giovedì 8 novembre 2007

Il commento di Cristella: leggendo fra le righe

Il corsivo di Michele Cristella apparso domenica scorsa sul Corriere del Giorno ha innescato in me alcune riflessioni, sia sulla questione caro-case (argomento talmente ripetuto nei giorni scorsi da essere diventato probabilmente molesto) sia sul modo in cui il testo, in sé, parla del problema casa a Mottola, del sindaco Quero, dell’opposizione.


Credo infatti che, tra le righe di quell'articolo, si possa leggere qualcosa che va oltre il messaggio patente. Verifichiamo insieme, limitandoci ad analizzare i primi paragrafi dell’articolo in modo da evitare la prolissità e la noia.


Prima di cominciare, registriamo come molto raramente la rubrica domenicale dedicata alla provincia si incentri su un solo paese, prediligendo analisi trasversali che riguardano più città. Stavolta, invece, la rubrica è interamente dedicata a Mottola, con un discorso che solo indirettamente riguarda i comuni circonvicini.


Si comincia con quello che, a mio avviso, è un lapsus che rivela il modo in cui Quero si è mosso nei confronti dei media:


«Il sindaco di Mottola, Giovanni Quero, constatato che nel suo paese una casa di 90 mq costa 300 mila euro, ha chiamato stampa e tv [...]»


Le cifre snocciolate fanno apertamente riferimento al servizio mandato in onda dal TG3 Puglia. E' in quella sede che si parla di case di 90 metri quadri a 300 mila euro. La frase, dunque, palesa il ruolo attivo svolto dal Sindaco nel dotarsi di una ribalta mediatica dalla quale parlare al suo pubblico: egli chiama il TG3, egli crea la notizia. Il sindaco si dota di un addetto stampa; chiede (ed ottiene) risalto per sé, per le sue iniziative e per le sue parole (si può controllare quiqui, qui e qui, oltre al già citato servizio su Raitre, giusto per evidenziare l'esposizione mediatica ottenuta nel giro di soli otto giorni: ben cinque occasioni di «presenza» nel periodo dal 25 al 31 ottobre scorsi).


L'articolo continua: «Il suo oppositore, Franco Gentile...».


Altra frase rivelatrice, stavolta su un altro versante: attualmente, l'oppositore di Quero è considerato (soltanto?) Franco Gentile. Certo, è stato il suo antagonista alla carica di sindaco, ma occorrerebbe tener presente che a tutt'oggi l'opposizione di centrosinistra mottolese conta sei consiglieri, di cui quattro afferenti al PD e due a Rifondazione Comunista. Invece, l'oppositore - non «uno degli», ma «l'oppositore» per eccellenza - di Quero diventa il solo Gentile, ossia (casualmente?) colui che ha avuto maggiore esposizione mediatica nei giorni scorsi, perfino nella conferenza stampa «collettiva» dell'opposizione tenutasi a Taranto. Il PD, nel frattempo, è stato impegnato nella propria nascita, ed è tuttora troppo occupato a risolvere i propri problemi organizzativi, insieme ad altre beghe interne, per avere il tempo e la forza di far sentire la sua voce su questo e su altri argomenti.


«Inedito, invece, è che un sindaco, dinanzi ad un’emergenza sociale, ed anche economica, invece di rifugiarsi in una qualche fumisteria teorica o, peggio, partitica, e d’affidarsi a una qualche commissione insabbiatrice, abbia usato il buon senso.»


Se io fossi un sindaco, nel leggere queste righe mi preoccuperei. O mi arrabbierei, a seconda del caso. Si vorrebbe dare ad intendere, infatti, che la prassi dei sindaci sia quella di «rifugiarsi in una qualche fumisteria teorica o, peggio, partitica» dinanzi alle emergenze sociali, mentre quella di Quero, la strada del «buon senso», sia una felice eccezione. Io ne deduco che Tamburrano, Ressa, Palazzo, Cristella, Petrera e compagnia, il buon senso non lo usino mai; o che, almeno, questo sia il pensiero dell’articolista. Un sindaco che usa il buon senso è, a quanto pare, «inedito». Rallegriamoci, dunque, perché il sindaco «inedito» è il nostro.


