Durante la settimana appena trascorsa, alcuni paragrafi di articoli pubblicati sulla stampa offrono lo spunto per discutere di alcuni problemi legati alla nostra città.
Sul Corriere del Giorno di domenica scorsa (23 settembre 2007), un corsivo a firma Michele Cristella mette il dito nella piaga del rapprto tra cittadini e politica, già messa abbondantemente a nudo da Beppe Grillo. E parla di «casi» di Martina, Massafra, Torricella, Grottaglie... e Mottola. Ecco lo stralcio che ci riguarda:
S'è offuscato il senso della cittadinanza
Nessuno più ascolta la voce delle strade
Soliloqui dei politici, solitudine del popolo.
Domenica scorsa a Mottola si è verificato un piccolo episodio, che in altro contesto sarebbe insignificante; invece aggiunge qualcosa alla conoscenza del grave malessere della democrazia italiana.
Mottola, da sempre roccaforte della destra ionica, al punto da essere la sede della Festa provinciale del Tricolore, cioè di An, domenica sera, alla chiusura, come da tradizione era previsto un grande comizio con tre grandi nomi e poi festa e balli. Nessuno dei grandi nomi si è presentato: cause di forza maggiore, si dice in simili casi. Ma non c’era nemmeno il sostituto: il palco è rimasto vuoto, spento, muto, il messaggio non è stato dato, il contatto fra partito e popolo è stato eluso, la democrazia è stata sopita, insabbiata, almeno per una sera.
Due le specificità di questa festa partitica: una manifestazione politica s’è conclusa solo in canti e balli; e il naufragio nel silenzio di un partito come An, discendente del Msi, imbattibile nell’ars oratoria, dai leader nazionali ai segretari di sezione del più sperduto paesello, e partito trionfalmente riconfermato nel governo locale e all’opposizione al governo nazionale, quindi ben provvisto di argomenti comiziali.
In altri tempi e in altri luoghi, un’onta per quel partito mancare un comizio; oggi, forse, solo uno scrollar di spalle, o, peggio, la ormai celeberrima parola grillesca, ma rivolta agli elettori. Cittadini lasciati a se stessi: solitudine del popolo.
All’afasia del Palazzo mancava solo An; ora fra i partiti che fanno la grazia ai loro elettori di star fra essi e parlar con loro, o che non sanno che cosa dir loro, non manca più nessuno.
E che ciò accada nei paesi è un aggravante, perchè la voce dell’abbandono del palco da parte di un partito diventa subito un “caso” che passa dalla meraviglia alla delusione, allo sberleffo, all’ira, all’insulto, alla cancellazione.
Gli stessi stati d’animo che accompagnano il nascente Pd. Da che mondo è mondo qualsiasi nascita vien seguita momento per momento, preparata in ogni dettaglio, comunicata, trasformata in evento. Il Pd, invece, sta nascendo da una semplice unione dei pochi rimasti nelle sezioni di Ds e Margherita, quasi all’insaputa dell’opinione pubblica: non dibattiti sezionali e pubblici, non proselitismo, non cooptazione di ragazze e ragazzi promettenti, ma solo riunioni al chiuso, con, al massimo, una frettolosa autopresentazione: soliloqui dei politici, da incapacità di uscire da sé per entrare nella realtà.
[...]
Michele Cristella
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Numeri, invece, su Tarantosera del 25 settembre, dove si riportano alcuni dati riguardanti la «fuga dei cervelli». Scopriamo che l'anno scorso Mottola ha perduto 77 abitanti:
Addio, Taranto bella...
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Nel 2006 hanno lasciato la provincia ionica 488 cittadini, rispetto ai -88 del 2005, ai -892 del 2004 e alla crescita di 309 del 2003. Comuni in crescita Tuttavia i singoli comuni ionici danno questa fotografia complessiva: 19 sono in crescita come numero di residenti e 10 in calo. Fra i comuni che registrano un segno positivo al primo posto si piazza Massafra (+205), seguita da Grottaglie (+136), Martina Franca (+110), Leporano (+97), Ginosa e Palagianello (+83), Monteiasi (+74), Carosino (+61), e poi man mano seguono nell’ordine decrescente gli altri undici paesi ionici.
[...]
