martedì 31 maggio 2005

Ri-segnalo Inkspinster, in quanto anche la striscina di questa settimana merita. Come al solito, la striscina rimane on line solo per sette giorni, per cui occorre affrettarsi.

Visitando il sito della Cooperativa Dolce Morso che ho linkato nel precedente post, rimango colpito da due cose. Prima di tutto, dalla superba presentazione in Flash (complimenti, peccato però per i modem a 56k, che sono ancora tanti), e poi dalle lingue in cui è presentato il sito: italiano, inglese e... cinese.


Caspita, penso, questa sì che è un'ottima trovata. La Cina, pur possedendo una tradizione vinicola vecchia di duemila anni, preferisce bevande alcoliche derivate dai cereali piuttosto che dalla frutta. Il governo cinese, dal 1987, ha cominciato una campagna per incoraggiare la popolazione a consumare vino di uva piuttosto che vino di cereali (chiamo entrambi «vino» perché il cinese utilizza un'unica parola per qualsiasi bevanda alcolica, anche per la birra), in modo che la produzione di cereali possa servire al fabbisogno alimentare della popolazione piuttosto che alla produzione di alcol. La produzione vinicola cinese è però scarsa, in quanto i contadini cinesi preferiscono raccogliere il frutto prima che giunga a maturazione per paura delle muffe e delle calamità naturali che potrebbero distruggere il raccolto. (Maggiori informazioni su quanto ho appena detto si trovano qui, e soprattutto qui, dove si dice che il mercato del vino in Cina è raddoppiato negli ultimi cinque anni).


Per cui, cercare di espandersi sul mercato cinese, che conta un miliardo e trecentomila individui, è una genialata.


Do un'occhiata, per curiosità, alla pagina in cinese, e...


...ma quello non è cinese, è giapponese. Per quel poco che so di lingue orientali, è giapponese. Prova ne è il fatto che il testo non è composto da soli kanji, ovvero da quegli ideogrammi (comuni a cinese e giapponese) che corrispondono ciascuno a un concetto, ma anche da simboli appartenenti ai due alfabeti sillabici hiragana e katakana, propri del giapponese e sconosciuti al cinese.


Proviamo a vedere il primo rigo del testo: «Dolce Morso no wain...» «Il vino di Dolce Morso...» Dopo le prime due parole in caratteri latini, abbiamo un hiragana («no», che indica in giapponese - e solo in giapponese - il possesso, un po' come il genitivo sassone in inglese), e poi tre caratteri katakana (alfabeto sillabico che serve, in giapponese - e solo in giapponese - a traslitterare le parole di origine straniera: infatti «wain» altro non è che la pronuncia della parola inglese «wine»). Seguono alcuni kanji... Poi, dopo il punto (quel pallino tondo in basso a tre quarti del primo rigo) comincia un'altra frase: «Watashitachi no peeju...» ovvero «Le nostre pagine...» (e, se «Watashitachi», ovvero «noi», è scritto con due kanji, ormai avrete capito che «peeju» è la pronuncia dell'inglese «page», e in effetti è scritto in katakana).


Per ulteriore conferma: proviamo a ricercare con Google la parola «wain» (in caratteri orientali, ovviamente, così come è scritta sul sito di Dolce Morso), e la ricerca darà come risultato siti giapponesi; limitando la ricerca ai soli siti cinesi, i risultati sono molto minori (662 contro l'oltre un milione e mezzo della ricerca precedente), e in realtà anche queste pagine sono scritte in giapponese: lo si capisce tra l'altro, leggendo gli indirizzi web, che riportano parole come «japanese» o sigle come «jp».


(Forse sono stato prolisso e pedante, ma, non conoscendo il giapponese e il cinese, ho preferito fare degli accertamenti, e riprendere i punti del percorso che ho effettuato per verificare le mie ipotesi).


Altro che sviluppo in Cina. Mi chiedo: ma a Dolce Morso sapevano a chi hanno affidato la traduzione in cinese... o per loro bastava che avesse gli occhi a mandorla?

