Edipo, figlio di Giocasta, viene abbandonato poco dopo la sua nascita. Allevato da un pastore, finisce per sposare sua madre, nel frattempo rimasta vedova. Quando i due coniugi incestuosi conoscono la verità, lei si toglie la vita.
L’identità di una persona ha un valore inestimabile. Tanto che Giocasta preferisce morire nel momento in cui ha la sensazione di perderla.
Ognuno di noi è assolutamente unico grazie alla sua identità. Essa dà un senso alla nostra storia, alla nostra capacità di ragionare e di interagire con gli altri, alla nostra personalità.
Non identificarsi porta a rinunciare alla propria unicità, a ridursi ad uno qualsiasi tra 6,3 miliardi di individui; a sfiduciare se stessi, la propria intelligenza, il proprio modo di essere; a rinunciare alla propria cultura, alla propria libertà di pensiero, al proprio essere “uomo”.
Giocasta si uccide per amore della sua identità.
Agli anonimi fomentatori che frequentano questo blog, il suggerimento non è di seguire le orme della povera Giocasta. Semplicemente riflettete sul valore che manifestare apertamente il vostro pensiero possa assumere e sulla viltà che può nascondersi dietro la scelta di esprimerlo in maniera occulta.
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L'identità culturale e sociale di ogni soggetto facente parte di qualsivoglia comunità è sicuramente un bene molto prezioso da preservare. Nella nostra quotidianità semmai, si assiste al problema contrario, cioè all'eccesso di orgoglio e spirito di appartenenza, da utilizzare casomai, per discriminare chi in quella identità non si riconosce. Le persone si stanno nuovamente mobilitando intorno alle vecchie ingiustizie etniche, religiose, razziali e culturali e pretendono che le loro identità vengano riconosciute, rivalutate e accettate dalla società nel suo complesso. Per tutti coloro che soffrono di intolleranza, l'unica cura è la democrazia, che permette anche a quelli che fanno parte di una "minoranza", di avere una adeguata rappresentanza politica.
RispondiEliminaLe tue parole Dirac mi hanno fatto riflettere: eccomi finalmente...
RispondiEliminaMi trovo d’accordo con Dirac quando dice: “Agli anonimi fomentatori che frequentano questo blog, il suggerimento non è di seguire le orme della povera Giocasta”. Mi permetto, tuttavia, di aggiungere che gli “anonimi fomentatori” una ….. identità ce l’hanno comunque. “Nessuno può, per un periodo che non sia brevissimo, portare una FACCIA da mostrare a se stesso e un’altra da mostrare alla folla (n.d.r. ai frequentatori del blog, in questo caso) senza alla fine trovarsi nella condizione di non capire più quale possa essere la VERA” (Nathaniel Hawthorne, “La rosa scarlatta”); infatti, gli “anonimi frequentatori” sanno benissimo che faccia … hanno e tutti la possono facilmente riconoscere.
RispondiEliminaIl “trombato della politica” (così battezzato da Utente Anonimo #5 - 07 Settembre 2007), anzi Il “Coriolano rabbioso” (così appellato da Utente Anonimo #11 - 07 Settembre 2007) alias GABRIELE SCARANO
(per la serie: che cosa si è costretti a sopportare dagli … “anonimi fomentatori” in nome di una dignitosa libertà).
P.S. Complimenti a mottola.splinder anche per “Scrittura cor(ro)siva”.