Divisioni interne, leggi elettorali inaccettabili, condoni, conflitti di interessi, leggi ad personam, avocazioni di magistrati. Centro-destra o centro-sinistra, gli argomenti all’ordine del giorno sono sempre gli stessi.
Se un esponente di centro-destra dovesse contestare un’azione di governo di scarso successo o un comportamento poco dignitoso ad un suo collega di centro-sinistra, questi ribatterebbe che nel corso di precedenti legislature anche l’altro si è macchiato dello stesso comportamento. E viceversa. Nessuno si difenderebbe dalle accuse. Semplicemente “ribalterebbe la frittata”. Avrebbero ragione entrambi. Tutti sarebbero colpevoli per cui nessuno sarebbe colpevole. È tutto scritto nella “logica dei partiti”.
Indirettamente anche le amministrazioni comunali risentono di queste “logiche”. Che spesso non perseguono il bene comune e non tengono conto delle opinioni e delle esigenze dei cittadini.
Immaginiamo per un attimo che a Mottola nascano delle liste civiche, diverse dalle “costole” di alcuni partiti fondate in occasione delle ultime consultazioni amministrative.
E immaginiamo che qualcuno parli della nostra salute e non delle nomine di questo o di quel tesserato politico, delle nostre case e non di lottizzazioni/PRG/PUG, del nostro lavoro e non di quanta occupazione avrebbe creato il centro destra e quanta il centro sinistra, del futuro dei nostri figli e non dei nostri amici…
---
Clicca qui per leggere tutti i numeri di "Scrittura cor(ro)siva"
Al sig.Rossi non rimane che prendersela con se stesso!!!!!!!
RispondiEliminacos'è, il richiamo del grillo?
RispondiEliminaè solo un mio pensiero. Ne ho discusso con santander, metaterpe e altri anche prima dell'otto settembre scorso. Le nostre opinioni non convergevano completamente ma ci siamo confrontati sull'argomento in tempi non sospetti.
RispondiEliminaMi sento di rispondere su questo post a commenti apparsi altrove, ma che hanno una certa relazione alla problematica sollevatasi qui.
RispondiEliminaDopo che il nostro sindaco(seppur tardivamente) ha denunciato in consiglio la presenza di lobby nell'edilizia e l'opposizione(vedi conferenza) lo "sfida" e lo incalza affinchè ciò non rimanga una sua sterile giaculatoria ad uso e consumo di platea con claque annessa.
Invece, c'è chi guarda il dito e non la luna soffermandosi alle facce serie che avevano i nostri consiglieri d'opposizione o alla presenza di pubblico alla conferenza.
Certo, c'è chi bada ai contenuti e chi ai sorrisi stampati ed alle pacche sulla spalla!!
Troppo comodo addossare sempre e comunque alle parti politiche la colpa del fare e non fare visto che anche quando le parti politiche sembrano condividere lo stesso intento a tutto vantaggio della comunità.
L'antipolitica cresce, ma se a crescere è pure la ristrettezza nonchè mentale dell'elettore ormai imbottito e rincitrullito da slogan, tette e culi che vede in tv allora sarà veramente difficile che si risolva qualcosa.
E' mia abitudine guardare sia il dito che la luna.Il problema è che il cs su questa questione, a mio modesto parere, non stia facendo una gran bella figura. La questione poteva essere gestita in maniera diversa. Se poi alla conferenza stampa ci si presenta con gente che ha gestito l'edilizia nel nostro paese sia dal punto di vista politico che dal punto di vista tecnico e con i risultati che ben sappiamo, cosa centrano le tette, i culi, le grillate e quant'altro. Gli elettori sono svegli e queste cose le comprendono. A da passà la nuttat
RispondiEliminaSe proprio dobbiamo cadere nella grillite, almeno facciamolo prendendo il meglio di Grillo.
RispondiEliminaElaboriamo delle proposte concrete e cerchiamo di portarle a realizzazione.
La sfida sta nel non lasciare che le proposte prendano un colore politico... che dite, si può fare?
L'antipolitica lasciamola a Grillo... gli serve per riempire le platee.
