Una quindicina di giorni fa sono stato multato.
Ora, dovete sapere che dispongo di un posto auto in garage nella Schiavonia, il quale due volte su tre non è accessibile per colpa di automobili varie che, parcheggiando rasente al muro nella stretta strada del centro storico, di fatto la bloccano. Non rare sono state le occasioni in cui, tornando a casa molto tardi, ho voluto riporre l'auto in garage e mi sono trovato in condizione di non poterlo fare.
Perché allora, vi chiederete, non metto un passo carrabile?
Perché non si tratta di problema risolvibile con passo carrabile: è la strada a essere bloccata, non il garage. Volendo, posso uscire con la macchina, ma non posso uscire dalla strada. E poi, sono le macchine parcheggiate a essere in difetto: il codice della strada impone, nelle strade senza marciapiede, che il parcheggio venga fatto a un metro di distanza dalla parete; ovviamente, trattandosi di strada stretta, la macchina si troverebbe a parcheggiare al centro della strada (morale: in quella strada non si può parcheggiare).
Quindi, il passo carrabile è inutile. E anche se fosse, perché dovrei pagare per ottenere quello che è garantito dal codice della strada?
I vigili urbani sono a conoscenza della situazione, essendo andato più volte a lamentarmi all'ufficio e anche presso il Comandante. Ho smesso di rivolgermi a loro quando un giorno (un anno fa), trovandomi con il «solito» problema del blocco della strada e dovendo uscire con la macchina, ho telefonato all'ufficio dei vigili una prima volta richiedendo il loro intervento; dopo un'ora, avendo constatato che non si faceva vivo nessun vigile urbano, ho richiamato l'ufficio, e mi è stato risposto «I colleghi sono tutti occupati, ma tanto anche se veniamo lei il problema non lo risolve e la macchina non può uscirla lo stesso»...
L'altro giorno, la circostanza si è ripetuta: auto che blocca la strada e l'accesso al garage. Essendo assuefatto alla scena, ho optato (erano le 19.00 circa) per un veloce parcheggio nel Largo San Nicola, dove la sosta è vietata, confidando che il rompiscatole se ne sarebbe andato di lì a poco.
Ammetto quindi il mio errore: ho violato il codice della strada, sebbene costretto da cause di forza maggiore.
Altra domanda: ma allora perché hai parcheggiato in divieto di sosta?
Un motivo l'ho già spiegato (rapidità della sosta, in attesa che la strada si liberasse).
Un altro motivo è che Largo San Nicola è sempre pieno di auto in divieto di sosta. Bella roba, risponderete voi, allora se tutti ammazzano anche tu ti ritieni in diritto di ammazzare? Avete ragione; ma in psicologia sociale esiste purtroppo un meccanismo semplice semplice che si chiama «diffusione della responsabilità».
Terzo motivo: a Largo San Nicola e nella vicina via Teologo Lemarangi ci sono sempre tante macchine parcheggiate in modo indecente, almeno la mia l'ho parcheggiata in modo che non desse fastidio a nessuno. Non bloccava strade, non impediva l'accesso a locali, come invece spesso capita.
Di lì a cinque minuti, mi becco la contravvenzione. Firmata, si badi bene, non già da un vigile «titolare», ma da uno dei nuovi ausiliari del traffico.
Ah, ecco, faccio io. Figuriamoci: se un vigile in divisa fosse passato da qui a fare una contravvenzione, avrei potuto vendere la copia dell'accertamento, con firma autentica, all'asta su eBay. Pezzo raro, da collezione.
Perché, sapete, in realtà avrei potuto aggiungere un quarto motivo al perché ho lasciato la macchina a Largo San Nicola: mi risulta che le multe spiccate per divieto di sosta a Largo San Nicola siano rare come la neve ad Agosto. Altrimenti non si spiegherebbe il perché nel suddetto Largo (e nelle strade circonvicine, tra cui quella che interessa il mio garage) gli automobilisti la facciano da padrone: non vengono sanzionati; perché dunque non approfittare di un comodo luogo di parcheggio?
