sabato 1 settembre 2007

Intervista a Oronzo Daniele

In vista dell'inizio del campionato di Promozione, previsto per domani alle 15.00, abbiamo intervistato l'allenatore del Tamburi Taranto, Oronzo Daniele.


Il Tamburi Taranto debutterà in campionato sul campo del Real Squinzano.


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Ricomincia la stagione calcistica, e ritroviamo il Mottola/Tamburi Taranto non più in Seconda o Terza categoria bensì in Promozione, categoria alta nella quale mai prima d’ora aveva militato una squadra mottolese. Qual è stato il progetto che ha portato a questa situazione, e quali la ambizioni del Tamburi Taranto nel campionato che si aprirà domani?


Il progetto nasce in seguito a delle valutazioni sui settori giovanili mottolesi che, nonostante non avessero uno sbocco locale, continuavano a sfornare giocatori che erano poi costretti ad andare nelle realtà limitrofe di Massafra, Martina Franca, Noci, Taranto. Pur non essendo mai stati a favore dell’acquisizione di titoli non conquistati sul campo, stavolta abbiamo ritenuto opportuno fare questa forzatura e acquistare un titolo di prima categoria proprio per dare l’opportunità ai tanti ragazzi che volevano continuare a giocare a calcio oltre i settori giovanili di rimanere qui a Mottola. Il caso ha poi voluto che il titolo acquistato fosse ripescato in promozione. Non so dire se questo sia un fatto positivo o negativo; lo vedremo in seguito.


Ovviamente l’obiettivo che ci auguriamo tutti è quello di rimanere in questa categoria. Non sarà  facile, perché non conosciamo il campionato: da anni ne siamo fuori. Io ci ho giocato, ma ormai, ahimè, sono passati tanti anni,  non conosco la realtà attuale. Quasi tutti i giocatori che compongono la nostra rosa hanno militato in categoria, però essendomi occupato di Terza categoria fino all’anno scorso, li conosco poco, così come conosco poco le loro capacità di portare avanti un campionato che mi dicono sia difficile.


Il salto di categoria ha imposto una crescita qualitativa della squadra: mentre nello scorso campionato si puntava soprattutto su calciatori mottolesi, quest’anno è stato d’obbligo acquistare calciatori forestieri. Quali sono stati questi nuovi acquisti, e quali sono i calciatori mottolesi sui quali la squadra ripone maggiormente la propria fiducia?


Da sempre penso che la crescita di un calciatore sia legata alla capacità di emulare un compagno più capace, più forte; per cui, ho sempre auspicato che i calciatori mottolesi andassero a giocare fuori Mottola. Si tratta infatti di un momento di crescita non solo tecnica, ma caratteriale, formativa: conquistarsi un posto in una squadra che non è quella del tuo paese, con persone che non conosci e che non hanno alcun interesse nel «coccolarti», è sicuramente un momento di crescita. Detto questo, avere a Mottola giocatori che possono militare in questa categoria è sicuramente un elemento che a noi torna comodo sia da un punto di vista campanilistico, sia da un punto di vista di crescita: questi saranno i calciatori che faranno crescere i nostri ragazzi del settore giovanile.


Ovviamente, per fare una squadra che possa ambire almeno alla salvezza abbiamo dovuto attingere dai paesi limitrofi: ragazzi che vengono da Massafra, da Palagiano, da Palagianello. Sono ragazzi che hanno già giocato in categoria, hanno alle spalle qualche campionato; ci daranno un apporto dal punto di vista tecnico sicuramente importante, ma anche dal punto di vista dell’impatto con la categoria. Ritengo infatti che per i giocatori di Mottola la difficoltà maggiore non sarà tanto l’impatto tecnico, in quanto con il lavoro e con l’impegno sicuramente si può raggiungere il livello necessario; ma la difficoltà maggiore sarà l’impatto caratteriale. Avremo dei campi duri, già da domani , con la partita contro lo Squinzano.


Abbiamo rinforzato la difesa con Mario Bommino, di Massafra, centrale difensivo molto forte fisicamente; sempre da Massafra, in difesa, abbiamo Gianluca D’Onghia, due anni fa in Eccellenza al Palagianello, e i nostri Francesco Errico e Giovanni Coletta; in più abbiamo preso un esterno di sinistra di Palagiano, Giuseppe Altamura. Proprio oggi si sono aggregati a noi due «under» di Massafra, Ricci e Formisano, molto forti, liberati dalla squadra del Massafra in seguito ad altri suoi acquisti, per cui erano diventati in esubero; noi li stavamo seguendo da ormai un mese e aspettavamo solo un’opportunità simile per acquistarli. A centrocampo abbiamo due centrali di Massafra, ovvero Dario Galiero e Massimo Solito, il nostro Alessio Recchia, e due «under» di Mottola, Toni Cantore e Tommaso Cantore; infine abbiamo preso un «under» di Palagiano proprio ieri. In avanti abbiamo Giuseppe Coccioli di Mottola, Salamida di Palagianello, Vinci di Palagiano, Giuseppe Panico. I portieri sono il nostro Donato Cantore, un «under» molto promettente, poi Carmelo Ricci di Taranto, che è stato il nostro primo acquisto, ma purtroppo si è sublussato una spalla costringendoci ad acquistare Felice Dolce, bravissimo portiere di origini leccesi che ha anche militato in Serie D. Spero di non aver dimenticato nessuno.


