciato la macchina a Largo San Nicola: mi risulta che le multe spiccate per divieto di sosta a Largo San Nicola siano rare come la neve ad Agosto. Altrimenti non si spiegherebbe il perché nel suddetto Largo (e nelle strade circonvicine, tra cui quella che interessa il mio garage) gli automobilisti la facciano da padrone: non vengono sanzionati; perché dunque non approfittare di un comodo luogo di parcheggio?


E dire che il problema del parcheggio selvaggio a Largo San Nicola è cosa nota e risaputa, da almeno quattro anni: ne ha parlato il periodico locale «La Torre» nel numero di maggio 2002, in un articolo intitolato Auto: ma a Mottola esisono i divieti?, e corredato anche da foto:



(clicca sull'immagine per ingrandire)


Hanno forse aspettato che arrivassero le nuove ragazzette col fischietto per notificare, finalmente, qualche contravvenzione da queste parti?


E se un vigile urbano mottolese che passasse per questo blog volesse, indignato,  gridare alla menzogna, allora prego: mi dimostrino che mento, facendomi vedere quante infrazioni per divieto di sosta sono state sanzionate, negli ultimi anni, a Largo San Nicola. Ho il diritto di saperlo, in base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (n. 241 del 1990), così come i vigili urbani hanno giustamente il diritto di difendersi dalla mia accusa. Tirino fuori i loro faldoni, ed enumerino gli accertamenti di violazione notificati dal maggio 2002 (data della denuncia del problema su «La Torre») fino a prima dell'entrata in servizio dei nuovi ausiliari del traffico. Sono curioso.


Se il numero dovesse essere consistente, sono pronto a presentare le mie scuse al Comando dei Vigili Urbani di Mottola. Ma se il numero dovesse essere esiguo... che succede, mi rimborsano la multa?


P.S.: al momento in cui scrivo, a Largo San Nicola ci sono tre auto in divieto di sosta. E' un peccato che io non disponga di una fotocamera digitale: avrei potuto monitorare ogni giorno la situazione, postando la foto sul blog... Quasi quasi me ne procuro una.


Anche voi avete (o avete avuto in passato) problemi del genere? Scrivete e commentate.

sabato 4 marzo 2006

Tags...

D'ora in poi il blog userà i cosiddetti tags, sorta di etichette che servono a identificare il contenuto dei post. In questo modo, se interessa un argomento e non altri, è possibile "isolare" e visualizzare i soli post raggruppati sotto ciascun tag, evitando di perdere tempo nella scrematura degli argomenti.


Ecco un elenco dei tags che intendo utilizzare:


(1) news: cronaca, politica, eventi, informazioni di vario tipo;


(2) cultura: tutto ciò che è cultura a Mottola e dintorni;


(3) commenti: opinioni, dibattiti e punti di vista;


(4) mottolesità: etichetta "generica" sotto il cui ombrello andrà tutto ciò che non rientra nei tag 1-2-3: umorismo, osservazioni, stranezze, facezie varie. Tutto ciò che "è" e "fa" Mottola e i mottolesi, insomma;


(5) blog: comunicazioni (specialmente tecniche e "di servizio") su questo blog. Il presente post, ad esempio, è "taggato" blog;


(6) off-topic: tutto ciò che, eventualmente, non c'entra con Mottola.


Ovviamente non si tratta di una lista chiusa, né tantomeno esaustiva; per cui, se volete avanzare osservazioni, se credete che la lista possa essere migliorata, se volete proporre nuovi tags, fatevi avanti!

venerdì 3 marzo 2006

Il supermarket della cultura

E' stato dato alle stampe un nuovo ed interessante libretto di 36 pagine su Mottola, la sua storia e il suo patrimonio artistico e culturale. Il libretto si presenta agile, maneggevole e ricco di belissime illustrazioni. Sfogliarlo e leggerlo è un vero piacere. Chi lo pubblica? Il Comune? L'Assessorato alla Cultura? Uno studioso locale? No: lo pubblicano i Supermercati Dok.