Propongo un gemellaggio tra questo blog e quello del Club della Uacèzza, mantenuto da un gruppo di putignanesi. Chi mai non vorrebbe gemellarsi con la uacèzza? Approfitto dell'occasione per salutare Francesca, membro del club di cui sopra.


Tra l'altro, grazie al Club della Uacèzza, scopro che l'iniziativa «Cantine Aperte», tenutasi avantieri, ha coinvolto anche Mottola: infatti, la Cantina Cooperativa Dolce Morso nella giornata di domenica ha proposto una visita alla cantina e, soprattutto, una degustazione della propria produzione vinicola. Purtroppo mi sono distratto, e ho mancato l'appuntamento...

lunedì 30 maggio 2005

Finalmente questo blog è stato indicizzato da Google, per cui i suoi risultati compaiono nel motore di ricerca più famoso (e utilizzato) al mondo. Si spera in un po' più di visibilità... in attesa che anche gli altri motori (come ad esempio Altavista) lo indicizzino.


A proposito di Google: a volte le ricerche con questo straordinario strumento danno risultati curiosi e divertenti. Ad esempio, pare che Motula, oltre ad essere il nome latino di Mottola, sia una parola del polacco, anche se in realtà deriva dal nome commerciale dell'olio per motori Motul (nelle lingue slave, tutto - o quasi - viene declinato, per cui anche il nome dell'olio). Oppure, si scopre che Motula è anche il titolo di una canzone del gruppo punk finlandese Klamydia.


Si può anche scoprire che «motulensis» (parola latina per «mottolese») indica una specie di invertebrati miriapodi, un parente dei millepiedi, insomma: l'Anadenobolus motulensis.

domenica 29 maggio 2005

Ho avuto l'occasione, una quindicina di giorni fa, di conoscere di persona il giovane chitarrista francese Thibault Cauvin, in visita a Mottola per un concerto a Villa Petruscio.


Persona simpatica, e, per quel che ho potuto constatare nelle quattro ore trascorse con lui, anche modesta.


Questa modestia non mi ha permesso di rendermi conto della levatura dell'artista che avevo di fronte. Certo, sapevo che aveva vinto il primo premio alla scorsa edizione del Festival Internazionale della Chitarra, però...


Purtroppo non sono andato a sentire il suo concerto di quella sera, avendo preso già altri impegni.


Quella stessa notte, visitando il sito personale di Thibault e ascoltando alcuni suoi saggi liberamente scaricabili, mi resi conto della stupidaggine che avevo fatto.


Thibault Cauvin, vincitore del Festival di Mottola e di tutti questi altri premi, è un artista notevole. Di certo non mi perderò il suo prossimo concerto a Mottola, e cercherò di procurarmi il suo CD.


P.S.: ne approfitto per fare una segnalazione ai gestori del sito di Villa Petruscio: vi prego di aggiornarlo, le tariffe sono ferme al 2004.

sabato 28 maggio 2005

Rubo e pubblico da una Gazzetta del Mezzogiorno un po' stagionata (3 maggio scorso):


Raccolta differenziata - il Comune premia 100 famiglie


MOTTOLA - Il Comune di Mottola ha premiato le prime 100 famiglie che hanno contribuito alla raccolta differenziata «porta a porta» per il recupero di carta e plastica. L’assessore Giuseppe Carucci, circa un anno fa, aveva scommesso sul buon esito di questo servizio contro coloro che ne avevano pronosticato il fallimento. Oggi è una realtà gestita dalla cooperativa Avvenire che, unitamente al Comune di Mottola, sta contribuendo al miglioramento del servizio, facendo affiggere in questi giorni sui muri del paese alcuni manifesti con i quali si invitano i cittadini a partecipare alla raccolta differenziata «porta a porta», depositando i sacchetti azzurri nei punti verde già esistenti dalle ore 7 alle ore 9 di lunedì e giovedì di ogni settimana. I sacchetti vengono messi a disposizione dei cittadini, gratuitamente, presso gli uffici del Comune.

