Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:
Sei gli indagati: arrestato autotrasportatore di Palagiano, ricercato un pregiudicato. Con bolli falsi attestavano il pagamento di bollette e imposte
Bollettini con la truffa, blitz a Mottola
Operazione «Car washing» dei carabinieri, sgominata una associazione a delinquere
Bollette e imposte pagate virtualmente. Una associazione a delinquere specializzate nelle truffe ai danni di imprese ed enti pubblici è stata sgominata dai carabinieri della stazione di Mottola e della compagnia di Massafra che ieri mattina hanno messo a segno l’operazione denominata «Car washing». I militari hanno arrestato, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari Michele Ancona su richiesta del pubblico ministero Matteo Di Giorgio, il 49enne autotrasportatore di Palagiano Mario Campanella. Alla cattura è invece riuscito a sottrarsi un 46enne pregiudicato di Mottola, assistito dall’avv. Ignazio Dragone, ritenuto elemento di spicco dell’organizzazione. Altre quattro persone risultano invece indagate a piede libero. Stando a quanto si è appreso, dal giugno del 2004 ai giorni scorsi, gli indagati, utilizzando timbri contraffatti riportanti il marchio delle poste italiane e della Soget, avrebbero falsamente attestato il pagamento di bollettini postali relativi a contratti di fornitura di luce, gas, telefono oppure il versamento di imposte e tasse, trattenendo in cambio del servizio, evidentemente molto ricercato visto l’alto numero di clienti, il 20 per cento dell’importo dovuto. Per pagare una bolletta del telefono di 100 euro, insomma, bastava pagare 20 euro per ricevere un bollettino vidimato dall’ufficio postale poi necessario per rispondere alle inevitabili contestazioni degli enti e delle imprese che reclamavano il mancato arrivo dei soldi.
Sono state proprio le segnalazioni delle aziende, trovatesi al cospetto di bollettini formalmente pagati, a far avviare l’inchiesta, denominata «Car washing» in quanto tra gli indagati c’è il titolare di un autolavaggio di Mottola. Un sistema ingegnoso che, secondo gli inquirenti, avrebbe portato i sei indagati a costituire una associazione a delinquere finalizzata alla commissione, in concorso con varie persone, di truffe plurime ai danni di enti e società. Un vorticoso giro di bollette e tasse non pagate a cui i carabinieri hanno posto fine, eseguendo uno dei due provvedimenti restrittivi emessi dal gip Michele Ancona. (Mimmo Mazza)
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