Dal Corriere del Giorno di oggi:
False ricevute, adesso rischiano anche i "clienti"
Si è costituito nel pomeriggio uno dei destinatari dei mandati di cattura. Sequestrata anche una discarica abusiva
Adesso rischiano di finire nei guai anche i “clienti” della presunta organizzazione dedita alla contraffazione di ricevute di versamento. Al momento non ci sono indagati fra coloro che, avendo da pagare una bolletta dal cospicuo importo all’Enel, alla Telecom, oppure il canone alla Rai, per “risparmiare” si sono rivolti ai “maghi” delle ricevute ma in tanti potrebbero finire nei guai. Bastavano due computer e relativa stampante e la ricevuta dell’avvenuto versamento era pronta. Perfettamente identica a quelle originali tanto da trarre in inganno le stesse società a cui venivano esibite. Costo dell’operazione: il 20% dell’importo. Le richieste arrivavano anche da altre province pugliesi.
Computer e stampanti sono finiti sotto chiave, ha spiegato ieri mattina in una conferenza stampa il comandante della Compagnia di Massafra, tenente Lorenzo Ceccarelli. I militari hanno sequestrato anche diverse false ricevute con relativi nomi degli intestatari ma sono soltanto una minima parte di quelle emesse. Per risalire anche agli altri nomi, gli investigatori esamineranno l’hard disk dei computer. Come riferito domenica, nella vicenda ci sono sei indagati, uno di essi, Mario Campanella, 49 anni, di Palagiano, è stato arrestato sabato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Taranto Michele Ancona su richiesta del pm Matteo Di Giorgio. Mentre ieri pomeriggio si è costituito Massimo Giannuli, 46 anni, gestore di un impianto di autolavaggio, per questo l’operazione è stata chiamata “Car washing”. Accompagnato dal suo difensore, l’avvocato Ignazio Dragone, si è presentato spontaneamente in caserma a Massafra. Invece, due coppie di coniugi di Mottola sono indagate a piede libero. Tutti devono rispondere di associazione a delinquere a fini di truffa. Reato del quale dovranno rispondere anche i clienti che saranno identificati. Giannuli è accusato anche di sfruttamento della prostituzione nei confronti di una donna di Mottola. Le prestazioni sarebbero avvenute in uno studio odontotecnico. La vicenda è emersa nel corso delle intercettazioni telefoniche. Il reato associativo, la truffa e lo sfruttamento della prostituzione non sono gli unici reati ipotizzati nei confronti dell’indagato. I militari di Massafra, coadiuvati dai colleghi del Noe, hanno posto sotto sequestro anche un’area di 3.500 metri quadrati adibita a discarica abusiva. Stando ai riscontri investigativi, nella zona, che si trova nelle campagne di Mottola, venivano stoccati rifiuti, anche speciali e pericolosi, senza le autorizzazioni previste dalla legge. Di conseguenza i militari, con l’ausilio dei colleghi del Noe, hanno fatto scattare i sigilli.
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