L’amministrazione per incentivare la raccolta, ha introdotto anche per questo anno un bonus a favore delle prime 100 famiglie che avranno conferito un maggiore quantitativo di carta e plastica con il sistema «porta a porta». Un’iniziativa che ha già riscosso molto successo l’anno scorso e che sarà potenziata anche quest’anno con l’introduzione della raccolta differenziata del rifiuto «umido». Un’innovazione che sarà avviata in via sperimentale in due quartieri della città. L’assessore Carucci ha manifestato grande soddisfazione per l’andamento del servizio che sta dando i frutti sperati non solo sotto l’aspetto ambientale, ma anche della riduzione della spesa, con un risparmio notevole sulla eco tassa di cui beneficiano, ovviamente, i cittadini. «Vorrei ricordare alla cittadinanza - spiega l’assessore Carucci - che oltre a queste iniziative è stata anche avviata la raccolta organizzata dei rifiuti ingombranti. Per questo, è stato deciso di porre il divieto d’abbandono di questo tipo di rifiuti sul territorio comunale. Il servizio sarà garantito - evidenzia Carucci - in maniera gratuita a domicilio per quanto riguarda la raccolta di mobili, elettrodomestici, materassi, reti metalliche ecc., nel giorno ed ora concordati con l’Ufficio comunale, telefonando al numero 3403529558». (Francesco Francavilla)


***


Ora, avrei alcune domande:


- ma quand'è che sono state premiate queste 100 famiglie? Ricordo, un annetto fa, una cerimonia di premiazione in cui effettivamente vennero consegnati dei premi. Ce n'è stata un'altra di recente (della quale non mi sono accorto)? I «bonus» sono forse stati consegnati a domicilio? I vincitori sono forse stati convocati per ritirarli? C'è qualcuno, fra voi, che è stato premiato?


- perché, quando sono andato a ritirare le nuove buste della cooperativa Avvenire, non mi sono stati consegnati anche i soliti codici a barre da applicare alla busta? Come faranno la cooperativa e il Comune a sapere che quei sacchetti che depositerò sono i miei, ed eventualmente premiarmi se sarò stato bravo?


- perché la raccolta dei rifiuti umidi verrà effettuata solo in due quartieri in via sperimentale? E soprattutto, è già cominciata? Non credo, dato che il rifiuto umido va collezionato in un sacchetto separato. Mentre carta e plastica possono essere inseriti «promiscui» nelle buste (verranno separati in seguito, meccanicamente), il rifiuto umido va inserito a parte, affinché non «imbratti» le altre tipologie di rifiuti rendendole inadatte al riciclo. Io non ho notato buste «differenziate»; d'altronde, gli addetti del Comune, al momento di ritirare le buste, non mi hanno di certo chiesto di quale rione facessi parte, per consegnarmi eventualmente le buste per la raccolta dei rifiuti umidi.


Infine, un'osservazione: ho notato che i nuovi sacchetti della cooperativa Avvenire sono più sottili e meno robusti di quelli vecchi della ServEco. Già con i vecchi sacchetti gli episodi di rotture e di conseguenti fuoriuscite dei rifiuti sulla strada erano molto frequenti; speriamo bene per i nuovi...

venerdì 27 maggio 2005

Neri Pozza ha pubblicato, fresco di stampa, la traduzione di Le soleil des Scorta, romanzo del francese Laurent Gaudé che di certo suscita un certo interesse, sia perché è stato il vincitore del prestigioso Prix Goncourt nel 2004, sia perché è ambientato in Puglia, nella zona del Gargano. In traduzione, il romanzo si chiamerà semplicemente Gli Scorta. Ma la cosa che più suscita curiosità è un'altra: il personaggio di Luciano Mascalzone cambia nome, e diventa Luciano Mascalone. Probabilmente, alla Neri Pozza hanno ritenuto che chiamare «mascalzone» un personaggio italiano fosse troppo irriverente e poco politically correct (o forse troppo pacchiano?). Poco importa che nel romanzo venga descritto come un individuo che «avait été toute sa vie ce que les gens de la région appelaient, en crachant par terre, "un bandit". Il vivait de rapines, de vol de bétail, de détroussage de voyageurs». Cioè, un mascalzone di nome e di fatto.


