sabato 29 dicembre 2007

29 Dicembre 2007: San Tommaso Becket


Il martirio di San Tommaso Becket (morto il 29 dicembre 1170), patrono di Mottola.


Dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varazze o Varagine (in tutta Europa noto anche, a causa di una lectio errata, come Jacobus de Voragine):


Questi sono i nomi dei quattro cavalieri: Ser Reginaldo FitzUrse, Ser Ugo di Morville, Ser Guglielmo de Tracy, Ser Riccardo il Bretone. Il giorno di Natale San Tommaso tenne un sermone nella sua chiesa e, piangendo, implorò il popolo di pregare per lui perché sapeva bene che la sua ora si avvicinava; e lanciò la scomunica su coloro che erano contro i diritti della Santa Chiesa. Quello stesso giorno, mentre il re sedeva a tavola, tutto il pane divenne d’improvviso vecchio e ammuffito, cosicché nessuno poteva mangiarlo, mentre il pane che non toccarono era fresco e buono da mangiare.


I quattro suddetti cavalieri giunsero a Canterbury nel martedì della settimana di Natale, all’ora del vespro; andarono da San Tommaso e dissero che il re gli ordinava di fare ammenda per i torti che aveva commesso, e anche di assolvere immediatamente tutti coloro che aveva scomunicato, altrimenti lo avrebbero ucciso. Allora Tommaso disse: «Tutto ciò che dovrò compiere per giustizia, lo farò di buon animo; ma quanto alla scomunica, non la ritirerò: essi dovranno sottomettersi al giudizio della Santa Chiesa, perché venne emanata dal nostro santo padre, il papa, e non da me». Allora disse Ser Reginaldo: «Se non assolvi il re e tutti gli altri che sono colpiti dalla scomunica, ti costerà la vita». E San Tommaso disse: «Sai bene che io e il re ci accordammo nel giorno di Maria Maddalena, e che questa scomunica cade su coloro che hanno offeso la Chiesa».


Allora uno dei cavalieri lo colpì alla testa mentre si inginocchiava davanti all’altare. Un certo Ser Edoardo Grim, che reggeva la croce, tese il braccio con la croce per parare il colpo, e il colpo mandò la croce in pezzi e quasi gli recise il braccio, per cui fuggì dalla paura, e così fecero tutti i monaci che erano in quel momento a compieta. Ciascuno di loro lo colpì, tanto da tagliargli gran parte del cranio, e il cervello cadde sul pavimento. Così lo uccisero e martirizzarono, e la loro crudeltà fu tale che uno di loro ruppe la punta della spada contro il pavimento. Così quel santo e benedetto Arcivescovo San Tommaso patì la morte nella propria chiesa, per i diritti di tutta la Santa Chiesa.

4 commenti:

  1. E' un peccato che la rievocazione storico-religiosa della vita del nostro patrono sia stata spostata in estate! "Assassinio in Cattedrale" era l'unica manifestazione invernale in grado di portare a Mottola un po' di gente dai paesi limitrofi nell'arco delle vacanze natalizie.

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  2. Concordo pienamente...Che tristezza...

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  3. auguri a tutti i Tommaso di Mottola

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  4. Rientra nel programma di destagionalizzazione dell'amministrazione ?

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