Attualmente siamo alla disperata ricerca di una punta: è l’unico ruolo che rimane scoperto.


Nella scorsa stagione le due squadre mottolesi si sono spesso lamentate delle condizioni del campo sportivo. Teme che la situazione del campo possa creare problemi al rendimento della squadra?


Assolutamente sì: le amichevoli da noi disputate finora l’hanno evidenziato. Siamo andati a giocare nei campi limitrofi, in erba naturale o sintetica, dove, partita dopo partita, abbiamo cominciato ad esprimere un gioco di qualità. Ovviamente, lavorando su un determinato tipo di gioco, hai bisogno di un terreno che ti permetta di dare continuità a questo gioco. Devo dire che il campo di Mottola, in questo momento, tutto fa fuorché permetterci di giocare. Questo, sicuramente, alla lunga ci danneggerà: se nel prosieguo del campionato vedremo che c’è la possibilità di osare e quindi di conquistare più tranquillamente la salvezza, giocoforza in casa saremo costretti a imporre il nostro gioco, e sicuramente la cosa diventerà difficile. Speravamo tutti di giocare, quest’anno, sull’erba sintetica come ci era stato promesso, ma la situazione è questa e ci dobbiamo accontentare.


Un obiettivo fondamentale è la programmazione, quindi il puntare sul settore giovanile. Le due squadre giovanili si sono fuse insieme allo Sporting Mottola e all'Atletico Calcio Mottola?


Il nostro progetto prevede che anche i settori giovanili diventino un’unica realtà. Lo Sporting Mottola e l’Atletico Calcio Mottola si sono fuse nel giro di una decina di minuti, trovando subito l’accordo; stiamo invece lavorando da più di un mese sulle due scuole calcio. Sapevamo già che sarebbe stato difficile, sia per problemi caratteriali, sia per precedenti disguidi tra i componenti delle società, sia per vari interessi, velati o meno, che possono esserci dietro le scuole calcio. Abbiamo cercato di facilitare le cose chiedendo al padre di Nicola Legrottaglie di diventare il nostro referente per i settori giovanili. Lui ha accettato l’incarico con entusiasmo e si è dato da fare per unire le due società. C’era anche stato un primo accordo, che poi è però saltato. Ci sono problemi di competenze anche nello stilare una lista di tecnici da assegnare alle varie categorie. Io ho chiesto a tutti di pazientare; le fasi di «start-up» sono sempre le più dolorose, dove qualcuno deve fare un passo indietro. Ho chiesto di iniziare: se c’è la buona fede da parte di tutti, le cose si possono sempre sistemare in seguito. È impensabile che ognuno possa ottenere quello che si aspetta in questo momento. Vedo invece che è difficile recepire questo messaggio, per cui le cose sono ancora in una fase di stallo. Un elemento positivo è tuttavia costituito dal fatto che entrambe la società hanno dato la loro disponibilità a realizzare questo progetto: fino a quando si continuerà a trattare e a discutere, resta la speranza che il progetto venga compiuto.


Sul blog c’è stata una sorta di sollevazione popolare in favore di Giovanni Grottola. Qual è la situazione? Fa parte dell’équipe o no?


Il «caso Grottola» è stato risolto ieri: ufficialmente, Giovanni si è aggregato alla nostra squadra, per la felicità di tutti i blogger di mottola.splinder.com. Questa cosa è stata molto simpatica, è sicuramente servita a distogliere l’attenzione dei tifosi da problemi molto più seri. Giovanni Grottola non ha mai avuto problemi personali con me, non ho ancora capito che problemi avesse (e, sospetto, non lo sa neanche lui…), si è fatto corteggiare e io sono stato volutamente al suo gioco: l’ho corteggiato tutti i giorni, fino al suo cedimento di ieri.


Cosa si aspetta la squadra dai tifosi mottolesi?