(Clicca sull'immagine per ingrandire)

giovedì 2 marzo 2006

Signore e signori, lasciatemelo dire: non ci siamo.


Quando ho aperto questo blog, l'ho probabilmente fatto per entusiasmo, per curiosità, e anche per un discreto senso di sfida. Ovvero, ero spinto da motivazioni più che altro personali. Ma l'intento più importante era chiaro: creare una piccola (anche minuscola) comunità mottolese che potesse discutere della città e dei suoi problemi. E sottolineo: discutere, commentare, dibattere. Confrontarsi. E' attraverso il dibattito e il confronto che, ne sono convinto, una comunità (piccola o grande che sia) può crescere, svilupparsi, nutrirsi, trarre giovamento.


Invece, i commenti sono sempre stati molto pochi. Sinceramente, non era quello che mi aspettavo dal blog. Ovviamente, non sono tanto presuntuoso da pretendere che i visitatori del blog (che ci sono, sono forse pochi, ma ci sono - e sono anche assidui) debbano per forza parteciparvi attivamente; però, se non lo fanno, un motivo ci sarà. Se non lo fanno, è chiaro che il blog ha fallito la sua missione. E la colpa non è (credo) dei visitatori, ma del blog stesso, che evidentemente non è abbastanza interessante e stimolante da suscitare reazioni. Da suscitare la voglia di partecipare.


Il mio impegno di "postatore" è attualmente basso: purtroppo non ho molto tempo a disposizione, e, come avrete potuto notare, dopo l'entusiasmo degli inizi (il classico "fruscio di scopa nuova"), mi sono limitato a riportare notizie su Mottola tratte dalla stampa locale. Ma questo impegno, sia pur basso, è stato sempre costante e quotidiano: ogni giorno mi sono preso la briga di scoprire se qualcosa di interessante era stato scritto e pubblicato. E se ci sono stati giorni (o periodi più lunghi) in cui sul blog non è stato postato niente, non era perché era "spenta" l'attenzione, ma era perché niente era stato rinvenuto sulla carta stampata.


Però, se il blog è tuttora diventato un "repositorio" di articoli di giornale (il che, intendiamoci, può comunque avere una sua utilità e un suo interesse), non è che prima andasse meglio: anche quando i post erano "originali", la quantità di commenti era più o meno la stessa.


Evidentemente questo lavoro è inutile; quindi, a che pro continuare così?


Per questo motivo, il blog cambia. Meglio un post al mese, ma fruttuoso, che trenta post sterili.


A poco a poco verrà anche cambiata l'impostazione. Verranno usati i tags, che garantiranno una migliore identificazione degli argomenti trattati; inoltre, il carattere tuttora usato, forse troppo minuscolo (anche se la grandezza può essere cambiata a piacimento dall'utente: per esempio, con Internet Explorer, selezionare Visualizza -> Carattere), verrà reso più "user friendly".


Ma quel che più interessa è una vostra reazione: vi piace, non vi piace il blog? Lo usate, non lo usate? Vi piace, non vi piace essere mottolesi? Scrivete.

lunedì 27 febbraio 2006

Da Pubblinews di questa settimana:


Nei giorni scorsi una seduta di Consiglio comunale abbastanza propositiva che ha reso soddisfatto il sindaco Giovanni Quero


Sono stati tracciati gli indirizzi operativi per la redazione dei piani urbanistici esecutivi