E vada per il mascalzone che non è più tale e diventa un tantino più buono. Ma perché la povera Immacolata Biscotti è diventata, nella versione italiana, «Immacolata Cannito»? (Cannito è un cognome diffusissimo a Foggia e dintorni). Stavolta, mutilare il cognome di una lettera (Bisotti, Bicotti...?) non è bastato. Il pacchiano «Biscotti» è diventato il più ortodosso «Cannito».


Nel frattempo, segnalo che un altro romanzo francese ambientato in Puglia (precisamente, a Bari), Le Goinfre, di Maryline Desbiolles, rimane colpevolmente ancora inedito in Italia, così come inedito è il resto della produzione romanzesca di questa meritevole autrice.

giovedì 26 maggio 2005

STOP THAT PIDGEON!


Ve li ricordate i cartoni di Dastardly e Muttley e lo Squadrone Avvoltoi, il cui scopo era di fermare a ogni costo il piccione Yankee Doodle? ...a Mottola ci sarebbe bisogno di loro. Da parecchio tempo c'è una piccola invasione di piccioni (Columba livia), i quali hanno trovato il loro paradiso sull'alto della chiesa del Purgatorio. Anni or sono, alcune scriteriate coppie di sposi avevano adottato la «simpatica usanza» di liberare coppie di colombi durante la celebrazione del matrimonio, infischiandosene delle conseguenze: i colombi hanno nidificato e si sono moltiplicati. Qualcuno dà loro anche da mangiare e da bere.


Vi state chiedendo dov'è il problema? Siete animalisti, o vi stanno simpatici i colombi in quanto simboli di pace e di purezza? Siamo animalisti anche noi, e neppure vorremmo fare torto allo Spirito Santo, ma sappiamo che i piccioni sono portatori di svariate malattie, tra cui la salmonellosi. E, anche volendosi dimenticare per un attimo delle malattie, gli escrementi lasciati dappertutto da questa «simpatica» specie animale sarebbero di per sé un problema più che sufficiente. Fingono di ignorarlo le persone (e non sono poche) che hanno l'abitudine di buttare molliche di pane per strada o, addirittura, che lasciano una vaschetta piena d'acqua ad usum columborum. Dopo il «pasto», la strada è piena di deiezioni animali, pericolose sia per chi ci cammina sopra e rischia di scivolare, sia per i batteri rilasciati.


Nessun abitante di via Mazzini, di via Albania o di via Alfieri (e delle relative traverse) ha mai riscontrato incompatibilità fra il proprio bucato steso ad asciugare e i suddetti volatili? Di certo, qualche episodio di «incontro ravvicinato con lo sterco» il bucato l'avrà avuto.


Per cui, il problema c'è. Occorre per lo meno smettere di dare da mangiare ai piccioni, che altrimenti sono invogliati a stazionare sempre nello stesso luogo e a sporcare sempre lo stesso luogo. Niente paura, questi volatili non sono sciocchi e di certo non moriranno di fame.

mercoledì 25 maggio 2005

Rubo e pubblico dal Corriere del Giorno di ieri:


L'Unione attacca: «Giunta inadeguata»


MOTTOLA - I partiti del centrosinistra di Mottola si coalizzano ne L’Unione Per Mottola per stigmatizzare la incapacità politico-amministrativa della Giunta di centrodestra e prepararsi a programmi comuni. Questo è il risultato emerso dalla assemblea cittadina dei partiti del centrosinistra di Mottola riuniti come Unione, che si è svolta per denunciare alla cittadinanza sia l’incongruente bilancio di previsione dell’Amministrazione comunale di centrodestra sia la recente bocciatura del progetto POR per le reti idrico-fognarie che, a detta dei partiti dell’Unione, è dovuto a una colpevole negligenza dell’Amministrazione. In particolare, il segretario cittadino dei Ds Notaristefano ha espresso "preoccupazione per l’improvvisazione dell’Amministrazione comunale, che denota una carenza amministrativa e programmatica, al contrario delle precedenti amministrazioni di centrosinistra le cui opere sono state fatte proprie dal centrodestra". Alla preoccupazione dell’esponente dei DS si è aggiunta la considerazione del coordinatore cittadino della Margherità, D’Eredità, che ha evidenziato "le incongruenze del bilancio di previsione e del piano triennale delle opere pubbliche dell’amministrazione di centrodestra, più volte denunciate dalla Margherita anche in sede di Consiglio Comunale". Il segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Greco, si è unito alle considerazioni degli esponenti dei Ds e della Margherita aggiungendo che "le opere idrico-fognarie avranno un blocco anche a causa della bocciatura, dovuta a colpevole negligenza dell’amministrazione, del progetto per ottenere fondi POR per 5 milioni di euro".

