In Europa (Grecia, Svezia, Germania), chi si è documentato sugli “effetti collaterali” degli inceneritori, ha preso la strada del trattamento biologico a freddo. Si tratta di impianti che biostabilizzano i rifiuti con processi che di fatto essiccano la parte non riciclabile, riducendo del 40% la massa originaria. Lavorano a temperature dai 40° a 60° (quindi non bruciano i rifiuti), evitando le emissioni proprie degli inceneritori.
Una ditta tedesca che produce impianti di trattamento meccanico biologico suggerisce un possibile riutilizzo del materiale trattato biologicamente come componente per le costruzioni stradali. Le ceneri risultanti dal processo di incenerimento devono essere invece smaltite come rifiuti speciali.
Studi scientifici hanno dimostrato che le nanoparticelle emesse nell’atmosfera dagli inceneritori provocano nanopatologie. Non esistono filtri per le nanoparticelle. Un inceneritore dell’ultima generazione, di quelli che vengono definiti ‘sicuri’, inquina ogni giorno come 70 milioni di auto catalizzate che percorrano ognuna 10 chilometri.
Nel trattamento biologico a freddo l’aria viene trattata con biofiltri. E ci sono impianti di trattamento biologico che producono anche biogas.
I costi di costruzione di un inceneritore sono di circa 120 milioni di euro; un impianto per il trattamento biologico a freddo costa 40 milioni di euro.
La logica degli inceneritori è contro la raccolta differenziata: il fatturato è funzione delle quantità, quindi differenziare per poi recuperare e/o riciclare non conviene.
La logica del trattamento biologico a freddo si integra con quella della raccolta differenziata: in questo tipo di impianti, infatti, confluirebbero solo i rifiuti non riciclabili.
La raccolta differenziata è possibile. E’ arrivata al 76% in 22 comuni della provincia di Treviso, all’83% a Capannori (Lucca) e al 67% a Novara.
L’obiettivo del 55% entro il 2010 è definito “illusorio” in un ordine del giorno presentato in consiglio comunale di diversi comuni della Puglia, tra cui Mottola.
Diversi comuni in Italia, invece, lo hanno già raggiunto e superato. Obiettivo illusorio o fallimento per la maggior parte dei comuni?
Il trattamento biologico a freddo ha un solo difetto: fa meno fatturato.
Il dott. Attilio Tornavacca, della Scuola Agraria del Parco di Monza è esplicito e brutale: "Il 2-3% del fatturato delle società degli inceneritori viene reinvestito in ‘spese promozionali’; per chi di miliardi ne fattura 300, fanno circa 10 miliardi all’anno in attività di lobby e spese elettorali dei politici compiacenti".
L'Italia è uno dei pochi paesi ad insistere sugli inceneritori.
Questione di cultura o di fatturato?
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di fatturato
RispondiEliminalory73
lory che vuoi dire?
RispondiEliminaanonimo mottolese
ah! ecco...scusa capito ora :D
RispondiEliminaanonimo mottolese
complimenti... bell'articolo...
RispondiElimina...in pieno stile "report"!!!
poche righe che però fanno riflettere x ore!!!
...piccoli gabanelli crescono!!! :-)