giovedì 22 settembre 2005

Dal Corriere del Giorno di oggi:


"Il Parco delle Gravine ci può sfuggire di mano"


Quero convoca i sindaci della zona


MOTTOLA - Lo scorso 6 agosto la Giunta Regionale ha approvato il disegno di legge istitutivo del tanto discusso Parco delle Gravine. Tale provvedimento, così come è stato notificato ai comuni interessanti dall’area del parco, con allegata, peraltro, una planimetria in formato A3 in bianco e nero, non ha permesso agli stessi enti di procedere ad una verifica puntuale e dettagliata delle aree interessate dalla  perimetrazione.
Non solo; contestualmente alla notifica della delibera in questione è stato, peraltro, comunicato ai comuni interessati che le norme di salvaguardia previste dalle leggi vigenti sono già entrate in vigore. Insomma, una vera e propria mancanza di concertazione non solo da parte della stessa Regione Puglia, ma anche da parte della Provincia, in merito alle questioni attinenti al Parco delle Gravine, che i sindaci dei  comuni di Mottola, Laterza, Ginosa, Massafra, Castellaneta, Statte e Palagianello denunciano fortemente.
Proprio nella mattinata di martedì, presso il Palazzo Municipale di Mottola, il sindaco Giovanni Quero, per fare il punto della situazione relativamente al Parco, che pare sfuggire di mano, ha convocato una riunione. I presenti, ovvero lo stesso Quero, i sindaci dei comuni di Laterza e Massafra, l’ass. all’Agricoltura del Comune di Castellaneta ed i rappresentanti dei comuni di Statte, Ginosa e Palagianello, hanno evidenziato come il lavoro svolto dai comuni  in circa quattro anni, in merito all’istituendo Parco delle Gravine, sia stato completamente disatteso; peraltro, l’attuale Giunta Regionale non ha neanche preso in dovuta considerazione le delibere di Consiglio Comunale, con le quali i rispettivi enti comunali avevano formulato una propria proposta di perimetrazione. In tal modo, ha rimarcato il tavolo di concertazione, sono state violate le regole fondamentali della democrazia, che impongono di adottare provvedimenti concertati e condivisi, quando si operano scelte, che mettono in ballo interessi e diritti diffusi. In riferimento alla Delibera Regionale, soprattutto, per i vincoli che le norme di salvaguardia impongono sui territori perimetrati, essa appare fortemente lesiva dei diritti e degli interessi dei territori interessati.
Pertanto, l’assemblea all’unanimità ha deciso di richiedere alla Regione Puglia la revoca, in via di autotutela, della stessa delibera; se ciò non si verificherà, gli enti interessati procederanno con un ricorso giurisdizionale dinanzi all’autorità giudiziaria competente, a tutela dei diritti e degli interessi delle rispettive comunità coinvolte. (Maria Florenzio)

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