Grande soddisfazione espressa dal sindaco di Mottola Giovanni Quero dopo l’ultima seduta di  Consiglio comunale, nel corso della quale si è discusso degli indirizzi operativi per la redazione dei piani urbanistici esecutivi in attuazione al prg. Con i voti favorevoli della sola maggioranza è stato approvato di demandare alla Giunta Municipale la formulazione delle linee guida da proporre al Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva. In questo modo si è detto no all’adozione dei Ppa (piani pluriennali di attuazione). Una scelta, tra l’altro, giudicata in maniera positiva anche dal leader dell’opposizione Vanni Esposito che, però, esprimendo il voto contrario di tutta la minoranza, ha fatto osservare che il provvedimento per essere approvato ha bisogno della predisposizione di tutti gli atti preliminari ed indispensabili, contenenti le norme precise per costruire e le percentuali da riservare all’edilizia economica e popolare.
I tempi tecnici riguardano la definizione del documento contenente gli indirizzi operativi che dovrà uscire da un tavolo di concertazione con il coinvolgimento dell’opposizione e delle forze sociali. Quero è certo che l’iter potrà essere completato entro il mese di aprile per poter, qualche mese dopo, far partire l’edilizia a Mottola e sbloccare i comparti. Una seduta quella consiliare dell’altra sera abbastanza travagliata che ha visto qualche defezione nella stessa maggioranza, con l’astensione di Nunzio D’Auria e l’abbandono dell’aula da parte di Silvio De Fiori per motivi certamente diversi.
Il problema della casa a Mottola è tornato ad essere di attualità, pur essendo rimasto sotto i riflettori da tantissimi anni. Sulla collina il costo di un’abitazione a metro quadro è uguale a quello di una città. Forse ci sono zone a Taranto dove una casa costa meno che a Mottola. E non c’è bisogno di studi sociologici per capire perché tanti giovani sono costretti ad emigrare presso i paesi limitrofi. E’ chiaro che questo non è un problema nato qualche giorno fa. Sono in molti ad affermare che a Mottola il mercato della casa da tanti anni sarebbe stato gestito in maniera trasversale con la sapiente genialità di pochi fra proprietari di terreni, imprenditori, tecnici e politici. L’imminente sblocco del prg con la redazione dei piani urbanistici ha fatto tornare di attualità il problema, molto discusso nelle ultime settimane in piazza. E l’opposizione Diessina e della Margherita qualche giorno fa, in occasione del consiglio comunale, ha scelto la sala convegni di via Vanvitelli per discutere dell’”Edilizia ad un anno dal piano regolatore”. Un dibattito svoltosi precisamente venerdì scorso con la presenza di molti tecnici ed amministratori del passato prossimo e del passato remoto, conoscitori e studiosi dell’urbanistica sulla collina. L’incontro di venerdì, così come ha affermato in apertura il segretario dei Ds Giuseppe Notaristefano, è servito per discutere e confrontarsi con i cittadini di Mottola su di un tema strategico per l’economia locale con i costi esosi che tutti conosciamo. Si parla del “mattone” – ha detto Notaristefano – come di un settore ad alta speculazione, con grave nocumento per lo sviluppo dell’attività commerciale ed imprenditoriale. “Un settore – ha aggiunto il segretario della locale sezione dei ds – che, per interessi contrastanti, sta paralizzando il centro destra, incapace di assumere decisioni e di sviluppare le previsioni del piano regolatore generale, approvato dalla Regione Puglia il 31 marzo dell’anno scorso”.
Notaristefano ha ricordato la diserzione totale della maggioranza al primo consiglio comunale che all’ordine del giorno conteneva la discussione degli indirizzi operativi per la redazione dei Piani Urbanistici esecutivi in attuazione al prg. Un argomento in realtà scottante che, comunque, è stato approvato nella seconda seduta di Consiglio comunale, anche se emendato con la delega alla Giunta municipale di approvare preliminarmente il provvedimento. L’opposizione diessina, però, ritiene che l’Udc “sta facendo la voce grossa, dopo aver preteso, durante la crisi amministrativa del mese di luglio dell’anno scorso, la delega all’urbanistica e l’esautoramento degli assessori De Fiori e D’Onghia, non ancora sostituito. Nel corso dell’incontro di venerdì scorso, Vanni Esposito della Margherita ha raccontato le fasi dell’adozione e dell’approvazione del prg, partendo da 25 anni fa, fino a criticare gli indirizzi operativi proposti dall’attuale assessore all’urbanistica Francesco Caragnano. Esposito, lo ha detto anche in consiglio, ritiene che il documento deve contenere i principi e i criteri per realizzare le case a Mottola in un arco di tempo ben preciso.
Un provvedimento che il rappresentante dell’opposizione è d’accordo a realizzare collaborando a condizione, però, che vengano adottati tutti gli atti preliminari indispensabili ad inserire norme ben precise, in modo che tutti possano sapere quello che è possibile realizzare e quello che non è possibile realizzare, finalizzato alla difesa degli interessi collettivi e non di parte”. Una proposta condivisibile per attuare quanto prima un prg, come ha sottolineato il sindaco Quero, atteso per circa 20 anni ed approvato un anno fa dalla Giunta Fitto. (Giuseppe Francavilla)

