Dal Corriere del Giorno di oggi:
Mottola, stasera In.Canto napoletano con Carluccio e Di Martino
MOTTOLA - Martedì 2 agosto, per il cartellone Mottola Estate 2005, va in scena nell’Atrio del Palazzo Municipale di Mottola, con inizio alle ore 21,00, In.Canto Napoletano, presentato dal Teatro del Prado di Roma. Fra i protagonisti della serata ci sono il cantautore Claudio Carluccio e l’attore Mariano Di Martino, con la regia di Daniel Martinez.
Claudio Carluccio ha esordito al concorso per voci nuove di Castrocaro e dopo ha incontrato Roberto Murolo, il quale ne ha fatto suo pupillo impartendogli lezioni di canto e dizione, per poi presentarlo nei suoi concerti come continuatore del suo genere; finissimo interprete dalla voce calda, pastosa e passionale, offre allo spettatore tutta la dolcezza di cui è permeata la canzone classica napoletana e proporre con gusto, garbo ed ironia le più celebri macchiette napoletane. Numerose le partecipazioni a programmi televisivi di successo come il Maurizio Costanzo Show, Linea Verde e La Vita in Diretta.
Voce narrante è Mariano Di Martino, napoletano purosangue, scrittore, attore, narratore e regista con una lunghissima esperienza teatrale e cinematografica. E’ stato diretto dalle regie di Romolo Siena, Aldo Giuffrè, Francesco Massari, Neri Parenti. Ha lavorato al fianco di attori come Mario Carotenuto, Tino Buazzelli, Antonella Steni, Silvio Spaccesi, Beniamino e Rosalia Maggio. Fin dagli inizi della sua attività artistica e in particolare con L’Arte del Teatro, Mariano Di Martino ha assunto un preciso impegno culturale: riproporre i fasti di quella che fu la Napoli dell’Ottocento, città nobile ed esempio di civiltà, faro della cultura internazionale dell’epoca. Napoli, meta dei più illustri uomini d’arte e di cultura, officina inesauribile di artisti, letterati, musicisti, custode di un patrimonio culturale ricchissimo. Rinverdire i ricordi di quell’epoca, oggi culturalmente molto distante da noi, questo, l’impegno che traspare dalle opere di Mariano Di Martino, opere intrise di sano, nostalgico orgoglio campanilistico per il prestigio che la città partenopea seppe conquistarsi.
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