mercoledì 19 settembre 2007

Partito Democratico: la Lista Melandri non si presenta in Provincia

Il coordinamento provinciale della Lista “con Veltroni: Ambiente, Innovazione Lavoro”, che fa riferimento al ministro Melandri, ha diramato ieri sera un comunicato (lo potete leggere integralmente sul blog del comitato 14 ottobre di Mottola). Tra i firmatari del documento, il mottolese Andrea Caramia.


Pare, dunque, che la Lista, appoggiata dal Comitato mottolese, rinunci a presentarsi alla competizione delle prossime elezioni primarie.


Riportiamo anche l'articolo sulla questione, apparso stamattina sulla Gazzetta del Mezzogiorno.


IL FATTO - Sfuma l’accorpamento con i riformisti

Pd, lista Melandri: niente primarie


L’«assalto ai forni» fa le prime vittime eccellenti. La corsa alla composizione delle liste per le primarie del Partito democratico vede, da ieri, fuori gioco l’assessore provinciale Giuseppe Vinci e il consigliere provinciale Ds Luigi Conte. Dovranno rinunciare alla candidatura nella lista «Con Veltroni: Ambiente, Innovazione, Lavoro».


Ieri è arrivato il dietrofront ufficiale da parte del coordinamento provinciale: «Prendiamo atto - si legge in una nota - della impossibilità di qualificare il percorso sin qui svolto per una confluenza nella lista “Riformisti per Veltroni”. Tale impossibilità è scaturita dal confronto avuto in sede provinciale con le altre due componenti che sostanziano la lista, e cioè “A sinistra per Veltroni” e “Area Socialista”. Il confronto non ha soddisfatto i requisiti di rinnovamento del personale e della cultura politica che sono stati posti alla base del lavoro svolto in questi mesi in relazione alle priorità programmatiche rappresentate dalla nostra lista».


«Nel rispetto di tutte le persone, le associazioni e i pezzi di società organizzata coinvolte sui temi della lista “con Veltroni, Ambiente Innovazione, Lavoro” non contribuiremo pertanto alla formazione delle liste dei “Riformisti per Veltroni” nei collegi di Taranto e provincia».


«I rappresentanti del coordinamento - conclude la nota - si riservano ogni ulteriore valutazione, da svilupparsi nelle differenti realtà locali, su come contribuire attivamente alla fondazione del Partito Democratico». Seguono le firme di Luigi Morea, Vinci e Conte. Con loro Salvatore De Felice, Roberto De Gregorio, Andrea Caramia, Alfonso Musci, Pino Mellone, Franco Tomaselli, Vincenzo Caldarulo.


«Non è un segnale di resa», spiega alla “Gazzetta” Luigi Morea. «Come coordinamento della lista rimaniamo in campo; semplicemente non si sono create le condizioni per una nostra lista. Spiace perché abbiamo fatto una grande battaglia, ma continueremo perché abbiamo costruito una rete territoriale aperta a gente nuova, insoddisfatta del processo di costruzione del Pd e che guardavano alla “lista Melandri” come ad una proposta aperta, di rappresentanza dei bisogni veri. Ha vinto la vecchia politica dei riti. Ha vinto la “tradizione”, diciamo così, che stima le candidature “a peso” sulla base dei voti. I gruppi dirigenti del Pd - aggiunge Morea - non sono aperti alla diversità, c’è autoreferenzialità, non tanto di potere ma di cultura. Noi restiamo in campo, ognuno compia le sue scelte. Se il Pd è un partito aperto, va da sé. Ma nessuna “fedeltà alla causa”».


FULVIO COLUCCI

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