Torniamo a parlare di Parco delle Gravine con un comunicato di alcune sezioni locali di Legambiente.
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In occasione del IX Congresso Regionale della Legambiente, i Circoli di Castellaneta, Palagiano, Massafra e Taranto hanno presentato la relazione che segue, che è entrato a far parte del Documento Congressuale.
Documento informativo sulla gestione del Parco Regionale Terra delle Gravine
Congresso Regionale di LEGAMBIENTE Puglia
Bari, 10 novembre 2007
Il Parco regionale della Terra delle Gravine è stato istituito il 20 dicembre 2005 con L.R. n. 18. Si estende sul territorio di 13 Comuni della Provincia di Taranto (Ginosa, Laterza, Castellaneta, Mottola, Massafra, Palagiano, Palagianello, Statte, Crispiano, Martina Franca, Montemesola, Grottaglie, San Marzano) e di un Comune della Provincia di Brindisi (Villa Castelli), per un totale di circa 28.000 ettari.
La gestione del Parco è attualmente delegata alla Provincia di Taranto nelle more della costituzione dell’Ente di Gestione come per legge. La Provincia ha da qualche mese costituito un Ufficio Parchi che fa capo all’Assessorato alle aree protette.
Fin dalla sua nascita il parco ha dovuto scontare una serie di difficoltà, in parte comuni a tutte le aree protette di nuova istituzione, incentrate sulla diffusa ostilità manifestata da alcune amministrazioni comunali e sulle resistenze di pezzi del mondo agricolo e di quello venatorio ai vincoli connessi alla istituzione del parco, in parte derivanti da un articolo della norma istitutiva, che prevedeva la possibilità per le aziende agricole, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, di fare richiesta di uscita/entrata nel perimetro del parco.
Nelle intenzioni del legislatore, tale norma, oltre a rappresentare un compromesso per ottenere la necessaria maggioranza in Consiglio Regionale per approvare la legge, avrebbe dovuto consentire, a fronte dello sviluppo dell’attività di promozione delle opportunità, anche economiche, indotte dal parco, di avvicinare il mondo agricolo alla tutela del territorio e della sua specificità, utilizzata come volano per la qualificazione delle produzioni agro-zootecniche di qualità.
Purtroppo, nel dicembre 2006, le domande di “uscita” dal parco, pervenute alla Regione, si sono contate a centinaia, per una superficie interessata enormemente estesa, mentre le domande di inclusione riguardano un’unica azienda (forse due).
Non vi è stata e non vi è tuttora una quantificazione precisa in termini di soggetti e di ettari interessati e non sono tuttora noti i criteri che potranno condurre all’accettazione o al rigetto delle domande ed è forte la preoccupazione che i soggetti interessati possano ricorrere alla giustizia amministrativa, per reclamare l’accoglimento immediato della loro domanda di esclusione.
Comunque, in termini politici, al di là dei numeri, risulta evidente il fallimento di un progetto di coinvolgimento di parte del mondo agricolo, che doveva passare attraverso un’opera di sensibilizzazione “porta a porta” (anzi, “portale per portale”, trattandosi in gran parte di masserie) e che invece, secondo il nostro modo di vedere, non c’è per nulla stato.
La Provincia, quale ente provvisorio di gestione ha, sì, realizzato una serie di iniziative (positiva l’approvazione, a gennaio scorso, dell’iter per la realizzazione del Piano di gestione per il SIC Area delle Gravine, ma non è riuscita ad incidere nella percezione delle comunità locali dell’importanza dello strumento di protezione dell’ambiente naturale e delle sue valenze – straordinarie – di tipo storico-artistico.
Sul sito della Provincia di Taranto (www.provincia.taranto.it) è possibile scorrere l’elenco delle iniziative realizzate dall’assessorato, che vanno dalla solita partecipazione a fiere in giro per l’Italia, di dubbia, se non nulla, efficacia a fronte dell’obiettivo primario di “consolidare” l’idea del Parco nella comunità, alla sponsorizzazione di fiere (dei baffi, della frisa, delle fave, del peperoncino…) , tradotta in genere con l’offerta di musiche e balli più o meno etno-folk).
