Dal Corriere del Giorno del 14 febbraio:
Ha cent'anni e va da sola a prendere la comunione
Grandi festeggiamenti per Maria Angela D’Onghia
MOTTOLA - Tantissimi i Mottolesi, giovani e meno giovani, tra amici, parenti e semplici curiosi, che, con soddisfazione e, perché no, anche con un pizzico di comprensibile invidia, si sono stretti intorno a Maria Angela D’Onghia, per festeggiare i suoi 100 anni. Così, euforica più che mai, sempre pronta ad abbozzare un sorriso, gonfia di orgoglio e compiacimento, sabato sera, nonna Maria Angela ha raggiunto la parrocchia di Santa Maria Assunta, dove, ad attenderla, oltre a nipoti e pronipoti, quasi un centinaio, giunti anche da Brindisi e Castellaneta, c’era il parroco don Giuseppe Ciaurro a celebrare, per l’occasione, la santa messa eucaristica, in un’atmosfera tutta festante. Un rito suggestivo e toccante, quello che ha visto la nostra centenaria raggiungere l’altare centrale, per ricevere la santa benedizione dal parroco, affinché, "in una rinnovata giovinezza dello spirito potesse essere ancora testimonianza di vita esemplare". Una cerimonia, che più volte è stata interrotta dall’applauso scrosciante dei presenti. Don Giuseppe ha colto l’occasione anche per ricostruire, per certi versi, la vita di nonna Maria Angela, attraverso gli atti di Battesimo, Cresima e Matrimonio. Così i numerosi fedeli intervenuti hanno potuto rammentare come, figlia di Giovanni Vito D’Onghia e Cosima Perrini, Maria Angela fosse stata battezzata dall’ostetrica Donata Sorino. Così come è risultato dall’atto di matrimonio, contenuto nell’8° volume, il 4 dicembre del 1929, convolò a giuste nozze con Antonio Lai, maresciallo di Marina, dinanzi all’allora parroco don Francesco Schiraldi. Nei panni di testimoni, c’erano Gerardo Gentile, Lorenzo Antonio Curci ed Amedeo Venezia. A cresimare nonna Maria Angela, il 30 settembre del 1923, fu il vescovo Agostino Laera. A concludere la cerimonia religiosa, l’augurio napoletano di don Giuseppe: p’ c’ntann’, ovvero "ancora altri di questi 100 anni".
Ma i festeggiamenti sono continuati ancora, presso la sala convegni, in via Vanvitelli, dove il sindaco Giovani Quero, a nome dell’intera Amministrazione Comunale, ha fatto dono a nonna Maria Angela di un mazzo di rose rosse, così come è d’obbligo fare con una signora e di una targa "…per i suoi 100 anni di vita trascorsi con amorevole voglia di vivere, amare e gioire per le piccole cose". Sotto i flash dei fotografi, all’arzilla centenaria è toccato anche fare il taglio della torta. Sorridente, lucida ed ilare, Maria Angela non ha alcuna intenzione di demordere, anche perché, sarà forse merito dell’aria genuina della collina mottolese, ma, come lei stessa scherzosamente ha detto, "la mente è fresca". Insomma, mens sana in corpore sano ed il traguardo dei 100 anni si raggiunge in perfetta forma. Nonna Maria Angela, settima di undici figli, tutti deceduti in età avanzata, ama la vita in tutte le sue sfaccettature. E’ sempre stata bene, tranne una piccola parentesi qualche anno fa; ottimo udito, qualche problema di deambulazione, dovuto, è il caso di dire, dall’età. Certamente la vista non è più impeccabile; ma, per chi non lo è ed, in questo caso, gli anni contano davvero poco. Accudita e seguita dalla nipote Rosa, non si fa mancare davvero nulla; a letto a sera, intorno alle 20, 30, per poi, mettersi in piedi intorno alle 9,30 dopo aver ascoltato Radio Maria, per fare un’abbondante colazione: latte, biscotti, yogurt e marmellata.
Per il pranzo, nonna Maria Angela non è affatto esigente, mangia qualsiasi prelibatezza, che la brava nipote Rosa le prepara. Un buon bicchiere di vino completa il pranzo e, perché no, al pomeriggio, una buona tazza di caffé è sempre ben gradita. A sera per cena, per nonna Maria Angela, che non ha certo problemi di linea, c’è solo l’imbarazzo della scelta, anche se lei ama tanto pane e formaggio. Le piace chiacchierare, scherzare, ironizzare e curare persino il look, come testimoniano le sue mani lisce e ben curate e come, peraltro, ha dimostrato la sera dei festeggiamenti: ottima messa in piega, cappello e cappotto d’alta classe, come merita "una vera signora della vita". (Maria Florenzio)
0 commenti:
Posta un commento