Il capogruppo consiliare dei Ds di Mottola, Perrini, ha ironizzato sulla vicenda dei POR affermando che "continuando di questo passo, non avremo più nastri da tagliare. L’incapacità politico-amministrativa dell’amministrazione è talmente evidente da rendere quasi inutile ogni commento", mentre il capogruppo consiliare della Margherita, Esposito, ha espresso "preoccupazione sull’operato dell’Amministrazione, che" - a detta dell’esponente della Margherita - "denota anche delle profonde divisioni interne, come hanno dimostrato le recenti vicende relative al piano di lottizzazione e alla posizione contraddittoria dell’Udc in seno alla maggioranza locale". Al segretario cittadino dello Sdi, Laterza, che ha rimarcato l’importanza politica di questo evento, hanno fatto eco tutti gli esponenti de L’Unione presenti indicando nella definizione di programmi comuni il prossimo passo politico da ntraprendere. Tutti gli esponenti de L’Unione hanno manifestato il loro disappunto per la vicenda POR, che ha portato negativamente alla ribalta il Comune di Mottola e che, a causa dell’attuale amministrazione, vede irrisi i dipendenti del comune di Mottola, che sono noti per la loro alta professionalità e dedizione al lavoro.


* * *


Per chi vuole approfondire, rimando a un vecchio post.

Ecco come si presenta la strada che conduce alla cripta di San Nicola:



Scarti di estrazione di tufo e monti di pietre provenienti da lavori nel fondo adiacente. In più, la piccola gravina che si trova più in basso (a fianco della galleria che passa sotto la strada ferrata) è a serio rischio, perché i materiali pietrosi sono stati depositati sul suo ciglio e sono già in parte precipitati sul fondo della gravina. Altrettanto a rischio è anche la suddetta galleria: se un acquazzone può causare la caduta in gravina del pietrame, un acquazzone più abbondante può causare l'ostruzione della galleria.



Fa impressione passare da questa strada (tra l'altro, asfaltata giusto l'anno scorso per consentire ai turisti di raggiungere San Nicola) e vedere tutte quelle pietre sovrastanti, che minacciano di crollarti addosso...


...che penseranno tutti i forestieri che passano di là?

Non posso fare a meno di segnalare l'ultima «striscina della settimana» di Inkspinster, intitolata «Vacanze a sorpresa», che trovo esilarante...


...e poi non è nemmeno off-topic, dato che Inkspinster è pubblicato da Lilliput, l'editore di fumetti mottolese.


Che aspettate a leggerla anche voi? Affrettatevi, le «striscine della settimana» restano on line per una sola settimana (appunto), per cui avete tempo soltanto fino a domenica!

L’ANGOLO DELL’ARTE

da mettere da parte


Dal nostro inviato Vittorio Sgorbio



Da qualche tempo, l’arredo urbano mottolese si è arricchito di due mirabili opere in bronzo, che fanno bella mostra di sé in due suggestivi angoli di strada della nostra cittadina. Si tratta del «Bimbo con cartella» (situato nei pressi della scuola materna «Perasso») e del complesso bronzeo «Leggerezza», costituito da due elementi posti all’angolo di piazza Plebiscito. Si tratta di due opere ottimamente riuscite, figlie dei propri tempi, che proiettano perfettamente la città di Mottola nel nuovo millennio.

