domenica 24 luglio 2005

Rubo e pubblico dal Corriere del Giorno di ieri:


L’Udc a Quero: «La crisi politica non è irreversibile»


MOTTOLA - “Non è vero, così come ha sostenuto il sindaco Quero, che la crisi amministrativa in atto sia irreversibile”.

L’Udc interviene sulla crisi in atto ritenendo che, invece, “sia possibile superare l’attuale impasse a condizione però che si torni a parlare di politica e che atteggiamenti di tipo "padronale" vengano definitivamente messi da parte. Il gruppo dei sei consiglieri comunali, firmatari del documento politico, ha inteso, così facendo, richiamare, con spirito collaborativo, l’attenzione sia del primo cittadino che dell’intera maggioranza, sulla mancata attuazione del programma elettorale e sulla inosservanza delle sue linee guida, ossia trasparenza, sviluppo e solidarietà, consapevoli della necessità di dover imprimere un maggiore impulso all’azione di governo”.

Il gruppo dell’Udc, in particolare, non ha sottoscritto il documento per un mera questione di posti, visto che rivendica gli incarichi già posseduti (la presidenza del Consiglio comunale e un assessorato), ma per chiedere che “assessorati impegnativi come quello all’Urbanistica e ai Lavori pubblici, attualmente in mano al sindaco, vengano assegnati ad altre persone”. “Per i suoi troppi impegni - continua la nota - noi giudichiamo che il sindaco Quero non possa soddisfare in pieno le aspettative della città proprio in questi settori, mentre l’Udc possiede le energie e le competenze necessarie per far fronte a tali aspettative. Ricordiamo, inoltre, che approvato di recente, c’è ora l’esigenza di gestire il Piano Regolatore Generale. Sarà stato forse proprio a causa dei ricatti politici e dei compromessi se ultimamente tale gestione è stata, diciamo così, mortificata da lottizzazioni (o sedicenti tali) e da obbrobriose "Conferenze di servizi" (e meno male, respinte, per senso di responsabilità, dai funzionari regionali), in nettissimo contrasto con lo strumento urbanistico generale”.

Unico intendimento dell’Udc, condiviso anche dai tre consiglieri comunali dissociatisi da Forza Italia, è quindi quello di “lavorare tutti insieme per rendere più forte l’amministrazione e la Cdl e per prepararsi al prossimo appuntamento elettorale tra due anni, con le carte in regola”.

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