mercoledì 18 gennaio 2006

Da Savona news:


Calypso. Dietro l'associazione culturale trans, gay, prostituzione
Indagine dei carabinieri: per l'ingresso 130 euro i singoli e 30 le coppie


Ufficialmente Calypso era una associazione culturale senza scopo di lucro i cui soci si dedicavano ad attività teatrali, cabaret, cinema, lettura di testi e poesie. Il tutto sancito da un atto costitutivo depositato presso un notaio di Polignano a Mare (BA). La sede prescelta era una abitazione del centro storico di Gioia del Colle ma all'indirizzo indicato, da oltre cinquantanni, risiede una ignara signora.


Al contrario il luogo ove i soci si davano appuntamento, alla periferia di Mottola, era ben noto al personale operante ed ai cittadini mottolesi poiché due anni prima era stato teatro di un efferato omicidio. I proprietari dell'immobile lo avevano ceduto in locazione ad una coppia di monopolitani che lo avevano a loro volta adibito agli "scopi " dell'associazione.


Ben presto però l'attenzione dei militari veniva attratta dall'insolito andirivieni da e per la villa, di personaggi già noti alle Forze dell'ordine, con macchine lussuose, transessuali, donne note per la loro attività di meretricio e soprattutto orari insoliti per delle attività culturali.


Appostamenti, pedinamenti ed intercettazioni telefoniche hanno ben presto svelato la vera natura dell'associazione: un club per scambisti all'interno del quale si praticava la prostituzione a pagamento con ricavi elevatissimi.


Il prezzo d'ingresso era di 110 euro per ogni "singolo" e di 30 euro per le coppie che potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere: coppie, trans, omosessuali.


Il primo ingresso favoriva il rilascio della tessera sociale necessaria per giustificare la presenza in loco in caso di controlli.


A disposizione dei clienti ben tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, bevande alcoliche, guardaroba, spettacoli di ogni genere, cene a tema e parcheggio custodito con telecamere ed apertura comandata a distanza del cancello della villa per evitare sorprese.


Nel gennaio dello scorso anno, la prima perquisizione effettuata da oltre venti militari che, elusi i controlli irrompendo nel pieno di una serata, identificavano numerose persone provenienti da tutta la regione; ovvio l'imbarazzo dei presenti ma niente di più, visto che l'attività del locale proseguiva imperterrita sino allo scorso week-end.


Oltre un centinaio i clienti identificati le cui dichiarazioni, sebbene in taluni casi reticenti, hanno confermato le risultanze della consistente attività d'indagine.
Le donne che si prostituivano collaboravano nella gestione dell'attività ma a loro carico non sono stati ravvisati estremi di reato.


(Fonte Comando carabinieri)

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