Sono pienamente d'accordo con vanni83. Citare Grillo in questo momento significa solamente guardare al dito e non alla luna, l'antipolitica in alcuni casi serve a nascondere qualcosa di poco nobile che si vuole perpetrare o si sta perpetrando a danno dei cittadini ignari. La politica, quella con la "P" maiuscola, deve iniziare a guardare il mondo non con i propri occhi bensi con gli occhi della gente, cercando di immedesimarsi al massimo nei problemi dei cittadini, solo in questo modo gli stessi cittadini possono continuare a credere in un qualcosa di nobile qual'è la politica fatta ed esercitata solo ed esclusivamente per il bene del popolo sovrano. A me sembra che a Mottola è iniziata una fase dove i poteri dati dalla politica serviranno a contribuire al lancio del Sindaco di Mottola nelle sfere dei poteri del consiglio regionale. Vale a dire che da qualche settimana è iniziata la campagna elettorale del sindaco in funzione delle elezioni regionali del 2010, tutto quello che dirà e che farà è stato già pianificato per tale scadenza. Da parte sua, vale a dire del sindaco, è leggittimo, ognuno di noi cerca di salire sempre più in alto, sarebbe opportuno, però, che i problemi che attanagliano Mottola non vengono utilizzati a ciò. Rispettare i cittadini tutti che si amministrano è una nobile arte e non tutti ne sono capaci. Chi vivrà vedrà.
RispondiElimina"La politica, quella con la P maiuscola, deve iniziare a guardare il mondo non con i propri occhi bensì con gli occhi della gente".
RispondiEliminaSono d'accordissimo, vedi la parte conclusiva di questo post.
Tuttavia, ho l'impressione che si faccia sempre meno politica con la "P" maiuscola.
"guardare al dito e non alla luna", per esempio, a me personalmente, più che Grillo, fa venire in mente i nostri rappresentanti politici, sempre meno propensi ad entrare nel merito delle questioni.
Mi spiego prendendo proprio le proposte di Grillo come esempio: durante la manifestazione dell'8 settembre scorso, sono state raccolte circa 350.000 firme per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare che mandi a casa i parlamentari condannati in via definitiva, che ci consenta di sceglierci i nostri candidati al parlamento e che limiti a due il numero massimo di legislature per ciascun parlamentare.
I commenti dei nostri politici? "non si dice vaffanculo!"; pochissimi hanno espresso un'opinione (favorevole o contraria) sui contenuti della proposta di Grillo.
Questo, secondo me, è "guardare al dito e non alla luna".
Quanto all'anti-politica, per me non è un principio valido in assoluto, tuttavia non sarebbe sbagliato parlare di anti-"questa politica", quella con la "p" minuscola.
Quindi cerchiamo di attuare una politica con la "P" maiuscola. Come? A livello comunale le liste civiche, secondo me, sono un buono strumento.
Il problema non è la lista civica in sé, che può essere una chance o una opzione possibile ed utile.
RispondiElimina"E immaginiamo che qualcuno parli della nostra salute e non delle nomine di questo o di quel tesserato politico, delle nostre case e non di lottizzazioni/PRG/PUG, del nostro lavoro e non di quanta occupazione avrebbe creato il centro destra e quanta il centro sinistra, del futuro dei nostri figli e non dei nostri amici…"
Non credo esista una politica "possibile" fatta di saggi e pacati conversari. La politica è la mediazione sociale degli interessi in gioco nella comunità, la ricerca della soluzione migliore per evitare lo scontro tra fazioni, lobby, classi sociali che si contrappongono. In quanto tale, ha bisogno anche di nomine, lottizzazioni/PRG/PUG, analisi di quello che ha fatto quello e quell'altro. Cosa pensi, Dirac, che possa esistere una politica fatta di pura speculazione ed astrazione intellettuale, che non si interessi concretamente sul come far costruire le case per la gente a buon prezzo?
Rino Formica è celebre per la sua definizione della politica, che sarebbe a suo dire "sangue e merda". Anche il buon Carletto Marx, lontano parente di Groucho, da parte sua ammoniva che "la rivoluzione non è certamente un pranzo di gala".
