domenica 23 ottobre 2005

Dal Corriere del Giorno di ieri:


Sì al Parco delle Gravine ma con la concertazione


Summit di sindaci, Coldiretti, Apa e Confagricoltura


MOTTOLA - E’ stato nuovamente il Parco delle Gravine ad essere l’oggetto di discussione di un incontro, tenutosi l’altra sera a San Basilio, presso il ristorante "Cecere", che ha visto la partecipazione dei Comuni di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Martina Franca, Massafra, Mottola e Montemesola e delle associazioni di categoria, Coldiretti, APA (Associazione Provinciale Allevatori) e Confagricoltura. Tutti unanimi, almeno i presenti, nel voler la realizzazione del Parco; l’importante è che si proceda alla sua perimetrazione, come rimarcato dal sindaco di Mottola, Giovanni Quero, con metodo democratico, ovvero con la concertazione partecipativa di tutti, enti locali, rappresentanti delle associazioni di categoria e dei cittadini, che nel Parco ci abitano. L’attenzione è sta focalizzata sul Disegno di Legge istitutivo del Parco delle Gravine, approvato dalla Giunta Regionale, lo scorso 6 agosto, in un momento in cui, come ha evidenziato il sindaco del Comune di Massafra, Giuseppe Cofano, l’attenzione dell’opinione pubblica era uguale a zero, impedendo, di fatto, qualsiasi forma contestuale di contestazione. Almeno nella fase preliminare e di istruttoria, i territori ricadenti nel Parco dovevano essere coinvolti a partecipare alla stesura di quel Disegno di Legge, oggi tanto contestato. Tale provvedimento, così come è stato notificato ai comuni interessanti dall’area del Parco, non ha permesso agli stessi enti di procedere ad una verifica puntuale e dettagliata delle aree interessate dalla perimetrazione, tanto che, ad oggi, come con forte polemica ha evidenziato il sindaco di Laterza, Giuseppe Cristella, nessuno ancora conosce realmente nei dettagli quale sia il territorio rientrante nell’area Parco. Sembra che il lavoro svolto dai comuni in circa quattro anni e mezzo, in merito all’istituendo Parco delle Gravine, sia stato completamente disatteso dall’assessore regionale Losappio, che, con la Giunta Regionale, non ha neanche preso in dovuta considerazione le delibere di Consiglio Comunale, con le quali i rispettivi enti comunali avevano formulato una propria proposta di perimetrazione. Il Parco, invece, come rimarcato dall’ass. all’Agricoltura del Comune di Castellaneta, Giuseppe Rochira, andava concertato con i suggerimenti delle associazioni di categoria, degli ambientalisti, degli allevatori, dei cacciatori e degli agricoltori, definiti da Gerardo Giovinazzi, presidente della Confagricoltura di Taranto, "i veri tutori del territorio, che rischiano, però, di essere illegittimamente espropriati delle loro terre".
Peraltro, come evidenziato dal sindaco di Ginosa, Luigi Montanaro, "non si può con il Parco delle Gravine andare contro quegli strumenti urbanistici approvati dalla stessa Regione Puglia  qualche anno fa. Siamo tutti paladini dell’ambiente, che consente uno sviluppo sostenibile del territorio; però, dobbiamo essere coinvolti, per esprimere suggerimenti ed eventuali soluzioni, che potrebbero giovare a tutti, anche all’interno del Parco, contro il quale mai nessuno si schierato". Anche la Coldiretti, rappresentata nella riunione dal suo Direttore Provinciale, Giuseppe Scagliola, è stata sempre coerente nell’affermare di non essere assolutamente contraria ad un’idea di Parco; oggi, contesta solo il metodo antidemocratico, scarsamente compartecipato adottato dalla Giunta Regionale nell’approvare un provvedimento, che, peraltro, dal 6 agosto ha fatto entrare in vigore le norme di salvaguardia previste dalle leggi vigenti. Senza alcuna strumentalizzazione politica, i presenti, tra i quali c’erano anche i due consigliere provinciali Francesco Gentile ed Angelo Lattarulo, l’ass. all’Agricoltura del Comune di Mottola, Angelo D’Onghia, l’ass. all’Agricoltura di Martina Franca, Massimo Barnaba ed il consigliere comunale di Montemesola, Saverio Internò, sono stati unanimi nel decidere di fare un ricorso collettivo al TAR per chiedere la sospensiva dell’applicazione delle norme di salvaguardia: il divieto di pascolo libero e transumazione del bestiame, di realizzare opere di movimento terra, la raccolta di funghi e cicorielle, di realizzare nuove strade interpoderali, di esercitare attività sportive o ricreative. "Siamo anche pronti - ha aggiunto Quero - ad inserire nel Parco le aree demaniali, i boschi, purché agli agricoltori e agli allevatori venga data la possibilità di scegliere se stare all’interno o fuori dal Parco, dal momento che i vincoli, che vi insistono, potrebbero compromettere l’esistenza della nostra agricoltura e zootecnia, fiore all’occhiello dell’economia locale, provinciale e regionale". La pubblica assemblea si è conclusa con l’invito che il presidente dell’APA, Vito Paradiso, ha rivolto all’ass. Losappio, affinché, in una pubblica assemblea, aperta a tutti, risponda pubblicamente sulle scelte operate in materia di Parco delle Gravine. (Maria Florenzio)

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