Il bimbo posto su via Salvo d’Acquisto è la nuova versione, moderna e artistica, del celebre adesivo «Papà non correre». Infatti, sbucando all’improvviso nella visuale dell’automobilista che si trovi a percorrere distrattamente quella via, il bronzo sembra un bimbo in carne ed ossa che si accinga ad attraversare la strada; per cui l’automobilista, preso alla sprovvista da questo geniale trompe-l’œil, è spinto a frenare bruscamente per evitare una catastrofe, ed è successivamente indotto a pensare criticamente alla velocità del suo automezzo e alle possibili conseguenze di essa. Per cui, all’intento artistico si associa una non trascurabile opera sociale di invito alla moderazione della velocità. Tale effetto raggiunge una maggiore efficacia nelle ore successive al tramonto, quando è meno facile discernere la natura fittizia del bronzo.

Ancora più riuscito è l’intento artistico dell’altra opera, raffigurante due bimbi nell’atto di abbassarsi i pantaloni. Si nota infatti un contrasto ossimorico tra la giocondità dei volti, indicante la sfrenata allegria dei due individui che non stanno più nella pelle all’idea di disfarsi del «superfluo peso del ventre» (come scriveva il Boccaccio) e la tensione spasmica dei tendini delle mani, che nervosamente cercano di liberarsi al più presto dall’impaccio degli indumenti (simbolo delle costrizioni imposte dalla società civile, dalle istituzioni umane, dalla cultura) per poter più lestamente rispondere ai richiami del corpo e della natura. Tuttavia, come già il precedente «Bimbo con cartella», e come ogni opera d’arte che si rispetti, il plesso bronzeo mira a spiazzare l’osservatore: le due figure non sono mostrate nella corretta posizione, per cui, anziché porgere le terga al punto di collezione dei rifiuti corporali, esse rivolgono invece il volto al buco della turca, rappresentato dai fori adibiti all’illuminazione notturna del plesso. L’effetto ottenuto è così quello del capovolgimento del luogo comune. In effetti, anche in questo caso l’opera si fruisce meglio, e mostra tutte le sue potenzialità, non già nelle ore diurne ma nottetempo: è infatti il momento in cui i buchi delle turche, illuminandosi, irradiano di splendore i volti dei due infanti, e il gruppo bronzeo si carica di tutto il suo significato (anche simbolico). I buchi, cioè, rappresentano la luce salvifica, la liberazione dalle catene del conformismo, e con la loro accensione viene celebrata la finale rottura di ogni inibizione. La promiscuità rappresentata nel plesso (un maschietto e una femminuccia) simboleggia la confusione prepuberale, quel periodo della vita umana in cui non solo non è ancora completamente avvenuta la corruzione operata dalla cultura, e non ancora totali sono le briglie del Super-io, ma anche quel periodo in cui comuni ai due sessi sono le necessità fisiologiche e alimentari (cacche, zizze e mbrumbe).


(Nella prossima puntata: «La madonnina in Technicolor»)

lunedì 23 maggio 2005

Non me n'ero accorto! Finalmente il sito ufficiale del Guinness Book of World Records ha inserito fra le sue pagine il primato del panino più lungo del mondo (634,5 metri), che spetta di diritto a Pietro Catucci e Antonio Latte.

...ma quante sono in realtà le automobili rubate una decina di giorni fa a una concessionaria mottolese? C'è chi dice otto, chi nove, chi addirittura quindici...


La risposta corretta sembra che sia «dieci».

In questi giorni si è fatto un gran baccano circa i presunti finanziamenti regionali (leggasi: 5 milioni di euro) persi dal Comune di Mottola a causa di alcuni vizi di forma nella presentazione del relativo progetto. A quanto pare, il tempo per correggere formalmente la richiesta di finanziamenti c'è stata, per cui tutto è tornato al suo posto e la richiesta è stata accettata (se poi i finanziamenti verranno erogati, e se la cifra richiesta verrà concessa, si vedrà). Maggiori informazioni qui.

Pare che a breve entreranno in funzione anche a Mottola i parchimetri elettronici. Comodissimi: anziché andare a caccia della cartoleria o del tabaccaio che vende i grattini, si infilano le monete nel parchimetro, si preleva il biglietto stampato e lo si espone sul cruscotto.


Il bando per l'appalto, ormai scaduto, si trova qui (clicca per scaricarlo).