E dire che il problema del parcheggio selvaggio a Largo San Nicola è cosa nota e risaputa, da almeno quattro anni: ne ha parlato il periodico locale «La Torre» nel numero di maggio 2002, in un articolo intitolato Auto: ma a Mottola esisono i divieti?, e corredato anche da foto:
(clicca sull'immagine per ingrandire)
Hanno forse aspettato che arrivassero le nuove ragazzette col fischietto per notificare, finalmente, qualche contravvenzione da queste parti?
E se un vigile urbano mottolese che passasse per questo blog volesse, indignato, gridare alla menzogna, allora prego: mi dimostrino che mento, facendomi vedere quante infrazioni per divieto di sosta sono state sanzionate, negli ultimi anni, a Largo San Nicola. Ho il diritto di saperlo, in base alla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi (n. 241 del 1990), così come i vigili urbani hanno giustamente il diritto di difendersi dalla mia accusa. Tirino fuori i loro faldoni, ed enumerino gli accertamenti di violazione notificati dal maggio 2002 (data della denuncia del problema su «La Torre») fino a prima dell'entrata in servizio dei nuovi ausiliari del traffico. Sono curioso.
Se il numero dovesse essere consistente, sono pronto a presentare le mie scuse al Comando dei Vigili Urbani di Mottola. Ma se il numero dovesse essere esiguo... che succede, mi rimborsano la multa?
P.S.: al momento in cui scrivo, a Largo San Nicola ci sono tre auto in divieto di sosta. E' un peccato che io non disponga di una fotocamera digitale: avrei potuto monitorare ogni giorno la situazione, postando la foto sul blog... Quasi quasi me ne procuro una.
Anche voi avete (o avete avuto in passato) problemi del genere? Scrivete e commentate.
Caro amico,
RispondiEliminacredo che un pò tutti siamo a conoscenza di quello che avviene in largo San Nicola. Passo spesso da quelle parti, anche per venirti a trovare, e lo spettacolo è sempre lo stesso. Ma non mi è mai successo di incrociare un solo vigile urbano. E' singolare poi il modo di rispondere ad un problema reale sollevato da un cittadino: "il personale è occupato e tanto, con noi o senza di noi, l'accesso a casa tua resterà bloccato". Amico mio: come avrai constatato, è inutile denunciare queste situazioni a chi dovrebbe normalmente occuparsene. Qualche tempo fa, ad Altamura, terminata la giornata lavorativa, mi accingevo a tornare a casa, ma giunto nella zona di parcheggio riservato alla mia vettura mi accorsi che che un'auto, posizionata in doppia fila, mi impediva il passaggio. Il Comando della Polizia Municipale di Altamura si trova a 10 metri dall'area di cui ti parlo. Trascorsi 10 minuti senza che il proprietario dell'auto si fosse fatto vivo, decido di recarmi negli uffici della Municipale, dove un vigile intratteneva come un play boy una dolce signora. Gli espongo il mio problema e lui mi risponde: "beh, dai aspetta altri 10 minuti". Non mi dilungo su come sia andata a finire con il "tipo da spiaggia", fatto sta che ho atteso in tutto una buona mezzora prima di poter finalmente partire.
Come vedi, tutto il mondo è paese.
Caro amico (ma lo sai che non ho mica capito chi sei?),
RispondiEliminami sono permesso di spostare il tuo commento sotto il post relativo, dato che lo avevi inviato commentando un altro testo.
Mi conforta avere la conferma di non aver detto baggianate: i vigili sono abbastanza latitanti, e gli automobilisti mottolesi sono sempre più sfrontati, costringendo i cittadini a mettere il passo carrabile anche in strade dove c'è il divieto di sosta (esempi: via Leonardo da Vinci, via Sansonetti - dove gli "spaventapasseri incatenati" messi dal Comune non servono a un bel niente, anzi le auto li hanno già tutti rovinati). Può darsi che tutto il mondo sia paese, ma questa non deve essere una scusa per minimizzare il problema.
ciao,
RispondiEliminaforse "tutto il mondo è paese" a mottola e dintorni, perchè altrove queste situazioni non ci sono. la doppia fila è un caso raro, tutti portano il casco e i passi carrabili sono rispettati; tutto questo frutto di un costante controllo dei vigili che non ci pensano due volte a farti una bella multa o addirittura a portartela via con il carrattrezzi.
dobbiamo abbandonare questo atteggiamento di rassegnazione, altrimenti niente cambia.
