sabato 6 ottobre 2007

G.U.: finanziamenti in favore degli immigrati

Sulla Gazzetta Ufficiale del 17 settembre scorso è stato pubblicato un bando, rivolto agli Enti Locali, per il finanziamento di progetti finalizzati a favorire l’inclusione sociale dei migranti e dei loro familiari.


I Comuni possono presentare progetti per le seguenti aree di intervento:


- Sostegno all’accesso all’alloggio (COD. 01). Obiettivo: prevenire i fenomeni di marginalità abitativa e di discriminazione che precludono od ostacolano l’accesso dei migranti all’abitazione)


- Valorizzazione delle seconde generazioni (COD. 03). Obiettivo: promuovere i percorsi di inclusione sociale, al fine di favorire il riconoscimento delle diverse identità culturali (emergenti e di origine), di cui i giovani stranieri di seconda generazione sono portatori.


La pubblicazione di questo bando ci dà l'opportunità di invitare il Comune di Mottola (nella persona di Paolo Taranto, Assessore ai rapporti con i cittadini stranieri) e la Provincia di Taranto (nella figura di Franco Gentile, consigliere di maggioranza in quella sede), quali enti destinatari del bando, ad allestire e a presentare progetti entro i termini del bando, che scade il 2 novembre 2007.


In particolare, con la segnalazione del bando, speriamo di fare cosa gradita al Rag. Paolo Taranto, il quale, nell'intervista rilasciata a mottola.splinder.com tempo fa, aveva dichiarato di essersi già attivato nella ricerca di finanziamenti in favore dell'immigrazione.


Maggiori informazioni si possono reperire non solo nel bando, leggibile e scaricabile (insieme ai relativi moduli) a questo link, ma anche in un «riassunto», scaricabile a questo link (file in formato .pdf), che mottola.splinder.com propone a chi voglia tenere d'occhio i punti più importanti di questo bando.


[Si ringrazia Sergio Maglio.]

37 commenti:

  1. Non solo rovinano l'armonia di un paese questi immigrati, dobbiamo pure agevolarli.... ci sono famiglie mottolesi ke nn hanno ancora una casa propria, e che vivono in affitto perchè nn hanno la possibilità di aprire un mutuo con le banche dato che ancora qualcuno non ha la sicurezza di uno stipendio a fine mese. Cercate prima di migliorare e avantaggiare chi paga le tasse al comune, poi si pensa ad aiutare gli immigrati... non pensate all'immagine che un comune potrebbe dare, ma sopratutto pensate che i vostri compaesani vivino degnamente!

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  2. Da elettore del CS non posso che essere d'accordo con il commento precedente. Prima pensiamo al benessere dei cittadini italiani poi gli immigrati.

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  3. Non riesco a credere alla grettezza di certe affermazioni!!!!

    Ci sono mille ragioni perché queste argomentazioni non sono né in cielo né in terra. Partiamo dal fatto che i progetti a favore degli immigrati nascono per coloro i quali vivono e lavorano dignitosamente nel nostro paese, non per quelli che "rovinano l'armonia" (che poi, che armonia?). Continuiamo dicendo che spesso quegli immigrati fanno lavori "scomodi", che nessuno vuole fare. Alcune persone sono molto “selettive” in campo lavorativo e personalmente credo che, con la chiusura mentale che ci ritroviamo, nessuno assumerebbe delle badanti straniere, se ce ne fossero di italiane. Pensiamo anche a tutti i datori di lavoro che sfruttano questa gente, mandandola a lavorare in campagna con compensi ridicoli: quanti di noi farebbero lo stesso solo per mantenersi o per mandare i soldi a casa? Non dimentichiamo anche che in passato (?) siamo stati noi italiani a emigrare; spesso infatti gli stranieri che vediamo a Mottola in vacanza sono figli di emigrati di altri tempi che hanno trovato all’estero un lavoro, una vita. Che qui non siamo in paradiso è vero, però puntare il dito in modo così semplicistico, facendo generalizzazioni assurde, non mi sembra proprio il caso. Se ci auspichiamo di crescere come paese dobbiamo superare questa chiusura mentale.

    BYOB

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  4. Perche' non chiedi a chi negli anni '50 e '60 e' emigrato in germania francigli belgio come veniva trattato? Agli immigrati di oggi lavoro, casa, assistenza e sopratutto "diritti".....

