venerdì 26 ottobre 2007

Rassegna stampa (25 ottobre 2007)

Dedicati alla tragedia della strada gli articoli pubblicati ieri sulla stampa locale.


Dal Corriere del Giorno:


Le vittime erano cugine e amiche, erano conosciute in paese per avere la stessa capacità di sorridere alla vita, stessa voglia di non darsi mai per vinte

Lacrime e commozione per le due cugine "amiche"

A Mottola c’era gran parte del paese a dare l’ultimo saluto alle donne morte in un incidente stradale


Una tragedia senza spiegazioni, un epilogo luttuoso difficile da accettare. Due donne accomunate dalla stessa parentela, entrambi madri affettuose e mogli premurose; stesso nome, Carmela, stesso cognome, Montanaro, la stessa identica grinta nell’affrontare le avversità dell’esistenza. Amiche e cugine, stessa capacità di sorridere alla vita, stessa voglia di non darsi mai per vinte.


Le due donne, che, l’altro giorno erano a bordo della Panda bianca, coinvolta nel grave incidente, verificatosi alle porte di Mottola, hanno voluto essere unite fino alla fine; unite anche in un ultimo viaggio senza ritorno.


Dopo quel terribile incidente, il destino aveva voluto che le due donne si separassero.


La prima, la 47 enne, deceduta sul colpo, era stata portata nella camera mortuaria del cimitero e, poi, in serata, presso l’abitazione, in cui viveva, per il saluto dei familiari.


L’altra donna, invece, la 43enne, era stata subito trasportata presso il SS. Annunziata di Taranto in gravissime condizioni. Ma, anche per lei, di lì a poco, la corsa verso la vita sarebbe terminata.


E, il destino, lo stesso che le aveva portate nel posto sbagliato al momento sbagliato, ha voluto che le due cugine si rincontrassero, per l’ultima volta. Così, ieri, pomeriggio, nella stessa parrocchia, quella di San Giuseppe Lavoratore, i feretri delle due donne sono giunti in concomitanza, per l’ultimo, estremo saluto dei propri cari; omonime nella vita, omonime anche nella morte. Per loro, un unico funerale, un unico lamento di dolore. Due cortei differenti, sono partiti alla stessa ora da due vie diverse: il primo, da via Matteotti, dove abitava la donna 47enne, accompagnato dal parroco don Franco Francavilla; l’altro, con al seguito don Michele Bianco, si è mosso da via Gerloni, ove dimorava la 43 enne.


All’altezza della parrocchia, ove è stata celebrata la messa, i due cortei si sono uniti, formando un’unica banda, un’unica scia di fiori, un unico grido di dolore, che non ha dato spazio alla rassegnazione.


Prima di entrare in parrocchia, i due feretri sono stati affiancati, quasi a voler ricordare il legame, che univa le due donne in vita, lo stesso, che le ha fatte ricongiungere in punto di morte.


Un lungo applauso e, poi, l’omelia, concelebrata dai due parroci. “Difficile accettare la perdita di un proprio caro. Non ci sono parole di conforto o di consolazione, che possano frenare il pianto. Piangere è umano e naturale.


L’unica certezza – ha detto don Franco - è che Lui ha già scritto il percorso di ognuno di noi. Tuttavia, come cristiani, di fronte allo strazio della separazione, non possiamo limitarci e fermarci al pianto della disperazione, ma guardare avanti e cercare delle risposte soprannaturali, divine a quello che è l’evento più umano dell’esistenza: la dipartita da questa vita terrena”.


Una lunga omelia densa di commozione, conclusasi con il rintocco delle campane a festa ed il lungo, sommesso applauso di chi ha dovuto seguire la messa dell’esterno.


Le due cugine, hanno così compiuto qualche altro metro insieme, sino al camposanto, dove i parenti hanno potuto dar loro l’ultimo addio; l’ultimo straziante saluto a due donne strappate alla vita troppo repentinamente da una maledetto gioco del destino, che continua ancora a seminare morte sulle nostre strade.