Insomma, chi fa la politica, come chi lavora sui campi o in fabbrica, è destinato a sporcarsi. Molto dipende, in realtà, da "quanto e come" ci si sporca. Non vorrei che il giusto richiamo ad uscire dall'imbuto dei partiti, oramai schiavi dell'orgia del potere e sempre più affamati di "sangue e merda", si tramuti in una impotente attestazione di "alterità" culturale e di superficialità nelle analisi e nelle scelte politiche concrete. Ovvero l'antipolitica.
Le liste civiche hanno un limite di fondo: generalmente raccolgono il malcontento di tutti contro tutti, e per questa loro "ecumenicità" riescono spesso a vincere le elezioni. Quando però devono amministrare la loro comunità, allora i nodi vengono al pettine, i conflitti tra interessi contrapposti esplodono, e spesso tutto il minestrone deve essere buttato nel cesso.
Se vi fosse una lista civica "virtuosa", che si formi su un programma ed una visione ben definita e condivisa, allora il discorso cambierebbe. Ma, per ottenere questo, bisognerebbe comunque tuffarsi nel sangue e nella merda, nelle lottizzazioni, nelle polemiche, nei "si" e nei "no" necessari. Bisognerebbe essere tutti d'accordo su quello che si deve fare, pertanto bisognerebbe studiare, aggiornarsi, conoscere la realtà, conoscere a fondo i meccanismi del potere per poterli emendare. Un vero e proprio lavoro, una faticaccia. Ma, se non lo fai questo lavoro, rischi di essere una effimera chimera e di spargere sangue e merda più di quelli che ti hanno preceduto.
Allora Dirac, credi che si sia in grado di fare qualcosa del genere?
no, serghej, non ho mai pensato che sia realizzabile una politica fatta di "saggi e pacati conversari", e sono anche d'accordo con te che chi fa politica è destinato a "sporcarsi", nel senso che tu intendi, e anche a "tuffarsi nel sangue e nella merda, nelle lottizzazioni, nelle polemiche, nei "si" e nei "no" necessari".
RispondiEliminaEsiste però un punto di equilibrio tra gli interessi veri della gente (la nostra salute, le nostre case, il nostro lavoro, il futuro dei nostri figli) e l'operato dei politici fatto di nomine (che guardacaso spesso si rinnovano ad ogni cambio di governo), lottizzazioni/PRG/PUG, ecc., ovvero di quelle questioni che interessano solo una ristretta schiera di persone.
Quando la bilancia comincia a pendere dalla seconda parte, e pende da quella parte in maniera piuttosto netta, io, che politico non lo sono mai stato, ho l'impressione che il tutto sia finalizzato non tanto a "concretamente come far costruire le case per la gente a buon prezzo" quanto a distribuire molte delle risorse disponibili a persone, istituzioni e enti "vicini".
Non si tratta di anti-politica, si tratta semplicemente di cercare di utilizzare l'inevitabile spargimento di "sangue e di merda" al fine di perseguire il bene comune, e non per creare lo scontro fine a se stesso, tendente a mettere in cattiva luce l'avversario piuttosto che ad argomentare sul proprio operato, finalizzato al mero conseguimento del maggior numero di consensi.
Quanto alle liste civiche, per farle bene, tu dici: "pertanto bisognerebbe studiare, aggiornarsi, conoscere la realtà, conoscere a fondo i meccanismi del potere per poterli emendare. Un vero e proprio lavoro, una faticaccia".
Quindi? cosa vuol dire? che è un'impresa ardua? pertanto impossibile?
Sono d'accordo, sarebbe tutt'altro che semplice. Ma non credo sia impossibile.
E comunque rimane un'ipotesi, uno degli strumenti che potrebbero contribuire a riportare in equilibrio quei due piatti della bilancia.
Sicuramente esistono altri strumenti, che magari si rivelerebbero più efficaci di quello delle liste civiche. A me è venuto in mente quello. Vista la tua esperienza, sicuramente ne conosci più (e meglio) di me.