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  5. Gli anni del dopoguerra sono lontani, e il riconoscimento dei "diritti" era un concetto molto relativo. Tuttavia io conosco delle persone che sono andate in Belgio o in Germania e hanno sposato persone del luogo e stanno benissimo. Posso dirti inoltre che oggi gli emigrati italiani, tra cui quelli di mottola, vengono trattati benissimo e fruiscono di tutti i diritti di cui fruisce la gente del luogo. Poi non mi sembra che qui si sia detto che daranno case gratis agli immigrati solo perché sono simpatici, e noi siamo fessi. Le iniziative di cui si parla riguardano più che altro i fenomeni di esclusione sociale. E meno male che si garantiscano i diritti fondamentali: siamo nel 2007, in un paese che si definisce emancipato e civile, sai che vergogna se non fossero garantiti!!!

    BYOB

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  6. IL PROBLEMA è CHE ALCUNI DIRITTI NON SONO GARANTITI NEMMENO AI CITTADINI ITALIANI... COME PUOI PRETENDERE CHE VENGANO GARANTITI AGLI IMMIGRATI CARO BYOB? NESSUNO VUOL ESSERE RAZZISTA... PERCIò CERCATE DI AIUTARE SIA GLI IMMIGRATI CHE LA POVERA GENTE SFORTUNATA CHE NON HA LA POSSIBILITà DI VIVERE DEGNAMENTE!

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  7. Bravo #7. Forse BYOB ha la pancia piena e preferisce aiutare piu' gli immigrati che i paesani; altrimenti come farebbe a farsi "dritto" nei confronti degli altri???

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  8. Sono rimasto senza parole nel leggere questi commenti dal sapore razzista e profondamente egoista.. quando si parla di integrazione, si cerca proprio di evitare la ghettizzazione di razze e culture!! Gli immigrati attuali sono ( così come gli italiani decenni orsono) gente che ha diritto di vivere dignitosamente con diritti e doveri pari a tutti(italiani e no). Mi spiegate poi chi fra noi italiani si mette a fare per esempio la badante a 300euro al mese tutti i giorni al fianco di un anziano? Non pensate che gli immigrati siano solo criminali nullafacenti e "stangachiazz" pronti a delinquere in qualunque momento. Non mi pare che gli italiani siano stati trattati da schiavi in altre realtà nazionali.. certo anche allora hanno dovuto vincere ritrosie culturali contro i luoghi comuni che si esportava (mafia in primis) ma alla fine con tanta volontà chi ha voluto s'è costruito una vita che magari a casa propria gli era stata negata. Questi sono soldi destinati all'integrazione(spero quella vera) oppure avreste preferito che fossero destinati in qualche altra sagra e sagretta?? Oppure sarebbe stato meglio fare un bel biglietto di ritorno a tutti gli immigrati, salvo poi rivederceli di nuovo fra le "scatole"? La libera circolazione di merci e persone è un dato di fatto così come i problemi derivanti da Schengen.. vogliamo che questo Trattato diventi finalmente una vera risorsa?

    Marsluca

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  9. ...a nessuno viene da pensare che BYOB magari vive all'estero e quindi sa come vengono accolti e trattati gli italiani in altre nazioni del mondo?



    Faccio notare che i discorsi di "aiutare i paesani" nell'epoca della Rete non hanno senso, oltre ad essere (per usare un eufemismo) miopi.



    Certo, se l'idea che abbiamo di "incentivi all'integrazione degli immigrati" è quella di "aiutare i poveracci", è ovvio che con simili associazioni di idee finiamo per sproloquiare.



    Rassegnamoci: cominciamo con l'entrare nell'ordine di idee che gli immigrati non sono mendicanti fastidiosi, ma un elemento indispensabile (e sottolineo: indispensabile) della nostra economia. Non fosse altro per il fatto che, senza di loro, fra trent'anni la popolazione italiana sarà composta per la sua totalità da vecchi decrepiti. Una volta fatto questo, potremo forse esprimere giudizi un po' più lucidi.

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  10. Bravo Metaterpe, santo subito!

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  11. purtroppo, secondo me , è grazie a quelli ke la pensano come voi (metaterpe, byob e compagnia bella) se l'italia nn progredisce... ragazzi nn possiamo nascondere l'evidenza, l'italia nn sarà in grado di aiutare il prossimo se prima nn viene qualcuno in nostro soccorso!!! come pretendete di aiutare il prossimo???

