sabato 21 gennaio 2006

Due analoghi articoli sulla Gazzetta del Mezzogiorno del 20 gennaio, qui accorpati:


Blitz Calypso, ieri gli interrogatori
«Non era una casa per gli scambisti»


«Non era una casa di appuntamento». Respingono gli addebiti i quattro indagati coinvolti nell’inchiesta sfociata nel blitz «Calypso ». Il giudice delle indagini preliminari ieri ha interrogato Giuseppe Ferrarese, 52 anni, già coinvolto in operazioni analoghe, e della moglie Annamaria Ventura, 52 anni, entrambi di Monopoli, ideatori e gestori dell’attività, di Giovanni Montenegro, 53 anni, di Gioia del Colle, in provincia di Bari (la sua convivente forniva «prestazioni» nel locale) e di Luigi Simonetti, 50 anni, impiegato civile alla Saram di Taranto, che figurava come socio dell’associazione. Il primo si trova in carcere, gli altri tre agli arresti domiciliari. Tutti rispondono di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e di concorso nella gestione di una casa di prostituzione. Secondo gli inquirenti, una villa alla periferia di Mottola, sede operativa di un’associazione culturale di nome «Calypso», sarebbe stata utilizzata in realtà come luogo per attività diprostituzione, anche con transessuali, e scambi di coppia. Simonetti, difeso dall’avv. Piero Putignano, aveva presentato una lettera di dimissioni dall’associazione nel dicembre scorso. In ogni caso, l’indagato ha negato che la struttura fosse utilizzata per attività di prostituzione. Il prezzo d’ingresso era di 110 euro per ogni «single» e di 30 euro per le coppie che potevano avvalersi di prestazioni sessuali di ogni genere: scambi, trans, omosessuali. Il primo ingresso favoriva il rilascio della tessera sociale, che doveva essere esibita per giustificare la presenza nella villa in caso di controlli. A disposizione dei clienti ben tre camere da letto distinte per il colore dei tendaggi, bevande alcoliche, guardaroba e spettacoli di ogni genere.
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«Nessuna pericolo di influenza aviaria»
Galline sotto sequestro: il sindaco di Mottola ordina l’abbattimento
MOTTOLA - Dopo il sequestro delle 450 galline ovaiole da parte dei Nas di Taranto, di concerto con il Servizio Veterinario dell’Asl Ta/1, il sindaco Giovanni Quero ha firmato l’ordinanza di abbattimento dei volativi appartenenti ad un’azienda agricola di Mottola. Quero ha precisato che i provvedimenti cautelari sono stati effettuati perché l’azienda non era dotata delle prescritte autorizzazioni previste dalla legge. Quindi, il sindaco di Mottola ha sottolineato che nell’intervento non è stata riscontrata alcuna attinenza con l’«influenza aviaria», una precisazione che andava fatta per evitare inutili allarmismi che possono ingenerarsi nella popolazione. Per questo il sindaco ha emesso un comunicato stampa spiegando i motivi dell’intervento e registrando, nello stesso tempo, la sua soddisfazione per l’attività di controllo che i Militari dell’Arma stanno effettuando su tutto il territorio, nell’interesse esclusivo della salute pubblica. «Ma bisogna evitare - ha fatto osservare il primo cittadino di Mottola - di creare inutili allarmismi allorquando non vi sono elementi che abbiano un pur minimo collegamento con la nota problematica». Al riguardo ha aggiunto che già dal mese di novembre 2005 l’assessorato alla sanità del Comune ha avviato una campagna informativa sull’influenza aviaria, seguendo le direttive emanate dal Ministero della Salute, facendo affiggere manifesti e facendo distribuire volantini. (Francesco Francavilla)

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