Infine, passiamo ad analizzare in breve la soluzione che Cristella dà al caro-case mottolese (palese anche nel titolo: «Far ribassare i prezzi delle case? Costruirne molte»):


«[…] la prima regoletta economica che s’impara è che il prezzo di qualsiasi merce è inversamente proporzionale alla sua abbondanza: più la merce è abbondante meno costa e viceversa […]»


In realtà, a questa facile equazione («più case uguale prezzo ribassato»), che sembra a tutti ovvia, e che pare aver dato a Quero l’occasione di trovare l’uovo di Colombo, è affiancabile un’altra ipotesi: quella avanzata da serghej in un suo commento. Ne riportiamo e mettiamo in evidenza le frasi più significative:


«[A Mottola] Complessivamente vi sono dunque 7018 abitazioni a disposizione di 16575 abitanti, che formano a loro volta 4602 nuclei familiari [...] La nostra città presenta dunque una eccedenza di ben + 2416 abitazioni, tra il centro urbano e la campagna, rispetto ai nuclei familiari esistenti. [...] E’ abbastanza impressionante la constatazione che […] la nostra città presenti oltre un terzo del suo patrimonio edilizio residenziale praticamente vuoto o inutilizzato


In realtà, quindi, il mercato immobiliare mottolese sarebbe non già florido e redditizio bensì addirittura saturo, da vari anni ormai, non solo perché demograficamente la popolazione mottolese sta diminuendo, ma perché in effetti vi sono parecchie abitazioni sfitte o comunque non abitate. Tante, troppe case proposte in fitto o in vendita a prezzi esagerati, «tanto prima o poi il pollo arriverà». Tante, troppe seconde case tenute vuote, utilizzate in occasioni particolari o tenute in serbo per gli ospiti che magari, d’estate, visitano Mottola per periodi più o meno lunghi. Pertanto, nonostante l’abbondanza di case libere, «i prezzi restano alti solo per garantire un valore “nominale” elevato alla proprietà immobiliare».


Per scoprire quale delle due ipotesi è quella più corretta, ai cittadini non rimane che attendere il compimento dell’operazione del nostro sindaco, e verificare se il costo delle case mottolesi subirà un calo.


Per concludere: nel pezzo di Cristella mi pare di leggere una volontà incensoria nei confronti del sindaco talmente aperta da parere esagerata, solo parzialmente giustificata dalla portata dell’operazione condotta, per quanto meritoria.


Resta fermo il fatto che lo sblocco della «situazione 167» sia un elemento positivissimo in sé (e male ha fatto l'opposizione, commettendo un grave errore, a cercare di frenare tutto chiedendo goffamente di riaprire il bando nell'ultimo consiglio comunale, con i conseguenti ritardi che ciò avrebbe comportato per le cooperative - quando invece, in consiglio comunale, si viene chiamati a dare un giudizio meramente politico sulla bontà e sull'opportunità dell'edilizia economica popolare a Mottola, non già sulle pecche tecniche dei bandi).


Tuttavia, giacché alcune «zone oscure» restano da chiarire (ad esempio, il famoso diritto di preferenza/precedenza acquisito, pare, artificiosamente da alcune cooperative) e giacché la ventilata e tanto auspicata diminuzione del costo delle case a Mottola è ancora di là da venire, forse sarebbe stato il caso di rimandare l'entusiasmo e l'esposizione mediatica a tempi più maturi.

11 commenti:

  1. io ho affittato la mia seconda casa di più di 100 mq a 350 E ,molti a mottola mi hanno preso per deficente ,perchè ,dicono, a mottola si può e si deve ottenere di più. Con qli stipendi di oggi però preferisco deficente e non strozzino. Considerando il fatto che nella mia stessa zona ci sono case che non vengono affitate perchè la gente crede di essere più furba di me ,credo che se cifossero meno furbi e più "deficenti" le cose finalmente cambierebbero. La gente che guadagna poco più di mille euro ha diritto a non spendere più di un terzo del proprio stipendio in affitto .Altrimenti è inutile parlare di piani di edilizia popolare. Le case ci sono.

    é che la dobbiamo smettere di credere di abitare a hollywood !!

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  2. Carenzo, sta' tranquillo: non sei deficiente.



    Saresti stato deficiente se, in attesa del «pollo» da 400 o 450 euro, avessi lasciato vuota la tua seconda casa per chissà quanto tempo, perdendo nel frattempo tutte le mensilità da 350 euro che ora invece stai incassando.



    Ammesso, poi, che il pollo di cui sopra esista: coloro che possono permettersi di scucire 450 euro per un fitto, verosimilmente pensano piuttosto a un mutuo. Con la conseguenza che le case da 450 euro di fitto rimangono probabilmente vuote all'infinito.