Questo contesto è stato ulteriormente deteriorato, sempre a nostro avviso, dall’affidamento della dirigenza dell’ufficio parchi della Provincia ad un funzionario che più volte, pubblicamente, si è espresso in maniera contraria all’istituzione del parco stesso e che, prima di essere collocato a capo dell’ufficio parchi, era stato rimosso dall’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Taranto, a causa di una vicenda di sversamenti in mare di sostanze nocive da parte di una azienda deputata al trattamento delle acque, per la quale è ancora in corso il procedimento giudiziario.
In questi anni, il ruolo di Legambiente e delle altre associazioni ambientaliste, riunite nel Coordinamento Provinciale dei Comitati per il Parco delle Gravine (informazioni sull’attività del Comitato nei siti www.parcogravine.it e www.perieghesis.it ), è stato quello di operare, attraverso iniziative diversificate e diffuse su tutto il territorio, per chiedere l’istituzione del parco, anche attraverso la raccolta di oltre 15.000 firme, e, dopo l’istituzione del Parco Regionale, diffonderne le peculiarità naturalistiche, storiche ed economiche, attraverso iniziative pubbliche, escursioni e interventi di didattica attiva.
In maniera del tutto inaspettata, l’Ente di gestione provvisorio, invece di vedere nel Coordinamento una risorse per meglio svolgere il proprio gravoso compito, ha ignorato completamente il ruolo e l’operato delle Associazioni che hanno sostenuto la nascita del parco.
Ad oggi, a due anni dal varo della legge istitutiva, vi sono state solo alcune riunioni iniziali e un incontro ufficiale con le Associazioni, tra l’altro invitate in una veloce assemblea organizzata quasi in forma di conferenza stampa.
In questo periodo di tempo, tutte le ulteriori richieste di incontro e la sollecitazione ad intervenire sulle tematiche principali del rapporto tra Ente e territorio sono rimaste inascoltate, così come è rimasta inevase l’ultime richiesta di incontro congiunto con tutti gli Assessorati competenti ed il Presidente dell’Ente Provincia che, nonostante le formali richieste di incontro avanzate dal Coordinamento, non ha mai trovato il tempo per riceverci!
Il Coordinamento, invece, nel marzo 2007 ha chiesto ed ottenuto un’audizione alla Commissione Ambiente della Provincia, durante la quale ha espresso la proprie preoccupazione in merito ai destini del Parco ed ha manifestato le proprie proposte di intervento, sintetizzabili nella richiesta della creazione, presso l’Ente di gestione, di uno staff competente, selezionato con criteri e modalità trasparenti, che sapesse attivare la partecipazione reale e continuativa della Comunità del Parco e dei soggetti – pubblici e privati – portatori di interessi diffusi, per dar vita al Piano Attuativo e di Manutenzione Territoriale, previsto dalla legge istitutiva.
Si chiedeva, inoltre, la diffusione verso i soggetti destinatari (agricoltori, allevatori, artigiani…) delle norme di tutela, avendone verificata sul campo la perdurante disinformazione, alle volte seminata ad arte dai detrattori del parco, sollecitando il coordinamento con gli altri strumenti attivi sul territorio (GAL – Leader, PIS Habitat Rupestre, Misure POR) e la definizione di premialità per le aziende ricadenti nei confini del Parco.
Tutto ciò rientrerebbe nelle prerogative del legittimo Ente di Gestione, previsto dalla L.R. 19 del 1997 “Norme per l’istituzione e la gestione delle aree naturali protette nella Regione Puglia”, la cui istituzione continuiamo a chiedere con forza e nel quale anche il mondo ambientalista avrebbe la possibilità di esprimere, con maggiore legittimazione, le proprie posizioni.
Al momento, purtroppo, la creazione di questo organismo plurale e democratico sembra non essere previsto nella programmazione della Amministrazione Provinciale di Taranto, intenzionata a mantenere presso di sé, in forma autocratica, la gestione del parco, fino al termine del proprio mandato.
Tutto ciò denunciamo oggi e continueremo a denunciare fino a quando il dettato della Legge 19 non sarà attuato o, perlomeno, non ne sia attuato in forma transitoria, lo spirito di apertura e partecipazione alla gestione di questa importante parte del nostro territorio e alle scelte per il suo progresso.
LEGAMBIENTE
Circoli di Castellaneta, Palagiano, Massafra, Taranto
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