Noi mottolesi siamo un po’ particolari. Fino all’anno scorso tutti ci chiedevano ripetutamente di unire le forze, le società, i giocatori, le risorse, per fare un’unica squadra. Ci hanno criticato perché, dicevano, a Mottola era impensabile avere due squadre con conseguente dispersione di risorse economiche e umane; tutti ci dicevano che se avessimo fatto un’unica squadra avremo fatto qualcosa di buono e ci avrebbero dato una mano sia dal punto di vista economico che da altri. Noi la fusione l’abbiamo fatta, in fretta e bene; eppure le premesse sono stata disattese. Non solo la gente non ci è vicina: è molto distratta, e quella gente che non è distratta non sta spendendo parole positive per quello che stiamo facendo. In più, mi è giunta voce che in questi giorni si sta allestendo una nuova squadra mottolese di Terza categoria. Questo, di per sé, non è un fatto negativo: capisco che tutti i ragazzi che non possono partecipare al campionato di Promozione qualcosa dovranno pur fare. Giocare a calcio è sempre stata una cosa bellissima, e quindi un campionato di Terza categoria è lo sbocco naturale per questi ragazzi che vogliono continuare a giocare a calcio. Però, dall’altra parte, è anche vero che a questo punto era inutile fondere due società che avevano dei loro progetti per poi crearne un’altra, con continua dispersione di risorse e di energie. Una Terza categoria porta via comunque dei soldi: soldi che a noi in questo momento servirebbero.


Dalla tifoseria mottolese mi aspetto tantissimo, ma soprattutto pazienza: mi aspetto che capiscano lo sforzo che stiamo facendo; abbiamo lavorato per un mese e mezzo tutti i giorni, i dirigenti si stanno dannando per formare la squadra, per trovare le risorse economiche, per sistemare gli impianti… Ci stiamo dando da fare in modi impensabili.


[intervista raccolta il 1 settembre 2007]

17 commenti:

  1. In bocca al lupo al Mottola per quest'anno calcistico!!!

    Per quanto riguarda il campo di calcio VERGOGNA!!!

    Giocavo nei pulcini quando dissero che lo avrebbero aggiustato seriamente. Mi sto laureando!!!

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  2. il campo è uno scempio!!!! dov'è l'assessore!!!!! si vergognasse.

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  3. Grande Oronzo e complimenti per aver riportato grottola in societa' hai fatto ritornare il sorriso al nostro caro Giovanni!!

    Forza Mottola!!

    P.S: I comunisti non perdono occasione per trovare sempre il lato negativo in qualsiasi cosa!! Il campo sicuramente questa Amministrazione lo mettera a posto cosa che non avete fatto mai voi!!!!

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  4. È da non credere quanto possa essere limitato il cervello umano. C'è gente che conosce solo una parola: comunisti. Non solo, ma la usa ignorandone completamente il significato. E la tira fuori sempre e comunque, la userebbe anche se si parlasse del gioco delle palline. Il campo di calcio di Mottola, tra l'altro, continuerebbe a fare schifo, anche se a dirlo dovesse essere un comunista. L'assessore allo sport ha veramente promesso di sistemarlo in campagna elettorale, ha veramente disatteso le sue promesse, e questo resterebbe vero anche dopo che lo dicesse in comunista. Qualcuno invece di occuparsi dei comunisti farebbe bene a cercare di arricchire il proprio lessico, non sbaglierèbbe affatto se tornasse a scuola!

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  5. "I comunisti non perdono occasione per trovare sempre il lato negativo in qualsiasi cosa!!"



    ma chi sei, Cornacchione? povero Silvioooo....

    ragazzi ma non sarebbero ora di organizzare il tifo mottolese?seguire la squadra in trasferta?magari anche protestare insieme,tutti i sostenitori del Mottola,per l'erbetta sul campo????

    Forza Mottola, forza ragazzi continuate così il risultato di oggi è un ottimo auspicio per questo campionato.

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  6. Finalmente una buona idea,protestiamo per il campo se vogliamo vedere del calcio vero e soprattutto organizziamo il tifo,la squadra ha bisogno di NOI...

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  7. E bravi i comunisti protestate cosi fanno il campo di giocoe il mottola andra a giocare a taranto.

    Cari comunisti tifate Mottola e per il campo sappiate che l'anno prossimo ci vuole per forza il campo in erbetta altrimenti non ci fanno giocare. Percio le vostre proteste conservatele per l'anno prossimo e avrete anche me al vostro fianco...ora pensate a protestare Prodi e compagni che ci stanno tartassando e promettono di tartassarci sempre piu!!!!

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  8. Vedo che la mamma degli idioti continua a essere incinta.... (vedi #5)

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  9. Adesso la smettiamo tutti quanti, vero?

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  10. Anche se non e' questo il tempo dei bilanci volevo fare un elogio alla societa' del TT in particolare al direttore sportivo Mimmo Lavarra capace,grazie alle sua sua competenza e alle sue conoscenze,di allestire una squadra,magari numericamente non ancora all'altezza ma qualitativamente buona nel brevissimo tempo a disposizione.

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  11. da mottolese devo ringranziare molto il presidente del massafra Luccarelli e soprattutto il dirigente Iurlaro Antonello.

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  12. Guarda che hai dimenticato il più importante , Vittorio Libero !

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  13. Se la squadra l'avesse fatta Lavarra la Società sarebbe già fallita in partenza !

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  14. E la squadra chi l'avrebbe fatta???

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  15. la squadra l'ha fatta il buon senso......

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  16. Mi spigate il ruolo di Giovanni "Benetti" Grottola in societa'?

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