Dal Corriere del Giorno di oggi (20 gennaio):
"Villa del piacere"? Gli indagati negano
Interrogati i quattro inquisiti
Hanno negato su tutta la linea i quattro indagati finiti in manette alcuni giorni fa nell’ambito dell’inchiesta “Calypso”, quella che ha svelato l’esistenza di una casa nelle campagne di Mottola in cui si sarebbe dato vita ad “incontri a luci rosse”. Accusati di aver utilizzato una sedicente associazione culturale per mascherare un giro di prostituzione, gli inquisiti (fra cui il 50enne tarantino Luigi Simonetti) hanno respinto ogni addebito sostenendo di essere completamente all’oscuro di quanto viene ipotizzato dalla magistratura.
A sentire i presunti protagonisti della vicenda, nella villa di contrada Marinara non sarebbe accaduto nulla di proibito al contrario di quanto invece sostengono gli investigatori alla luce di quanto emerso da perquisizioni, intercettazioni e servizi di appostamento.
Incontri a luci rosse - Gli inquisiti negano
Nessuna “casa di piacere”, nessun tipo di incontri a “luci rosse”, nessun rifugio per prostitute. Questo, più o meno, il contenuto delle dichiarazioni che ieri mattina hanno reso i quattro indagati finiti in manette alcuni giorni fa nell’ambito dell’inchiesta denominata “Calypso”, quella che avrebbe svelato l’esistenza di un sodalizio sospettato di aver garantito ai clienti di una sedicente associazione culturale serate movimentate da prestazioni sessuali a pagamento.
Chiamati a difendersi nel corso degli interrogatori di garanzia tenuti dal gip del Tribunale dott.ssa Bina Santella (lo stesso magistrato che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare), gli inquisiti hanno respinto con decisione gli addebiti sostenendo di non sapere assolutamente nulla riguardo le ipotesi di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Attualmente agli arresti domiciliari, il 50enne tarantino, dipendente civile della SARAM, Luigi Simonetti (difeso dall’avv. Pietro Putignano) ha preso le distanze da tutte le accuse ed ha fornito indicazioni sui requisiti necessari per andare a far parte della “Calypso”. A quanto pare, occorreva versare poco più di cento euro per ottenere la tessera che serviva per esser considerati soci a tutti gli effetti (poi era prevista una quota di 30 euro al mese). Ad ogni modo, di tutto quello che si dice sulle finalità dell’associazione, l’inquisito ha dichiarato di non sapere nulla. E come lui si sono comportati il 53enne Giovanni Montenegro, di Gioia del Colle, la 50enne Annamaria Ventura di Monopoli ed il 52enne Giuseppe Ferrarese, anch’egli di Monopoli, gli altri inquisiti raggiunti dalle misure detentive chieste dal pubblico ministero inquirente dott.ssa Daniela Putignano a conclusione di indagini che hanno fatto leva sugli esiti di appostamenti, su intercettazioni e filmati. A tal proposito va ricordato che durante le perquisizioni effettuate nella villa adibita a casa d’appuntamento (si trova in contrada Marinara, nelle campagne di Mottola), i militari avrebbero scoperto che il locale non funzionava soltanto durante le serate della fine settimana o per addii al celibato e al nubilato, ma pure in occasione delle principali festività. Anche durante le notti di Natale e di Capodanno. In quest’ultima occasione la casa sarebbe risultata frequentata da moltissimi clienti pugliesi (e non solo) i quali, non limitandosi a degustare le tradizionali lenticchie con lo zampone, hanno preferito trascorrere il primo giorno dell’anno in compagnia di giovani avvenenti e molto disponibili. Questi i sospetti, queste le accuse, ma coloro che sono indicati come i protagonisti della vicenda hanno negato su tutta la linea. Sesso sfrenato? Case d’appuntamento? Clienti in cerca di emozioni forti? Ipotesi che spetterà al prosieguo dell’attività di indagine confermare o ridimensionare.
0 commenti:
Posta un commento