I quotidiani hanno dato ampio risalto, sabato scorso, alla notizia della prossima abolizione delle comunità montane pugliesi, nell'ottica di una razionalizzazione delle risorse e in reaszione posta al putiferio scatenato da La Casta, il best-seller di Stella e Rizzo.
Riportiamo la prima parte di un articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno (22 settembre 2007), nonché un articolo pubblicato su Tarantosera (21-22 settembre 2007) e incentrato su una decisione presa dal Consiglio comunale di Palagiano.
---
Comunità montane addio
Nella prossima giunta la legge voluta da Vendola che le abroga da marzo 2008
BARI. «Nonostante le finalità individuate dal legislatore con la legge 3 dicembre ‘71 n. 1102, i benefici che concretamente hanno potuto conseguire i Comuni montani dalle attività amministrative compiute dalle Comunità montane stentano ad emergere». Poche righe, una relazione introduttiva e appena due articoli: così la Regione Puglia dice addio alle Comunità montane, le istituzioni da tempo entrate nel mirino dell’affare «costi della politica» e per le quali - sin dal 15 giugno alla «Gazzetta» - il presidente Nichi Vendola aveva annunciato il «kaputt».
Forte della pdl presentata il 13 febbraio alla Camera (quella voluta dal ministro Santagata per tagliare i costi della politica), gli assessori regionali si apprestano - nella prossima giunta - ad approvare il nuovo ddl: troppe poltrone da pagare, troppa burocrazia e troppe incongruenze (eclatante il caso di Palagiano, denunciato dal giornalista Stella: Comunità montana al livello del mare), soprattutto troppe sovrapposizioni con le attività di altri enti (si pensi ai parchi regionali e nazionali) per giustificare ancora l’esistenza di queste strutture. I risparmi, in realtà, saranno pochi per la Regione (sono in gran parte finanziate dallo Stato), ma quanto basta a Vendola per mandare un segnale forte sul tema dei costi della politica, visto il polverone sollevato dall’opposizione.
Dal 30 marzo 2008 (così prevede l’articolo 1 del ddl), le Comunità montane «sono soppresse» ed entro il 30 novembre la giunta si farà carico di individuare a quali enti trasferire (ma non sarà difficile) le funzioni delle Comunità e il personale attualmente addetto. Fatta la legge, entro un mese sarà un decreto del governatore a nominare i commissari (come accaduto per i consorzi di bonifica e gli Edisu) che dovranno liquidare gli enti «inutili» della Puglia montana. Se l’Uncem (la loro Unione) storce il naso, dai piccoli Comuni, arriva un messaggio di sostegno: «sono centinaia le e e-mail giunte al sito internet www.piccolicentrieuropei.com da tutta Italia a sostegno dell'iniziativa del presidente Vendola, di chiudere le Comunità Montane - dice Virgilio Caivano, portavoce dei Piccoli comuni pugliesi - e dare un taglio significativo ai costi della politica» Mentre l’Anci Puglia, guidata da Michele Lamacchia, propone «l’immediata costituzione di un tavolo interistituzionale tra Regione, province e comuni che elabori entro 90 giorni una proposta organica e funzionale per eliminare gli sprechi della pubblica amministrazione». [...]
BEPI MARTELLOTTA
--
Il sindaco Rocco Ressa: «Il 27 in Consiglio non eleggeremo i rappresentanti»
Palagiano lascia la Comunità Montana
PALAGIANO - Non ci sarà nessun rappresentante dell’Amministrazione comunale palagianese nel Consiglio della Comunità Montana della Murgia Tarantina.
Il sindaco Rocco Ressa annuncia, infatti, la volontà del Comune di lasciare l’ente montano alla luce del recente disegno di legge Santagata-Lanzillotta del 12 luglio scorso che si pone l’obiettivo di razionalizzare la spesa pubblica riducendo i costi degli enti locali, eliminando anche quelle comunità montane ritenute inutili.
Anche il presidente della Regione, Nichi Vendola ha sostenuto il progetto dichiarando che la Puglia di montano ha ben poco.
“L’ingresso nella Comunità Montana della Murgia Tarantina - ricorda il sindaco Ressa - era mirato ad una migliore gestione degli interventi speciali per le zone rurali e svantaggiate come la nostra. Interventi stabiliti dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione. Ci si aspettava di attuare piani di sviluppo socioeconomico, una pianificazione dell’assetto del territorio che da un lato garantisse la difesa del suolo e dell’ambiente e dall’altro favorisse la crescita economica e sociale delle nostre popolazioni. Bene, non è stato così. Mi sento di affermare che le nostre speranze e le nostre aspettative sono state quasi totalmente deluse, lasciando sul campo i problemi di una zona, come la nostra, che sì è collinare ma che è disagiata e sicuramente meritevole di attenzioni e di seri interventi infrastrutturali che ne consentano un adeguato sviluppo economico. Sono d’accordo, eliminiamo gli enti inutili, e proprio per questo noi abbiamo messo all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale che si terrà il 27 settembre un punto con il quale esprimiamo la ferma volontà di non provvedere alla sostituzione dei rappresentanti del nostro Comune in seno all’organo rappresentativo della Comunità Montana, cui occorrerebbe procedere ai sensi della legge regionale 20/2004 ed a seguito del recente rinnovo del Consiglio comunale, ma addirittura chiediamo al presidente della Regione Puglia di provvedere alla modificazione della zona omogenea C3 della Murgia Tarantina sancendo l’esclusione di Palagiano secondo quanto previsto dalla stessa legge regionale, perché oggettivamente non definibile un comune montano”.
Palagiano rinuncia alla CMMT ma chiede garanzie sul futuro. Garanzie di attenzione da parte della Regione soprattutto verso la realizzazione della SS 106 dir e verso l’istituzione delle Comunità dei Comuni costieri, un ente a costo zero per la politica e le comunità a cui riconoscere una corsia preferenziale per intercettare finanziamenti “che pur ci sono - conclude Ressa - ma che spesso vengono dispersi nella burocrazia dai molti enti ed organismi esistenti”.
0 commenti:
Posta un commento