Segno negativo per gli altri dieci comuni ionici, con in testa Taranto con un –1.213, seguito da Montemesola (-131), Sava (-130), Manduria (-103), Mottola (-77) per arrivare ai -5 di Fragagnano. I dati del 2006 ci dicono che in tutta la provincia ionica risiedono 4.050 cittadini stranieri, di cui 688 nel comune capoluogo. Nella provincia questi i dati più significativi: 945 a Martina Franca, 350 a Manduria, 311 a Grottaglie, 255 a Massafra, 238 a Ginosa, 208 a San Giorgio Jonico, 126 a Sava. Negli altri comuni ionici vi sono presenze irrilevanti sul piano numerico. Le aride cifre tuttavia non ci consentono di comprendere tante altre ragioni che spingono le persone a lasciare la propria terra. Vi sono coloro che per scelta di vita hanno voluto abbandonare la città; a questi si aggiungono coloro che hanno trovato una migliore condizione di lavoro fuori dalla propria terra. [...]
questa fuga succede perchè nel nostro territorio non vi sono le condizioni adatte per lavoro: ne ricerca, ne volontà di investire capitali.....
RispondiEliminaaltra qustione è che i laureati vogliono fare solo i dottorini, senza posto, a carico di mamma e papà, ma orgoglioni di essere laureati senza lavoro....
pianoforte scordato
si, dopo una laurea ce ne andiamo all' Ilva, per far contento te e tutti quelli che hanno creato questa Italia...
RispondiEliminaDa notare che a 5 minuti di auto da Mottola la situazione cambia in positivo (Massafra (+209); Palagianello (+83),)quindi credo che il fattore lavoro sia anche relativo, ma è anche un fattore di costi di euro al mq2.
RispondiEliminaSapete tutti quanto costi un appartamento qui, sbandierando sotto mentite spoglie i costi, della serie,il panorama giù alla rotonda: peccato che quando ci si svegli la mattina si guarda all'eco mostro chiamato ilva!!!!
A proposito di ilva, nessuno ha detto che i laureati devono andare lì a lavorare; ma è anche vero che un laureato a più chance altrove di trovare il suo amato posto fisso rispetto che a Mottola.
Qui non è possibile trovare né posti fissi, né a contratto, né da precari, né sottopagati. Nulla di nulla. E scusate se dopo che uno si è fatto un .... cosí sui libri non vuole andare a fare il cameriere da Peppino.
RispondiEliminaLa questione della "migrazione" va analizzata un po' diversamente da quanto semplicisticamente fatto sia nell'articolo, sia nei commenti.
RispondiEliminaDi fatto, le questioni rilevanti sono molteplici, qui per esigenze di spazio, ne evidenzierei solo 3, almeno in prima battuta.
1. Esiste una migrazione strutturale da sud a nord e questa e' storica e non puo' essere ascritta alla sola provincia o a mottola in particolare.
Per questa tipologia di flusso, le soluzioni posso essere trovate solo a livello macro da politiche governative, che vadano in direzioni differenti rispetto al passato. Mi riferisco a piani di sviluppo veri ed alla creazione di condizioni economico-culturali di medio-lungo periodo che per andare a regime richiedono almeno un decennio di investimenti, non solo economici ma anche organizzativi.
(non approfondisco per motivi di tempo);
2. un flusso migratorio derivante dalle problematiche proprie del paese quali:
a) poco appeal della citta' in generale (per capirci: non mi piace) b) il costo spropositato di case in rapporto a paesi limitrofi (e qui sul blog tempo addietro il tema e' gia' stato toccato).
3. un'ultima parte di flussi e' creata dalla fuga "culturale". Mi spiego, spesso si va a studiare fuori (Roma, Milano, Siena, Bologna, o estero, etc.) e dopo la laurea si resta li poiche' si trova lavoro. E' evidente che anche quest'ultima forma di migrazione deriva dal malfunzionamento evidenziato al primo punto ma non e', di per se, negativa poiche' spesso deriva anche da scelte di singoli. Ci si trova bene e si decide di restare dove si e' studiato anche perche' rientrare e' una lotteria.
Quindi, in effetti, sarebbe bello ci fossero le condizioni per far rientrare gli "emigrati di lusso" e per impiegare tutti. Ma purtroppo non e' e non sara' mai possibile.