venerdì 24 febbraio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Bit, sei paesi in vetrina


Ottima vetrina, quella colta, dal G.A.L. "Luoghi del Mito", alla Borsa Internazionale del Turismo, per lanciare una nuova idea di territorio, concepito come sistema integrato di risorse. Presso il padiglione 14/II della sezione B.I.T. Green, dal 14 al 21 febbraio, a Milano, oltre ai numerosi animatori del territorio, c’erano anche Giovanni Quero, sindaco di Mottola, quale ente capofila del Gruppo di Azione Locale, Giuseppe Cristella, sindaco del Comune di Laterza, presente anche con un altro stand interamente dedicato alla maiolica e Luigi Montanaro, sindaco del Comune di Ginosa.
Una valida occasione, quella colta da G.A.L., per evidenziare i reali contenuti dell’offerta turistica, ma anche promozionale, che i sei comuni, che ne fanno parte, Mottola, Castellaneta, Ginosa, Laterza, Palagianello e Palagiano, hanno da proporre a livello nazionale, ma anche internazionale. Il riferimento, va, ovviamente, alle bellezze paesaggistiche, al mare, alle gravine, alla cultura, alla storia, all’enogastronomia, alle tradizioni consolidate, ai prodotti tipici locali, connotativi di un entroterra fortemente rurale. "Per far conoscere la nostra offerta territoriale, anche in termini di turismo - ha detto Quero - è necessario superare il discorso campanilistico ed attrezzarsi opportunamente per una valida e reale promozione, da realizzare esclusivamente in un contesto di sistema generalizzato".
Non a caso, infatti, sono 20 i soggetti, che, in qualità di partner pubblici e privati, condividono nel G.A.L. l’esigenza di approdare ad una specifica identità, quale elemento indispensabile per un concreto inserimento sul piano della competitività economica. Insomma, ben sei comuni, Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Federazione Provinciale Coldiretti di Taranto, ASS.JO.PRO.LA di Taranto, Associazione del Commercio e del Turismo e dei Servizi e delle PMI della provincia di Taranto, Confartigianato, Confcooperative di Taranto, Consorzio Agrumicoltori Tarantini di Palagiano, ORTAJ di Palagiano, Pro Loco di Ginosa, Pro Loco di Palagiano, Demetra Società Cooperativa Sociale di Castellaneta, Associazione Culturale "Arch. Michele Giannico" di Laterza, Consorzio Pane di Laterza e Consorzio Interregionale Agro Operator di Mottola, insieme, anche alla B.I.T. milanese, per dare un’immagine integrata del nostro territorio ionico - occidentale. Un’immagine, che, a dire del sindaco Cristella, pare sia stata davvero apprezzata dai visitatori della Kermesse espositiva, stando al numero di visitatori, che si sono accostati al desk del G.A.L. "Abbiamo dato prova - ha detto il sindaco laertino - di come, solo attraverso un’azione sinergica, che va senza dubbio programmata e migliorata costantemente nel tempo, è possibile trasformare il nostro territorio in un valido contenitore di potenziale crescita e sviluppo". Importante per Cristella provvedere anche allo snellimento della burocrazia, che, spesso rende fallimentari le migliori intenzioni. Tuttavia, "se è vero che le idee progettuali sono indispensabili per un’idea nuova di turismo, inteso come insieme dei diversi input offerti dal territorio, è pur vero - ha evidenziato il sindaco di Ginosa, Montanaro - che senza la disponibilità di strutture ed infrastrutture non è possibile neanche parlare di territorio. Di qui, l’esigenza di impiegare tutte quelle risorse umane ed economiche, che la Regione Puglia o la stessa Comunità Europea, che cofinanzia il G.A.L., mette a disposizione per attrezzare il territorio, prima ancora che venga presentato sul mercato competitivo nazionale ed internazionale".

