Sempre dal Corriere del Giorno di ieri:
LSU, scoppia la protesta - Giovinazzi: non ci sono soldi
Situazione sempre più critica alla Comunità Montana
MOTTOLA - Una lettera di protesta nei confronti della Comunità Montana Murgia Tarantina. È da questo punto che prende inizio la vicenda che ieri ha visto protagonisti il personale ex LSU (Lavoratori Socialmente Utili), ed il personale in servizio presso l’ente montano, e il presidente dello stesso ente, l’avvocato Roberto Giovinazzi, in un botta e risposta chiarificatore sulla situazione che l’ente, con sede a Mottola, sta attraversando in quest’ultimo periodo. Sono gli ex Lsu a scrivere una lettera indirizzata proprio a Giovinazzi, in cui si mette in evidenza una "situazione precaria più volte prospettata e che non ha avuto ancora nessun esito positivo", così come si legge nella lettera. All’interno del documento si notifica che più volte i Cobas avrebbero richiesto "svariate volte" un incontro proprio con il presidente, senza però compiere nessun passo per la risoluzione delle problematiche. "Nessuna soluzione per dei lavoratori", continuano nella lettera, "che subiscono penalizzanti ripercussioni economiche". All’interno del testo si parla anche di una decennale promessa di stabilizzazione: "sono passati dieci anni con la solita promessa di stabilizzazione".
Adesso i lavoratori in questione hanno chiesto lumi. "In particolare grave situazione si trovano gli ex lsu, attualmente alle dipendenze di Sviluppo Italia, i quali, oltre ad avere difficoltà economiche, hanno un contratto quinquennale in scadenza il prossimo ottobre", e sui lavoratori ancora in carica scrivono: "per i lavoratori ancora in carica va affrontata la problematica delle forme di stabilizzazione in previsione di una possibile chiusura del bacino entro dicembre 2005". Questi i motivi che hanno spinto alla stesura della lettera i lavoratori della Comunità Montana, e questi i motivi che spingono gli stessi lavoratori a ricordare ciò che lo stesso presidente montano aveva dichiarato qualche mese fa, quasi a suggerire un provvedimento prossimo: "durante la riunione del 20 giugno scorso il presidente dichiarò che qualora non fosse riuscito ad ottemperare alla risoluzione della problematica, e successivamente alle difficoltà dello stesso ente, avrebbe consegnato le chiavi alla Regione Puglia". L’intenzione dei lavoratori. Nel caso in cui la situazione non dovesse trovare sbocchi, è quella di recarsi personalmente alla Regione per informare Vendola della situazione.
A questa lettera risponde subito Giovinazzi, che in primis precisa: "La situazione economica della Comunità Montana la si conosce da anni. Un ente che da quando sono diventato presidente non è mai stato messo in condizione di lavorare. Fitto ha voluto costituire un ente con novi comuni, sapendo benissimo che il Ministero aveva già preavvisato l’arrivo di contributi solo per quattro comuni. Alla promessa di far fronte egli stesso, tramite la Regione, alla quota degli altri cinque comuni, Fitto non ha mai fatto fronte". Che la Comunità non navigasse in buonissime acque lo si sapeva. Adesso si è arrivati agli sgoccioli, e la situazione diviene ormai insostenibile. Nonostante questo il presidente sottolinea, rispondendo ai lavoratori: "hanno sempre percepito lo stipendio. Siamo in regola. A volte è successo che i pagamenti abbiano subito dei piccoli ritardi, ma ad oggi siamo in regola con i pagamenti". Ad oggi. Ma il futuro? Purtroppo il futuro potrebbe non essere così felice: "ho già inviato una lettera di disdetta alla "Sviluppo Italia". Al momento non abbiamo la possibilità materiale di poter portare avanti il progetto". Così come stanno le cose non ci sarà rinnovo di contratto. Eppure una speranza c’è, e Giovinazzi è fiducioso: "Abbiamo incontrato l’Assessore Regionale all’Agricoltura Russo, assieme con i due consiglieri della Regione, Donato Pentassuglia e Paolo Costantino, e al capogruppo dei Ds, Antonio Palmisano. In quell’incontro l’assessore fece una promessa, che è quella di presentare una variazione al riequilibrio, in Regione, che si terrà a novembre". In parole povere dovrebbero arrivare nuove risorse economiche: "Sono convinto che la promessa sarà mantenuta". Per il resto il presidente della Comunità Montana risponde ai lavoratori e precisa: "dovrebbero alzare la voce con la Provincia e con la Regione, non certo con l’ente, che fino ad oggi gli ha garantito stipendio, ferie e libertà di gestione sugli orari lavorativi all’interno dell’ente montano". Sul futuro chiude prospettando nuovi progetti: "se la promessa dell’Assessore Russo sarà mantenuta potremo dare avvio a nuove progettualità, facendo ciò che non siamo riusciti a fare con la giunta Fitto". Aspettare per credere. (Graziano Fonsino)
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