mercoledì 27 luglio 2005

Sempre dal Corriere del Giorno di oggi:


Nasce Terra delle Gravine: trentamila ettari di parco


La Regione ha presentato il disegno di legge istitutivo


Il Parco è cosa fatta.

Si chiamerà “Terra delle Gravine” e ieri mattina l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio lo ha portato in Provincia, per presentarlo all’assessore Donatella Duranti.

Si è chiusa così una defatigante maratona che è durata sette anni. L’idea del Parco delle Gravine, infatti, aveva visto la luce nel ’98 e oggi, dopo due perimetrazioni diverse, viene realizzata su un territorio di 30mila ettari, che comprende dodici Comuni ionici ed uno brindisino, Villa Castelli. Due i passaggi della legge: la prossima settimana in Giunta regionale, ai primi di settembre in Consiglio. Poi si riaprirà la conferenza dei servizi per l’ultimo confronto con i Comuni e potrà essere avviato l’Ente di gestione, che inizialmente avrà una dotazione di 230mila euro.


TRENTAMILA ETTARI DI PARCO


La Regione ha presentato il disegno di legge istitutivo. Entro settembre sarà realizzato e si chiamerà Terra delle Gravine. L’assessore Duranti: «Dopo sette anni ce l’abbiamo fatta»


C’è un disegno di legge, c’è il Parco con un nome nuovo di zecca e ci sono pure i soldi per realizzarlo.

Si chiamerà “Terra delle Gravine” e ieri mattina l’assessore regionale all’Ambiente Michele Losappio lo ha portato come un “nascituro” in Provincia, per presentarlo all’assessore Donatella Duranti. Si è chiusa così una defatigante maratona che è durata sette-anni-sette. L’idea del Parco delle Gravine, infatti, aveva visto la luce nel ’98: nato largo (51mila ettari), rischiava di “morire” ristretto (21mila) e oggi risorge a quota 30mila. Un classico compromesso? «Soluzione di mezzo», preferisce l’assessore Duranti, che incassa comunque un bel risultato. «Era nel programma della Regione - conferma - e già prima in quello della Provincia. Era ora che diventasse realtà, visto che la preconferenza si era chiusa nel marzo 2004 ed entro 30 giorni doveva arrivare in Giunta. Scontiamo quasi un anno e mezzo di ritardo». Ma nel disegno di legge Losappio c’è anche la riserva della Palude la Vela, tutta in territorio di Taranto, che si collega idealmente (ma anche di fatto) al Parco delle Gravine, condividendone proprio il percorso legislativo. Una strada breve, dopo tanti tira e molla, che già la prossima settimana porterà il disegno di legge sul tavolo della Giunta regionale. E dopo l’approvazione, entro i primi di settembre, toccherà al Consiglio regionale mettere il sigillo  definitivo sul Parco. Poi si riaprirà la conferenza dei servizi in cui Regione, Provincia e Comuni (tredici in tutto, da Ginosa a Grottaglie, compreso il brindisino Villa Castelli) si potranno confrontare ulteriormente. Un passo importante perchè ci sarà da saggiare gli umori del Comune di Ginosa, che nell’ultima perimetrazione si è visto infilare nuovamente la Gravina, finita fuori, invece, nella seconda perimetrazione, quella “a macchia di leopardo”.


Due le novità: «Intanto - dice l’assessore - la Giunta Vendola ha mantenuto un impegno in soli due mesi e mezzo dall’insediamento. Poi l’attuale riperimetrazione ha recuperato la Gravina di Ginosa e diverse zone di collegamento che evitano l’effetto “macchia di leopardo”. Così si garantisce che il Parco sia un continuum paesaggistico, naturalistico e storico». Insomma entro settembre il Parco non sarà più l’oggetto segreto dei desideri ambientalisti. E le misure di salvaguardia scatteranno subito dopo il via libera del Consiglio regionale: divieto di scaricarvi rifiuti, no alla cementificazione e tutela più stretta di flora e fauna. In più una dotazione iniziale per l’Ente di gestione che Losappio ha quantificato in 230mila euro. Non moltissimo, ma per il futuro l’assessore Duranti prevede di catturare fondi europei, un rimpinguamento nel bilancio regionale e il contributo dei Comuni, cosa già più difficile, visti i tempi di magra. Poi il Parco sarà una creatura viva. «Dove sperimentare - spiega Duranti - un’agricoltura e un turismo sostenibili, dove promuovere produzioni tipiche, circuiti enogastronomici, attirare università e scuole, facendo spiccare un salto di qualità all’educazione ambientale. Ci sono tante cose da scoprire: lo sapevate che nella Gravina di Laterza ci sono orchidee selvatiche uniche al mondo?». E si potrà tornare, anche, ad accarezzare un sogno: «Ottenere il riconoscimento Unesco, collegandoci ai Sassi di Matera: ci vogliamo riprovare. Ma ora abbiamo più possibilità, perchè il Parco c’è». Dopo sette anni si può dire. (Massimo D’Onofrio)

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