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  12. #12, lo Stato non è l'opera di carità. L'obiettivo di tali finanziamenti non è quello di "aiutare il prossimo", né di dare il nostro superfluo a chi ne ha bisogno. Credevo che fosse chiaro. O sfottevi e non me ne sono accorto? No, perché l'idea pauperistica dell'Italia che vorresti contrabbandare (fino a invocare "qualcuno" a "venire in nostro soccorso") qualche dubbio me lo fa venire.

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  13. non si tratta di aiutare il prossimo, ma di vivere con qualcuno che ha un vissuto diverso dal nostro. Purtroppo, la gente come te, caro commentatore n.12, ha solo paura, niente altro! Ma con la gente codarda non si costruisce il futuro. Dovresti iniziare a combattere la tua stessa mentalità, pensa a tutte le volte che hai infranto il limite di velocità, a tutte le volte che hai creduto "nell'amico dell'amico"...



    Claudia G.

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  14. Cari ragazzi,

    Vorrei fare alcune precisazioni. Punto primo: tutti gli extracomunitari vagabondi e delinquenti sono immigrati, ma non tutti gli immigrati sono extracomunitari vagabondi e delinquenti. Punto secondo: non ho la pancia piena, mi alzo alle 6 ogni mattina e sono fuori casa11 ore al giorno per lavorare, per guadagnarmi da vivere e comprare quello che nessuno stato mi regala. Punto terzo: non bisogna essere miopi. Facciamo un esempio: ultimamente molti ragazzi di mottola e pugliesi hanno usufruito di ingenti – e vi assicuro ingenti – quantità di denaro per master e corsi di formazione post-lauream. Questi soldi sapete da che vengono? Da quella cosa chiamata “comunità europea”, che ha creato fondi per lo sviluppo del sud, grazie ai quali i nostri giovani possono permettersi di specializzarsi. Cosa avrebbe dovuto fare il resto d’Europa? Uno sciopero collettivo? Anche noi talvolta godiamo di privilegi di cui gli altri non godono, ma in quei casi non ci lamentiamo per le ingiustizie verso chi non gode di quelli.



    Inoltre vorrei aggiungere che io cerco utilizzare il mio cervello per distinguere tutti i bas..... che rendono l’Italia invivibile dalla gente che lavora onestamente perché non può farlo nel suo paese. Per me chi lavora e si sacrifica merita rispetto, che sia italiano, cinese, africano, rumeno o filippino. Siamo tutti esseri umani.

    BYOB

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  15. Dio mi ha reso miope perchè guardassi oltre!

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  16. Grazie Sergio....

    come aggiungere altro?

    Spero davvero che i mottolesi che abbiano idee razziste come quelle di questa conversazione si possano contare sulle mani, ma purtroppo sono consapevole che è un'illusione...daltronde, ammetto con un pò di vergogna, che anch'io a volte faccio pensieri cattivi nei confronti di extracomunitari quando si sentono fatti di cronaca in cui sono coinvolti in male....è nella natura umana (o forse quella + animale dell'uomo?) cercare di proteggere se stesso soffocando i Diversi da sè perchè sconosciouti e minacciosi....ma fortunatamente a differenza degli animali e anche della gente del passato, abbiamo oggi la CULTURA, a disposizione di tutti, allora perchè studiamo? perchè mandiamo i nostri bambini a scuola? cosa vogliamo che imparino? Io personalmente spero che la cultura che sto acquisendo e giorno per giorno costruendo mi serva a essere una persona migliore e capace di avere larghe vedute, possibilità e allargare i miei orizzonti ad altre culture!



    L'intelligente non è colui che nega all'altro sconosciuto il suo pane per paura di non averne poi per sè,

    ma è colui che divide il suo pasto con lo straniero, proprio perchè mentre il primo sarà solo anche se conla pancia piena, il secondo ce l'avrà mezza vuota la pancia ma sicuramente avrà un amico in più!



    Luna84

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  17. Io non sono assolutamente razzista, ma quando vedo extracomunitari che mendicano, vanno in giro ubriachi(e magari ammazzano qualcuno per strada), o peggio ancora sporcano, danneggiano, spacciano, rubano, violentano, etc... Be', se mi permettete, le p.... mi girano parecchio!

    Ben vengano le persone che decidono di vivere e di lavorare onestamente nel nostro paese; ma

    vivendo in un posto dove di extracomunitari ce ne sono davvero parecchi, posso assicurare, che la pazienza e la tolleranza nei confronti di chi si comporta in questo modo (e ve lo assicuro sono tanti!) prima o poi finisce.

