venerdì 15 luglio 2005

Rubo e pubblico dalla Gazzetta del Mezzogiorno due articoli sulla crisi politica mottolese:


L'Udc e i tre dissidenti di Forza Italia chiedono un assessorato, ma è chiaro che si tratta di uno scossone che altera gli equilibri del centrodestra 


Mottola, si dimette il sindaco Quero


Gesto a sorpresa dopo l'apertura della verifica e l'azzeramento della giunta pochi giorni fa


MOTTOLA - L'Aministrazione Quero è al capolinea con due anni di anticipo. Nella giornata di ieri il sindaco ha fatto protocollare le sue dimissioni, dopo aver constatato che non vi sono vie d'uscita alla crisi. Come si ricorderà martedì 5 luglio, a seguito di richiesta esplicita del gruppo Udc (Di Bello, Caragnano, Notarnicola) e di tre dissidenti di Fi (Donvito, Mongelli e D'Auria), il primo cittadino aveva aperto la verifica ed azzerato, nello stesso tempo, la giunta. Uno scossone imprevisto che ha destabilizzato la maggioranza e fatto capire che difficilmente potevano esserci spiragli per ricucire una situazione, nel tempo, deteriorata: per il mancato coinvolgimento dei consiglieri comunali nelle decisioni importanti, o, così come si vocifera, per le richieste fatte dai dissidenti. «Ho incontrato prima singolarmente e poi collegialmente i gruppi - ha dichiarato Quero - per cercare di ricomporre il quadro della maggioranza e giungere al termine del mandato. Ho verificato che non vi sono le condizioni per proseguire serenamente e, per questo, ho rassegnato le dimissioni. Sono fortemente rammaricato - ha aggiunto il primo cittadino - perché si trattata di una scelta sofferta, emersa dopo una profonda meditazione. Una scelta circostanziata, a salvaguardia di due momenti che ritengo essere fondamentali per proseguire il mandato: il rispetto integrale del patto con gli elettori e la salvaguardia dell'istituzione che rappresento. Siamo partiti tre anni fa - ha ancora motivato Quero - proponendo ai mottolesi un programma snello, concreto e attuale, su tre linee fondamentali: la trasparenza, lo sviluppo e la solidarietà. Tale proposta - ha spiegato - supportata dal principio fondamentale, di dare un nuovo corso politico a Mottola. La gente ha creduto al cambiamento. Per questo io oggi non intendo disattendere tale impegno». (Francesco Francavilla)


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Ora ci sono venti giorni per trovare un'intesa tra le forze politiche 


«Non cederò ai ricatti dei partiti»


Il primo cittadino: poche decisioni collegiali, è vero. Ma serviva amministrare


MOTTOLA - Sulle richieste fatte dai gruppi (assessorato all'urbanistica all'Udc e assessorati alla cultura e alle politiche sociali ai tre ex di Fi), il dimissionario sindaco Quero ha sottolineato che non intende subire ricatti da nessuno. «Eventuali interessi particolari - ha chiarito - , anche se di natura politica, se sganciati dagli interessi collettivi non possono trovare accoglimento». Quero ha evidenziato che una squadra deve essere espressione di requisiti e capacità. Come pure ha ribadito che la scelta degli assessori non potrebbe prescindere dal principio del cambiamento. Sulla mancata collegialità il sindaco ha dichiarato: «E' stato uno dei difetti dell'amministrazione forse perché - ha affermato - si è pensato eccessivamente all'attività amministrativa». Quero, lasciando, ha elencato le cose fatte, senza trascurare quelle più importanti come l'approvazione, dopo 20 anni, del Piano regolatore e il rammarico di perdere l'occasione per realizzare il parcheggio multipiano, piazza Plebiscito e il cinema-teatro, con la finanza di progetto (hanno risposto 5 imprese). «Il Comune si è mosso e si muove nella più assoluta trasparenza e legalità, curando gli interessi collettivi», ha aggiunto il sindaco. Alle dimissioni seguiranno 20 giorni di tempo entro cui ci potrebbe essere lo spiraglio di un rinnovato accordo. (f.fr.)

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