giovedì 10 agosto 2006

Alibrando?

Mi sono trovato a leggere con piacere il manifesto della ricostruzione storica di quest'anno (che avrà luogo domani, 11 agosto): non più la rievocazione del martirio di San Tommaso Becket, bensì quella (molto più sensata) dell'assedio di Mottola del 1102; non più una recitazione affidata a dilettanti, bensì un regista e un attore protagonista professionisti. Il tutto condito dalla consulenza della Associazione Italia Medievale, che dovrebbe garantire una certa accuratezza.


Ma... perché sul manifesto il vescovo di Mottola assassinato nel 1102 viene chiamato Alibrando? A me risultava che il suo nome fosse Alimberto (il nome dovrebbe poter essere desunto dalla "Brevis historia" dell'assedio di Mottola, scritta da un anonimo testimone degli eventi, ma non ne sono certo in quanto non ho con me il testo sotto mano).


Lo testimonia anche la homepage del sito dedicato all'evento (www.assassinionellacattedrale.net), che riporta in effetti "Alimberto", salvo poi riportare, in ogni altra occorrenza, il nome di "Alibrando".


Mah.


(P.S.: il nome "Alibrando" l'avevo già letto nell'articolo di presentazione dell'evento pubblicato sul Corriere del Giorno, ma in quell'occasione non ci avevo fatto caso più di tanto perché alle castronerie dei giornali sono ormai abituato.)


 *AGGIORNAMENTO*


Nell'articolo pubblicato sul Corriere del Giorno di oggi si insiste nell'usare il nome di Alibrando... Come se non bastasse, sul forum ufficiale dell'Associazione Italia Medievale è possibile imbattersi in un testo di presentazione dell'evento in cui vengono utilizzati con disinvoltura sia il nome di Alimberto che di Aliprando (sic)... Sarebbe il caso, a questo punto, di chiedere lumi agli storici che curano la manifestazione.


Il manifesto dell'evento è visibile qui.

6 commenti:

  1. Effettivamente credo che il vescovo di Mottola all'epoca dell'assedio ordinato da Muarcaldo fosse Alimberto.

    Comunque, si tratta di un evento importante.

    Il lavoro svolto da un cast di professionisti dovrebbe migliorare la qualità dell'opera, sia sotto l'aspetto scenico, sia sul piano della recitazione.

    Infine, una considerazione sulla collocazione temporale dell'evento: la ricostruzione della Mottola del XII secolo in dicembre, in occasione della festa di San Tommaso Becket, dona all'appuntamento atmosfere davvero uniche.

    Agosto non è la stessa cosa.



    Mikele

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  2. La storia è piena di errori di trascrizioni (altro esempio per Mottola: Rainiero Magno che diventa Raniero Magno) da parte di emanuensi e no.

    Molto interessante l'idea di rievocare l'assalto di Mottola ordinato del feroce Muarcaldo nel 1102. Come al solito, però, si contina a mischiare "féfe e fogghie", volendo a tutti i costi fare un collegamento tra San Tommaso Becket e gli accadimenti mottolesi; con ciliegina finale sulla torta da parte di qualche assessore, che, in televisione, va a raccontare che il patrono di Mottola, quando era in vita, passò per la Collina (sic!). Roba da mettersi le mani nei capelli, non solo perché è una notizia non vera, ma lo sanno tutti che non v'è alcuna prova (documenti, eventi, testimonianze) del motivo per il quale il vescovo di Canterbury sia diventato patrono di Mottola...

    Teniamoci gli errori di trascrizione, gli lassessori ignoranti e stasera guardiamoci la rievocazione storica...

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  3. Se ti riferisci alla "Brevis Historia", allora Ranieri, Raniero, Rainiero e Rainero sono soltanto grafie equivalenti di uno stesso nome e non possono essere attribuiti ad errori di trascrizione, battitura o traduzione (l'originale è in latino). E' un po' come il nome "Oronzio" che, col tempo, è divenuto più comune nella grafia "Oronzo". Alimberto e Alibrando, invece, sono proprio due nomi diversi. Quanto alla sparata dell'assessore su Tommaso Becket passato per Mottola durante il suo esilio sul Continente, l'avevo notata anch'io, ma non ne ho parlato sul blog non avendo visto integralmente la trasmissione in questione, andata in onda su Studio 100 (e, via satellite, su Puglia Channel - la castroneria è stata visibile in tutta Europa e in tutto il bacino del Mediterraneo...)

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  4. Bella rievocazione... finalmente qualcosa di diverso dalla solita minestra riscaldata del centro antico bardato da borgo medioevale... sensato rievocare un episodio della storia di Mottola piuttosto che continuare a tritare e ritritare la solita rievocazione del martirio di Thomas Becket cercando di collegarlo a Mottola (senza riuscirci, tra l'altro...).

    Ho visto pochissima gente di fuori (a parte le nutrite rappresentanze di autorità e attori-figuranti che partecipavano al corteo storico, naturalmente...), forse perchè l'avevamo abituata, negli anni passati, alle bufale dei vari guinness e carnevali estivi da far ridere i polli...

    Ma è bello vedere che c'è qualcosa rompe la monotonia, e questo ci fa sperare per il futuro...

    (applausi)

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  5. Concordo, è stata un'ottima iniziativa, sia per "educare" i mottolesi alla propria storia, sia come realizzazione globale. La mano dei professionisti si è fatta sentire, speriamo che gli organizzatori se ne siano resi conto ;-)

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