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  3. E, aggiungo: 350 euro per una casa da più di 100 metri quadri, in una città come Mottola, è comunque *tanto*.

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  4. son d'accordo con le analisi di metaterpe sulla situazione edilizia, vedo "soprammottola" molte case sfitte e semi-abbandonate, e ha ragione carenzo a dire che i proprietari pensano di stare a hollywood: prezzi troppo alti, quasi a livello di città universitarie! e ha leggere Cristella, senza conoscerlo, sembra troppo indulgente verso Quero, quasi una "leccata".



    ma di certo il sindaco non potrà mai aver chiamato il giornalista a farsi fare un articolo su misura, non è nel suo stile.

    la cosa che non capisco è come mai finora mottola sia stata pressochè ignorata da tv e giornali, mentre nell'ultimo mese è arrivato addirittura il tg3!!!



    qualcuno me lo può spiegare??

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  5. L'ho già detto e lo ripeto, è iniziata la campagna mediatica del sindaco Quero in vista delle elezioni regionali del 2010. E' presente in ogni occasione, persino questa estate è comparso in un raduno di boyscout di Ginosa e dintorni presso la Masseria del Chiancarello dove non si è lesinato di "predicare" e mandare anche i saluti al suo amico sindaco ginosino, nell'occasione a far da spalla c'era il parroco della chiesa del Sacro Cuore di Gesù. Il suoi verbi da qui a venire saranno solo e solamente "apparire e far parlare di se", in perfetto stile berlusconiano. I problemi di Mottola? vengono dopo, prima IO. Ecco cos'è, secondo me, il sindaco Quero. Tra l'altro la claque ed i lacchè non gli mancano.Sarebbe bene non dare troppo peso a questa strategia. Piuttosto l'opposizione dovrebbe cercare, attraverso i consiglieri comunali ed i partiti politici, di portare il sindaco Quero e tutta la sua giunta a discutere seriamente dei tanti problemi che attanagliano la nostra città e non solo di edilizia e caro case.

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  6. "Tuttavia, giacché alcune «zone oscure» restano da chiarire (ad esempio, il famoso diritto di preferenza/precedenza acquisito, pare, artificiosamente da alcune cooperative)....".



    Un'altra cosa da chiarire, secondo me, è la questione delle lobby tirata fuori dal Sindaco durante l'ultimo Consiglio Comunale.

    Ritengo, infatti, che una persona che occupi un ruolo istituzionale così importante, se conosce determinati meccanismi, diciamo così, poco leciti, abbia il dovere di denunciarlo nei modi e nelle sedi opportune.

    Inoltre il vittimismo da egli messo in evidenza ("noi politici siamo vittimi delle lobby") suscita altri interrogativi: quali sono questi presunti abusi che i politici subirebbero da parte delle lobby dell'edilizia? Ed è proprio vero che il potere politico non ha i mezzi per sottrarsi a questo vittimismo? O per contrastare questo presunto strapotere in mano alle lobby?

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  7. ragazzi, ci sono!



    cerca di attirare su di sè la maggiore attenzione possibile, per potere, al momento giusto, denunciare pubblicamente queste LOBBY!



    così avrà il massimo risalto e questa massoneria mottolese verrà finalmente fermata!!!

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  8. Potere e verità non vanno mai insieme.......

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  9. Leggete Gomorra di Saviano,e capirete quali sono i poteri forti!

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  10. Saviano sta frase l'ha detta pure oggi, se non sbaglio, ai funerali di Enzo Biagi... sono sicuro che Cristella non farà la stessa fine.... :P

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  11. Chiariamo allora il "punto oscuro" sul famoso diritto di preferenza/precedenza delle cooperative, attingendo al Bando (p.2):



    "“i singoli privati, le imprese private o loro consorzi e le cooperative edilizie proprietari dei terreni su cui ricadono i lotti, qualora in possesso dei requisiti previsti per l’assegnazione di alloggi di edilizia economica e popolare, hanno diritto di precedenza. I medesimi dovranno comunque inoltrare l’istanza nei tempi previsti dal bando. PER LE ASSEGNAZIONI RIENTRANTI NELLE PRESENTI CONDIZIONI NON SI PROCEDERA' ALLA GARA, sarà però necessario quanto previsto nei punti seguenti al fine di poter determinare il punteggio per la formazione della graduatoria che sarà necessaria per esercitare il diritto di scelta del lotto…”.



    Più chiaro di così...

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