lunedì 12 settembre 2005

Le cronache sportive odierne sono piene della notizia della vittoria azzurra del volley; abbiamo scelto il seguente articolo dal Corriere del Giorno, incentrato su Luigi Mastrangelo:


Mastrangelo nella storia


Il centrale di Mottola tra i protagonisti della vittoria dell’Italia all’Europeo: ieri sera a Roma, un grande 3-2 in finale alla invitta Russia


Da brividi. L’Italvolley centra davanti al suo pubblico, quello del Lottomatica di Roma, il suo sesto titolo continentale, il secondo di fila dopo Berlino 2003. E nel modo più rocambolesco possibile, al tie-break, lo stesso passaggio obbligato percorso contro la Serbia in semifinale. Contro la Russia, poi, unica in questo Europeo ad averla battuta nel girone, la grande favorita che si spegne lentamente dopo aver fatto seriamente tremare le certezze azzurre.

L’Italia dei giovani, del post Sartoretti, Papi, Pippi, Tofoli, Giani, l’Italia che  doveva dimenticare subito l’argento di Atene per ricostruire il gruppo per Pechino 2008, va subito a segno. Col senno di poi, fanno quasi sorridere per la mancata qualificazione alla fase finale della World League: questi ragazzi, campioni d’Europa, sono già pronti a ricevere la più pesante delle eredità. Fei che si scopre opposto, Cisolla, Tencati, Mastrangelo, Corsano da libero, e ancora Cernic, capitan Vermiglio, cambi importanti come Savani, Lasko e Sintini, e anche chi ha giocato pochino come Paparoni e Cozzi: è il gruppo che si laurea campione, lo stesso che cammin facendo farà esperienza per i prossimi Giochi.

Ed è il successo del loro gurucittì, Gian Paolo Montali, uno abituato a trasformare in oro tutto ciò che luccica. Con queste premesse, nemmeno la Russia poteva metterci i bastoni tra le ruote. È il titolo europeo anche di Gigi Mastrangelo, uno dei “reduci” della delusione di un anno fa alle Olimpiadi di Atene 2004: dopo la sconfitta in finale dall’inarrivabile Brasile, l’immagine del mottolese, classe ’75, che si copriva con la testa con l’asciugamani per nascondere il pianto di delusione e rabbia fu l’emblema di quella nazionale che chiudeva un ciclo. Se nel ’99 Mastrangelo vinse il titolo europeo da riserva, stavolta il successo è arrivato da titolare. Il centrale è stato anche eletto miglior muro dell’Europeo.

La partenza dell’Italia in questa finale da cardiopalmo è subito lanciata, anche se la Russia tenta di sconvolgere i piani di Montali andando avanti per 3-1. Niente di preoccupante perchè, dall’altra parte della rete, gli azzurri sono carichi e replicano con le loro armi migliori, muro e difesa. Una miscela esplosiva che ha in Alberto Cisolla e Alessandro Fei gli interpreti migliori, con il solito Gigi Mastrangelo a confezionare muri su cui sbattono i russi. Tentativi di fuga azzurra: 6-4, 10-7, ma gli avversari non si staccano, tenuti in vita da quel bombardiere che è Poltavski. E allora, quando c’è da randellare prende la scena Cisolla, che fa tre punti di fila per il 16-13, bottino che lo stesso opposto della Sisley rimpingua sino al +5 (21-16).

Cernic ci mette i muscoli, Fei l’ultimo punto: esplode il PalaLottomatica, primo set in casaforte con lo score di 25-22. Sull’onda dell’entusiasmo si pensa ad una Italia in formato rullo compressore ma la Russia, inutile sottolinearlo, non è l’ultima arrivata. E così, succede il ribaltone: il sestetto di Gajic ammutolisce la platea volando sino all’11-4 in un batter baleno, gap impossibile da rimontare anche se Montali prova a scuotere i suoi inserendo Savani e Sintini. Quando però Kazakov mura in faccia a Mastrangelo il 22-14 e Savani spedisce out per il 23-14 russo, prende forma l’incubo: 1-1 (25-14) e partita tutta da rifare.

Anzi, tutta in mano alla Russia, che continua a giocare senza sbavature dando l’impressione di quelle corazzate che nessun missile potrebbe affondare. L’Italia affonda sotto i ”colpi nemici”: 4-10, 6-16 (Fei mette fuori), 10-20. La difesa azzurra si è fatta improvvisamente di burro, i martelli russi fanno sino in fondo il loro mestiere: c’è poco da commentare,  Ergotchev e compagni archiviano la pratica sul 25-15 dando all’Italia uno di quegli schiaffi che narcotizzerebbero chiunque.

Ma questa pazza, pazza Italia ritrova chissà dove quelle energie nervose che servono per rimettere sotto la Russia. Come accadde ieri nell’atto conclusivo della semifinale con la Serbia, gli azzurri risorgono quando tutto sembra tramare contro. Pronti e via ed è Italshow, in quarto parziale sempre condotto nel punteggio, dove Cisolla e Cernic non sbagliano più un colpo, dove l’atmosfera si elettrizza per qualche decisione arbitrale, dove l’Italia mette le ali senza paura di cadere: il +6 per gli azzurri è una costante, Fei non sarà brillante come in altre notti magiche ma ci mette farina del suo sacco con il muro che dà all’Italia il 25-19 che spalanca l’ingresso al tiebreak. E qui gli azzurri compiono il capolavoro, non allentano la pressione sui russi, filano subito avanti, difendono con le unghie: gli avversari sembrano un colosso d’argilla, il palazzo vibra ai muri di Mastrangelo, una gioia incontenibile che scoppia all’errore in battuta di Poltavsky. E’ il 15-10 da sogno, la vittoria tra le più belle del volley italiano.

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