Ora, per riprendere invece la questione di chi si lamenta dei posti: sono e saro' convinto che ognuno meriti di lavorare in base alle proprie competenze, quindi no a Peppino con il Master, pero' anche chi ha, diciamo, titoli quali la laurea, non deve assolutamente credere di avere un diritto divino a trovare lavoro. Lavoro che oggi e' complesso e difficile, in continua evoluzione e che spesso richiede sacrifici (ed incertezze): occorre spostarsi o creare da se le condizioni occupazionali. Quindi, grande rispetto per i titoli, ma un po' piu' di inventiva e voglia di fare da parte nostra, puo' creare spazi lavorativi anche laddove sembra non ve ne siano. AM
Il nostro paese subisce un graduale invecchiamento della popolazione (con conseguente spopolamento del centro cittadino), emigrazione dei giovani sia per lavoro (e mi riferisco ai giovani laureati oltre ai giovani che "mettono firma" nelle forze dell'ordine) che per condizioni di vita migliori (vedi il costo della casa ma non solo). Inoltre vogliamo dire che anche dal punto di vista del sociale/tempo libero Mottola non offre niente o quasi?
RispondiEliminaPolitiche giovanili = 0.
Centri di ricreazione = 0.
Oramai la piazza è troppo grande per accogliere i quattro gatti del Sabato/Domenica (e non sto parlando del Lunedì).
Se si esclude qualche lavoro ad appannaggio di stranieri (vedi alla voce badanti), questo trend negativo, molto probabilmente, durerà per molti anni.
Chissà se fra cent'anni Mottola diventerà un paese fantasma come Craco
In Italia non c'è lavoro. Questo è un dato di fatto. Se il lavoro ci fosse non esisterebbero le leggi sul precariato. Poichè la densità dei posti di lavoro non è omogenea nelle varie regioni d'Italia è naturale assistere ad una migrazione da zone a bassa densità verso zona ad alta densità (da sud a nord, quindi).
RispondiEliminaIn alcuni casi però ci si trova di fronte a persone che, o perchè particolarmente capaci o perchè particolarmente fortunati, hanno la possibilità di emigrare oppure restare a lavorare al sud, perchè avrebbero trovato un dignitoso lavoro anche in queste terre. Si tratta di pochi casi, uno su dieci o su venti, però se quando ciò si verifica questi "cervelli" restassero qui al sud, probabilmente le possibilità di sviluppo per il mezzogiorno aumenterebbero. Se i migliori vanno tutti via, difficilmente si potrà verificare quel processo di sviluppo del mezzogiorno che tutti ci auguriamo e che mai si realizza.
ai giovani mottolesi:
RispondiEliminaANDATEVENE DA MOTTOLA!!!
non c'è futuro, non c'è lavoro, non c'è cultura, non c'è qualità della vita, non c'è nulla il sabato, nè la domenica, non riesci a lavorare, non si cresce, il paese invecchia, e ai mottolesi di tutto ciò non gliene frega niente!!!
Tra 20 anni il nostro beneamato paese sarà più triste di quel che è, senza un cinema, una azienda, ma con un cimitero molto più grande.
forse è perchè siamo al Sud, forse perchè siamo nella provincia economicamente più depressa d'Italia, forse è per la mentalità mottolese che di fronte al nuovo e all'innovazione si chiude a riccio.
un giovane disilluso
Al commentatore 8,
RispondiEliminacomincia tu ad andar via, non abbiamo bisogno di gente che pensa come te.
caro #9,
RispondiEliminaè grazie alla grettezza di esseri come te che ho appena deciso di tornare sui miei passi e rimanere qui, per veder crescere un'erba migliore di quella marcia, putrefatta che tu rappresenti.
scherzi a parte è l'ennesima conferma, che gente come te rovina la digestione a persone perbene, nonchè inquina lo spazio che qui ci viene offerto. mi sembra quasi di conoscerti, magari ogni tanto ci siamo incrociati, qual è la tua aspirazione, entrare nell'esercito come volontario, entrare in aeronautica per raccomandazione, lavorare all'Ilva fino all'avvelenamento da polveri sottili, passare i tuoi primi 30 anni in un baretto del corso ingurgitando Raffo, o passare la tua vita a mandare via la gente che ti offre un consiglio, sincero, senza altra aspirazione se non di sperare in un futuro migliore?
ma forse sono io che ti dò troppa impotranza.
torna a girovagare nel Corso, su.
un giovane disilluso
ho visto che il mio primo commento ha innescato una serie di paroloni e parolacce ma spero che nel bene e nel male questi argomenti non siano di disgregazione ma di incontro e di confronto : ringrazio l'utente che al secondo commento sottilinea che vuole certamente un adeguato posto ai propri sacrifici - MA CERTAMENTE FARE IL TORNITORE...