giovedì 23 febbraio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi.


MOTTOLA / Con i soldi della Provincia


Sarà ristrutturato l’istituto «Lentini»


MOTTOLA - Novità sul futuro dell’edilizia scolastica a Mottola ad opera dell’Amministrazione Provinciale. Ad un anno e mezzo dall’insediamento al Salone degli Stemmi a Taranto, il governo Florido ha impegnato un’ulteriore somma per risanare l’Istituto Professionale «Michele Lentini» di Mottola. L’immobile di via Giusti, una volta destinata alla scuola elementare «Don Bosco», oggi viene frequentata dagli studenti della scuola superiore. L’impegno di spesa deliberato dall’Amministrazione Provinciale ammonta a circa 25 mila euro oltre l’Iva. Questa somma fa parte di un impegno di spesa complessivo di 60 mila euro, comprendente anche i lavori di manutenzione stradale, in particolare il provvedimento è attinente  al rifacimento del manto stradale sulla Strada Provinciale in agro di Massafra, mentre per la scuola di Mottola i lavori si riferiscono a opere di natura elettrica ai laboratori di chimica, microbiologia e grafica. A comunicare il provvedimento, adottato dalla Giunta Provinciale, è stato lo stesso assessore ai lavori pubblici Costanzo Carrieri, il quale nel comunicato stampa ha fatto rilevare che questi lavori «sono la testimonianza della massima attenzione che l’Amministrazione Florido continua ad avere verso le strade e le scuole della provincia ionica». Tali investimenti - ha spiegato l’assessore - fanno parte della loro strategia, legata al miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio lasciato dalla precedente gestione in condizioni di degrado e senza adeguata programmazione. Parole condivise dal mottolese Franco Gentile, capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia, il quale ha parlato del suo impegno per garantire la sicurezza all’immobile dell’Istituto «Lentini» di Mottola. «E’ la conferma - ha detto Gentile - dell’ interesse della Provincia verso Mottola. Ricordiamo i lavori già effettuati alla palestra, ai bagni e ai termosifoni». Gentile ha ricordato che a breve saranno appaltati i lavori di rifacimento del lastrico solare alla scuola. «Siamo soddisfatti del lavoro compiuto - ha ricordato ancora Gentile -, ricordando anche l’indizione a breve del bando di gara per la realizzazione del nuovo Liceo Scientifico «Einstein». Impegni che secondo l’assessore Carrieri vedranno in futuro ulteriori investimenti nei due settori scolastico e stradale. «Lo faremo - ha concluso Carrieri  - nella ferma convinzione che il grado di crescita di un territorio dipendente essenzialmente dalla dotazione infrastrutturale e dal livello istruttivo e formativo». (Francesco Francavilla)

mercoledì 22 febbraio 2006

Sempre dal Corriere del Giorno di oggi:


