Sempre dal Corriere del Giorno di ieri:
"Per l'alluvione del 7 ottobre le risorse sono irrisorie"
MOTTOLA - Ancora non si è completamente provveduto ai danni provocati dalla furia della pioggia del settembre 2003 e già si è alle prese con i lavori di ricostruzione, dopo l’alluvione dello scorso 7 ottobre. Lavori, che, però, almeno a Mottola, non proseguiranno: ad affermarlo è il sindaco Giovanni Quero, dopo l’incontro tenutosi nei giorni scorsi in Prefettura; in quell’occasione è emerso che le risorse da destinare all’evento calamitoso sono davvero irrisorie.
"Ad oggi, né la Regione, né il Governo ci hanno dato informazioni certe circa la reale disponibilità finanziaria destinata ai comuni colpiti dall’alluvione dei giorni scorsi. Pertanto - commenta Quero - non posso fare altro che riflettere sul da farsi, nell’attesa che si conoscano le reali risorse economiche, necessarie a coprire economicamente non solo la programmazione dei lavori di ricostruzione e di recupero del territorio colpito dall’alluvione, ma anche azioni di prevenzione per eventuali fenomeni atmosferici di analoga entità, in termini di danni provocati".
Dura la critica di Quero verso la Regione, che in quell’incontro in Prefettura non era presente con un suo rappresentante: "Quando la furia delle acque colpisce, non fa una selezione tra i comuni di centrodestra e quelli di centrosinistra. Pertanto, di fronte ai danni provocati dalla furia della natura o di fronte all’evenienza di calamità naturali non si può agire a seconda del colore politico, ma nell’esclusivo interesse della comunità cittadina". L’appello del primo cittadino di Mottola va al Governo e alla Regione Puglia, affinché stanzino il prima possibile le risorse finanziarie necessarie per l’esecuzione dei lavori di ripresa del territorio: "Ancora siamo alle prese con le opere di ricostruzione successive all’alluvione del settembre 2003 - ha detto Quero -; non siamo, pertanto, nelle condizioni di poterci addossare l’onore di pensare a ricoprire le spese per quanto urge dopo le piogge abbondanti di qualche settimana fa. Al danno si aggiungerebbe la beffa, perché a pagarne doppiamente le conseguenze sarebbero soltanto i cittadini, sui quali andrebbe a ricadere il peso economico degli interventi". (M. F.)
0 commenti:
Posta un commento