è triste dirlo ma generalmente nel sud è questo atteggiamnto il vero problema che genera poi tutto il resto...concludo con un'idea: dopo "viva zapatero" farei un documentario su questa situazione intitolata "viva pantaleo", in onore a pantaleo, l'unico spauracchio degli automobilisti mottolesi
E qui dovrebbe scattare la standing ovation :-)
RispondiElimina...scusa la mia poca perspicacia, quando parli di standing ovation a cosa ti riferisci? è un complimento o l'opposto?
RispondiEliminaMi riferisco sia a Pantaleo (l'unico che fa il suo dovere...) sia all'utente anonimo che l'ha doverosamente citato. Sono entrambi da applausi :-)
RispondiEliminaSono passati alcuni giorni dal mio ultimo intervento sulla tua creatura e devo dire che comincio ad abituarmi all'ambiente, mi sento ormai di casa. ;-) Ma veniamo al dunque: stiamo entrando nel vivo della campagna elettorale, ed anche nella nostra città i partiti si mobilitano per motivare l'elettorato. Alcune vie importanti sono tappezzate da file di pannelli per l'affrancatura dei manifesti elettorali. Come al solito, assisteremo alla calata dei candidati su Mottola. Tutti dichiareranno di conoscere i problemi della nostra città, del nostro territorio e dell'Italia e tutti giureranno di avere con sè la formula giusta per risolverli. Ma subito dopo il voto, essi torneranno a Roma, si daranno agli show televisivi come Porta a Porta e non li rivedremo più per altri 5 anni. Nel frattempo, anche i problemi resteranno irrisolti. Beh, ora sotto con i commenti. Il mio vuole essere uno stimolo per commentare un evento che si ripete stancamente ogni 5 anni, eppure così importante per la nostra città come per tutta Italia.
RispondiEliminamikele
bene...bravo...bis...parole sante!purtroppo è così e io personalmente non trovo via d'uscita. anche se è squallido dirlo, penso che ci vorrebbe il solito politico concittadino "potente" che fa gli interessi del prorpio paese, però mentre in altri paesi come castellaneta c'è (ed i risultati si sono visti), a mottola manca....vorrei veder sfatare il famoso detto "mut'lis amand di' forestiir", ma visto l'andazzo, rimane purtroppo valido.
RispondiEliminapiù che destra o sinistra, ci vuole qualcuno che si ricordi di mottola anche dopo le elezioni, ciò penso aiuterebbe a cambiare anche la "capatost" dei mottolesi...ma tra il dire e il fare.....
Si, ma non confondiamo il lavoro come dovere dei vigili mottolesi (non me ne vogliano, ma si può dire tutto tranne che lavorano). Se ci riferiamo al vigile Pantaleo, è vero che lavora, ma deve lavorare con il Codice della Strada alla mano, perchè da quanto vedo e sento, non è che sia un bell'esemplare della giustizia stradale. Poi c'è da dire anche che la multa a Mottola si riserva solo per coloro che non hanno amicizie col corpo di polizia municipale. Vedasi il caso di auto di proprietà di gente in (De Carlo, Sindaco, Marra e tanti altri), a cui procedere con un verbale è come violare chissà che divinità. E se volessimo continuare...
RispondiEliminaCaro anonimo, sono d'accordo con te sul fatto che le contravvenzioni vanno spiccate con equità e nel rispetto delle regole (ad esempio, facendo precedere la stesura del verbale dal fischio di richiamo, tramite il quale si potrebbe contestare direttamente all'automobilista l'infrazione). Però devo pregare te e tutti i "commentatori" del blog a soppesare bene i testi che scrivete prima di inviarli: ad esempio, il tuo contiene pesanti affermazioni (nonché nomi...) che potrebbero dare adito a querele. Essendo io il responsabile di ciò che viene pubblicato sul blog (anche dei commenti, soprattutto se anonimi come il tuo) potrei decidere di cancellare i testi che non rispettano le regole della netiquette e/o delle leggi. Grazie.
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