RispondiElimina(lavoro estremamente ricercato a proposito, ma denigrato per la pesantezza dell'impegno)
DI PIAZZA NON E' EDIFICANTE
tutta la serie di analisi che è stata fatta nei commenti successivi ha alla base che la nostra responsabilità nella ricerca di un posto di lavoro legato al titolo acquisito, dopo tanti sacrifici, compromette la nostra serenità e la nostra vita in modo definitivo
non c'è da innescare POI altre micce sull'argomento studio : che i mediocri sono considerati di un certo valore (e diventano geni) e chi si impegna purtroppo diventa mediocre a causa del nostro sistema di scuola..... attenta solo alla massa e non alla qualità -
MA SOPRATTUTTO CHE I MEDIOCRI NELLO STUDIO DIVENTANO GENI NEL MONDO DEL LAVORO E GUIDANO IL NOSTRO BEL PAESE, OPPURE SONO IMPRENDITORI DI SUCCESSO, ETC....
ad maiora
pianoforte scordato
Per il commento 11.
RispondiEliminaIo credo (e ne sono sicuro per me) che i commenti siano stati generati dall'articolo e non dal tuo commento.
Nel quale ad onor del vero non e' che vengano posti quesiti o fatte considerazioni tali da "innescare", come dici tu, un proliferare di risposte. AM
caro pianoforte scordato,
RispondiEliminahai ragione, i politici corrotti divengono ministri e presidenti, mentre la gente per bene (vedo salvabile il solo Di Pietro), è costretta a essere presa per pazza. magari tutta questa gente dovrebbe vedersi "L'avvocato del diavolo", con Al Pacino, in cui ben si capisce come l'occasione faccia l'uomo ladro. ma lo dico perchè mi sembra che la mentalità prevalente oggi premia questo sistema, "fatti i fatti tuoi" e "dammi il voto,ti sistemerò".perciò sono preoccupato a rimanere in un paese che di questo passo va a finire in bancarotta peggio dell'Argentina,e non mi riferisco solo a Mottola quanto all'intero Paese.
se poi vedo nella mia città gente che questo abito mentale ormai lo ha completamente fatto proprio, quando dovrebbero essere i giovani a dare una speranza peril futuro, la stuazione è ancora più sconfortante
un giovane disilluso
per il commento 12
RispondiEliminaera un modo di dire innescare micce
non certamente uncommento su un blog serve per parlare di questi argomenti
serve certamente però a confrontare il proprio pensiero, si può dire di tutti e di tutto
FINO A PROVA CONTRARIA ESISTE LA LIBERTA' DI PENSIERO E PAROLA
pianoforte scordato
p.s. non ho proposte da dare per risolvere problemi ma pensieri da spendere
x il commento #8:
RispondiEliminaricordati ke sono le persone come te ke non fanno andare avanti la città....ke risposta e "ANDATEVENE DA MOTTOLA"....ho 17 anni ed ancora una vita davanti anke se le prospettive future ke l'Italia ci propone non sono molto incoraggianti......ma questo non vuol dire ke bisogna arrendersi e darla vinta a quqei politici ke se ne fregano e fanno solo i propri interessi 'non è riferito a Quero uno dei poki ke stimo'.....secondo me se gia da così giovane ti arrendi ti arrenderai tutta la vita.... io penso invece ke bisogna reagire e combattere questi FANNULLONI iniziando a creare noi delle opportunità,delle idee,delle speranze ke prospettino Mottola verso un futuro migliore.....odio le persone come te ke criticano ma non fanno niente per cambiare la situazione....non mi fraintendere, ank'io penso ke in Italia e a mottola noi giovani non abbiamo un futuro........ma questo deve essere un monito per crearlo se non a noi alle generazioni ke verranno dopo in modo ke non vivino la situazione precaria dei giorni nostri.....infine concludo con un auforisma di un mito per me 'A.Einstein'....meglio essere ottimisti del futuro e avere torto ke essere pessimisti ed avere ragione
concordo con te 15 anche secondo me bisognerebbe nel nostro piccolo a cambiare la situazione
RispondiEliminaIl decadimento della "squola" italiana.. "auforisma" del #15 fai bene a stimare quero e forse comincio a capire pure il perchè!!
RispondiElimina#18
RispondiEliminaun giovane disilluso