È un ambiente sociale e culturale in grado di fondere le peculiarità nazionali degli individui che vi entrano. Protestanti, ebrei, cattolici hanno realizzato un’interazione etnica in grado di suggerire un dinamismo e un mutamento non accompagnato da fratture e traumi violenti. È il cosiddetto “melting pot” che ha trovato la sua massima espressione storica nella città di Londra in cui tolleranza e rispetto reciproco hanno generato valore culturale e sociale dalla convivenza tra popolazione locale e popolazione straniera.
Il complesso fenomeno comincia a manifestarsi sempre di più anche in Italia, tanto che anche nella nostra amata Mottola non mancano presenze straniere (rumeni, in particolare).
In Italia, però, l’immigrazione viene presentata come un problema, che i nostri politici stentano ad affrontare e risolvere, impegnati come sono a discutere tra tolleranza zero e solidarietà a tutto campo.
Il risultato è un fenomeno non controllato, né regolamentato da un progetto politico: quale è la copertura finanziaria per sostenere questi ingressi in Italia? Quanti posti di lavoro possiamo offrire a queste persone per evitare che vengano qui a delinquere? Quali sono i diritti degli immigrati, quali i loro doveri?
Idee confuse, scarsa programmazione, mancanza di regole. Se queste sono le premesse la diversità non potrà che continuare a produrre scontri.
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sono d'accordo con l'analisi di dirac, purtroppo una volta gli stranieri erano meglio accettati, solo che oggi tanta cattiva informazione televisiva ha costruito dei nemici che in realtà non esistono. Comunque, oltre a essere dispiaciuto per i romeni che stanno andando via in questi giorni, perchè i ragazzi e le ragazze romene che ho conosciuto io erano simpaticissimi, mi dispiace anche constatare che quei pochi che rimangono sono ormai chiusi in casa da giorni, nelle grandi città, perchè hanno paura di rappresaglie di qualche esaltato(come è successo a Roma)...
RispondiEliminasenza dover ricordare che sono gli Italiani, uno dei popoli che è emigrato maggiormente nella storia, facendo fortune ma anche esportando la Mafia....
Ho chiesto proprio ieri al Vicesindaco, nonché assessore ai rapporti con in cittadini stranieri, se il Comune avesse presentato un qualche progetto. Pare che i tempi stretti del bando non abbiano consentito di farlo.
RispondiEliminaQuesto è il post in cui mottola.splinder ha informato sul bando del Ministero della Sicurezza Sociale di cui parla serghej. Data del post: 6 ottobre 2007.
RispondiEliminaScadenza del bando, come apprendiamo sempre da serghej, 2 Novembre 2007.
I tempi stretti del bando non hanno consentito al Comune di Mottola di presentare progetti?????
La Regione e la Provincia lo hanno fatto, sicuramente altri Comuni lo hanno fatto. L'hanno saputo prima? Al Comune di Mottola le notizie arrivano in ritardo? Un mese rappresenta un "tempo stretto"?
"Pare che i tempi stretti del bando non abbiano consentito di farlo."
RispondiEliminaUn mese sono "tempi stetti"?! E quanto tempo dovrebbe avere a disposizione un'Amministrazione per partecipare ad un bando?
Sei mesi? Un anno? Cinque anni?
Prima si annuncia di voler presentare progetti di integrazione ed inclusione sociale dei migranti residenti nel nostro Comune... poi c'è un bando a riguardo (con scadenza a un mese) e il Comune non vi partecipa perché non c'è tempo...
Ecco un'altra puntata della serie: "Chiacchiere e distintivo".
Ma qui non siamo in un film, e non c'è proprio nulla da ridere...
Non per gettare benzina sul fuoco, ma...
RispondiEliminaIl presidente della Commissione europea: "Abbiamo messo in campo strumenti finanziari"
"Se uno stato lascia crescere le favelas, cosa volete che faccia la Commissione?"
Emergenza rom, Barroso accusa
"L'Italia non ha mai chiesto i fondi"
"Sarebbe inconcepibile attendersi che siano le autorità europee a promuovere l'integrazione sul territorio. Questo è soprattutto uno sforzo nazionale, regionale e locale".
"Noi abbiamo messo in campo strumenti finanziari e normativi. Il fondo sociale europeo prevede programmi specifici per l'integrazione della comunità rom. [...] L'Italia non ha mai chiesto di accedere a questi programmi. Certo noi siamo prontissimi a pagare, ma dobbiamo farlo sulla base delle richieste nazionali. Tocca ai governi chiedere i finanziamenti. Noi non possiamo certo imporli".
E' un articolo apparso pochi istanti fa su Repubblica.it, leggibile per intero a questo link.