Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 28 ottobre scorso:
Il primo cittadino Quero:«Proponiamo un’area protetta che tuteli i privati»
«Ripensare il Parco delle gravine»
Mottola, il Consiglio accoglie le tesi di agricoltori e allevatori
MOTTOLA - Gli allevatori e gli agricoltori a Mottola contestano il disegno di legge approvato dalla Regione Puglia sull’Istituzione del Parco Naturale «Terra delle Gravine». L’argomento è stato discusso in consiglio comunale mercoledì sera tra la protesta degli operatori e dei rappresentanti delle associazioni di categoria. Al termine di una seduta fiume, molto dibattuta, era sembrato che i consiglieri in aula avessero raggiunto una convergenza di intenti sul documento da presentare questa mattina alla conferenza presso la Regione Puglia a Bari. Sono bastati, però, 5 minuti di sospensione per rimettere in discussione tutto. Così, la maggioranza di centro destra ha approvato il documento con 13 voti favorevoli. Contrario il voto dell’opposizione, presente in aula con soli 4 consiglieri. In realtà il deliberato riguarda la richiesta di rideterminazione delle aree che devono rientrare nella perimetrazione del Parco. La Casa delle Libertà è favorevole ad un parco che si limiti ad includere soltanto il solco gravinale ed il Bosco di Santantuono.. L’opposizione, invece, vorrebbe anche l’inclusione del bosco del Burgensatico e del Bosco di San Basilio, per la presenza delle querce secolari. Il sindaco Giovanni Quero ha ricordato che l’On. Vendola, Presidente della Giunta Regionale, ha vinto le elezioni di aprile scorso facendo della concertazione e della condivisione la sua bandiera. Impegni che secondo il sindaco di Mottola sono stati disattesi nel momento in cui è stato approvato lo schema di disegno di legge del Parco.
«Oggi noi - ha sottolineato Quero - proponiamo un parco che tuteli gli interessi delle aree private e che includa soltanto le aree pubbliche e demaniali». La maggioranza intende salvaguardare le 2500 aziende mottolesi, di cui oltre 400 a carattere zootecniche, che, per i divieti imposti dall’istituendo parco, potrebbero cadere in crisi ed essere abbandonate». Il centro sinistra, invece, avrebbe il timore che la mancata approvazione del parco potrebbe far perdere al comune di Mottola enormi vantaggi. «Tra la posizione del "parco ambientalista" e quello "liberista" - ha sottolineato Vanni Esposito della Margherita - sceglieremmo quella «riformista e pianificatrice». Questa è la soluzione che deve cercare di mediare le diverse posizioni, ma deve soprattutto valorizzare lo sviluppo locale, incentrato nell’area parco, nell’interesse dell’ambiente, delle popolazioni, degli imprenditori e del territorio provinciale. Un parco che deve servire a migliorare la qualità della vita». (Francesco Francavilla)
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