    Secondo voi e' giusto che questa gente venga a casa nostra e non rispetta le regole o peggio ancora delinque? Chi la pensa diversamente cambiera' sicuramente opinione quando vedra' o subira' qualcosa da queste persone...

    Se permettete, mi continuano a girare......

    Michele '75.



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  18. Purtroppo da' fastidio vedere che la gente viene nel tuo paese e non mostra rispetto verso di esso, verso le sue leggi e la cultura, ma non sarebbe giusto fare di tutta l'erba un solo fascio...

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  19. ... quanti italiani mostrano rispetto verso il nostro paese?



    Claudia G.

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  20. ...quanti italiani mostrano rispetto PER il nostro paese?

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  21. tutti sbagliano, italiani o immigrati che siano questo non lo mettiamo in dubbio...se ve ne siete accorti xò,all'inizio nessuno parlava di razzismo... il primi commenti parlavano di guardare prima la situazione reale che c'è in un paese e poi cercare di aiutare gli altri perchè non credo che sia proprio giusto che un immigrato debba avere diritto a cose che il cittadino italianoha! non date per scontato che di questi tempi in italia non ci siano persone che si trovano in condizioni peggiori di un immigrato... gli ideali metteteli da parte e guardate in faccia alla realtà!

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  22. Quante volte si calpesta il tricolore per evitare una lunga fila in ... ?



    Claudia G.



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  23. io so solo ke gli immigrati in Germania, in Grecia e in spagna non li fanno entrare.....con questo non voglio essere razzista ma secondo me il razzismo lo creano loro con le stronzate che combinano ogni giorno.....poi è logico che la gente si non li vuole tra i piedi.....la verita è che se avrebbero piu rispetto per il nostro paese sarebbero criticati di meno

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  24. Egregio signor X, se il nostro patto sociale fa acqua, probabilmente ognuno deve assumersi le proprie responsabilità al riguardo. Negli ultimi 40 anni il nostro Paese è stato governato prevalentemente dal blocco centrista e moderato, dapprima con la DC ed il c.d. centro-sinistra, quindi con l'attuale alleanza di centro-destra, con le sole eccezioni dei governi Dini, Prodi e D'Alema. Credo, quindi, che le colpe vadano spalmate equamente e che sia nostro dovere di cittadini abbandonare i partiti presi e cercare di essere il più possibile obiettivi. Per questo, da uomo di sinistra, per la parte che mi compete, le dico che il CS ce la sta mettendo tutta per peggiorare la situazione già gravemente deteriorata, ma sicuramente anche dall'altra parte le coscienze non sono immacolate. Sapendo tutto questo, e di fronte alle continue malversazioni del potere nei confronti dei cittadini e del patto sociale, noi anime perse e tradite nei nostri "amori" ci sfoghiamo nei blog e nelle piazze, sostanzialmente rispondendo con la guerriglia politica e culturale ai thanks corazzati del potere (di CD e CS) che offende. Siamo tanti "ragazzi di Tien An Men", che pensano sia davvero possibile fermare quella colonna di blindati che vuole soffocare la libertà e la democrazia. Presuntuosi e cocciuti, forse, ma anche probabilmente indispensabili.



    Detto questo, passiamo agli immigrati. Delinquenti italiani ce ne sono a strafottere, ma ci piace pensare che tutti i delinquenti siano albanesi, o rumeni o nordafricani. Evitiamo così di processare le distorsioni del nostro patto sociale, ed individuiamo un preciso ed indifeso capro espiatorio. E' un po' come attribuire le cazzate commesse dai nostri figli ai loro amici poco di buono. Certo, spesso gli immigrati si chiudono in proprie enclave culturali ed etniche, praticamente impermeabili, e questo ci fa paura. Ovviamente, questa situazione non è l'ideale, è la situazione che per esempio vive la Francia, vedi banlieu. Ma non credo che gli immigrati rifiutino a priori l'integrazione nel nuovo paese che li ospita. Di fatto,spesso la loro inclusione sociale - voluta a parole - viene vanificata nei fatti dai comportamenti concreti quotidiani. Non ci illudiamo, signor X, anche se ad un cingalese diciamo buongiorno e diamo del lei, quel cingalese legge nei nostri occhi se lo sentiamo uguale o inferiore a noi, e quindi poi si regola di conseguenza, come farebbe ognuno di noi se sentisse gli occhi della gente addosso come ad un cane in chiesa. Le prime volte che ho visitato il nord Italia, tanti anni fa quando la Lega non esisteva nemmeno, quando vedevo la gente ridacchiare ed ammiccare per il mio accento non propriamente fiorentino, quando mi sentivo chiamare per scherzo " Ehi, Napoli...", anche se mostravo il sorrisetto le posso assicurare che mi giravano tremendamente le balle, e quindi buttavo le cartacce per terra, imbrattavo i muri dei cessi con scritte anti polentoni e tiravo calci ai fiammanti macchinoni che quella gente esibiva come biglietto da visita. Tutto ciò era sicuramente deprecabile, ma ovviamente molto comprensibile ed umano.



