Dal Corriere del Giorno di oggi:
Cmmt, proroga per i sei Lsu
La Regione apre uno spiraglio
MOTTOLA - Non sono state vane le iniziative di protesta ed i vari presidi organizzati dai Cobas del Lavoro, presso la Comunità Montana, per tentare di stabilizzare la situazione lavorativa di 6 Lavoratori Socialmente Utili, che dal 1° gennaio scorso, risultavano essere disoccupati.
Dal 2000 alle dipendenze di Sviluppo Italia, i 6 ex Lsu si erano già mobilitati a settembre scorso, prima che, con la scadenza del Piano d’Impresa, fissata al 31 ottobre 2005, fossero messi alla porta, senza possibilità di impiego alcuno. Dopo vari interventi, posti in essere dallo stesso ente montano, affinché la Regione Puglia potesse intervenire per la risoluzione della questione, era stata accordata la proroga per altri due mesi, ovvero per novembre e dicembre 2005; mesi, durante i quali, i 6 ex Lsu hanno operato, senza però ricevere, sino a gennaio, alcuna retribuzione. Una situazione, questa, davvero insostenibile, che, lo scorso 22 gennaio, aveva portato i Cobas del Lavoro privato ad organizzare, presso l’ente montano, un presidio, al fine di ottenere "un tavolo di trattative, che - come aveva evidenziato in quell’occasione Salvatore Stasi, esponente del sindacato aderente alla Confederazione Cobas - potesse consentire di individuare le formule di stabilizzazione più idonee allo status dei 6 Lsu interessati".
Ora, finalmente, uno spiraglio di salvezza, per il loro futuro professionale si intravede. Il loro impiego, infatti, è stato prorogato sino all’approvazione delle variazioni di Bilancio della Regione Puglia. In attesa dell’avvio di un percorso di stabilizzazione ancora da definire, si tratta, certamente, di una soluzione tampone e, quindi, provvisoria, individuata durante un incontro, voluto dal vicepresidente del Consiglio Regionale, Luciano Mineo, che ha visto partecipi gli assessori regionali al Bilancio e all’Agricoltura, rispettivamente Francesco Saponaro ed Enzo Russo, nonché i rappresentanti sindacali degli Lsu, quelli della Provincia di Taranto e quelli della Comunità Montana di Mottola.
Nella stabilizzazione degli ex Lsu potrebbe essere coinvolta, almeno stando a quanto supposto da Mineo, anche la società mista della Provincia di Taranto, "Isola Verde", che, peraltro, ha anche avanzato la proposta di un piano di impresa, atto, non solo a tenere impiegati quegli 11 lavoratori socialmente utili ancora in occupazione, ma anche i 6 della Comunità Montana. Tra l’altro, che la Regione Puglia abbia tutta la volontà e le intenzioni ad individuare una soluzione definitiva per la questione, è confermato dalla proposta, avanzata dallo stesso ass. Saponaro, di reperire tutte le risorse necessarie, attraverso le cosiddette variazioni compensative, che necessitano soltanto di una Delibera di Giunta, in attesa, ovviamente, dell’approvazione delle variazioni di Bilancio, così come previsto dalla Legge. "Tra l’altro - fa sapere l’ass. Saponaro - la ragioneria sta certificando l’avanzo di amministrazione 2005, che sarà certamente maggiore rispetto a quanto da noi stessi preventivato".
In programma, per i prossimi giorni, potrebbe esserci una task force, con il coinvolgimento diretto dell’ass. Russo e di Guglielmo Minervini, assessore regionale al Personale. Pare che, per risolvere il problema della stabilizzazione degli ex Lsu in maniera complessiva e definitiva, occorra intraprendere un processo di decentramento, trasferendo, cioè, deleghe e competenze dalla Regione direttamente alla Provincia. (Maria Florenzio)
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