Dalla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi:
Salgono a due gli arresti per la truffa scoperta dai carabinieri a Mottola. Danneggiate imprese ed enti pubblici
Bollette pagate. Tutto falso
Si è costituito ieri un ricercato ma ci sono anche 4 indagati
Una truffa dalle dimensioni colossali. Ci sono già due arresti mentre altre quattro persone (due coppie di coniugi di Mottola) risultano invece indagate a piede libero. Secondo quanto spiegato dai Carabinieri, gli indagati, utilizzando un sofisticato software, avrebbero falsamente attestato il pagamento di bollettini postali relativi a contratti di fornitura di luce, gas, telefono oppure il versamento di imposte e tasse
IL FATTO / Associazione a delinquere e truffa, emergono nuovi particolari nell’operazione dei carabinieri a Mottola
La truffa dei bollettini postali
Operazione «Car washing», si è costituito Massimo Giannulli
MASSAFRA - Una truffa dalle dimensioni colossali. Si è costituito ieri pomeriggio alle 16 il 46enne pregiudicato di Mottola Massimo Giannulli, destinatario di una delle due ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari Michele Ancona su richiesta del pubblico ministero Matteo Di Giorgio nell’ambito dell’inchiesta denominata «Car Washing». L’altro provvedimento restrittivo è stato notificato sabato mattina al 49enne autotrasportatore di Palagiano Mario Campanella. Altre quattro persone (due coppie di coniugi di Mottola) risultano invece indagate a piede libero.
I carabinieri della stazione di Mottola e della compagnia di Massafra, diretti dai tenenti Lorenzo Ceccarelli e Domenico Caradonna, ritengono di aver sgominato una associazione a delinquere specializzata nelle truffe ai danni di imprese ed enti pubblici.
Stando a quanto spiegato nel corso di una conferenza stampa dal pubblico ministero Matteo Di Giorgio e dai tenenti Ceccarelli e Caradonna, dal giugno del 2004 ai giorni scorsi, gli indagati, utilizzando un sofisticato software avrebbero falsamente attestato il pagamento di bollettini postali relativi a contratti di fornitura di luce, gas, telefono oppure il versamento di imposte e tasse, trattenendo in cambio del servizio, evidentemente molto ricercato visti gli oltre mille clienti provenienti da tutta la regione ma anche da altre città italiane, il 20 per cento dell’importo dovuto. Per pagare una bolletta del telefono di 100 euro, insomma, bastava pagare 20 euro per ricevere un bollettino vidimato con il timbro di un ufficio postale, poi necessario per rispondere alle inevitabili contestazioni degli enti e delle imprese che reclamavano il mancato arrivo dei soldi. Sono state proprio le segnalazioni delle aziende, trovatesi al cospetto di bollettini formalmente pagati, ad ingrossare il fascicolo d’indagine, aperto a seguito di una intercettazione telefonica nella quale i carabinieri, sulle tracce di alcuni trafficanti di droga, scoprirono l’esistenza del gruppo specializzato nei bollettini «falsi».
A Giannulli, difeso dall’avv. Ignazio Dragone, è stata contestata anche l’accusa di sfruttamento della prostituzione in quanto secondo gli inquirenti avrebbe costretto una donna di Mottola a «vendere» le sue prestazioni sessuali. All’operazione, che potrebbe peraltro far registrare ulteriori sviluppi nei prossimi giorni, hanno preso parte anche i carabinieri del Noe e del Nas. I primi hanno provveduto a sottoporre a sequestro un terreno di 3500 metri quadri di proprietà di Giannulli che era stato adibito a discarica abusiva. I secondi, invece, hanno accertato l’assenza di autorizzazioni per uno studio odontotecnico a Mottola, gestito da uno degli indagati a piede libero. Proprio in questo studio, già in passato finito nel mirino dei Nas, sarebbero avvenute materialmente, tramite due notebook collegati ad altrettanti stampanti, le contraffazioni dei bollettini di pagamento. I carabinieri ne hanno sequestrati 500 pronti per essere vidimati, un numero che la dice lunga sul giro di affari del sodalizio. (Mimmo Mazza)
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