    Come lei stesso riconosce, bisogna cercare di favorire questa integrazione, sia per il futuro dei migranti che per il nostro stesso futuro. Non si può fermare la storia, né lo possiamo fare noi che abbiamo sperimentato da sempre il meticciato, grazie alla nostra collocazione nel cuore del crocevia mediterraneo. La "razza pugliese" è composta dalla stratificazione storico-biologica di geni illirici, greci, balcanici, arabi, nordafricani, bizantini, armeni, spagnoli, francesi, ovvero di tuuti coloro che nel corso di cinque millenni di storia hanno messo piede e popolato le nostre terre. Siamo una razza meticcia, e ce lo dobbiamo ricordare bene. Guardiamo quindi ai migranti stranieri non come persone da sopportare o al massimo aiutare, ma come compagni di strada nella edificazione del futuro, che attraverso le nostre scelte ed i nostri atteggiamenti può diventare più o meno roseo.

    Sergio

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  25. ci predica tanto l'integrazione di queste persone, perche' non prova ad andare a vivere in quei paesi e magari a pregare davanti un immagine a noi sacra??

    O meglio ancora a bere alcool o a vestire occidentale?

    Non so se ci riuscirebbe.....

    Noi invece dobbiamo essere tolleranti e fare di tutto che questa gente si integri al meglio, magari costruendogli a nostre spese moschee e luoghi d'incontro...

    IO non sono d'accordo.

    Michele '75

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  26. Caro Michele '75, sei bello grande e stai ancora a sentire quello che ti dicono studio aperto, tg5, tg1, tg4 e vari quotidiani nazionali?

    Leggi un pò di storia (sul colonialismo, schiavitù, perchè il terzo mondo è terzo mondo).



    A proposito sei mai entrato in abiti succinti in una chiesa?



    A proposito lo sai che nelle scuole quando si studiava religione, l'unica religione che si è semore fatta è stata quella cattolica.

    Allora perchè non chiamarla ora di cattolicesimo?

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  27. La nostra collocazione geografica avrebbe potuto rappresentare un vantaggio qualora nel corso dei secoli il Mediterraneo fosse stato un luogo pacifico nel quale le genti avessero avuto modo di interagire in libertà e tranquillità attraverso gli scambi commerciali.

    Ma la storia del Mediterraneo è da sempre attraversata da guerre e da popoli conquistatori che si sono avvicendati al potere e la Puglia, per la sua posizione, è stata terra di conquista e, nonostante la sua posizione, è rimasta ai margini dei traffici fino ai giorni nostri.

    Pertanto,” abbiamo sperimentato il meticciato” non perché la nostra terra sia stata un’ oasi di pace e di convivenza, piuttosto perché è stata un crocevia di guerre e di soprusi.

    “Ricordiamo bene” che bizantini, longobardi, franchi, saraceni, normanni, angioini, aragonesi, turchi, francesi, spagnoli “hanno messo piede e popolato le nostre terre” non perché tenessero ad instaurare un gemellaggio, a scambiare merci, idee, esperienze o culture, ma per accrescere con la guerra il proprio dominio.

    I monaci basiliani hanno vissuto all’interno di grotte od in mezzo ai boschi non per scelta, ma perché costretti a nascondersi dalla persecuzione bizantina o dalle incursioni dei saraceni.

    Il Salento è costellato di avamposti fortificati a ridosso del mare non per esprimere ai nuovi arrivati la loro calda accoglienza, ma per offrire un luogo di rifugio al contado locale nel momento in cui dalle alte torrette veniva avvistata la flotta saracena.

    Le ripetute invasioni e le guerre furono talmente intense che al termine del conflitto tra spagnoli e francesi non vi era nulla degno di nota per il viaggiatore forestiero se non un paese spogliato, violentato, spopolato, in preda a malattie e carestie.

