mercoledì 3 agosto 2005

Infine, l'altro articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di oggi è sulla risolta crisi politica:


Mottola, pronta la giunta Quero bis


MOTTOLA - E’ ufficiale: l’ex vicesindaco e assessore all’agricoltura Vanni D’Onghia ha abbandonato An. Un’apparizione furtiva nel partito di Fini conclusasi con il ritiro della fiducia come assessore da parte del presidente della locale sezione. Dopo la crisi, lo stesso D’Onghia aveva sperato che gli venisse rinnovata la delega assessorile. Invece pare proprio che An a Mottola l’abbia voluto scaricare, contro anche la volontà del mondo agricolo e delle associazioni di categoria locali. Vanni D’Onghia si era affacciato alla vita politica appena tre anni fa. Sin dal primo momento egli aveva rappresentato gli agricoltori e gli allevatori del territorio. Infatti, ancora oggi è vicepresidente dell’Associazione provinciale allevatori e componente del consiglio provinciale della Confagricoltura. Era stato eletto con circa 300 voti alle amministrative del 2002, risultando il primo degli eletti in An ed il secondo nella Casa delle Libertà. Nessuno avrebbe mai pensato ad una rottura così traumatica tra lui ed il partito. Inspiegabilmente - così come lui afferma - qualche mese fa è giunta la richiesta del ritiro della delega. Qualcuno parla di incomprensioni, altri affermano che D’Onghia negli ultimi tempi non seguiva più le direttive del partito.

Un fatto è certo: l’ex vicesindaco di Mottola ha comunicato l’abbandono del partito di Via Umberto a Mottola. Lo ha fatto con un comunicato dove parla anche del lavoro svolto in qualità di assessore dal 2002 ad oggi nel settore dell’agricoltura. Nel suo ricco elenco figurano: il «Leader Plus» (circa 5 milioni delle vecchie lire finanziati dalla Comunità Europea nel campo dei servizi per l’agricoltura), un grande progetto che vede Mottola capofila, insieme ad altri cinque comuni del territorio. Poi, ricorda, le 50 strade rurali asfaltate, di cui 19 da ultimare a settembre. E non ultima la risoluzione del gravoso problema di approvvigionamento dell’acqua nelle contrade Boara, Chiancarello, Don Marino ecc, grazie anche all’interessamento della prefettura di Taranto e dell’ufficio del Genio Civile. Sul suo futuro, D’Onghia ha rimarcato che non abbandonerà completamente la politica. Continuerà la sua azione nell’ambito del centro destra, senza, però, fare scelte di partito. «Non sarebbe corretto», ha precisato, riferendosi a quanti in An hanno creduto in lui e l’hanno difeso fino all’ultimo momento. Fin qui quanto di ufficiale conosciamo. Ci sarebbe, però, una notizia secondo la quale Vanni D’Onghia apparirebbe come tecnico nella lista degli assessori indicati dal nuovo gruppo misto dei 5 (Udc ed exconsiglieri di Fi) al sindaco Giovanni Quero. Probabilmente andrebbe ad occupare il nuovo settore della programmazione economica, politiche comunitarie e personale.

Gli altri nomi che circolano sono: assessore all’assetto del territorio: urbanistica e attività produttive per il Gruppo Misto l’avv. Franco Caragnano. Per An ci sarebbe la riconferma di Giovanni Sgobba ai Lavori Pubblici,Commercio e Turismo; mentre vice sindaco e assessore all’Agricoltura potrebbe essere nominato Piero Lentini. In Forza Italia rimarrebbero al loro posto: Giuseppe Carucci con la delega alla Cultura, Ambiente, Sport, Pubblica Istruzione e Politiche Giovanili, e Pino Tartarelli alle Politiche Sociali, Sanità e Polizia Municipale. Non figura più Giuseppe De Fiori che avrebbe deciso di fare un passo indietro pur di salvare l’amministrazione. (Francesco Francavilla)


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