giovedì 19 gennaio 2006

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:


Ieri è diventato operativo l’organismo provincialeIeri è diventato operativo l’organismo provinciale
Aviaria, c’è l’unità di crisi
Ma non ci sono situazioni di emergenza malgrado il sequestro di galline fatto dai Nas a Mottola


Istituita ufficialmente da ieri a Taranto l’Unità di crisi provinciale sull’emergenza aviaria. Sul problema non c’è, fortunatamente, in Italia alcun innalzamento dello stato d’allerta, ma non è neppure cessato allarme. Situazione di attesa e di attento monitoraggio delle condizioni e di ciò che accade in altri Paesi, in particolare lì dove si stanno verificando i casi di contagio dall’animale all’uomo. Ci si organizza per gestire l’eventuale emergenza che dovesse esplodere se mai il virus dovesse trasmettersi da uomo ad uomo. Dell’unità di crisi locale fanno parte il direttore sanitario dell’Asl Ta/1, Vincenzo Lenti, il direttore della Struttura complessa di Malattie infettive, dott. Viesti, ed il direttore del dipartimento prevenzione, dott. Michele Conversano, con funzione di coordinatore e di raccordo anche con i livelli superiori. Anche a livello regionale e nazionale sono state, infatti, istituite omonime unità di crisi con compiti di raccordo.
Intanto, proseguono, incessanti i controlli a tappeto avviati negli allevamenti avicoli della provincia e sulle aziende di produzione delle carni con l’obiettivo di essere sempre a conoscenza ed avere chiara rintracciabilità delle produzioni, cioè esattamente da dove provengono gli alimenti di natura avicola che portiamo sulle nostre tavole.
Ed è stato proprio nel corso di uno di questi controlli incrociati con l’attività dei carabinieri del Nas guidati dal gruppo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli che per veterinari e carabinieri è stato possibile scoprire a Mottola un allevamento avicolo attivato senza le prescritte autorizzazioni. Sequestrate 450 galline. E’ stato, infatti, anche accertato che i capi avicoli presenti in azienda erano privi di certificazioni sanitarie e di provenienza. Erano stati introdotti in azienda senza la comunicazione al Servizio veterinario della competente Asl. I carabinieri hanno, quindi, operato un sequestro cautelativo sanitario dell’allevamento e delle 450 galline per un valore complessivo di circa 20 mila euro. (M.R.G.)

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