Una cosa non è chiara. Nel bando, si afferma che le aree in cui sono ubicati i posti auto a pagamento sono i seguenti (tra parentesi, il numero di posti auto):


Via SALVO D’ACQUISTO / Via CIRILLO – Via VANVITELLI (22)

Via MAZZINI / Chiesa S. Maria Assunta (54)

Via PASCOLI – Via GIUSTI – Via PALAGIANELLO (46)

Via EUROPA – Via SAN PAOLO (26)

Via DE GASPERI (14)

Via RISORGIMENTO (da Via PALAGIANELLO a Via ACQUEDOTTO) (20)

Via RISORGIMENTO (direzione via Scudello) (2)

Via BATTISTI (10)

Via Amendola e ultimo tratto Corso V.E. (10)


Ma non si fa menzione di VIA OSPEDALE, dove però le strisce blu ci sono eccome:



Si presume, dunque, che la suddetta zona sia stata aggiunta solo in un secondo momento alle aree con parcheggio a pagamento (e infatti le strisce sono fresche).


Notizia buona: pare che fino all'entrata in funzione dei parchimetri elettronici sia possibile parcheggiare dovunque gratis, senza grattino...

domenica 22 maggio 2005

Il 15 maggio 1939 moriva a Mottola Gerolamo Gerloni.


Ho il sospetto che in pochi si ricordino di questa figura. Quelli che a Mottola l'hanno conosciuto di persona, visto il tanto tempo che è passato, forse potranno contarsi sulle dita di una mano. Un po' di più saranno, presumo, coloro che hanno conosciuto la figlia Maria, morta poco tempo fa.


Ma quanti sono coloro che, mottolesi, conoscono la storia di quest'uomo? E quanti sono coloro che hanno potuto leggere almeno una delle sue opere letterarie? Che io sappia, il volume più recente a portare la sua firma è datato 1927 (i due drammi publicati con il titolo collettivo «Naufraghi», di cui una copia è disponibile nella biblioteca comunale di Mottola). Da allora, temo che più niente sia stato ristampato o pubblicato (Gerloni ha lasciato opere inedite).


Va dato merito al volume «Mottola per le strade» (Mottola, 2003), e ai suoi autori Vito Fumarola e Angelo Pavone, per aver dedicato un capitolo a Gerolamo Gerloni. Altrettanto merito va dato al commissario prefettizio Nicola de Mari, che nel 1967 emise la delibera che permise l'intitolazione di una strada mottolese a Gerloni; senza quella delibera, oggi non ci sarebbe il capitolo «Girolamo [sic] Gerloni» nel volume appena citato.


Per il resto? L'oblio quasi totale.


Anche in vita Gerloni non fu fortunato: dedicatosi alle lettere (compose drammi teatrali, novelle, poesie), era poi costretto a dare lezioni private per poter sbarcare il lunario. Carmina non dant panem.


Morì poverissimo.


In morte, questa sfortuna continua. I vari volumi di storia mottolese lo citano en passant, dedicando molto più spazio alla figura di Michele Lentini. E, a proposito di Lentini, che pure di Gerloni fu amico: leggendo il discorso funebre che Lentini pronunciò in morte di Gerloni, si ha l'impressione che neppure lui rese giustizia all'amico. Certo, si tratta tutto sommato di un elogio. Ma perché, in questo elogio funebre, non vengono citate le vicissitudini subìte da Gerloni per cause politiche (il padre, un irredentista trentino, dovette rifugiarsi a Mottola)? Perché non una riga dell'elogio viene dedicata alla citazione della sua produzione letteraria, ma si dice soltanto che «nella scuola trovò il suo rifugio», alludendo alla sua attività di maestro privato? E, soprattutto, come si fa a dire «Ricorderò solo, della tua vita, la tua bontà» quando di lui c'era ben altro da ricordare?


L'elogio fatto da Michele Lentini sembra l'elogio che può essere fatto a un maestrino qualunque. Basta davvero dire che (cito sempre dall'elogio funebre) «Mi fosti fratello di sentimenti e di arte» per ricordare l'attività di Gerloni nel campo della letteratura?


Sono passati 66 anni (e una settimana) dalla morte di Gerolamo Gerloni. E' ora di riscoprire quest'uomo.

sabato 21 maggio 2005

Probabilmente lo sapete già: i locali dell'ex cinema Ionio sono in vendita.


