Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:
L’Ente non ha risorse per pagare gli stipendi
Comunità montana - ieri la protesta degli lsu
MOTTOLA - Manifestazione di protesta ieri a Mottola dinanzi alla sede della comunità Montana della Murgia tarantina. Diciassette operai rischiano di perdere il salario. Sei di questi appartengono a Sviluppo Italia la cui attività scade il 31 ottobre, data di conclusione del quinquennio convenzionale.Gli altri undici sono lavoratori socialmente utili e il loro contratto scadrebbe il 30 settembre prossimo per mancanza di fondi. La loro retribuzione dipende dall’assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia. L’Ente non può da sola affrontare la spesa perché non ha risorse e non dispone nemmeno di fondi per acquistare le attrezzature di manovalanza e di sicurezza agli operai.
Una situazione incresciosa che ieri ha visto manifestare vivacemente gli operai, capeggiati da Salvatore Stasi, Coordinatore Provinciale della Confederazione dei Cobas, che sta guidando la contrattazione e che ha voluto ringraziare il consigliere provinciale Franco Gentile per la solidarietà manifestata. Il presidente della Comunità Roberto Giovinazzi ha assicurato a Stasi il pieno interessamento. La prossima settimana è previsto un incontro in prefettura. In quella occasione se dovessero mancare le condizioni per strutturare gli undici lsu ed i sei restanti con un nuovo progetto di lavoro, il presidente Giovinazzi ha precisato che potrebbe «consegnare le chiavi della sede della Comunità Montana al prefetto chiudendo i battenti». La Regione Puglia vorrebbe sbloccare la situazione. Lo avrebbe affermato lo stesso assessore Russo promettendo di poter sostenere economicamente la gestione di tutti gli Enti, compreso quella di Mottola mediante una variazione di Bilancio. Questa sarebbe una sicura garanzia sia per strutturare gli lsu sia per il rinnovo di una convenzione con gli altri sei operai. Quest’ultima soluzione vedrebbe la realizzazione di un nuovo progetto di lavoro, probabilmente chiamando fuori l’organizzazione di Sviluppo Italia che fino ad oggi agli operai avrebbe garantito soltanto acconti, rispetto alla somma che già percepiscono, aggravando una situazione incerta. (Francesco Francavilla)
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