    Ciò che è accaduto nel corso della nostra storia a partire da Roma in avanti ha implicazioni talmente negative che di esse paghiamo ancora oggi le conseguenze.





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  28. Caro commento 30, la guerra è sempre stata una costante della storia dell'uomo, nel Salento come in tutto il resto del mondo, sin dagli albori dell'homo sapiens. Quindi non ha molto senso quello che dici. Anche noi italiani, giusto per fermarci agli ultimi due secoli, abbiamo portato le nostre armi in Crimea, in Albania, in Libia, in Somalia, in Eritrea, quindi non siamo stati nè migliori né peggiori degli altri. La storia non ammette giustificazioni parziali a discapito. Non sto giudicando, quindi, se siano state guerre di liberazione o guerre di oppressione, dico solo che storicamente siamo meticci e che dobbiamo quindi smetterla di considerarci ariani.



    "I monaci basiliani hanno vissuto all’interno di grotte od in mezzo ai boschi non per scelta, ma perché costretti a nascondersi dalla persecuzione bizantina o dalle incursioni dei saraceni."



    Su questo punto ti invito a rileggerti tutto quanto è stato prodotto negli studi sulla civiltà rupestre da Fonseca e compagni, dal 1971 ad oggi. Qui non abbiamo mai avuto "monaci basiliani" che sfuggivano agli iconoclasti bizantini, ed i nostri villaggi rupestri non sono nati col precipuo scopo di nascondersi dai saraceni... Queste sono le puttanate che le c.d. guide turistiche incolte ed i depliant turistici scritti da incompetenti e stampati da Comuni et similia propinano ai turisti della domenica... Ma questa è tutta un'altra storia, se ne vuoi sapere qualcosa di più puoi leggere - oltre agli scritti degli illustri studiosi del fenomeno della civiltà rupestre come Fonseca, Guillou, Von Falkenhausen, Caprara, Lavermicocca - anche alcuni miei articoli apparsi su riviste specializzate che è possibile scaricare da un'altra pagina di questo blog.

    Sergio

    RispondiElimina
  29. "...anche alcuni miei articoli apparsi su riviste specializzate che è possibile scaricare da un'altra pagina di questo blog."



    ...e che sarebbe il caso di inserire in MOTTOLA DIGITALE per evitare che la gente impazzisca nel tentativo di rintracciarli.



    (Sergio fa riferimento a questo post. I link per scaricare i documenti si trovano in fondo al testo.)

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  30. Non appena sono stati resi noti i nomi degli autori dell'uccisione del bambino a Bormio che andava in bici, ho subito pensato a chi era già pronto col suo sermone xenofobo contro albanesi,rumeni,slavi,marocchini etc. Tutti pronti e magari favorevoli a comminare pene capitali agli autori dell'atroce delitto poichè non degni di vivere e soprattutto di svernare la loro carica delinquenziale a casa nostra!! Invece gli autori sono 2 ragazzi(di cui uno minorenne) della porta accanto. Per tutti noi è una tragedia, x le vite spezzate del bimbo (in primis), dei genitori della vittima, dei ragazzi e delle loro famiglie. Se fossero stati degli stranieri invece?? Ci saremmo preoccupati che a spezzarsi sarebbero state le vite degli extra-comunitari del caso!!

    Marsluca

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  31. Da suoi precedenti interventi emerge la constatazione di essere il risultato di tanti influssi che si sono succeduti e sovrapposti nel corso del tempo, come se tale circostanza giustificasse il fenomeno attuale dell’immigrazione.

    Qualora sia questo il suo pensiero, credo che si debba tener presente di come la nostra terra non sia stata il crocevia pacifico nel quale si sono sperimentate proficuamente esperienze di integrazione, ma il campo di battaglia di guerre di invasione ed il luogo nel quale l’integrazione, lungi dall’essere stata una scelta, è stata imposta dal volere del vincitore.

    Pertanto, se qualcuno mi dice che l’integrazione è positiva per averla già “sperimentata” nel corso della nostra storia, rispondo che l’abbiamo “sperimentata” per averla “subita” e che ciò non sia un argomento valido per giustificare il fenomeno attuale.

    Credo che l’approccio migliore da tenere di fronte al problema sia pratico: dobbiamo essere coscienti delle nostre possibilità ed agire di conseguenza.

    Il che vuol dire permettere l’arrivo di coloro ai quali poter realmente offrire un lavoro ed una casa.