Il cinema, che nel suo ultimo periodo di vita aveva diradato le proiezioni, cessò le sue attività nel 1986 (quasi vent'anni fa...), quando nei suoi locali si installò l'emittente televisiva privata Retenove. L'emittente sopravvisse per un po' (ve li ricordate il Buttafuori e François Zepelin, Tic Tac, il Tg9... e i programmi in lingua inglese «rubati» all'emittente via satellite Super Channel...?), poi scomparve anche lei e i locali finirono in mano ai privati.


Il cinema a Mottola è rimasto un sogno per vent'anni. Probabilmente lo rimarrà ancora, dato che i locali dello Ionio, che io ricordi, non sono a norma, e probabilmente mai potranno esserlo: la normativa prevede che i cinema dispongano di uscite di sicurezza che, per via della conformazione e ubicazione dei locali dello Ionio, non è possibile realizzare. Altrimenti, non si spiegherebbe perché l'attuale proprietario, in tanti anni, non abbia mai provato a riaprire il cinema, e ora si appresti a sbarazzarsene.


A dire il vero, spero che quanto ho appena scritto sia una baggianata, e che il cinema ritorni presto a essere un cinema. Possiamo favoleggiare quanto vogliamo, tanto non costa niente. Possiamo favoleggiare di un'Amministrazione comunale che si interessi del cinema Ionio, e si prenda in carico la sua riapertura. Possiamo favoleggiare di un privato danaroso e generoso (si sa, le istituzioni sono potenti, ma poi «non hanno fondi») che riesca a mettere in sesto i locali e acquistare un proiettore. Possiamo favoleggiare...

venerdì 20 maggio 2005

Sul sito Pugliago hanno fatto un po' di confusione: cliccando sull'itinerario «Alta Murgia» e poi su «Mottola», compare una foto di Massafra. E foto di Mottola ce ne sono? Certo, cliccando su «Massafra»...

Ho scoperto un sito impressionante.


La pagina più pittoresca è, secondo me, quella intitolata «Body Style» raggiungibile dal menu «Chi è LDC» --> «Album Foto» --> «Body Style»...

giovedì 19 maggio 2005

Alcune cose che forse è bene mettere in chiaro su questo blog:


1) Il blog «Motula» non ha niente a che vedere con l'omonima pubblicazione mottolese, né tanto meno con le persone che collaborano alla suddetta pubblicazione;


2) il blog pubblica post di argomento prevalentemente mottolese (o almeno, queste sono le intenzioni), ma non solo;


3) l'immagine in alto non raffigura un edificio o un luogo di Mottola, ma è solamente uno dei template messi a disposizione da Splinder. Quando avrò scoperto come si cambia, di sicuro lo sostituirò con un'immagine più appropriata;


4) - l'avrete capito dal punto 3 - sono un neofita dei blog, per cui devo ancora scoprirne tutte le potenzialità. Al momento, non so neppure come si inseriscono le foto...

Da it.wikipedia.org (non conoscete Wikipedia? MALE!):


«Mottola è un comune di 16.570 abitanti della provincia di Taranto. Situata su una collina (387 m) abitata sin dalla preistoria, come ha dimostrato il ritrovamento, nel 1899, di oggetti risalenti all'Età del Ferro. Distrutta nel 1102 per mano del cancelliere tarantino Muarcaldo. Fu sede vescovile dall'anno Mille circa fino al 1818. Rilevante è il settore agro-alimentare, che può appoggiarsi su una buona produzione agricola (coltivazione di olivi, uva da tavola e da vino, agrumi, ortaggi). Parecchio sviluppati sono l'artigianato e il settore commerciale, mentre è in pieno sviluppo il settore industriale. Da segnalare: la Cattedrale (Chiesa Madre, XIII secolo, ampliata nel 1507) e le superbe chiese rupestri bizantine, risalenti a epoca medievale, tra le quali spicca la chiesa di San Nicola.»


La voce è ancora a livello di «stub», per cui chi volesse contribuire ad ampliarla è il benvenuto.