Provincia, 60mila euro per Mottola e Massafra


Lavori alla Sp. 42 e all’Ist. Lentini


È di 60.000 euro l’ultimo impegno di spesa deliberato dall’Amministrazione Provinciale per lavori di manutenzione stradale e di edilizia scolastica che continuano a rappresentare una sostanziale priorità nella programmazione dell’Ente. Nello specifico i lavori riguardano il rifacimento del manto stradale sulla strada provinciale 42 in agro di Massafra e la sua messa in sicurezza con opportuna segnaletica orizzontale e verticale, e la realizzazione di lavori di natura elettrica ai laboratori di chimica, microbiologia e grafica all’IPSS "M. Lentini” di Mottola.
«Questi lavori - dichiara Costanzo Carrieri assessore ai lavori pubblici della giunta Florido - sono la testimonianza della massima attenzione che la nostra amministrazione continua ad avere verso le strade e le scuole della nostra provincia. Gli investimenti destinati dal nostro insediamento ad oggi, in questi due settori, sono sotto gli occhi di tutti; investimenti che si sono resi necessari non solo per una nostra precisa scelta strategica legata al miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio, ma anche per le condizioni di degrado che abbiamo ereditato rivenienti da anni di mancanza di programmazione». «Noi - conclude Carrieri - continueremo ad investire per le scuole e le strade nonostante i tagli continui che il governo Berlusconi ha riservato in questi anni agli Enti locali. Lo faremo nella ferma convinzione che il grado di crescita di un territorio da un punto di vista economico e sociale dipende essenzialmente dalla dotazione infrastrutturali e dal livello istruttivo e formativo».

Maggiori dettagli sulla serata di oggi sul Corriere del Giorno:


Un «tuffo» negli anni '60


Stasera c’è Nico dei Giganti


MOTTOLA - Ritorna questa sera, a partire dalle ore 20,30, presso l’auditorium della parrocchia del Sacro Cuore, "Le Muse... in collina", la rassegna culturale promossa dall’Amministrazione comunale - Assessorato alla Cultura e dal C.R.S.E.C. TA/50 - Massafra, che, prendendo ufficialmente inizio a marzo 2003, con la presenza dell’autore e critico Vittorio Sgarbi, ultimamente ha offerto l’occasione per presentare, a Mottola, il libro "Il deserto fiorirà", scritto da mons. Pietro Maria Fragnelli.
Questa volta, la rassegna mottolese dedica un’intera serata ai balli degli anni ’60, con la presenza di Domenico Re David, in arte Dom King David. Si tratta del noto Nico de "I Giganti", lo storico gruppo beat italiano, fondato nel 1964, che debuttò con il brano "La bomba atomica". Una passione, quella per il canto, maturata da Domenico Re David già all’età di cinque anni, quando cantava nel coro della Scuola Cantorum della parrocchia del Sacro Cuore di Gioia del Colle. Nel 1959 lascia il paese natio e nel 1961 entra a far parte del gruppo "I Milionari". Nel ’63 vince a Milano il "Colosseo d’oro" e, lavorando col suo gruppo nei night del posto, ha modo di farsi apprezzare da Auguto Martelli, Gigi Cicchellero, Daniele Pace. Successivamente, entra a far parte del gruppo "Le Ombre" di Augusto Rigetti; ma, sostituito dal cantante Ricky Maiocchi, approda nel gruppo de "I Giganti", abbandonato nel ’67 per gli obblighi di leva. Allontanatosi dal mondo musicale, Dom King David per quindici anni gestisce un ristorante, dove i clienti si recano soprattutto per ascoltare i migliori brani dei mitici anni ’60. L’amore per la musica si riaffacci nel 1996 e Domenico Re David rientra nel mondo dello spettacolo. Da allora prosegue per la sua strada musicale, valorizzando il meglio delle canzoni gli anni ’60, così come farà questa sera, a Mottola.
Dopo i saluti del sindaco Quero, dell’assessore alla Cultura. Giuseppe Carucci, che promuove l’iniziativa e di Stella Valle, responsabile C.R.S.E.C. TA/50 - Massafra, Dom King David proporrà un ricco repertorio degli anni ’60 e ’70. Un appuntamento da non perdere, soprattutto per coloro, che, in quegli anni, in piena adolescenza, ballarono e, forse, si innamorarono alle note di quei brani. (Maria Florenzio)

