Dal Corriere del Giorno di ieri:
Rifondazione e il lavoro: precariato e sfruttamento sono nodi da sciogliere
MOTTOLA - A qualche giorno dal Referendum, che ha visto i lavoratori italiani esprimersi sull’accordo sul Welfare, la locale sezione del Prc ha voluto organizzare, presso la sala convegni, un incontro sulla questione del precariato. Un’occasione pensata per approfondire meglio i contenuti ed evidenziare alcuni aspetti di criticità del Protocollo in materia di lavoro.
A Vito Chiulli, segretario dei Giovani Comunisti – Sezione “Peppino Impastato”, il compito di dare inizio ai lavori, moderati da Antonio Greco, segretario della locale sezione del Prc. Un intervento critico contro il Governo centrale, che “in materia di lavoro – ha detto Chiulli – in questi anni ha dato solo prova di grande immobilismo”. Il prof. Roberto Voza, docente di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Bari, rimanendo in tema, ha voluto evidenziare come l’esito del Referendum, che ha visto votare per il sì, non escluda, ma imponga la necessità di continuare a riflettere sui contenuti del Protocollo stesso, che non sono immodificabili. Da un’analisi critica fatta dallo stesso docente universitario, tra gli aspetti positivi, sarebbero da indicare: l’innalzamento delle pensioni più basse; alcuni interventi in materia previdenziale volti a garantire un minimo di continuità contributiva per i lavoratori discontinui; la reintroduzione del diritto di precedenza per i lavoratori a termine, nel caso di nuove assunzioni, a tempo indeterminato, da parte dell’azienda; un primo intervento, sia pure ancora timido, ma, comunque, significativo, sui lavori usuranti. Non meno importanti, sarebbero, però, gli elementi di criticità, che riguardano, per esempio, la questione della reiterazione del contratto a termine; alcune organizzazioni sindacali, infatti, hanno evidenziato come, consentire dopo 36 mesi un’ulteriore reiterazione, un’ulteriore assunzione a termine, sia pure convalidata davanti ad un organo amministrativo con la presenza del sindacato, non consenta di evitare un possibile uso distorto del contratto a termine. “Forma di contratto, questo – ha aggiunto il prof. Voza - che non è certo da cancellare, come non è da cancellare in blocco la flessibilità del lavoro, in parte necessaria ed utile alla competitività delle imprese. Ciò che, invece, va contrastato, è senz’altro la precarietà, cioè lo sfruttamento e l’utilizzo precario, intermittente, temporaneo dell’impiego, quale strumento di puro e semplice abbattimento del costo del lavoro stesso”.
Tra i relatori, oltre a Giuseppe Quero per la Cgil, è intervenuto anche Lorenzo Scarano, dottorando in Diritto del Lavoro presso l’Università di Bari, il quale ha rimarcato la necessità di intervenire sul Protocollo in materia di lavoro per riformarlo a favore degli interessi dei lavoratori. Insomma, un convegno, quello dell’altra sera, che, come detto da Franco Gentile, responsabile economico del Dipartimento Economia Federazione Provinciale Prc di Taranto, presente tra i relatori, è stato propedeutico alla manifestazione del prossimo 20 ottobre: la sinistra unita, raggiungerà la capitale per sollecitare il Governo a rivisitare il Protocollo di luglio sul Welfare.
M. Flo.
---
Domani (*) concerto della Filarmonica di Ploiesti
MOTTOLA - Il Centro di Formazione Musicale “Franco Leuzzi” e il Centro Studi Danza Royal Ballet di Mottola organizzano per domani il concerto dell’Orchestra Filarmonica “Paul Constantinescu" di Ploiesti (Romania) diretto dal maestro Ovidiu Balan. Il concerto si terrà presso “Villa Petruscio” a Mottola, alle ore 21,15.
(*) oggi, 22 ottobre 2007, n.d.r.
Il problema del precariato non può essere trattato separatamente da quello del lavoro; anzi, se vogliamo, è un "falso problema", nel senso che il problema vero sta nel fatto che il lavoro non c'è. Se il lavoro ci fosse non esisterebbero le leggi sul precariato.
RispondiEliminaLe leggi sul precariato nascono, dunque, per mettere una "pezza" ad un problema molto più gravoso quale è quello della mancanza di lavoro.
Ed è una pezza che si ritorce contro i lavoratori nel momento in cui si dà la possibilità alle imprese di sfruttarla per abbatterere i costi del lavoro (come si legge nell'intervento del Prof. Voza).
Sarebbe necessario, secondo me, introdurre alcuni vincoli al ricorso al precariato per le imprese:
1. Innanzitutto un'impresa che abbia ridotto il personale negli ultimi mesi non deve poter assumere con contratto di precariato
2. in secondo luogo i precari devono guadagnare di più rispetto a chi ha un contratto a tempo indeterminato, perchè sarebbe giusto remunerare, appunto, la loro condizione precaria
3. infine un'impresa non deve poter assumere un numero di precari superiore al numero di dipendenti a tempo indeterminato.
L'utilità di un contratto di precariato per un'impresa, risiede nell'avvalersi della collaborazione temporanea di determinate figure per l'implementazione di determinati progetti. Assumere un nuovo dipendente precario per sostituirne un altro per il quale siano scaduti i termini è, secondo me, un abuso.
Hai perfettamente ragione ma non essendo minimamente sfiorati da questo problema i politici italiani non sono in grado o meglio non hanno voglia nè tanto meno necessità di risolvere questa situazione. Poveri noi
RispondiElimina