    Meglio dare a pochi l’opportunità di riscattare una condizione miserabile e di meritare una vita dignitosa, che gettare i tanti dalla povertà nella quale sono nati all’inferno delle nostre periferie.

    Quanto alla faccenda dei monaci basiliani, le confesso di non essermi mai dedicato alla ricerca di materiale storico per lo studio dettagliato del caso, sono soltanto un giovane a cui piace leggere e capire la storia.

    Tuttavia, mi conforta il ricordare una specie di documentario televisivo trasmesso qualche tempo fa, nel quale pur presentando la civiltà rupestre come un fenomeno non strettamente riconducibile ai monaci basiliani e del tutto peculiare del medioevo pugliese, ma non solo, si è sostenuto il farne risalire le origini alla necessità di nascondersi all’interno di un territorio insicuro e percorso da violenze.

    D’altronde, è lo stesso Fonseca ,da lei menzionato nel suo stesso articolo, ad esprimere un giudizio non dissimile: “Il giudizio di Fonseca sulle cause del fenomeno civile del rupestre pugliese, per contro, è riassumibile nell’assunto che vi sia stata una frattura della vita in grotte tra l’Età Preistorica e quella Classica con un recupero intrapreso nel V-VI secolo dalle popolazioni meridionali, conseguente alla crisi della intelaiatura istituzionale dello stato e alla decadenza del ruolo delle città nel Tardo Antico e, inoltre, dettato da necessità di difesa per la frequente minaccia delle incursioni dal mare, per cui l’inurbamento delle gravine risulterebbe similare nelle sue motivazioni, agli insediamenti sulle alture con il relativo incastellamento delle località in seguito alla “grande paura” delle invasioni.18”

    Mi riprometto comunque di approfondire un tema che ci riguarda direttamente attraverso i suoi suggerimenti.



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  32. La barriera mentale che noi ospitanti spesso tendiamo a creare rispetto alla integrazione degli ospiti deriva da un pregiudizio che nasce sulla causa della loro presenza. In parole povere, un po' per egoismo, un po' per lo smarrimento che ha colpito il mondo occidentale dopo l'11 settembre, ci si sente violentati in qualche modo da una presenza che si giudica invasiva, non scelta ma subita, e neanche giustificata da una reale possibilità di una sostenibilità economica della politica dell'accoglienza. Lei la vede così, ed è una opinione che evidenzia una sindrome di accerchiamento, la paura di una sconfitta storica e di una pesante contaminazione della sua cultura e tradizione.



    Su questo si può essere più o meno d'accordo, senza voler esprimere ad ogni costo giudizi di valore. Personalmente, sono preoccupato come lei della mia cultura, della mia tradizione e del mio specifico corredo culturale occidentale, ma questo non mi spinge in una posizione anacronistica di arroccamento, bensì a capire come è possibile trovare una soluzione alla incomunicabilità ed allo scontro di culture, per migliorare il presente ed il futuro.



    Proprio perché mi piace scorazzare nella storia, cerco di rifarmi alle buone pratiche della nostra esperienza storica al riguardo. Il mondo ha sempre ospitato culture dominanti, e tutte hanno vissuto la loro curva di Gauss - nascita. splendore, decadenza - venendo alla fine del ciclo sostituite inevitabilmente da altri dominatori, altri imperi, altre potenze. Dai persiani agli egiziani, dalle città greche a Roma, da Bisanzio alla Spagna in età moderna, dall'Inghilterra coloniale, le culture dominanti hanno sempre dovuto cedere il passo, attraverso svolte storiche, ad arrembanti culture dominanti "barbare", nuove e quindi sconosciute e non rassicuranti.



    Mi permetta una osservazione: converrà con me che la attuale cultura dominante a partire dallo scorso secolo, la potenza occidentale americana, nasce a sua volta da una cultura "barbara" e percorsa a sua volta, ancora tutt'oggi, da discutibili forme di integrazione razziale. Ma la sua forza nasce probabilmente proprio dall'incrocio di quel ribollente e talvolta disperato melting pot che la scoperta del Nuovo Mondo ha creato.



    Quindi, credo che l'inevitabile avvicendamento storico non ci deve spaventare, è una sorta di teorema indimostrabile della storia, che evidenzia ancora una volta come nulla sia eterno. Anzi, direi che questa successione-evoluzione storica e culturale costituisce l'essenza stessa dello sviluppo tecnologico, economico e morale del genere umano, proprio perché favorisce la contaminazione e l'osmosi tra diversi sistemi culturali, creando nuove culture "bastarde", certamente non pure ma spesso molto più "intelligenti" ed innovative di quelle originarie, segnando così l'evoluzione dell'uomo.