martedì 21 febbraio 2006

Apprendiamo dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


A Mottola


Domani una serata dedicata agli anni ’60


MOTTOLA - «I veri anni ’60». Così s’intitola la serata organizzata per mercoledì 22 Febbraio, alle ore 20,30 presso l’Auditorium della «Parrocchia Sacro Cuore» di Mottola, in via Deledda n. 3 dall’Assessorato alla Cultura, il Crsec Taranto 50 di Massafra, Assessorato regionale per il Diritto allo Studio, in collaborazione con Casa Isabella e la cartolibreria Ragno di Mottola. Interverranno: il sindaco di Mottola, Giovanni Quero; l’assessore alla Cultura del Comune di Mottola, Giuseppe Carucci; la responsabile del Crsec Ta/50 di Massafra, Stella Valle. La manifestazione vedrà la partecipazione straordinaria di Dom King David, meglio noto come l’ex Nico dei «Giganti», originario di Gioia del Colle. (d.p.)

domenica 19 febbraio 2006

Sempre Pubblinews di questa settimana permette di saperne di più sulle nuove centraline contro l'inquinamento elettromagnetico:


Installate due centraline per il monitoraggio dei campi elettromagnetici emessi dalle antenne di telefonia


Due le centraline fatte installare dall’Arpa a Mottola per rilevare i campi elettromagnetici emessi dalle antenne di telefonia mobile sparse per i terrazzi del comune. Gli interventi del sindaco Giovanni Quero, dopo la protesta dei cittadini, stanno dando i frutti  sperati. Come si ricorderà, dalle colonne di pubblinews avevamo raccontato degli attacchi del primo cittadino fatte partire nel mese di novembre scorso contro la Telecom. All’azienda telefonica era stato intimato di rivedere il piano per l’eliminazione e la riduzione al minimo dell’impatto ambientale e dell’inquinamento elettromagnetico.
Il primo risultato si è avuto il mese scorso con l’eliminazione di alcuni pannelli dal fastidioso traliccio innalzato nel pressi della villa comunale. Oggi veniamo a conoscenza dell’installazione delle centraline che monitoreranno 24 ore su 24 le emissioni nei punti più a rischio del paese, mediante rilievo dei campi elettromagnetici ogni 6 minuti. Le due centraline sono state  collocate una sul terrazzo della scuola Media “Manzoni” e l’altra sul lastrico solare del Palazzo Municipale, con l’intervento del direttore dell’Arpa, dott. Lattarulo, che ha concordato i termini ed i modi con l’assessore all’urbanistica Francesco Caragnano. “Tali centraline – ha spiegato l’ing. Amedeo D’Onghia, capo settore urbanistica al comune di Mottola – si autoalimenteranno con cellule fotovoltaiche e trasmetteranno ogni giorno i dati raccolti alla sede di Taranto dell’Arpa che, previa bonifica dei dati, controllerà la regolarità dei campi elettromagnetici e potrà, con l’andamento a regime delle misurazioni, fornire i dati rilevati”. L’ingegnere ha fatto osservare che, al fine di garantire la corretta rilevazione dei dati, la efficacia delle misurazioni e l’efficienza del servizio, sarebbe opportuno che i responsabili dei siti provvedano ad attivare le necessarie misure di vigilanza affinchè possano essere prevenute manomissioni e disturbi al funzionamento delle centralne. Un richiamo che, comunque, sarà supportato dalla collaborazione di un dipendente comunale che periodicamente provvederà al controllo delle centraline e dei loro siti.
Soddisfazione ha manifestato il sindaco Quero che ha affermato: “Le due centraline fatte sistemare dall’Arpa sicuramente avranno la funzione di prevenire ogni pericolo per la salute dei cittadini interessati dall’inquinamento elettromagnetico. Un risultato raggiunto grazie alla determinazione manifestata nel condurre a soluzione il problema”. (G. F.)