lunedì 17 settembre 2007

La cultura della mediocrità

"Se la gente non crede che la matematica sia semplice è semplicemente perchè non si rende conto di quanto sia complicata la vita". John Von Neumann aveva una naturale tendenza a trovare la vita troppo complicata, nonostante fosse stato un bambino prodigio: a sei anni conversava con il padre in greco antico; a otto conosceva l'analisi; a dieci aveva letto un'intera enciclopedia storica; in bagno si portava due libri, per paura di terminarne uno prima di aver finito.


Oggigiorno anche il genio di Von Neumann avrebbe avuto difficoltà ad emergere, in un sistema governato dalla nozione di "vendita", strutturato intorno ai concetti di profitto e/o popolarità, e quindi tendente ad emarginare l'intelligenza, la costanza, l'impegno.


Sin da bambini evolviamo in un contesto che inculca determinati modelli di riuscita che, tendenzialmente, privilegiano le “scorciatoie”, la via più semplice, indipendentemente dal livello di mediocrità a cui essa possa condurre.


Assistiamo a figli che “devono” arrivare ad una laurea per soddisfare l’ambizione dei genitori, genitori che rinunciano al loro ruolo di educatori perché è molto meno impegnativo dire sempre “sì” piuttosto che dover sostenere un motivato “no”, amministratori che si limitano a gestire il quotidiano, trascurando il significato vero del termine “utilità”, ossia attitudine di un bene a soddisfare un bisogno (dei cittadini, evidentemente), che non sia quello (dei politici) di meglio “vendersi” in occasione delle successive elezioni.


Non mancano, dunque, gli esempi, alcuni dei quali troveranno sicuro riscontro anche nell’ambito della ridente comunità mottolese.


Cambia inevitabilmente la scala dei valori, per cui il bravo diventa fenomeno, il sufficiente diventa bravo, il mediocre diventa accettabile e l’insufficiente diventa normale.


---


Clicca qui per leggere tutti i numeri di "Scrittura cor(ro)siva"

7 commenti:

  1. Con il presente post inauguriamo, ad opera di dirac, una rubrica semi-fissa e semi-periodica: "Scrittura cor(ro)siva".



    Si tratta di testi, in genere brevi, su svariati argomenti, presentati da un particolare punto di vista, aperto però al confronto e al dibattito (anzi, è proprio questo il loro obiettivo).



    "Scrittura corsiva", perché sono testi che rispecchiano l'opinione di chi scrive. "Scrittura corrosiva", perché sono testi che non hanno paura di essere "scomodi". E, nuovamente, "scrittura corsiva", perché si tratta di una scrittura elegante.

    RispondiElimina
  2. "Sin da bambini evolviamo in un contesto che inculca determinati modelli di riuscita che, tendenzialmente, privilegiano le “scorciatoie”, la via più semplice, indipendentemente dal livello di mediocrità a cui essa possa condurre."



    Appena ho letto questa frase, il mio pensiero è andato a quei bravi figli e figliole che sono stati scoperti, per l'ennesima volta nei concorsi per l'accesso alla facoltà di medicina presso l'ateneo di Bari (a seguire Messina,Bologna,Ancona).



    "Scorciatoie" non certo regalate, se si pensa che sborsavano fino a 30.000 euro...qualche anno fà nel 2002 invece preferivano andare a letto le candidate coi funzionari per avere le risposte....ma studiare li costa tanto?



    E questi saranno un giorno:medici,infermieri,fisioterapisti, capisco ora la malasanità da dove proviene.



    Saluti

    RispondiElimina
  3. Caro Dirac hai pienamente ragione e hai colto nel segno. C'è una radicale involuzione nella società odierna.Troppa mediocrità nell'ambiente lavorativo, nell'università e chi non la pensa come la massa viene messo da parte o almeno si crede e fatica ad emergere. Non potrà essere sempre così prima o poi i nodi vengono al pettine. Shankara

    RispondiElimina
  4. Le raccomandazioni sono, in generale, un tipico esempio di "scorciatoia".

    A questo tipo di "mediocrità", però, si aggiuge anche quella dovuta alle valutazioni della gente, soprattutto verso i politici e soprattutto a livello locale, spesso basate sul grado di parentela/amicizia, piuttosto che su dati di fatto.

    RispondiElimina
  5. peterblackmore e shankara...autentici rappresentanti della mediocrità!!!

    RispondiElimina
  6. è vero che la raccomandazione esiste dappertutto ma in Italia è particolarmente uno schifo questo per la mentalità cattolica in parte e per la mafia che oggi comanda nel paese (vedi Berlusconi) non ne parliamo poi al sud e non ne parliamo in provincia di Taranto la più arretrata d'Italia e non parliamo di Mottola dove l'ignoranza dilaga (per fortuna non la mafia)

    RispondiElimina
  7. Al #5. Caro utente anonimo xkè nn esci allo scoperto?Vorrei fare quattro kiakkiere cn te dato ke ti ritieni super partes vorrei dimostrarti quanto i parassiti come te danneggiano nn solo qst blog cn le solite provocazioni del cavolo ma sn anke delle mine vaganti x la società in generale. Tu sguazzi nella mediocrità dato ke hai dato del mediocre a me e al mitico Blackmore. Guardati allo specchio piuttosto. Shankara

    RispondiElimina