    Come questo sia avvenuto, è risaputo. Sappiamo che spesso questo ricambio fisiologico della storia avviene attraverso la violenza, la guerra, la distruzione degli equilibri precedenti. Storicamente, questo è uno scotto che ogni cultura dominante ha dovuto pagare nel passato e che pagherà nel presente nel futuro. Ci sono stati nella storia, però, modi diversi per interpretare questo copione da parte delle civiltà dominanti e diverse strategie al riguardo. Roma e Bisanzio, ad esempio, hanno poturo contare su circa mille anni ciascuno di supremazia nel mondo loro contemporaneo, proprio riuscendo ad adattarsi, a contaminarsi, a meticciarsi con i popoli e le culture loro soggette, riuscendo così a trasformarsi le loro culture "locali" in culture "globali" per il mondo di allora, e prolungando così oltre il normale la loro potenza politica e supremazia culturale.

    Sergio

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  33. OK, meritate un bel dieci in pagella. Siete davvero bravi e intelligenti. Ma una persona è razzista perchè HA PAURA!!! Scomodare la storia, non credo possa risolvere il problema della paura.



    Claudia G.

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  34. Si ha paura di quello che non si conosce. Non possiamo pretendere una società ingiusta solo per giustificare e compiacere la nostra indolenza mentale.

    Sergio

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  35. Hai perfettamente ragione! Infatti, percorrendo la statale 100, e non solo, capita spesso di vedere donne di colore("schiave della prostituzione"), ma per noi questo è normale, vero?

    Allora, mi chiedo, ha senso analizzare la storia, se riteniamo normale tale schiavitù!

    Cosa facciamo, per combattere questa ingiustizia?

    Inerzia mentale! Hai proprio ragione!!!



    Claudia G.

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  36. Scusate!

    "Cosa facciamo per combattere questa ingiustizia?"



    Claudia G.

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  37. Ingiustizia la prostituzione, oppure ingiustizia la prostituzione delle schiave di colore? Credo che tu ti riferisca soprattutto al secondo concetto. Sono perfettamente d'accordo con la tua indignazione, anche perché quest'ingiustizia si perpetua nella complicità tra le mafie straniere e le mafie locali, e si alimenta in un mercato locale che vuole la prostituta nera.



    Quelle povere ragazze non vengono dalla Nigeria o da altri mondi fin qui perché sognano di incontrare i camionisti e gli arrapati della statale 100, ma solo perché illuse e ricattate dai loro sfruttatori, che spesso non possono essere arrestati perché le ragazze si rifiutano di produrre la loro indispensabile testimonianza, per paura del loro destino e di quello dei familiari in patria.



    Comunque, posso darti una buona notizia, al proposito. L'art. 18 della Bossi-Fini, sì proprio quella, in tema di tratta ha ripreso saggiamente la precedente legge Turco-Napolitano, e rappresenta oggi una delle legislazioni più avanzate nel mondo in questo genere di normativa, consentendo alle vittime della tratta sessuale l'acquisizione del permesso di soggiorno ed un regime speciale di assistenza e protezione che permette la sicurezza ed il reinserimento della giovane, se questa denuncia il suo sfruttatore.



    In Puglia esistono sei centri di protezione che operano, ovviamente al "coperto", nell'ambito di un programma nazionale gestito dal Dipartimento governativo per le Pari Opportunità, sparsi nelle province di Bari, Foggia e Lecce. I primi risultati , da alcuni anni a questa parte, si sono visti, soprattutto grazie al volontariato sociale ed alle "unità di strada" che cercano di informare le ragazze su questa possibilità di uscita dal loro infernale tunnel di sfruttamento.



    La Provincia di Lecce, in particolare attraverso il Progetto "Libera", ha anche varato ben due progetti nell'ambito del programma comunitario ENAT, con la Spagna, la Francia, la Slovenia, La Romania, l'Albania, la Croazia e la Polonia, allo scopo di creare una rete internazionale che faciliti la collaborazione tra magistratura, forze dell'ordine, istituzioni pubbliche e privato sociale, per confrontare e diffondere in tutti questi paesi le buone pratiche registrate in tema di lotta alla tratta.

    Sergio

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