Rubo e pubblico dal Corriere del Giorno di oggi:
Fra 10 giorni a secco
Circa 500 aziende d’allevamento, 10 mila capi, rischiano di rimanere senz’acqua per le carenze strutturali del Consorzio Terre d’Apulia. Un piano per tamponare l’emergenza
MOTTOLA - La grande sete rischia di mettere al tappeto la zootecnia mottolese.
Colpa del Consorzio Terre d’Apulia, che per le carenze strutturali dei suoi impianti “colabrodo” non riesce a fornire l’acqua necessaria a buona parte delle aziende mottolesi (servite per i trequarti, l’altro quarto è invece coperto dallo Stornara e Tara). Sono circa 500 quelle che si occupano di allevamento, con un patrimonio bovino stimato in quasi 10mila capi.
“Si tratta di circa il 25 per cento dei capi allevati in Puglia”, dice con orgoglio Vanni D’Onghia, assessore all’Agricoltura e vicesindaco di Mottola, il quale l’altro giorno ha portato la vicenda sul tavolo del viceprefetto Carlo Sessa. Un problema di manutenzione degli acquedotti, che fanno letteralmente acqua da tutte le parti e quindi di scarsa pressione, per cui l’acqua non giunge in molte contrade. Ancora più seria, poi, la situazione della contrada Chiancarello, che con i suoi 500 metri d’altitudine è la più alta della zona: qui l’acqua del Terre d’Apulia non arriva da quasi due anni. E gli allevatori hanno dovuto fare in proprio, utilizzando autobotti che costano sino a 50 euro a viaggio.
Opzione d’emergenza, che non può diventare la norma. Del resto, per la legge gli allevamenti devono usare esclusivamente acqua potabile, per cui l’inadempienza del Terre d’Apulia (si paga il canone, ricevere l’acqua è un optional) finisce col costare doppiamente alle aziende zootecniche. Che pagano le bollette e devono comunque provvedere altrimenti.
“L’incontro col viceprefetto - spiega l’assessore - è servito proprio per richiamare il Consorzio ai suoi doveri. Ma anche per prospettare una soluzione alternativa. In zona, infatti, ci sono dei pozzi artesiani privati, dai quali si potrebbe emungere l’acqua temporaneamente e soprattutto gratuitamente: serve, però, il via libera del Genio Civile. Per i costi di gestione,
invece, gli stessi allevatori potrebbero organizzarsi dividendosi le spese per tubature, pompe e gasolio. E’ una soluzione d’urgenza, per la quale il viceprefetto proprio stamattina (ieri, per chi legge) mi ha informato che il Genio Civile pare intenzionato a concedere il permesso”.
Soluzione d’urgenza allo studio, ma anche nuova emergenza in arrivo. A lanciare l’allarme, stavolta, è la Coldiretti di Bari. "Il rischio paventato di una grave crisi irrigua con grave danno alle colture denunciato dalla Coldiretti di Bari in una conferenza stampa, oltre un mese fa, per la pesante situazione gestionale e finanziaria del consorzio di bonifica Terre d’Apulia, aggravatasi durante la fase commissariale, è stato sottovalutato da più parti, e oggi sta prendendo minacciosamente forma". Nicola Ruggiero, presidente della federazione provinciale Coldiretti della provincia di Bari, commenta così la notizia della "impossibilità a garantire dall’11 luglio la funzionalità e la gestione degli impianti irrigui e dell’Acquedotto Rurale" comunicata ieri mattina dai dipendenti del Consorzio di bonifica Terre d’Apulia, con un una nota urgente, ai prefetti di Bari e Taranto, al presidente e all’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, alle organizzazione professionali agricole e allo stesso commissario del Consorzio, finora inadempiente al mandato.
A fronte della grave situazione irrigua che rischia di determinarsi, per i disservizi irrigui lamentati dai produttori agricoli, che rischia di precipitare anche per le alte temperature che si stanno registrando in questi giorni, il presidente della Coldiretti di Terra di Bari, ha chiesto "la convocazione urgente di un tavolo istituzionale, che affronti l’emergenza che rischia di esplodere, e che potrebbe avere anche riflessi sull’ordine pubblico, per il malcontento che serpeggia tra i coltivatori per il timore di veder compromesso il raccolto, dopo un’annata agraria disastrosa per le gravi crisi di mercato registrate".
Una grana ulteriore per l’assessore all’Agricoltura Enzo Russo, che si è impegnato a far approvare dalla Giunta regionale a breve un provvedimento che tamponi la grave situazione finanziaria deficitaria del consorzi di bonifica e un disegno di legge che riordini i consorzi e i piani di contribuenza.
Ma prima della riforma, a questo punto, serve un piano per arginare le emergenze idriche provocate dagli stessi Consorzi. Che, uno alla volta, stanno venendo giù come castelli di carta. (M. D’O.)
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