mercoledì 18 gennaio 2006

Dal Corriere del Giorno di oggi:


Cultura? No, sesso: 4 arresti


La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola
Era stata affittata ad una associazione culturale ma l’attività svolta era un’altra


Scambi di coppia, festini e incontri con trans. La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola. Nelle sere del fine settimana, lo strano andirivieni di auto lussuose, alcune delle quali con a bordo soggetti già noti alle forze dell’ordine, di trans e di giovani donne dedite al mestiere più antico del mondo, non è sfuggito ai militari della stazione della cittadina. Ieri mattina, a conclusione delle indagini condotte con i militari della Compagnia di Taranto, sono scattate le manette nei confronti dei presunti gestori, accusati di sfruttamento della prostituzione. Da quanto accertato dagli investigatori, formalmente era stata costituita un’associazione culturale onlus ma, in realtà, era soltanto una copertura di un giro di prostituzione. L’associazione era stata denominata “Calypso”, da qui il nome dell’operazione. E’ la terza casa dei piaceri sequestrata in pochi mesi dagli uomini dell’Arma in provincia ionica.



Scambi di coppia e festini: 4 arresti


La villa dei piaceri è stata scoperta nelle campagne di Mottola. Era stata affittata ad un’associazione culturale ma all’interno sono stati trovati elementi tipici dell’attività di prostituzione
Oltre a giovani donne, tutte italiane, nelle serate venivano impiegati anche trans e omosessuali. I clienti, di ogni età ed estrazione sociale, arrivavano da tutta la Puglia. L’operazione è stata chiamata Calypso dal nome dell’associazione


MASSAFRA - Scambi di coppia, festini e incontri con trans. La villa dei piaceri è stata scoperta dai Carabinieri nelle campagne di Mottola. Nelle sere del fine settimana, lo strano andirivieni di auto lussuose, alcune delle quali con a bordo soggetti già noti alle forze dell’ordine, di trans e di giovani donne dedite al mestiere più antico del mondo non è sfuggito ai militari della stazione della cittadina di provincia che hanno voluto vederci chiaro e cercare di capire quali fossero i motivi di tanta affluenza ritenuta un po’ eccessiva per delle feste private. Per questo hanno effettuato diversi servizi di appostamento in contrada Marinara (dove, fra l’altro, l’otto ottobre 2003 si consumò un efferato uxoricidio) e hanno avviato gli accertamenti necessari nei confronti del proprietario dell’abitazione, il quale è risultato completamente estraneo allo squallido giro. Infatti, l’uomo, un incensurato, aveva affittato l’immobile con un regolare contratto di locazione ad una associazione culturale denominata “Calypso”, senza fini di lucro. Secondo le finalità sancite dall’atto costitutivo depositato presso lo studio di un notaio di Polignano, lo scopo dell’associazione sarebbe stato quello di promuovere attività teatrali, cabaret, cinema e lettura di poesie. Gli uomini dell’Arma diretti dal capitano Lorenzo Ceccarelli, però, nel corso della perquisizione effettuata all’interno della villa, non hanno trovato alcuna traccia di testi di poesie ma una gran quantità di immagini pornografiche, alcune delle quali in formato poster ritraevano anche qualche socio durante gli “intrattenimenti” offerti durante le attività “sociali”. Inoltre, hanno appurato gli investigatori, la sede legale, una casa del centro storico di Gioia del Colle, era fittizia in quanto, all’indirizzo indicato, risiede da oltre 50 anni un’anziana signora all’oscuro di tutto.
Accertamenti, controlli e pedinamenti, supportati dalle intercettazioni telefoniche, hanno consentito agli investigatori di scoprire che «dietro l’associazione culturale si nascondeva un club per scambisti, all’interno del quale veniva esercitata anche attività di prostituzione con ricavi considerevoli». Hanno spiegato durante la conferenza stampa gli ufficiali della Compagnia di Massafra, il capitano Ceccarelli e il tenente Domenico Caradonna, comandante del Norm,


La prima perquisizione è stata effettuata a gennaio dello scorso anno da una ventina di militari che, riuscendo a eludere i filtri dell’entrata (il cancello telecomandato a distanza e l’ingresso controllato dal sistema di videosorveglianza, per evitare sorprese) hanno fatto irruzione nel bel mezzo della serata. Quella sera, sono stati trovati e identificati clienti (che non hanno potuto trattenere un certo imbarazzo) di tutte le età e di tutte le estrazioni sociali provenienti dall’intera regione, in particolare da diversi centri delle province di Taranto e Bari. Un centinaio quelli complessivamente identificati che, in alcuni casi, avrebbero confermato il tipo di attività svolto nel locale confermato dall’esito della perquisizione effettuata nella stessa sera, ossia diversi “attrezzi del mestiere”. Soltanto in un caso è stata sequestrata una dose di droga ma era destinata all’uso personale di un cliente. Il prezzo d’ingresso era di 110 euro per ogni singolo e di 30 per le coppie. I clienti potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere, con trans ed omosessuali, tutti italiani. Anche fra le professioniste del sesso non sono state trovate extracomunitarie. Inoltre, al primo ingresso veniva rilasciata al cliente la tessera di socio, per giustificare la presenza in caso di controlli. Il club metteva a disposizione dei clienti tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, alcolici, guardaroba, cene a tema, strip tease e spettacoli di ogni genere. Il tipo di serata offerto veniva pubblicizzato attraverso un annuncio sui giornale e per le informazioni c’era un numero di cellulare. Pur funzionando a pieno ritmo nel week end, la casa di appuntamenti apriva i battenti anche nelle altre serate infrasettimanali per festini su richiesta, alcuni dei quali organizzati in occasione di addii al celibato.
Per i quattro presunti gestori della casa di appuntamenti, sono scattate le manette in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Taranto Bina Santella su richiesta del pm Daniela Putignano. L’unico tarantino coinvolto è il 50enne Luigi Simonetti, dipendente civile della Saram, che figurava socio insieme alla moglie e al figlio, completamente estranei alla vicenda. L’uomo ha beneficiato dei domiciliari come altri due indagati, Giovanni Montenegro, 53 anni, di Gioia del Colle (anche la convivente, stando alla ricostruzione degli inquirenti, forniva prestazioni) e Annamaria Ventura, 50 anni, di Monopoli. Mentre suo marito Giuseppe Ferrarese, 52 anni, anche lui di Monopoli (già coinvolto in analoghe operazioni), è stato condotto in carcere. Devono rispondere di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di concorso nella gestione di una casa di prostituzione. L’operazione, denominata “Calypso”, dal nome dell’associazione, ieri mattina, ha visto impegnati nell’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare e nelle perquisizioni venti carabinieri della Compagnia di Massafra, di Gioia del Colle, di Monopoli, del Reparto operativo di Taranto e della stazione Carabinieri della S.A.R.A.M. dell’Aeronautica militare. (Annalisa Latartara)

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