Maria Florenzio


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Dalla Gazzetta del Mezzogiorno:


L’INCIDENTE DI MARTEDÌ - Folla straripante al rito funebre nella chiesa di S.Giuseppe

Mottola, grande commozione ai funerali delle due cognate

Due casalinghe, le cugine omonime Carmela Montanaro, che martedì in mattinata si erano fatte compagnia per andare a ritirare il libretto delle assenze di uno dei figli dalla scuola superiore di Castellaneta


MOTTOLA. Ieri pomeriggio, alle 15,30, si sono svolti i funerali delle due cugine venute a mancare in un tragico incidente stradale a Mottola martedì mattina alle 12,30. Carmela Montanaro era il nome di entrambe. Rispettivamente di 43 e 47 anni, sposate, lasciano i mariti e due figli una e tre figli l’altra. Una tragedia che ha scosso tutta la comunità di Mottola. A breve distanza di tempo dall’ultimo caso che ha visto, circa un mese fa, la morte del diciottenne Tommaso Cantore, Mottola torna quindi a piangere due concittadine rimaste vittime di questo ennesimo, tragico incidente stradale.


E’ accaduto sulla provinciale 25. Una strada interna, che conduce a San Basilio. Lo scontro è avvenuto a circa un chilometro e mezzo dal paese nei pressi di un frantoio oleario. Secondo gli accertamenti, da questa azienda usciva una Ford Escort alla cui guida era Nunzio Franchini di 81 anni. Da Castellaneta giungevano invece le due doinne a bordo di una Fiat Panda. Due casalinghe, le cugine, che in mattinata si erano fatte compagnia per andare a ritirare il libretto delle assenze di uno dei figli dalla scuola superiore del comune vicino. In quel momento, in senso contrario giungeva Paola Nardone, di 21 anni, che a bordo della sua monovolume, una Seat Alhambra, per evitare la Ford invadeva l’altra corsia e andava a scontrarsi con la Fiat Panda.


I genitori delle due vittime, Antonio e Giuseppe Montanaro, sono persone molto stimate, da sempre dedite al commercio. Ora sono in pensione ed hanno demandato ai loro figli le attività che conducevano. Ieri la chiesa di San Giuseppe non ha potuto ospitare tanta gente che si è affollata anche nelle vie adiacenti. E mentre due bande intonavano marce funebri, ad officiare il rito della messa è stato il parroco don Franco Francavilla. «Siamo molto turbati e commossi - ha detto il sacerdote durante l’omelia - di fronte alle due bare delle cugine, circondate dall’amore dei loro cari. Siamo affranti dal dolore e dal pianto. Non voglio dire che non bisogna piangere di fronte a queste morti. Forse è naturale piangere. Ma come cristiani - ha aggiunto don Franco - abbiamo anche il dovere di reagire e di fermarci al pianto e alla commozione e trovare una risposta sovrannaturale a questo evento. Perché la morte non è la fine ma l’inizio di una nuova vita. E se abbiamo il bisogno di piangere, abbiamo il dovere di sperare nella morte che viene a mettere fine alle sofferenze terrene e sperare nella vita eterna che Dio ci ha riservato a seguito della sua morte”.


«E' scontato - ha detto il sindaco di Mottola, Quero, tra la folla ammutolita - dire quanto questa tragedia abbia toccato la sensibilità di tutta la cittadinanza. Le due ragazze erano molto conosciute, così come i genitori e le due famiglie. Non posso che esprimere grande cordoglio a nome di tutta la cittadinanza, dicendomi vicino alle famiglie delle vittime». Una giornata funesta quella di ieri per Mottola, segnata da altre due morti. Due persone molto conosciute in paese: Franco Lattanti, medico, e Antonio Cantucci, militare, deceduti per un infarto il primo e per un male incurabile il secondo.


FRANCESCO FRANCAVILLA

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